Grant: “Devo credere in me stessa. Wimbledon mi ha dato tanta fiducia”

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“Il primo turno delle qualificazioni non è mai facile. Come a Wimbledon, in realtà non ho giocato nemmeno tornei di preparazione perché ero un po’ infortunata, quindi sono arrivata qui direttamente dopo un paio di tornei sulla terra battuta. Sono davvero felice di essere riuscita a portare a casa la partita. È stata dura, soprattutto nel primo set, in cui abbiamo giocato tantissimi game lunghi, ma sono felice di essere rimasta sempre concentrata e di aver trovato il modo di chiuderla in due set”. Così Tyra Grant a Tennis Channel dopo la vittoria 6-2 6-4 contro Savannah Broadus al primo turno delle qualificazioni dello US Open 2026.

L’italo-americana si è detta pienamente soddisfatta dell’esordio sui campi di Flushing Meadows e ha subito trovato un parallelismo con il magico percorso di Wimbledon, dove raggiunse il primo main draw Slam e conquistò la prima vittoria nel tabellone principale: “È stato fantastico. Penso che ad aiutarmi molto siano state le ottime partite disputate nelle qualificazioni: sono arrivata con tanta fiducia. Non mi aspettavo nulla, ma quando è uscito il sorteggio ero davvero felice. Sapevo che avrei giocato su un campo importante ed è stato un ottimo primo turno. Cerco di portarmi dietro gli aspetti positivi e da Wimbledon ce ne sono stati davvero tantissimi, quindi sono felice”.

La crescita dell’ultimo anno

E ovviamente Grant è consapevole dei miglioramenti su ogni piano di cui è stata protagonista nell’ultimo anno: “Sicuramente, prima di tutto, direi la fiducia, perché con il tipo di gioco che ho devo credere davvero in me stessa e in quello che faccio. Penso che gli ultimi tornei che ho disputato e l’ultima stagione siano stati fantastici e questo mi ha aiutato molto sotto questo aspetto. Credo che si veda anche in campo. A parte le ultime due settimane, in cui non ho giocato molto a causa dell’infortunio, penso che abbiamo lavorato tantissimo sul movimento e sulla solidità da fondocampo. Questo mi ha aiutata molto in partite come quella di oggi: lei colpiva fortissimo, quindi dovevo essere davvero attiva e cercare di farle giocare sempre un colpo in più. Sono davvero felice del lavoro che abbiamo fatto“.

La differenza con il circuito junior

Da poco nel circuito maggiore, la classe 2008 vede ancora tanta differenza rispetto al livello junior: “Penso che la differenza sia che, quando giocavo tra le junior, ero già abituata a trovarmi in posti come questo. Però essere qui ora, nel circuito maggiore, è diverso: tutti ti conoscono, ti salutano, puoi camminare ovunque e fermarti a parlare con qualsiasi giocatore perché ormai conosci tutti. È davvero divertente sentirsi parte di questo ambiente e penso che, per ora, sia la cosa più bella”.

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