“Allenarsi a Piazza del Popolo è stata un’esperienza fantastica che ricorderò per sempre; l’atmosfera era incredibile e l’ambiente bellissimo. C’erano molti polacchi e anche molti locali entusiasti di vedere il tennis, persone che magari non possono venire sempre al torneo, quindi è stato bello giocare per loro in un allenamento divertente”. Così Iga Swiatek nella sua prima conferenza stampa in vista dell’esordio agli Internazionali d’Italia 2026. La numero 3 del mondo, regina della terra rossa, si presenta al Foro Italico con ancora zero titoli vinti sul lento. Il torneo di Roma potrebbe essere il modo giusto per ripartire dopo il WTA 1000 di Madrid, anche in prospettiva del Roland Garros.
Il torneo di Madrid
“Giocare a Madrid è stato davvero duro; ero completamente fuori giri il giorno prima del match e anche il giorno in cui ho giocato non mi sentivo bene, non avevo affatto energia. – ha detto la sei volte campionessa Slam – Ho provato a riprendermi, ma alla fine sono rimasta delusa quando le cose sono sfuggite al mio controllo, dopo essermi preparata per giorni, specialmente perché a Madrid mi sentivo bene con il mio gioco e venivo da buoni risultati. Fortunatamente, nel tennis si hanno molte occasioni e ci si può rifocalizzare rapidamente sul prossimo obiettivo”.
Prizemoney e la comunicazione tra colleghe
La polacca ha poi detto la sua riguardo alla questione del prize money e all’impegno delle giocatrici: “L’aumento del montepremi in sé non è l’unico punto, perché la percentuale dei ricavi sta effettivamente scendendo; la cosa più importante è avere una comunicazione e discussioni adeguate con gli organi di governo per poter negoziare. Non è facile gestire queste questioni extra-campo quando hai i tuoi impegni personali e poco spazio per altro, ma tra il 2022 e il 2023 sono stata piuttosto attiva. Anche se a volte è stato difficile ottenere risultati, ora la situazione è cambiata e la WTA sembra più aperta al dialogo. Al momento non voglio caricarmi troppo sulle spalle perché ho appena cambiato allenatore e ho tornei importanti, quindi mi affido alle giocatrici intelligenti che abbiamo nel consiglio, come Jessica Pegula, che tengono tutto unito”.
E proprio la fiducia nelle proprie colleghe è un tema che Iga ha tenuto a sottolineare, vista la coesione emersa negli ultimi anni anche sui temi più caldi: “Negli ultimi anni ci sono state molte discussioni nel gruppo delle top 20 su temi come la guerra in Ucraina, i ranking, i soldi e i punti. Abbiamo una comunicazione sempre migliore e siamo pronte a parlare insieme se un argomento è importante, come è successo per la programmazione dei tornei obbligatori. Tuttavia, boicottare un torneo è una situazione estrema. Noi siamo qui per competere come individui l’una contro l’altra e, per ora, non ho sentito nulla riguardo a un’ipotesi del genere”.
Il rapporto con i coach
Infine, Swiatek ha raccontato le diverse sensazioni e i nuovi approcci tra passato, presente e futuro nel lavoro con il proprio staff: “Ogni allenatore che ho avuto ha contribuito a formare chi sono oggi. Penso sia fondamentale avere un coach intelligente nel dare forma al tuo gioco, anche se non è il più esperto. La persona che ha davvero dato forma al mio nome è stato Kaznowski, un allenatore più giovane che giocava anche con me. Attualmente sento che con Francisco Roig ci capiamo molto bene: abbiamo la stessa visione di gioco e lui mi sta aiutando a raggiungerla proponendo diverse opzioni in allenamento. Questo nuovo modo di giocare mi sembra più naturale, solido e disciplinato”.