Renzo Furlan, nome glorioso della storia del tennis italiano e ora allenatore di Luca Nardi, ha parlato analizzando il momento del suo giocatore in occasione del Challenger 125 di Olbia 2026, al via nella giornata di lunedì 11 ottobre, organizzato da MEF Tennis Events e ospitato dal Tennis Club Terranova. L’ex numero 19 del mondo si è soffermato anche sulle prospettive degli azzurri alle ATP Finals 2026 di Torino (15-22 novembre) e alle Final Eight di Coppa Davis di Bologna (24-29 novembre).
Le condizioni di Nardi
Il primo allenamento a Olbia è stato positivo, anche se in questa fase della stagione l’obiettivo principale è ritrovare gradualmente la condizione e il ritmo partita: “Luca arriva da un’annata condizionata da diversi problemi fisici, a cominciare dall’infortunio al polso di marzo, che lo ha tenuto fermo per un paio di mesi, fino ai tre stiramenti agli adduttori che ne hanno limitato ulteriormente il rendimento”.
La prima giornata di allenamento in Sardegna è stata molto positiva: “Stiamo cercando di trovare condizione, quello è il primo focus, quindi condizione atletica per non farsi male e poi piano piano bisogna trovare quello che è il ritmo partita. Quindi la chiave e l’obiettivo di questi ultimi tornei sono un po’ questi, trovare il ritmo gara, fare più partite possibili, cercare di rialzare la condizione”, ha spiegato Furlan, che guarda anche alla preparazione per l’inizio della stagione 2027.
Il momento del tennis italiano
Il bilancio del movimento azzurro resta positivo, nonostante gli infortuni e qualche difficoltà nell’ultima parte della stagione. Jannik Sinner ha dovuto chiudere il suo 2026 in anticipo, mentre Lorenzo Musetti deve ritrovare la condizione dopo i vari problemi fisici. L’ex mentore di Jasmine Paolini ha invece sottolineato l’ottima annata di Flavio Cobolli, vicino alla qualificazione alle ATP Finals, e i progressi di Matteo Arnaldi e Luciano Darderi.
“Il quadro azzurro va benissimo, siamo in una bolla, abbiamo tantissimi giocatori tra i primi 100 del mondo: gli alti e bassi siano fisiologici anche nei movimenti più competitivi”. In vista delle Finals di Torino, l’eventuale presenza di Novak Djokovic potrebbe inoltre aumentare ulteriormente l’attenzione su un torneo già molto seguito.
Sinner, Alcaraz e Zverev verso le Finals
La stagione ha riservato sviluppi diversi rispetto alle aspettative iniziali. Se Sinner sembrava destinato a dominare, Alexander Zverev è riuscito a inserirsi nella lotta per il vertice, conquistando due Slam e arrivando a garantirsi il numero uno del mondo a breve. Carlos Alcaraz, invece, è tornato in campo con buone indicazioni, vincendo l’ATP 500 di Tokyo dopo la sconfitta contro Ben Shelton ai quarti dello US Open 2026.
“È un anno molto particolare. Si pensava che il dominatore assoluto sarebbe stato Jannik, che invece poi è venuto fuori alla grande Zverev. […] Ha vinto sul campo due Slam che non aveva mai vinto. Si gioca per chiudere il numero uno, quindi sono tutti col coltello fra i denti fino a fine anno”, ha osservato Furlan.
L’allenatore si aspetta che Alcaraz arrivi pronto alle Finals, pur dovendo ancora ritrovare il ritmo partita. Anche la possibile presenza di Djokovic rappresenterebbe un valore aggiunto: “È la storia del tennis, è il più forte giocatore di tutti i tempi e quindi averlo alle Finals secondo me è un valore aggiunto”.
Le prospettive dell’Italia in Coppa Davis
Lo sguardo si sposta infine sulla Coppa Davis, con il capitano Filippo Volandri chiamato a scegliere una squadra competitiva nonostante i dubbi sulle condizioni di alcuni azzurri e l’assenza di Sinner. Furan ricorda il successo della passata edizione, arrivato anche quello con defezioni importanti (Sinner e Musetti, allora top 10), e ritiene che l’Italia abbia le risorse per puntare ancora al titolo.
“Io credo che quest’anno ci sia la chance di vincere ancora. La squadra è fortissima, a prescindere da chi ci siano o meno Jannik o Lorenzo (Musetti)”, ha affermato, citando Cobolli, Darderi, Arnaldi e la coppia di doppio formata da Simone Bolelli e Andrea Vavassori, oltre alle possibili alternative rappresentate da Matteo Berrettini e Lorenzo Sonego.
Furan si aspetta inoltre che Musetti possa partecipare, arrivando all’appuntamento in condizioni migliori rispetto allo scorso anno. Con un gruppo completo e diverse opzioni a disposizione, le prospettive azzurre restano positive, anche se il lavoro del capitano non sarà semplice: “È un mestiere difficile perché hai tantissimi giocatori buoni, quindi non è sempre facile far contenti tutti”.