Jack Draper si è dovuto ritirare di nuovo. Questa volta all’ATP 500 di Washington 2026, quello che sarebbe stato il suo secondo torneo in oltre tre mesi, solo il sesto in stagione (oltre a un match di Coppa Davis). Purtroppo, come spesso accade ai giocatori afflitti da problemi continui, gli annunci di rientro possono essere frettolosi: la smania di tornare in campo può andare più veloce del recupero fisico, come successo a Lorenzo Musetti questa primavera (in particolare agli Internazionali d’Italia 2026) e a Matteo Berrettini più volte in carriera.
Come riportato da Ben Rothenberg, si tratta ancora del problema al braccio sinistro. Un segnale preoccupante per il mancino, che è stato visto dal giornalista statunitense allenarsi senza alcun problema proprio fino al primo lunedì del torneo.
I buoni propositi
L’impegno e la dedizione sono indubbie, e anche la voglia di cambiare cercando nuovi stimoli: la scelta di collaborare con Andy Murray nel ruolo di allenatore non è una cosa scontata, vista la competitività ossessiva che da sempre caratterizza lo scozzese. Stando alle dichiarazioni del classe 2001, è un rapporto di squadra in cui le due parti sono ugualmente partecipi. Possiamo dunque immaginare il frustrantissimo déjà-vu avuto da Murray nel vedere il suo giovane pupillo impossibilitato a dimostrare il suo valore: forse proprio l’esperienza del campione, come lo è stato lui, tra acciacchi e un’anca di metallo, potrebbe aiutare il duo a sopravvivere a un’altro inciampo dopo il ritiro da tutti i tornei del Grand Slam giocati finora nel 2026.