Junior radar (16) – Cento di questi Chung!

di - 28 Aprile 2015

Andrej Rublev

di Salvatore Greco

Quando abbiamo concepito questa rubrica per Spazio Tennis l’idea era quella di seguire i migliori giovani prospetti impegnati nei primi anni di professionismo e vederne i progressi (eventuali) settimana dopo settimana. L’abbiamo fatto consapevoli che è soprattutto in questi contesti che dei campioni del domani si varrà la nobilitate e anche un po’ stanchi di certo giornalismo sensazionalista che ama gli “incredibile” e i “sorprendente”. Da questa settimana Hyeon Chung, diciannove primavere alle spalle, è uno dei primi cento tennisti del pianeta e non è un risultato venuto dal nulla, ma il frutto di una crescita costante che noi –almeno da quest’anno- abbiamo seguito passo dopo passo e che con i mezzi di oggi non può e non deve essere “incredibile” solo perché lontana dalle telecamere e dall’attenzione mainstream.
Ciò detto, andiamo a vedere cosa è successo in questa sedicesima settimana sul circuito ai giovani più scalpitanti del momento.

MASCHILE

Hyeon Chung – Gli abbiamo tributato il titolo e non è un caso, il ragazzo coreano è il secondo 1996 più forte del mondo stando alle classifiche, dietro solo a Borna Coric. Chung conquista il titolo a Savannah praticamente a fari spenti: dopo le prestazioni incolore a Guadalupa e Sarasota, con la parentesi discreta di Houston, si presenta a Savannah un po’ meno invincibile rispetto all’inizio di stagione e il sofferto primo turno contro il lucky loser Garanganga, strappato al terzo set, sembra indicare quella direzione. Invece il torneo prosegue spedito con le vittorie su Peralta (6-4 6-2), Elias (6-2 6-4) e Bjorn Fratangelo (6-2 6-4) prima della finale -mai in discussione- conquistata sull’irlandese James McGee con il punteggio finale di 6-3 6-2. Lo aspettiamo su una terra battuta più tradizionale, ma se questi sono i presupposti a Parigi potremmo vedere qualcosa di bello.

Stefan Kozlov – Continua il momento no del ragazzo più atteso d’America che fatica a confermare in questo 2015 gli impressionanti progressi della scorsa stagione, forse ancora poco a suo agio con uno sviluppo fisico forse un po’ improvviso che potrebbe averlo un po’ scoordinato. A Savannah, in Georgia, nel locale Challenger su terra verde per il quale ha ottenuto una wild card, il giovane di origini russe non è nemmeno particolarmente fortunato nel sorteggio, che gli mette di fronte un giocatore capace per esperienza e qualità attuale di sovrastarlo, vale a dire quel Tim Smyczek che chiude il torneo di Kozlov imponendosi con un rapido 6-4 6-1.

Frances Tiafoe – L’altro gioiello classe ’98 delle scuderie USTA sembra invece nel momento migliore della sua crescita. Dopo i quarti di finale raggiunti nel Challenger di Sarasota a seguito di una cavalcata partita dalle qualificazioni, si presenta anche lui a Savannah con una wild card per il tabellone principale e raggiunge le semifinali. Migliora dunque il risultato di Sarasota, ma mostrando un tennis un po’ più incerto all’interno di un torneo che, a onor del vero, si rivela una fonte di sorprese dall’inizio alla fine. Il ragazzo del Maryland inizia il suo torneo con una partita orribile e vinta per un soffio contro il francese Millot (2-6 6-4 7-6 il punteggio finale), poi supera sempre in tre set Frank Dancevic e ai quarti di finale conquista l’unico match in due set della sua settimana rifilando a Mitchell Krueger un 6-2 7-6 che gli è valso la semifinale, poi persa –anche un po’ a sorpresa- contro l’irlandese James McGee uscito vincitore con il bizzarro punteggio di 6-1 1-6 6-3. È mancata la solidità di Sarasota a Tiafoe e il suo potente diritto, vero e proprio termometro del tennis del giovane yankee, ha concesso svariati errori gratuiti nel corso dei vari match oltre ai soliti vincenti, ma arrivare (quasi) in fondo a un torneo anche giocando male è sintomo di una maturità importante. Well done, Frances.

Frances Tiafoe

Gianluigi Quinzi – Dopo Napoli continua a Vercelli la campagna d’Italia per l’alfiere azzurro che ottiene una wild card per il primo Challenger piemontese (mentre scriviamo è già in corso quello di Torino). Il sorteggio mette di fronte al marchigiano un avversario non banale come la testa di serie n.3 del tabellone Igor Sjisling, ma Gianluigi gioca un gran match e porta a casa la vittoria addirittura in due set con il punteggio di 6-2 7-5. Al turno successivo si trova di fronte un giocatore molto diverso dall’olandese e decisamente più scomodo per lui, il siciliano Salvatore Caruso che infatti lo supera in tre set (7-6 3-6 6-3).

Orlando Luz – Mancava dai tornei professionistici da quasi due mesi il sedicenne brasiliano, impegnato a giocare (e vincere) importanti appuntamenti juniores in patria. E ancora in Brasile arrivano per lui le prime soddisfazioni a livello Challenger con la wild card offertagli dagli organizzatori del torneo di Santos. Nella città consacrata al culto Edson Arantes do Nascimento, in arte Pelè, Luz mette in mostra tutte le sue qualità e, coadiuvato dal pubblico di casa e anche da un pizzico di fortuna, si spinge fino alle semifinali. Niente male per uno che a inizio settimana festeggiava la sua prima vittoria in un Challenger, quella ottenuta sull’argentino Andreozzi per 6-3 4-6 6-3. Seguono la vittoria contro il connazionale Zormann (6-4 6-2) e quella su Agustin Velotti ottenuta per ritiro dell’argentino, evidentemente malconcio, sul 5-0 Luz nel primo set. In semifinale incrocia l’inaspettato quanto ispirato belga Germain Gigounon che lo supera con doppio 6-3 e conquista la finale, poi persa da Blaz Rola. Ottimi segnali per il ragazzo brasiliano anche in ottica Roland Garros, quello junior s’intende.

Orlando Luz

Christian Garìn – Presente a Santos anche il giovane cileno, fermato al primo turno con il punteggio di 6-2 6-3 da un avversario apparentemente non irresistibile quale Germain Gigounon. Settimana negativa per Garìn, ma alla luce di quanto ottenuto dal belga forse il rimpianto per questa volta può essere contenuto.

Elias Ymer – Il ragazzo figlio di eritrei emigrati in Svezia questa settimana era in Catalogna dove, usufruendo di una wild card, ha partecipato all’ATP 500 di Barcellona direttamente nel tabellone principale. Al primo turno si trova di fronte il qualificato olandese Thiemo De Bakker e lo supera in rimonta 6-7 7-5 6-4 e sempre in rimonta ottiene un’importante vittoria su Nick Kyrgios, superato 2-6 7-5 7-6, confermando i limiti dell’australiano sulla terra battuta. Al terzo turno il tabellone gli regala uno dei migliori tirocini possibili sulla terra battuta, l’incontro con David Ferrer. Ferru, specie nella brillante versione 2015, è ancora troppo forte per il giovane svedese che perde 6-3 6-4, ma senza sfigurare.

Andrej Rublëv –Se Ymer a Barcellona non ha sfigurato, la promessa del tennis russo al maschile fa anche meglio impressionando (e un po’ indispettendo) il pubblico catalano. Partito dalle qualificazioni dove supera agevolmente Huta Galung (6-3 4-1 e ritiro) e lo slovacco Gombos (7-6 6-3) al primo turno del tabellone principale incontra Fernando Verdasco. Il mancino madrileno non è certo il miglior cliente su piazza per un giovane esordiente, ma Rublëv contro di lui ostenta carattere da vendere, a volte fino al punto di meritarsi i fischi degli spettatori di casa, e in più occasioni tiene il servizio a zero, sfoggia un diritto penetrante e il rovescio, che era già il suo colpo migliore, incontra più che bene gli sventagli di diritto di Verdasco. Conquista il primo set al tie-break e nel secondo va a servire sul 5-3 in preda a dei crampi piuttosto violenti e chiude il match anche grazie all’aiuto di Verdasco che non approfitta del servizio lentissimo per tirare vincenti in risposta. Al turno successivo si trova di fronte Fabio Fognini che perde il primo set dal russo ma poi si impone nei successivi due chiudendo 3-6 6-4 6-1. Sono comunque ottime le impressioni sulla terra per Rublëv, ma per un ex-campione del Bonfiglio non è poi così strano.

FEMMINILE

Louisa Chirico – Grande settimana per la tennista nel New Jersey che va ad Alabama a conquistare il torneo da 50.000 $ di montepremi che si tiene sui campi in terra verde di Dothan, Alabama. Durante il torneo affronta praticamente solo under-21 superando in sequenza Allie Kiick, Bernarda Pera, Jessica Pegula e Jovana Jaksic con quest’ultima che è stata l’unica a imporsi su di lei nel primo set. In finale incrocia una delle più forti ’97 in circolazione, Katerina Stewart, e lotta per tre set aggiudicandosi alla fine il titolo con i parziali conclusisi 7-6 6-3 7-6 e perdendo un solo punto tra primo e secondo tie-break.

Jil Teichmann – La giovane svizzera nata a Barcellona si era iscritta alle qualificazioni del torneo di Santa Margherita di Pula che, nell’edizione della scorsa settimana, offriva un montepremi da 25.000 $. Non è andata molto bene alla Teichmann, uscita subito con un doppio 6-4 inflittole dalla georgiana Sofie Kvatsabaia che la settimana prima sempre a Pula si era spinta fino ai quarti di finale.

FUORI RADAR

Come al solito non sono mancati giovani tennisti e tenniste captati dai nostri radar tra gradite conferme, ritorni e –chissà- segnali importanti quanto inaspettati.

MASCHILE

Il migliore: dalla Norvegia a Santa Margherita di Pula il ragazzo nativo a Trøndelag ma di evidenti origini slave Viktor Durasovic, classe 1997, si è aggiudicato questa settimana il titolo Futures a Santa Margherita di Pula (Italy F6) concludendo con la vittoria finale sul croato Viktor Galovic (superato con il punteggio di 6-3 6-2) un’ottima settimana sulla terra sarda con la vittoria più importante che resta quella ottenuta in semifinale sull’azzurro Federico Gaio conquistata in due parziali conclusi 7-6 6-2.

Victor Durasovic

Gli altri:

Thailandia F1 Futures – Bangkok – cemento outdoor

Il palcoscenico non è dei più competitivi, ma la vittoria del torneo partendo dalle qualificazioni è un risultato eccellente per il giapponese Akira Santillan, classe 1997, che mette sette match in fila sul cemento thailandese lasciando le briciole per strada. A parte il primo set del match del primo turno conclusosi al tie-break, in nessun parziale Santillan ha ceduto più di tre game. Chapeau.

Savannah Challenger- Savannah – terra verde

Il torneo che ha incoronato Chung e che ci ha fatto sfiorare un “derby radar” in finale tra il coreano e Frances Tiafoe ha messo in mostra altri due giovani americani di certo non sconosciuti al pubblico più affezionato di Junior Radar. Il primo dei due è Jared Donaldson, il ragazzo del Rhode Island che aveva conquistato il titolo a Maui qualche settimana fa e che a Savannah è arrivato ai quarti di finale dove è stato fermato dal coriaceo Bjorn Fratangelo che ha conquistato la semifinale superando il giovane avversario 6-7 6-3 6-0. Buon risultato anche per il classe 1997 Tommy Paul che, partito dalle qualificazioni, ha superato a sorpresa il primo turno contro il belga Bemelmans –testa di serie n.2- salvo poi arrendersi anche lui a Bjorn Fratangelo nel secondo turno con l’italo-americano impostosi 6-2 6-1.

Cile F3 Futures – Santiago del cile – terra rossa outdoor

Nel torneo Futures di Santiago, orfano dei migliori giocatori di casa che hanno preferito il “vicino” Challenger di Santos in Brasile, guadagna una buona semifinale il giocatore di casa Bastian Malla (1996) che si è fermato al penultimo atto del torneo, superato dall’esperto peruviano Duilio Beretta con il punteggio di 6-1 7-5.

Cina F4 Futures – Yuxi – cemento outdoor

Nel torneo cinese quasi tutto autoctono, ma vinto dal rientrante sloveno Grega Zemlja, a meritarsi la gloria del fuori radar è il classe ’96 Faijing Sun che ha conquistato una non banale semifinale partendo dalle qualificazioni prima di fermarsi di fronte al coreano Cheong-Eui Kim, sei anni e circa 1300 posizioni del ranking in più.

Tunisia F15 Futures – El Kantaoui – cemento outdoor

Il consueto appuntamento algerino del circuito ITF ha visto il diciannovenne francese Hugo Grenier scalare il tabellone fino alla semifinale dove si è arreso al belga Christopher Heyman in tre set: 6-3 6-7 7-5 il punteggio finale in favore di Heyman.

FEMMINILE

La migliore è senza troppi dubbi la rumena Raluca Georgiana Serban, classe 1997, che domenica ha conquistato il secondo titolo di fila ad Heraklion, nel locale torneo su cemento all’aperto da 10.000 $ di montepremi. In una settimana dove erano assenti le giovani greche che avevano battagliato nelle settimane precedenti, Grammatikopolou e Sakkari, per la Serban la vittoria del torneo è stata quasi una passeggiata con due soli set ceduti in tutta la settimana, uno in semifinale contro la bielorussa Sabalenka (3-6 6-2 7-5) e uno in finale all’ungherese Bondar (4-6 6-4 6-1).

Raluca Serban

Le altre:

ITF 10.000 $ – Heraklion – cemento outdoor.

Proprio le già menzionate Sabalenka e Bondar, rispettivamente classe 1998 e 1997, hanno animato la leva giovanile del torneo cretese questa settimana. La Sabalenka in particolare è partita dalle qualificazioni mettendo dunque nelle gambe un bel po’ di partite prima di cedere in semifinale alla Serban. Da segnalare la sua vittoria di secondo turno su Sara Tomic, sorella di Bernard, qualificata anch’essa. La Bondar ha invece approfittato alla grande di uno spicchio di tabellone orfano della testa di serie n.1, l’austriaca Moser, conquistando la finale con grande facilità.

ITF 50.000 $ – Dothan – terra verde outdoor.

Se avesse conquistato il titolo, la palma della migliore sarebbe andata a lei, ma Katerina Stewart questa settimana ha “solo” ottenuto la finale poi persa da Louisa Chirico nel torneo da 50.000$ di montepremi di Dothan, in Alabama. Tanti ottimi risultati conseguiti da questa diciassettenne ci hanno quasi abituato, ma una finale di questo livello non è roba da poco.

ITF 25.000 $ – Santa Margherita di Pula – terra outdoor.

Nel torneo sardo dà mostra di sé l’italo-francese Fiona Ferro (intervenuta proprio per l’occasione ai microfoni di Spazio Tennis), interessantissimo prospetto junior che sta saggiando con ottimi risultati il circuito maggiore. Partita dalle qualificazioni la Ferro ha raggiunto le semifinali accusando anche una comprensibile stanchezza e ha ceduto, di fisico e di nervi, di fronte alla più esperta connazionale Alizé Lim che ha interrotto la parabola della giovane Fiona con due set chiusi 6-4 6-3.

ITF 15.000 $ – El Cairo –terra outdoor.

Sharm El Sheikh lascia spazio a El Cairo e a una settimana egiziana su terra rossa che fa segnare due interessanti semifinaliste. Una è Tereza Mihalikova, classe 1998, e nota ai più per aver vinto gli Australian Open junior lo scorso febbraio; la slovacca ha dimostrato una grande solidità e una buona confidenza con la terra battuta ergendosi fino alle semifinali dove ha ceduto il passo alla polacca Katarzyna Kawa impostasi con il punteggio di 6-2 6-1. Dall’altra parte del tabellone finale sognata, ma non raggiunta, dalla austriaca Barbara Haas, nata nel 1996 e fermata in semifinale dalla britannica Amanda Carreras con il punteggio di 6-4 6-4. Come premio di consolazione la Haas ha portato a casa il torneo di doppio in coppia con la giovanissima giocatrice di casa Sandra Samir.

ITF 15.000 $ – Guadalajara – terra outdoor.

La località messicana di Guadalajara ha ospitato, oltre al torneo del circuito Challenger, anche un ITF femminile da 15.000 $ di montepremi dove si è messa in luce la tennista di casa Renata Zarazua (1997) che si è fermata in semifinale battuta dalla testa di serie n. 1 del tabellone, Marcela Zacarias, dopo tre set combattuti e conclusi 6-4 4-6 6-2.

ITF 10.000 $ – Bol (Croazia) – terra outdoor.

L’isola di Brazza, al largo della costa dalmata, ha offerto il suo palcoscenico turistico al piccolo torneo di Bola dove ha fatto segnare una semifinale la svedese classe 1997 Kajsa Rinaldo Persson protagonista di un buon torneo interrotto solo dalla ceca Pantuckova, poi vincitrice del titolo, con il punteggio di 6-4 6-2.

ITF 10.000$ – Shymkhent – terra outdoor.

Nel circuito ITF c’è spazio anche per un torneo su terra rossa in mezzo alle colline del sud del Kazakhstan dove Ksenija Sharifova (1996) in un tabellone dominato dalle giocatrici russe ha raggiunto la semifinale perdendo poi dall’omonima, ma di passaporto kirghizo, Ksenija Palkina con un doppio 6-4.

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