Masters 1000 Madrid 2026: Sinner riprende da dove si era interrotto, ma che fatica con Bonzi
Il match contro il francese è stato caratterizzato da uno spigoloso avvio, soprattutto nel primo set. Bonzi ha mostrato un’inaspettata solidità difensiva e anzi è stato in grado di pungere quando serviva. Jannik ha dato l’idea di essere un po’ appannato e ha concesso qualche punto di troppo dal lato del rovescio. Poi l’inerzia della gara si è totalmente sovvertita e Bonzi, che ha giocato un dispendiosissimo primo set, ha perso sempre più terreno. Fino a che il distacco non è diventato incolmabile. Il quarto confronto tra i due si chiude quindi proprio come i precedenti tre: vittoria di Jannik si, ma sempre al terzo set.
È la ventitreesima vittoria di fila in un 1000 (agganciato Rafael Nadal, con Novak Djokovic); la striscia contro giocatori transalpini dal 2021 sale a 27 successi in serie, mentre diventano 36 gli esordi vincenti nei Masters, ininterrotti dal 2023: numeri da capogiro, destinati a non finire mai. Il numero 1 del mondo sfiderà ora Elmer Moller, qualificato che ha battuto Federico Cinà al primo turno e approfittato del ritiro di Arthur Fils per approdare ai sedicesimi di finale.
Match che da subito naviga su ritmi alti, con scambi medio-corti e un gioco fortemente condizionato dai due (gran) servizi. Sono ben tre le palle break che Jannik sciupa al terzo game e altre due al settimo. Ma, più che per demerito dell’azzurro — con un po’ di “braccino” iniziale nei punti importanti — è tutto merito di un ottimo Bonzi, sempre in grado di sbrogliare la matassa grazie alla battuta. E, con pochi colpi di scena e tanta intensità, il set scivola verso il tie-break, con un sorprendente e solido Bonzi a tenere testa al numero 1 del mondo. È il transalpino ad approdare per primo proprio al tie-break. Sinner raggiunge l’avversario, ma, con qualche insolita sbuffata, lascia trasparire tutto il suo disappunto per una prima frazione macchinosa. E il tie-break è un brivido costante: Sinner non concretizza un set point sul 6-5 e viene punito dal francese. 7-6(6) il primo set, con lo shock piazzato da Bonzi.
Nel secondo set la situazione non decolla. E, nonostante Jannik rimanga aggrappato al match con le unghie e con i denti, sono troppi gli errori da parte sua. I due smash (uno corto prima della rete e uno fuori di molto) al terzo game lasciano presagire il peggio e offrono una possibilità di break. Ma l’azzurro raschia dal barile le forze, mantiene il servizio e riesce a metterci una pezza. Al quarto game Jannik inverte il trend e strappa il servizio all’avversario, tradito proprio dalla battuta con un doppio fallo. È il game che cambia la sfida. Perché il numero 1 del mondo respira, trova il tempo di ricomporsi e guadagna la giusta carica di energia e fiducia, mentre Bonzi finisce fuori giri. Gli ultimi tre giochi sono una mattanza tricolore: 6-1 e si torna in parità.
Dopo otto lunghi minuti di medical timeout chiamato da Bonzi per un problema alla spalla, si apre il set decisivo. La montagna russa di emozioni non finisce mai e tra dubbi e incertezze su ambo i lati del campo a giovarne è l’equilibrio. Perché più che di sicurezze la partita vive di sussulti e giocate fallaci, con pochi appiggli a dar manforte alla giornata dura tanto per il francese, quanto per l’azzurro. Il break al quinto game è un toccasana per Jannik, che sente il profumo di vittoria una volta consolidato il 4-2. Forse non si aspettava una partenza così tanto in salita, ciò che resta però, è la vittoria finale. Al primo match point l’altoatesino non sbaglia e chiude per il definitivo 6-4.
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