“Sono molto contento della prestazione di oggi. Sto lavorando molto bene sul servizio, ho ancora degli alti e bassi, ma è normale. Stiamo cercando di avere più alti che bassi e oggi il servizio mi ha aiutato molto nei momenti importanti, permettendomi anche di giocare pochi punti nei turni di battuta e arrivare più riposato in risposta”. Così Flavio Cobolli ha esordito in conferenza stampa dopo la vittoria in tre set nel derby azzurro contro Andrea Pellegrino al Roland Garros 2026.
Proprio sull’avversario, Cobolli ha speso parole importanti: “Andrea ha dimostrato anche oggi di avere il livello per stare nei top 100 e sono molto felice per lui e per come sta giocando in questo periodo. È stata una partita dura e il suo gioco mi ha costretto a restare concentrato su ogni punto. Poi nel terzo set sono riuscito a trovare quel distacco che mi ha permesso di chiudere in tre set”.
LA PREPARAZIONE DELLA PARTITA
L’azzurro ha spiegato anche come, insieme al team, sia stata preparata con particolare attenzione questa sfida, soprattutto dopo alcune sconfitte contro giocatori con ranking inferiore: “Abbiamo fatto una piccola riunione e analizzato gli errori delle ultime partite. Ormai il livello si è molto appiattito e soprattutto nei grandi tornei il ranking conta poco: bisogna sempre giocare ad alta intensità”.
Nel box di Cobolli era presente anche Alessandro Giannessi, nuovo ingresso nel team: “Alessandro è entrato nel team, è una figura che ho richiesto espressamente. Mi darà una mano per alcune settimane quest’anno, poi vedremo cosa succederà in futuro, ma per ora mi trovo molto bene”.
Cobolli ha poi parlato anche del prossimo avversario, Yibing Wu: “È un giocatore molto forte con cui dovrò stare molto attento. Ora preparerò bene la partita con i miei allenatori. Colpisce molto bene la palla, ma io ci ho giocato sul cemento e sulla terra avrà sicuramente caratteristiche diverse. Vedremo cosa ci riserverà il match”.
SÌ ALLA PRESENZA DEI GIUDICI DI LINEA
Cobolli si è espresso sulla mancanza della chiamata elettronica al Roland Garros, uno dei pochi tornei rimasti con i giudici di linea sulla terra battuta: “Onestamente l’occhio di falco è una grande mano durante la stagione, soprattutto sul cemento e sull’erba. Però sulla terra sono un tradizionalista: a me piace vedere il segno. Credo sia elegante così, il tennis è uno sport elegante ed è nato così. Penso sia bello continuare ad avere i giudici di linea per qualche settimana durante l’anno”.
E infine, una riflessione sul Roland Garros e sul legame speciale con Parigi: “Parigi è il torneo più bello che un tennista, soprattutto europeo, possa giocare oggi. Io sono nato sulla terra rossa, quindi per me giocare questo torneo è speciale e ogni volta che torno qui provo sempre la stessa sensazione. Sono grato di avere la possibilità di vivere tutto questo insieme agli altri ragazzi e spero di poter divertire ancora tante persone qui negli anni”.