Roland Garros 2026, Cobolli: “Si sente un’aria diversa nello spogliatoio, c’è spazio per sognare”

Francesco Petrucci
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Flavio Cobolli - Foto FITP

Sono molto felice della mia performance, è la prima prima vittoria in un Centrale in uno Slam e significa molto. Ora è tempo di recuperare un po’ e pensare al prossimo match che è molto importante”. Queste le dichiarazioni in conferenza stampa di Flavio Cobolli al termine del convincente successo su Learner Tien per 6-2 6-2 6-3 nel terzo turno del Roland Garros.

Con l’uscita dei protagonisti annunciati, Jannik Sinner e Novak Djokovic, e la contemporanea assenza di chi questo torneo lo conosce molto bene, Carlos Alcaraz e Lorenzo Musetti, la lotta per conquistare il ‘Trofeo dei moschettieri’ sta entrando sempre più nel vivo. A maggio ragione perché nessun giocatore tra quelli rimasti ancora in gioco ha mai ottenuto un titolo Major: Questa aria diversa si sente nello spogliatoio soprattutto perché non ci sono i due più forti e Nole. Quando cammini nello spogliatoio c’è uno spiraglio per tutti e tutti vogliono giocarsela, siamo pronti a lottare”.

Prossima sfida e processo di maturazione

Agli ottavi di finale l’azzurro se la vedrà con una delle tante sorprese di quest’edizione del Roland Garros, Zachary Svajda, reduce dal successo su Francisco Cerundolo e già affrontato in passato: “Io e Svajda abbiamo giocato contro 2 anni fa a Delray Beach e ci conosciamo. Anche per lui non è la superficie preferita ma se ha vinto 3 partite penso stia giocando con un buon feeling su questi campi”.

Con il passare del tempo il romano ha acquisito sempre più esperienza nel gestire l’ansia da grande appuntamento. In questo senso, un passaggio cruciale è stato quello dell’esperienza in Coppa Davis lo scorso novembre: Le partite di Coppa Davis mi hanno aiutato ad affrontare questi grandi stadi, la pressione davanti a un pubblico così grande. Quando giochi con la maglia nazionale la pressione è diversa da quando giochi per te. Ma l’esperienza di Bologna mi ha insegnato tanto”.

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