L’atmosfera alla vigilia del Roland Garros 2026 sembra essere molto diversa rispetta agli anni scorsi. Dopo le minacce di boicottaggio dei tornei del Grande Slam, diversi giocatori dei circuiti ATP e WTA, come riportato da L’Équipe, sarebbero pronti a manifestare nuovamente il proprio malcontento durante il tradizionale Media Day in programma venerdì a Parigi.
IL CONTESTO
La questione, nata diversi anni fa, è scoppiata a inizio maggio quando i migliori giocatori e giocatrici del mondo hanno inviato una lettera agli Slam in cui hanno espresso tutta la loro delusione riguardo il montepremi del Roland Garros 2026. L’idea del boicottaggio è partita dalla numero 1 del mondo Aryna Sabalenka, durante la prima conferenza stampa degli Internazionali d’Italia, supportata da molti suoi colleghi, tra cui Jannik Sinner. Il punto è sempre lo stesso: la percentuale dei ricavi dei singoli tornei del Grande Slam destinata ai tennisti.
Per quest’edizione, il Major parigino ha annunciato un aumento del prize money del 9,5%, fino a 61,7 milioni di euro. Il problema, secondo gli atleti, è che questa cifra si aggira attorno al 15% dei ricavi complessivi del torneo, considerata ancora troppo bassa da Sinner e colleghi rispetto al valore che loro stessi contribuiscono a generare. Per intenderci, i principali tornei ATP e WTA retribuiscono circa il 22% dei loro ricavi ai giocatori.
LA PROTESTA E L’INCONTRO TORNEO-GIOCATORI
Per lanciare un segnale forte agli organizzatori, molti top player avrebbero deciso di limitare drasticamente gli impegni con la stampa: le conferenze e le interviste dovrebbero durare appena quindici minuti, senza ulteriori incontri con i media al termine delle sessioni ufficiali.
Un gesto simbolico che potrebbe rappresentare soltanto il primo passo di una protesta più ampia. Nelle stesse ore, infatti, è previsto un incontro tra la direzione del Roland Garros, la Federazione francese e alcuni tra i principali agenti dei giocatori. Sul tavolo ci saranno temi centrali per il futuro del tennis professionistico: direzione dei tornei, rappresentanza degli atleti, tutela sociale e redistribuzione dei ricavi.
LA RISPOSTA DEL ROLAND GARROS
In risposta, la direzione del torneo ha espresso tutto il suo disappunto per la scelta dei giocatori attraverso un comunicato ufficiale: “Ci rammarichiamo di questa decisione dei giocatori, che penalizza tutte le parti coinvolte nel torneo: media, broadcaster, staff della federazione e l’intera famiglia del tennis che segue con entusiasmo ogni edizione di Roland Garros”.
Nonostante ciò, la Federazione francese ha ribadito la volontà di proseguire il confronto con gli atleti e i loro rappresentanti, nella speranza di trovare una soluzione condivisa ed evitare un’ulteriore escalation dello scontro.
Nel frattempo, i vertici del torneo di Wimbledon, che ancora devono annunciare il prize money dell’edizione 2026, osservano con attenzione gli sviluppi della vicenda in un momento particolarmente delicato per gli equilibri del circuito.