Roland Garros 2026, Mauresmo: “Non cambieremo il montepremi, ma parleremo con i giocatori”

Redazione
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Suzanne Lenglen - Foto FFT

di Tancredi Crepax

Nonostante il polverone mediatico sollevato nelle ultime settimane, il Prize money del Roland Garros 2026 non cambierà.

Lo ha annunciato questo giovedì Amelie Mauresmo, direttrice del Grande Slam parigino ed ex campionessa a Melbourne e Wimbledon. Pare, dunque, che le proteste esternate durante gli Internazionali d’Italia da parte di giocatori e giocatrici ATP e WTA non abbiano avuto conseguenze.

Facciamo ordine: ciò di cui si sono lamentati Sinner, Sabalenka e Gauff, tra gli altri, riguarda il montepremi quale percentuale sul fatturato dei tornei del Grande Slam. Nonostante la cifra grezza riservata agli atleti sia in aumento di anno in anno, la percentuale sugli incassi totali del Roland Garros non segue lo stesso ritmo: si ipotizza infatti un calo dell’1,6% dal 14,9% dell’edizione del 2024.

Per dimostrare il proprio risentimento nei confronti di questa decisione, i protagonisti delle prossime due settimane hanno annunciato che limiteranno la loro presenza in conferenza stampa pre-torneo a un massimo di 15 minuti (nota a margine: come misurato da Ben Rothenberg sulla testata online Bounces, quasi nessuna conferenza pre-Australian Open 2026 ha superato il quarto d’ora di durata).

Sembra però che il dibattito non sarà più solamente un botta e risposta a distanza: Mauresmo ha infatti dichiarato di essere aperta al dialogo. Nella giornata di venerdì era atteso un momento di confronto tra gli organizzatori del torneo, i giocatori e i loro entourage. Interrogata sul prize money dell’edizione 2026, l’ex numero 1 del mondo non ha però lasciato spazio a cambiamenti dell’ultimo secondo: “No, non cambieremo niente. Cominceremo a parlarne, ed è questo che vogliono tutti”.

La minaccia di boicottaggio che aleggiava durante gli Internazionali d’Italia non ha trovato in effetti grandi riscontri, a testimonianza del fatto che non si tratta di un’emergenza per le star del tennis, quanto più di una lucida richiesta di adeguamento dei compensi. Come spiegato da Jannik Sinner proprio durante il Masters 1000 romano, la componente giocatori non pretende una percentuale maggioritaria sui ricavi, né sottovaluta l’importanza del torneo e della sua organizzazione.

La richiesta nasce infatti da un paragone con gli altri grandi sport globali, dove le percentuali di guadagno sono molto diverse. (51% in NBA, 35-40% sul PGA Tour). I vincitori riceveranno dunque 2.8 milioni di euro ciascuno.

La curiosità è tanta, trattandosi di un raro caso in cui atleti e atlete ATP e WTA hanno unito le loro voci per una causa condivisa, ma cambiare qualcosa in tempo per Wimbledon sembra difficile. Quello che è certo è che entrambe le parti hanno bisogno l’una dell’altra, per il bene del tennis.

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