Roland Garros 2026, Medvedev: “Il mio tennis dipende da fattori che non controllo”

Tommaso Giuliani
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Daniil Medvedev - Foto Matthieu Mirville/DPPI/IPA Sport 2/ipa-agency.net

Daniil Medvedev saluta il Roland Garros 2026 già al primo turno, sconfitto a sorpresa dall’australiano Adam Walton al termine di una partita dai punteggi inusuali: 6-2 1-6 6-1 1-6 6-4. Un match pieno di strappi e cambi di inerzia, che il russo ha commentato in conferenza stampa con lucidità ma anche con la consapevolezza di un rapporto con Parigi che continua a non decollare. “Non è stata una partita facile. Non ho giocato il mio miglior tennis”, ha spiegato Daniil Medvedev in conferenza stampa. “Lui ha giocato bene in alcuni momenti, meno bene in altri, e io sono riuscito a prendere il controllo quando lui calava. Ma non sono riuscito ad alzare abbastanza il mio livello per vincere la partita”.

Il numero uno russo ha escluso che il caldo abbia avuto un ruolo decisivo nel risultato, nonostante le condizioni pesanti e l’andamento altalenante dell’incontro: “Mi sentivo bene fisicamente. Nel quinto set stavamo ancora correndo bene, nessuno aveva crampi. È diverso giocare con questo caldo sulla terra, ma è normale”.

Il mistero del Roland Garros: “So perché faccio fatica, ma non lo dirò”

Nel corso della conferenza, Medvedev è tornato indirettamente anche sul tema delle condizioni di gioco al Roland Garros, un argomento che negli anni ha accompagnato spesso le sue difficoltà sul rosso parigino. Alla domanda sul perché qui fatichi così tanto rispetto agli altri Slam, il russo ha scelto una risposta criptica ma significativa: “Io so perché non gioco sempre il mio miglior tennis al Roland Garros, ma se lo dicessi sembrerebbero scuse. Quindi preferisco tenermelo per me”.

Il confronto con Sinner: “Io non ho quella potenza”

Il russo ha poi approfondito il discorso sulle sue caratteristiche tecniche, ammettendo di essere un giocatore molto dipendente da fattori esterni come velocità del campo, palline e sensazioni generali. “Ogni torneo ha campi diversi, palle diverse, condizioni diverse. A volte riesco ad adattarmi, a volte no”.  Poi il riferimento diretto a Jannik Sinner, utilizzato come esempio per spiegare le differenze nel modo di produrre velocità di palla: Il mio tennis dipende da cose che non posso controllare. Se la palla non viaggia, io non ho la potenza per farla andare come Jannik. A lui basta colpire forte e la palla va comunque. Io posso spingere al massimo, ma se la palla non cammina… non cammina”.

“Posso tornare subito, magari già a Wimbledon”

Nonostante l’ennesima eliminazione precoce a Parigi, Medvedev respinge l’idea di avere un problema negli Slam: “Penso di essere ancora un giocatore capace di fare bene nei Major. Posso perdere al primo turno, ma non credo di aver perso la capacità di performare in questi tornei. Può tornare tutto molto velocemente, magari già a Wimbledon”.

Il russo ha anche escluso qualsiasi ipotesi di rinunciare in futuro al Roland Garros: “No, verrò sempre qui. So di poter giocare bene anche al Roland Garros, è solo più difficile per me. Forse dovrei considerare di giocare un torneo prima dello Slam, cosa che di solito non faccio. È l’unica cosa che potrei valutare per il prossimo anno”.

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