Roland Garros 2026, Zverev: “Guardo ogni partita, mi concentro su me stesso”

Francesco Petrucci
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Alexander Zverev - Foto FITP

Sono contento: ho vinto in tre set, ho trovato il mio ritmo ed è stata una partita solida. Finché il mio tennis si costruisce bene e sto bene in campo, sono felice”. Queste le sensazioni di Alexander Zverev in conferenza stampa dopo il successo contro Jesper de Jong per 7-6(3) 6-4 6-1 negli ottavi di finale del Roland Garros.

La pressione si è rivelata più volte il primo avversario del tedesco, ancor prima di quello sul campo. La parola d’ordine del suo torneo, quindi, è ‘concentrazione’: “Mi concentrerò sulle partite che mi aspettano, è l’unica cosa che devo fare. Mi sono concentrato su De Jong, ho giocato una buona partita e ho vinto. Questa è l’unica cosa che posso controllare”.

Il nuovo che avanza

Il prossimo sfidante di Zverev sarà Rafael Jodar, affacciatosi da poco nel circuito ma già con gli occhi del mondo addosso per le strepitose qualità mostrate in relazione all’età (19 anni). Il tre volte finalista Slam ha ricordato dei bei tempi in cui era alle prime esperienze nei grandi tornei: Sono bei momenti per tutti i giocatori. Non hai pressione, sei libero, stai sperimentando tutte queste cose fantastiche per la prima volta. È un’esperienza magnifica, ma è anche bello essere nella posizione in cui mi trovo da dieci anni”. Queste le sue prime impressioni riguardo lo spagnolo: “Non l’ho visto durante questo torneo perché giocavamo sempre lo stesso giorno, ma l’ho visto in altre partite. È un giocatore molto offensivo e che ha un talento enorme, non vedo lora di affrontarlo”.

Nuove strategie

Tra le critiche spesso rivolte nei confronti dell’ex numero due del mondo, la mancanza di rischi nel suo gioco è quella che va per la maggiore. Con il suo team, all’inizio del 2025, hanno discusso soprattutto di questo: “Una delle possibilità era correre più rischi. Anche mantenere la velocità di gioco, soprattutto da fondo campo, era un’altra questione. In generale, tutte quelle cose che permettono di offrire un gioco più vario di fronte all’avversario”.

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