Elena Rybakina sta spuntando diverse voci nella sua lista di cose da fare nel 2026. Dopo aver vinto altri due Slam (Australian Open e US Open, tre in totale dopo Wimbledon 2022), ed essere diventata numero uno del mondo, la kazaka si è assicurata il trono in cima alla classifica fino a fine stagione.
Rybakina è in gara al WTA 500 di Tokyo, ultimo torneo del circuito maggiore femminile prima delle WTA Finals insieme al ‘250‘ di Guangzhou. Nella capitale giapponese, la regina del 2026 ha esordito al secondo turno (in virtù di un bye) contro la connazionale Yulia Putintseva, sconfiggendola per 6-2 6-3. Così facendo ha strappato gli ultimi punti necessari per tenere a distanza di sicurezza Aryna Sabalenka.
Storia
Elena è la 17esima donna a chiudere l’anno da numero uno, dopo essere diventata la 30esima in assoluto a toccare la vetta. L’aria è rarefatta, e a quell’altezza non può essere altrimenti. Dopo aver vinto l’edizione 2022 di Wimbledon, Rybakina ha attraversato momenti di discontinuità dovuti anche a questioni extra-campo. Risolto il ban provvisorio imposto dalla WTA sull’allenatore Stefano Vukov durante la stagione 2025, Rybakina ha ritrovato progressivamente serenità e livello, ritrovando e solidificando ulteriormente il tennis intoccabile di cui è capace.
La numero uno arriverà alle WTA Finals 2026 di Indian Wells (in programma dal 7 al 14 novembre) da campionessa in carica e da favorita d’obbligo, e non solo per i risultati degli ultimi mesi. Nel 2023 Rybakina ha vinto il WTA 1000 californiano, e per quanto quel cemento sia particolarmente ruvido, si tratta grossomodo della superficie su cui ha vinto entrambi gli Slam a disposizione in stagione. Inoltre, le rivali non sembrano al meglio della loro forma: Sabalenka sta attraversando un momento di crisi esistenziale come non ne aveva da prima di affermarsi a stabile top 2 (2 sconfitte consecutive e mai oltre i quarti di finale da prima di Wimbledon al di fuori del solo US Open), mentre Andreeva, Pegula e Gauff non sono in crisi ma nemmeno al massimo della fiducia. Occhio poi a Svitolina e le ceche Muchova e Noskova, le finaliste dell’ultima edizione di Wimbledon.