Serata di festeggiamenti per Jannik Sinner e il suo team, che si sono goduti il secondo trionfo consecutivo a Wimbledon nel gala di fine torneo all’All England Club. Il numero uno azzurro ha raccontato con ironia, come riportato dal Corriere della Sera, di essere stato bocciato per la quarta volta all’esame della patente per la moto: “È la quarta volta, forse è meglio se gioco a tennis”.
I progressi al servizio
Il colpo decisivo per sollevare per la seconda volta consecutiva Wimbledon è stato il servizio. Un colpo migliorato a dismisura nel corso degli anni, come spiega Simone Vagnozzi: “È un colpo che abbiamo rivoltato: lancio di palla più vicino, appoggio del piede con spinta, mentre prima era una frenata brusca. La precisione della prima palla è migliorata, è cresciuta anche la seconda. Gli avevamo proposto qualche modifica durante l’Open Usa ma non era aperto a cambiamenti. Dopo, ci si è messo a lavorare sopra. Il risultato è che oggi, anche quando resta fermo qualche giorno, ritrova subito il giusto ritmo. Significa che ha automatizzato il movimento”.
Un processo di evoluzione che non è ancora terminato per l’altoatesino, che ad agosto compirà 25 anni: “Ha solo 24 anni, può crescere. Ha rivinto Wimbledon senza fare serve and volley, può essere più aggressivo, fare più smorzate. Con lui, ogni giorno, vai in campo con un progetto su cui lavorare”, spiega Vagnozzi.
Reazione dopo Parigi
Come successo nel 2025, dopo la finale del Roland Garros persa con Carlos Alcaraz con tre match point non sfruttati, Sinner ha reagito da campione alla clamorosa eliminazione al secondo turno a Parigi con Juan Manuel Cerundolo. “Dopo il pugno nello stomaco di Parigi, eravamo cauti. È stato lui a telefonare: ‘Ragazzi ricominciamo? Da dove riprendiamo?’ I momenti duri servono a crescere, ma Jannik ha una resilienza di cui siamo orgogliosi”.