Fnu Nidunjianzan, giocatore cinese originario del Tibet, ha perso il suo match di Coppa Davis contro Casper Ruud per 6-2 6-0 nel tie valido per il World Group 1, il turno preliminare alle qualificazioni per la fase finale della Davis del 2027. La Norvegia ha battuto la Cina 4 a 0, e fin qui, tutto normale.
La curiosità nasce infatti dal nome proprio di Nidunjianzan, ovvero Fnu. Come spiega lui stesso: “In Tibet non abbiamo due nomi, ma solo uno. Quindi io, mia madre, mio padre e il resto della mia famiglia abbiamo tutti un nome diverso”.
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Gli schemi ferrei della burocrazia posso avere dei punti deboli, soprattutto da un paese all’altro, e quello scovato da Nidunjianzan è uno dei più particolari. Il tibetano si è trasferito negli Stati Uniti d’America nel 2022 per frequentare il programma sportivo-tennistico della Princeton University. Nidunjianzan ha frequentato il college per tutti e quattro gli anni, sfiorando la top 50 del ranking NCAA e vincendo circa il 66% dei match in singolare fino alla laurea nella primavera del 2026.
Prima di poter giocare per Princeton, però ha dovuto sopperire alla mancanza di un cruciale elemento d’identità: “Il processo d’immigrazione è stato complicato: negli Stati Uniti è necessario avere un ‘primo nome’, dal visto ai voti a scuola”. Dunque, che fare? “Mi è stato assegnato un nome dal governo“. FNU è, in realtà, un acronimo: “First Name Unknown (Primo Nome Sconosciuto). È il mio nome per il governo statunitense (ride)…”.
Il cinese, in questa nuova fase della sua carriera, sta cercando di farsi strada sul tour ATP: il suo best ranking è di 800, ottenuto quando era ancora al college, ma a quelle altezze di classifica i punti sono rarefatti, e basta pochissimo per scendere a una posizione come quella attuale di 1996. Esperienze come quella vissuta in Coppa Davis possono essere un acceleratore di progressi per Nidunjianzan, che cercherà di farsi il ‘nome’ che veramente gli interessa, quello sul circuito professionistico.