US Open 2026: Cobolli rischia, resiste e chiude la rimonta su Comesana

Tancredi Crepax
8 Min Read
Flavio Cobolli - Foto Trent Patterson/ipa-agency.net

Flavio Cobolli sopravvive. Dopo la paura dei primi due set, preoccupanti sia nel risultato che nel modo, il numero uno della spedizione italiana a New York (in seguito all’assenza di Jannik Sinner) supera il primo turno dello US Open 2026 in rimonta su Francisco Comesana con il punteggio di 3-6 2-6 6-3 6-4 6-4. L’inizio è stato a rilento, ma non si può dire che l’azzurro abbia davvero rischiato di perdere il match, se non quando l’argentino si è trovato brevemente in vantaggio all’inizio del quinto set. La partita ha subito anche un rallentamento delle condizioni di gioco dovuto alla chiusura del tetto per pioggia e all’umidità che ha portato.

Si tratta dunque della prima rimonta da sotto due set a zero per Cobolli, che come visto al Masters 1000 di Cincinnati, sembra attraversare un periodo in cui il suo tennis ha bisogno di cuocere a fuoco lento: difficoltà e sensazioni sballate a inizio match, prima di scaldare corpo e mente e raggiungere il suo livello, quello da top 10.

Superato il primo ostacolo, il numero 6 del mondo si può concentrare sul match di secondo turno, dove affronterà il vincitore tra i qualificati Nishesh Basavareddy e Tristan Schoolkate.

Il match

I primi due parziali sono sembrati un unico, lunghissimo e doloroso set, deciso soprattutto dalla prestazione di Cobolli. L’argentino è stato bravo a riprendersi subito il break di vantaggio nel primo, e ha mosso bene la palla quando ha avuto l’occasione, ma ha anche commesso diversi gratuiti.

Il lato positivo per Cobolli dopo la prima ora e mezza di gioco? Il fatto che aveva abbondantemente nelle corde il necessario per imbastire una rimonta, e così è stato. Dalla prima scintilla, il progresso è stato si lento, ma costante. Non è bastato andare avanti nel terzo, è stato necessario cancellare le numerose occasioni di contro-break, ma piano piano, il romano si è tirato fuori dalle sabbie mobili.

Il livello di gambe, dritto e concentrazione è sembrato quello dell’originale all’incirca dal quarto set, quando la diagonale destra è diventata completamente italiana, e le certezze di Comesana si sono incrinate. Però, come al solito, l’argentino non si è arreso, ritrovando la verve a inizio quinto set, cominciato in vantaggio 2 a 0. Bravo poi Cobolli a ritrovare subito la concentrazione e riportare la partita in equilibrio, chiedendo anche l’aiuto del pubblico, finché la difficoltà della partita è diventata troppo alta per Comesana, portato oltre limite dall’italiano nel momento decisivo.

Le parole

Cobolli ha poi parlato a SuperTennis dopo il match: “Lo avevo detto nei giorni scorsi, c’è tanta pressione: esordire sull’Arthur Ashe vuol dire che sto facendo delle cose molto belle”. E poi, qualche spiegazione sui problemi di giornata: “Ho iniziato la partita un po’ nervoso, teso. Non demotivato, ma non riuscivo a trovare l’energia che il match meritava. Quando non avevo più nulla da perdere mi sono detto che la potevo ancora ribaltare e così è stato. Sono molto contento, è una vittoria molto che ho voluto molto”.

Giudizio positivo nonostante qualche intoppo: “Giocare 4 ore e 20 nel primo turno non è mai il massimo, però mi porto dietro le energie trovate negli ultimi 3 set. Sono convinto che il mio fisico mi aiuterà a recuperare, sono bello tosto e giocherò meglio il prossimo match”. Ma cosa gli dirà il suo team dopo una partita del genere? “Che sono un cretino, ma credo che siano tutti fieri. Non ho mai vinto da due set sotto e quando succede vuol dire che non hai mollato hai sempre creduto di potercela fare. In parte saranno arrabbiati per come ho iniziato, ma si è trattato più di fattori esterni, il tennis non mi manca. Mi do un sei e mezzo per come ho reagito”.

Minaccia sventata

Grande onore a Comesana, capace di approfittare del tennis dell’avversario nei primi due parziali, che in 10 mesi su 12 (al meglio dei tre set) sarebbero stati sufficienti a battere il numero sei del mondo.
L’argentino ha cominciato l’ultimo Slam stagionale di poco dentro i primi 120 del mondo, ma il suo massimo in carriera è stato di 54 nell’agosto del 2025. Un numero più consono al suo livello di gioco, perlomeno sulla terra battuta: a livello ATP, ha vinto più di una partita nello stesso torneo sul cemento solo una volta, al Masters 1000 di Cincinnati nel 2025, e non è nuovo a imprese Slam: nel 2024 si annunciò al circuito battendo Andrey Rublev a al primo turno di Wimbledon, torneo in cui fu fermato al terzo turno da Lorenzo Musetti.

Quando sono vicine le ATP Finals?

Cobolli è numero quattro della race con 3440 punti, circa a metà strada tra Carlos Alcaraz (3700) e Ben Shelton (3170). Certo, entrambi, e gli altri candidati a esclusione di Arthur Fils, potranno aumentare i rispettivi bottini durante questo US Open, ma alcuni calcoli si possono già immaginare.

Nel 2025 fu Lorenzo Musetti a qualificarsi per ultimo sfruttando il ritiro di Novak Djokovic (arrivato pochi minuti dopo una finale epica all’ATP 250 di Atene 2025 tra i due). Il toscano era arrivato a 3840 punti, mentre l’ottavo posto fu raggiunto da Felix Auger-Aliassime con soli 5 punti in più.

Nel 2024 l’ottavo qualificato fu Alex De Minaur con 3745 punti, somma che gli sarebbe valsa il sesto posto nel 2023, anno in cui il taglio fu a quota 3460 (Holger Rune). L’ultimo anno che prenderemo in esame è il 2022, prima che i dati diventino complicati da comparare a causa del congelamento del ranking dovuto alla pandemia: quell’anno l’ultimo arrivato alla festa fu Taylor Fritz con 3355 punti.

Le stagioni sono diverse fra loro e tutto può accadere nei prossimi mesi, ma si può dire che 3800 punti assomigliano a una quota sufficiente per le Finals, specialmente quest’anno in cui i giocatori dal 4 al 20 del mondo (circa) si stanno spartendo molti dei punti lasciati da Sinner, Alcaraz e Zverev. Per ottenere questi quasi 400 punti che darebbero una ragionevole serenità, a Cobolli ‘basterebbero’ due o tre settimane a pieni giri del motore, con la speranza che una di queste sia proprio a New York.

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