US Open, Musetti al media day: “Ho bellissimi ricordi a New York, arrivo con buone sensazioni”

Tancredi Crepax
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È un Lorenzo Musetti che si sente sulla strada giusta quello che a parlato a SuperTennis in occasione del Media Day dello US Open 2026: “Aver ampliato la famiglia mi ha responsabilizzato anche in campo. E’ un processo che sta ancora maturando, come funziona per un giocatore; è un work in progress che piano piano sta dando i suoi frutti”.

In crescita

In questa trasferta americana penso di aver ritrovato questa versione positiva di me stesso e spero di portarla in campo da quando inizierò il torneo”. Così il numero tre italiano conferma di aver ‘scollinato’, anche a livello emotivo, dopo le difficoltà a livello di infortuni riscontrate nel 2026: L’ultima settimana è stata ottima. Peccato per la sconfitta ai quarti al Masters 1000 di Cincinnati. Arrivo qui con un buon feeling e delle buone sensazioni”. Il momento è stato difficile da superare:Ho dovuto saltare due dei miei tornei preferiti, dove ho giocato le mie due uniche semifinali Slam. Sono felice di rientrare a New York, che l’anno scorso mi ha lasciato ottimi ricordi”.

Precedenti positivi

Ovviamente, Musetti ricorda bene: dopo la sua prima semifinale Slam ottenuta a Wimbledon 2024, nel 2025 il carrarino ha messo insieme la sua migliore stagione nei Major, raggiungendo la semifinale al Roland Garros, sconfitto da Carlos Alcaraz e da un altro problema fisico, e i quarti di finale allo US Open, dove si fermò di fronte a Jannik Sinner. Quest’ultimo fu un torneo importante per Musetti, in quanto conferma del suo potenziale livello sul cemento, poi dimostrato agli Australian Open 2026, fino al crudele infortunio alla coscia destra che gli strappò dalle mani la vittoria contro Novak Djokovic ai quarti di finale e la conseguente miglior classifica in carriera al numero 3.

Re Roger

Poi, come non commentare l’allenamento con Roger Federer, arrivato quasi di sorpresa: “avevo appena finito di allenarmi con Djokovic, quando il direttore del torneo mi ha detto: ‘Domani Roger è libero alle tre se vuoi fare un’oretta con lui‘, e io ho subito detto ‘ci mancherebbe!’ Non potevo rifiutare un invito del genere”.

Tra i due c’è un affinità stilistica, che per il pubblico è diventata quasi spirituale, sublimata dal lato sinistro del loro gioco: “Mi riempie di gioia che una persona come Roger possa identificarmi in un gesto, in un colpo come rovescio una mano”. Parola di Federer, che dopo l’allenamento del 25 agosto ha dichiarato che ‘il rovescio a una mano è ancora vivo‘.

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