Zverev ai quarti a Shanghai: “Primato a fine anno? Mi sento ancora il numero 2”

Marco della Calce
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Alexander Zverev - Foto Dubreuil Corinne/ABACA

“Ho avuto qualche problema alla caviglia prima e durante la partita. Mi succede quando gioco molto avendo subito un grave infortunio. Anche per questo è stata una partita tosta, ma non ho mollato e continuato a lottare nonostante il dolore. Non mi sono mai ritirato in carriera, se non al Roland Garros 2022, quindi sono felice di avercela fatta anche oggi”. Così Alexander Zverev in zona mista, a seguito del successo agli ottavi di finale del Masters 1000 di Shanghai 2026 contro il kazako e omonimo Bublik per 7-6(6) 4-6 7-6(1). Un match duro per il tedesco, non al cento per cento fisicamente viste anche le tante partite giocate in questa stagione, contro un’avversario simile dal punto di vista dello stile di gioco. “Su questa superficie e con queste palline, con il nostro servizio potente, non ci sono stati molti scambi. Quando sono entrato nel circuito maggiore 10 anni fa, molti campi erano così. Mi piacciono queste partite”.

Il numero 1 del mondo: obiettivo (quasi) raggiunto

Grazie alla sconfitta di Carlos Alcaraz di lunedì 12 ottobre, Zverev si è assicurato di concludere l’anno da numero 1 del mondo e il sorpasso su Jannik Sinner potrebbe avvenire già durante l’ATP 500 di Vienna (26 ottobre-2 novembre). “Penso che me ne renderò conto solo quando vedrò l’1 accanto al mio nome – ha confessato Sascha –. Per ora sono ancora in seconda posizione. Quando diventerò ufficialmente il numero 1, sarà un momento davvero speciale per me”.

A quattro anni e altrettanti mesi da quel terribile infortunio alla caviglia a Parigi, il tedesco ha (quasi) raggiunto uno dei traguardi più importanti nella storia del tennis, nella stessa stagione in cui è finalmente riuscito ad alzare i suoi primi due titoli Slam. “Pensando all’infortunio al Roland Garros, credo di avercela fatta abbastanza velocemente. Sono felicissimo di esserci riuscito. È un traguardo speciale, non solo diventare il numero 1 del mondo, ma anche concludere l’anno in vetta alla classifica perché sono il primo tedesco a riuscirci. Oggi prima della partita non ho sentito la pressione, anzi mi sentivo sollevato. Era un match come gli altri”.

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