“È stato un match molto duro, lui ha giocato bene per tutta la partita. Ho dovuto dare il massimo per passare il turno. Il mio unico pensiero ora è sul mio prossimo avversario”. Si è espresso così Rafael Jodar in conferenza stampa al termine del successo in cinque set contro Alex Michelsen nel terzo turno del Roland Garros.
L’incontro si è concluso dopo oltre quattro ore e un quarto di gioco, mettendo alla prova entrambi i tennisti dal punto di vista fisico e mentale. Lo spagnolo è riuscito ad avere la meglio anche grazie alla propria tenacia: “Sapevo che la partita era ancora molto lunga quando ho perso il terzo set e che avrei avuto le mie chance. Non ho mollato fino all’ultimo punto ed è stata una delle ragioni per cui ho vinto”.
Nel corso della partita c’è stato un episodio poco chiaro che ha coinvolto il tennista classe 2006 e una raccattapalle. Questa la sua spiegazione: “Non ricordo se fosse il secondo o il terzo set, la raccattapalle è passata dietro di me, ma non l’ho colpita. Semplicemente è entrata in contatto con la copertura a fine campo”.
STILE DI GIOCO E IDOLI TRA PASSATO E PRESENTE
Jodar ha un’ampia scelta riguardo chi scegliere come modello, essendo connazionale sia di Rafael Nadal che di Carlos Alcaraz. È consapevole, però, di voler seguire comunque la propria strada. “Sto cercando di sviluppare un mio stile personale di gioco, ma il mio idolo da piccolo è stato Rafa. Negli ultimi anni potrei dire anche Alcaraz”.
Essere consapevoli delle proprie caratteristiche è fondamentale, ma adattarsi alle diverse superfici, forse, lo è ancora di più. Questo il mantra del madrileno: “Credo di essere un giocatore aggressivo a cui piace dominare, ma qui sulla terra bisogna difendere un po’ di più. Sto provando a migliorare i miei punti deboli”.