US Open 2026, Alcaraz: “Il polso sta bene però troppi infortuni, ATP cambi qualcosa”

Luca Innocenti
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Carlos Alcaraz - Foto Mathias Schulz/ipa-agency

Carlos Alcaraz è tornato, da tutti i punti di vista. Non solo in campo ma anche fuori, dove fa valere il suo status di campione. Il murciano, infatti, durante la conferenza stampa successiva alla vittoria del secondo turno US Open 2026 contro Jaime Faria (4-6 6-0 6-3 6-2), si è esposto sulla questione infortuni e calendario. Partendo dalle sue condizioni fisiche – “Mi sto allenando normalmente e riesco a colpire il dritto con estrema liberà, senza pensare al polso” -, Alcaraz ha evidenziato quanto il tempo trascorso lontano dai campi lo abbia aiutato.

Tra calendario e campo

Il campione in carica dello US Open ha ammesso: “Ovviamente sono stato fermo più di quanto volessi e non per il motivo che volevo, ma anche in futuro mi prenderò delle lunghe pause stando fermo anche per 1-2 mesi”. Il 7 volte campione Slam ha proseguito illustrando le sue intenzioni future: “Salterò dei tornei, il calendario è troppo fitto ed è impossibile giocarli tutti“. Senza fare polemica, ma in modo molto diretto Alcaraz ha aggiunto: “Tra Slam e Masters obbligatori rischiamo di giocare 40 settimane all’anno e infatti vediamo continuamente giocatori infortunati o estremamente stanchi, se non cambia qualcosa sarà sempre peggio“.

Per quanto riguarda la sua partita contro Faria, invece, lo spagnolo ha analizzato attentamente le difficoltà del primo set. Dal suo punto di vista, il parziale vinto dal portoghese è stato dettato da una scelta strategica sbagliata: “Nel primo set, dopo il break point mancato, volevo accorciare gli scambi ma è stato un errore e credo che Jaime abbia vinto il parziale per questo”. 

 

 

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