US Open 2026: capolavoro Rybakina, niente three peat per Sabalenka

Marco della Calce
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Elena Rybakina - Foto Andrew Schwartz/SIPA/ipa-agency.net

Si concludono nel migliore dei modi le due settimane di Elena Rybakina nella ‘Grande Mela’. La kazaka, che da lunedì salirà al primo posto del ranking WTA per la prima volta in carriera, batte Aryna Sabalenka nella finale dello US Open 2026 con il punteggio di 6-4 5-7 6-2 in 2 ore e 21 minuti di gioco. Si tratta del primo titolo della carriera a Flushing Meadows per la classe 1999, il terzo a livello Major dopo i trionfi a Wimbledon 2022 e all’Australian Open 2026. In quel di Melbourne, Rybakina aveva sconfitto proprio la giocatrice bielorussa, che in questo torneo andava a caccia del terzo titolo consecutivo a New York e del quinto Slam della carriera.

Un match fantastico da parte della kazaka, in grado di disinnescare con grande facilità (se non per il passaggio a vuoto nel secondo set) tutte le armi di Sabalenka per vincere il 14esimo titolo in carriera nel circuito maggiore, il terzo del suo indimenticabile 2026 dopo il già citato successo nel primo Slam stagionale e nel WTA 500 di Stoccarda. La vittoria a New York assume ancora più valore se pensiamo che Rybakina era reduce da un serio problema alla caviglia, rimediato durante i quarti di finale del Masters 1000 di Cincinnati, che l’aveva costretta al ritiro, mettendo a rischio la sua presenza nel Major americano.

Le parole

Rybakina ha parlato durante la cerimonia di premiazione, tradendo, finalmente, un po’ di emozione: “È difficile trovare le parole. Non mi aspettavo che succedesse tutto questo, arrivavo a questo torneo con un problema fisico ma tutto si è allineato nel momento giusto”.

Poi i complimenti all’avversaria, con cui sembra avere, se non un amicizia, un rapporto di sana rivalità: “Aryna, sei una grande campionessa. è difficilissimo giocare contro di te. Quando giochiamo mi porti sempre al limite, e a combattere su ogni palla. Congratulazioni a te e al tuo team”.

Rybakina non aveva mai superato gli ottavi di finale a New York nei sette tabelloni principali a cui ha partecipato prima dell’edizione 2026: “Grazie a tutti per l’atmosfera durante queste due settimane, ho giocato tante volte qui ma non è mai andata neanche lontanamente bene come quest’anno. Sto cominciando a innamorarmi di New York sempre di più, sto creando dei ricordi indimenticabili”.

E infine le parole più sentite: “Grazie anche a tutte le persone senza le quali tutto questo sarebbe impossibile: il mio team, il mio fitness coach che starà impazzendo davanti alla tv, e alla mia famiglia. Non mi sembra ancora vero, non vedo l’ora di tornare l’anno prossimo”.

Sabalenka a caldo

Sul palco delle grandi occasioni ha poi parlato anche una delusa ed emozionata Sabalenka: “L’ultima cosa che vorrei fare in questo momento è fare questo discorso… ma farò del mio meglio”. Le parole per Rybakina: “Voglio congratularmi con Elena per l’incredibile anno che si è costruita, con risultati pazzeschi e meritati”.

La bielorussa è riuscita poi a concedersi una battuta: “Goditi questo successo e divertiti. Stasera, domani, anche fino a fine stagione, così posso tornare a vincere qualche titolo, grazie!” E poi, le parole finali: “Grazie a voi per il supporto durante il torneo, al mio team, e al mio ragazzo. Ci vediamo l’anno prossimo”.

Sabalenka, un’altra sconfitta dolorosa

Qualche rammarico per la nativa di Minsk che, oltre ad aver abbandonato la vetta del ranking dopo 99 settimane consecutive, fallisce il tanto bramato three peat a New York nel giorno della sua ottava finale Slam consecutiva sul cemento (Australian Open 2023-US Open 2026). Lo stesso le era capitato all’Australian Open 2025, in cui arrivava da due trionfi consecutivi, prima di perdere in finale contro la statunitense Madison Keys.

Un’annata altalenante per la bielorussa, cominciata in modo fantastico con il trionfo nel WTA 500 di Brisbane a gennaio e il Sunshine Double completato nel mese di marzo. Dopo il successo nel Masters 1000 di Miami, sono iniziati i problemi e sono arrivate diverse sconfitte pesanti: su tutte, quella subita in rimonta nei quarti di finale del Roland Garros contro la russa Diana Shnaider.

 

 

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