US Open 2026, Cobolli survivor: “Pressione deve essere un’amica, obiettivo ATP Finals”

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Flavio Cobolli - Foto John Patrick Fletcher/ipa

Un’altra battaglia vinta da Flavio Cobolli, che supera in rimonta l’australiano Tristan Schoolkate per 3-6 6-3 6-4 7-5 e conquista il terzo turno dello US Open. Una prestazione di carattere per l’azzurro, reduce dalla rimonta da due set di svantaggio contro Francisco Comesana all’esordio a Flushing Meadows.

“Credo di aver espresso un buon livello fin dall’inizio della partita, anche se Tristan ha giocato un primo set incredibile. Sono contento della mia prestazione, di quello che ho fatto in campo e di come ho gestito le diverse situazioni. Faceva molto caldo e disputare partite al meglio dei cinque set è davvero impegnativo. Non è mai facile affrontare condizioni di questo tipo, quindi sono molto orgoglioso di come ho giocato”, le parole, in conferenza stampa, del tennista romano, che si giocherà un posto negli ottavi di finale con il belga Alexander Blockx.

Pressione più fuori che dentro al campo

Al centro delle parole di Cobolli anche il rapporto con la pressione: “Quando sono in campo mi sento più a mio agio, mi sento più Flavio. Non avverto molta pressione perché amo competere, stare sul terreno di gioco e vivere queste battaglie. A volte la sento maggiormente fuori dal campo, per ciò che ho fatto quest’anno, per quello che voglio raggiungere e per quello che desidero fare in futuro. So che la pressione esiste, ma non deve portarmi via energie: devo imparare a considerarla un’amica”.

Obiettivo Torino

Cobolli, al quarto posto nella Race verso le ATP Finals, non nasconde quale sia il traguardo da raggiungere nel finale di stagione: “Il mio obiettivo per quest’anno lo conoscono tutti ed è abbastanza semplice: voglio essere a Torino e sto cercando di fare del mio meglio per riuscirci”.

Tante energie spese, ma fiducia in aumento

La maratona del primo turno con Comesana ha lasciato inevitabilmente qualche scoria fisica, ma ha anche regalato nuove certezze al romano: “Aver giocato così tante ore nella prima partita mi ha dato molta fiducia, soprattutto perché sono riuscito a vincere dopo essere stato sotto di due set. Probabilmente è stato utile per il mio tennis, un po’ meno per il fisico. Contro Schoolkate, però, mi sono sentito molto bene e sono orgoglioso del recupero effettuato”.

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