Jannik Sinner è tornato in finale a Wimbledon: la vittoria in semifinale contro Novak Djokovic per 6-4 6-4 6-4 lo porta a essere solo il terzo giocatore in attività a fare almeno due finali consecutive ai Championships. Dopo il trionfo, il numero uno del mondo si è detto soddisfatto della sua partita: “Sono molto contento del livello che ho mostrato per tornare in finale qui, è stato un match molto duro, una buona performance”. In finale affronterà Alexander Zverev, vincitore in tre set contro Arthur Fery.
LA FINALE
Per Sinner, la sfida contro Zverev su questa superficie è a suo modo una prima volta: “Giocando con Zverev sull’erba ci sono meno cambi, meno ritmo. Farà caldo, che è positivo per i big server come lui. Qualunque cosa è successa in passato tra noi è passato, ora che ha vinto uno Slam a Parigi è diverso”.
Il paragone tra il primo Slam dei due, però, non regge: “Il primo Slam sia stato diverso per me e lui, che lo ha cercato a lungo, poi quando lo raggiungi è bello”. Una sfida da non sottovalutare: “Qui sta giocando aggressivo, è un avversario difficile e ora ancora di più, per quanto è fiducioso. L’ho visto giocare e lo vedo in palla, rilassato e aggressivo”.
Guai a rilassarsi: “Non si sottovaluta nessuno, soprattutto in una finale Slam. Zverev è un giocatore molto difficile da affrontare, soprattutto su questa superficie. Si vede che la vittoria al roland Garros gli ha fatto molto bene, è un altro giocatore in questo momento”. Ma niente panico: “Cerco solo di fare le cose in maniera giusta. Se ci riesco bene, se no, ci abbiamo provato. La finale Slam è diversa, c’è più pressione, e attenzione sui due giocatori. Sono contento di rimettermi nella posizione di giocarmi un’altra finale Slam”.
LA VIGILIA
Cosa fa Sinner la notte prima di una finale? “Nessuna superstizione, mi piace stare con il team, e stare tranquillo. Domani vedrò il mondiale, c’è l’Inghilterra. La finale sarà alle 4 di pomeriggio: non è tardi, però non dovrò neanche svegliarmi presto. Sono rilassato, mi godo il momento sapendo quanto sia raro”.
LAVORO MENTALE
La testa, come sempre decisiva: “Sapevo di dover alzare il livello di concentrazione e l’ho fatto. Ho lavorato duramente negli ultimi giorni per avere un buon ritmo, ho cercato di mettermi a punto per essere più competitivo possibile. Contro Novak vuoi giocare il tuo best tennis, ma le cose sarebbero potute andare diversamente se mi avesse brekkato nel terzo set”.
Un avversario sempre speciale: “Anche quando ho avuto la winning streak dello scorso anno ho sempre sentito comunque pressione nell’affrontare Novak. Mi piace, per questo mi alleno, per queste sfide. Affrontarlo in uno Slam è diverso rispetto ai tornei più piccoli. È bello vederlo giocare ancora a questo livello”.
IL PRE-WIMBLEDON
L’approccio al torneo, per il numero uno del mondo, è stato minato da alcune incertezze: “Arrivare finale o meno non era scontato. So quello che ho fatto negli ultimi due anni, incredibili. Ma adesso mi ritrovo di nuovo in una finale e lo affronto in modo naturale, cercando di dare il mio massimo”. La prima finale Slam dell’anno, in cui finora spiccavano di più i Masters 1000: “Sto giocando una stagione secondo me ottima. Ho vinto tanti tornei, perso poche partite, avuto dei problemi al Roland Garros dai quali stiamo provando a uscire. Abbiamo provato cose nuove che stiamo funzionando, è un processo”.
SERVIZIO E DETTAGLI
Dal punto di vista tecnico, c’è un colpo che spicca per rendimento: “Penso di aver servito molto bene anche oggi, è un colpo su cui stiamo mettendo tanta attenzione. Sto cercando di essere un pochettino più aggressivo e ci sono riuscito. Sto provando ad aggiungere qualcosa come la smorzata, che ho fatto anche in un punto importante“.