Muchova è in finale a Wimbledon 2026: “È stata lotta pura, il dolore al fianco non mi faceva respirare bene”

Tancredi Crepax
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Karolina Muchova - Foto Heute CC BY 4.0

Karolina Muchova è tornata in finale in un Grand Slam: la semifinale di Wimbledon 2026 contro Coco Gauff, vinta con un 6-2 1-6 7-6(10) con finale che è già leggenda, le restituisce la gioia che provò al Roland Garros 2023, spesso rovinata dai troppi infortuni.
In quell’occasione perse contro un’Iga Swiatek all’apice del suo dominio, ma riuscì lo stesso a giocare il suo tennis e portare l’imbattibile del momento al terzo set. Qui ai Championships, invece, non partirà così sfavorita contro la connazionale Linda Noskova, che ha battuto Marta Kostyuk nell’altra semifinale.

INFORTUNI

In conferenza stampa ha avuto tempo di ricordare l’ultimo problema grave che ha avuto, quello al polso sinistro: “O il dolore sarebbe scomparso e avrei potuto tornare a giocare normalmente, oppure avrei dovuto operarmi, ho provato a giocare più rovesci a una mano, ma non funzionava. Per fortuna il dolore è passato dopo Wimbledon dell’anno scorso: abbiamo lavorato tantissimo e adesso posso tornare a giocare il mio tennis”.

Muchova che ha dovuto convivere anche con un’altra difficoltà con l’andare del match: Nel finale ho avuto un dolore al fianco, non erano gli addominali. Semplicemente facevo fatica a respirare e cercavo di massaggiarmi la zona per far passare il dolore.
Cosa che non le ha impedito di godersi l’atmosfera: “Il Centre Court è qualcosa di incredibile. Oggi ho avuto la possibilità di allenarmici prima della partita e credo che questo mi abbia aiutata molto a prendere confidenza con il campo, con il tetto e con tutto l’ambiente. È un posto meraviglioso: giocarci è stata un’esperienza bellissima, vincerci la mia prima partita ancora di più”.

PURA LOTTA

Tornado al match, la ceca sta ancora cercando di realizzare che è riuscita a spuntarla: “È stata una battaglia lunghissima, sia dal punto di vista fisico sia mentale, e alla fine è stata una pura lotta”. Grandi sforzi, che dovranno essere gestiti in soli due giorni: Cercherò semplicemente di fare quello che ho fatto durante queste due settimane, seguirò la stessa routine. Domani mi allenerò per una trentina di minuti, cercherò di restare rilassata, recuperare il meglio possibile e poi sabato ci sarà l’ultima partita“.

CONFRONTO DI STILI

Una semifinale vinta incarnando a pieno il suo modo di intendere il tennis: “Quel tie break è stato un continuo saliscendi anche dal punto di vista emotivo, un punto giocavo benissimo e trovavo un vincente, quello dopo commettevo un errore terribile. Continuavo a ripetermi che dovevo continuare a colpire: se avessi perso, l’avrei fatto alle mie condizioni. E le mie condizioni significano andare avanti, giocare in modo aggressivo e attaccare la rete.

Spada Muchova, contro Scudo Gauff: “Coco è un’atleta incredibile e riesce quasi sempre a rimettere una palla in più: sapevo che anche dopo una buona volée lei sarebbe rimasta nello scambio, durante il match aveva già trovato dei passanti eccezionali, ma questo è il mio tennis. Volevo restare fedele al mio gioco”.

LA REPUBBLICA CECA DEL TENNIS

Come ogni volta che tenniste o tennisti cechi arrivano a grandi risultati, ci si chiede come sia possibile un livello di produzione di talento simile: “Non ho una teoria. Abbiamo una grande tradizione tennistica e il fatto di essere così numerose sia importante. Quando ero più giovane guardavo le ragazze di quattro o cinque anni più di me e vedevo quanto stavano facendo bene, questo mi ha fatto credere che anche io potessi riuscirci”. Talento da derby in finale, a sorpresa: Linda ha vinto? Davvero? Lo scopro adesso! Non ci avevo ancora pensato”.

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