Sinner: “Mi piace giocare le semifinali. Djokovic? Che felicità quando lo affrontai la prima volta”

Francesco Bruni
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Jannik Sinner - Foto Corinne Dubreuil/ABACAPRESS.COM

Jannik Sinner è di nuovo in semifinale a Wimbledon e, dopo la vittoria nei quarti contro Jan-Lennard Struff, guarda già al match tra Novak Djokovic e Felix Auger-Aliassime, da cui uscirà il suo prossimo avversario.

SUL PROSSIMO AVVERSARIO

Vedrò Aliassime-Djokovic, mi piace guardare il tennis, ha iniziato il numero uno del mondo. “So che è differente perché chiunque andrò ad affrontare sarà un match diverso tatticamente da quello che giocheranno tra loro. Domani mi rilasserò, poi penserò alla semifinale“.

Sinner ha quindi analizzato i due possibili avversari. “Vediamo chi vincerà. Se sarà Novak sento che ogni match con lui è diverso, anche se ho avuto una striscia positiva con lui prima dell’Australia, ogni match ha la sua storia. Se non senti bene la palla può diventare molto difficile. Lui ha vinto questo torneo sette volte, sa come approcciarlo”. Riguardo il canadese: Se dovesse vincere Felix, anche con lui ho giocato un po’ di match. È un avversario molto aggressivo. Proverò a giocare il mio miglior tennis“.

IL CLIMA LONDINESE

L’azzurro ha poi parlato anche delle condizioni climatiche: “In Australia il caldo è più tosto perché il cemento fa salire il caldo. Qui poi era più secco oggi e non umido. Mi sono sentito abbastanza bene, era caldo ma ok. Un po’ come a Parigi“.

IL SERVIZIO: UN ARMA IN PIÙ

Grande soddisfazione anche per i progressi al servizio, fondamentale sul quale il numero uno del mondo e il suo team lavorano ormai da due stagioni. “Ho servito in maniera intelligente oggi. È qualcosa di cui posso essere fiero. Ho perso il servizio dopo un calo di concentrazione, ma ho provato a stare lì in ogni game. Se perdi il secondo set tutto può succedere“.

E ancora: “Sto avendo alte percentuali al servizio, migliori rispetto all’anno scorso, ma adesso se voglio una chance in semifinale devo alzare il livello. Sto giocando abbastanza bene e faccio meglio ogni giorno. Mi piace giocare le semifinali, sono partite che mi piacciono“.

Entrando più nel dettaglio del lavoro tecnico, Sinner ha spiegato: “Il servizio è influenzato anche da una parte fisica: se sei più forte sei più stabile. Abbiamo lavorato tanto negli ultimi due anni: cambiato movimento, tempo, lancio di palla… Abbiamo cercato di usare il servizio giusto nel momento giusto. Per il momento funziona”.

ADATTARE LA BATTUTA ALLE CONDIZIONI

È necessario adattarsi velocemente alle temperature londinesi: “Quest’anno fa un po’ più caldo e la palla viaggia un po’ di più. Posso essere contento fino a questo momento su questa superficie, le percentuali ti danno fiducia. Col team, abbiamo discusso sul servizio ed eravamo tutti d’accordo. Abbiamo cercato di aumentare la qualità nelle sessioni di allenamento“.

GODERSI OGNI MOMENTO

Il 24enne ha poi parlato del piacere che continua a provare nel giocare e della pressione che accompagna i grandi appuntamenti: “Io mi diverto ancora a giocare. Ho 24 anni e mi piace giocare a tennis. C’è un po’ di pressione a giocare. Le cose che mi piace un po’ di meno sono queste cose qua“, ha scherzato indicando la sala stampa. “La pressione mi piace. Ci sono giornate in cui dormi meglio, in cui dormi meno, sono cose che sappiamo solo noi. Ma più avanti va il torneo più mi piace. Giocare i quarti di finale sembra normale, ma non lo è: devi battere giocatori forti. Il team mi spinge, perché a volte ci sono giornate più dure“.

SULLA PALLA CORTA

Tra gli altri temi affrontati anche la palla corta, utilizzata meno sull’erba londinese: “La palla corta è importante a prescindere dalla superficie, a volte non cerchi il punto diretto ma vuoi mettere fuori bilanciamento l’avversario. Ultimamente la stiamo facendo un po’ meno perché qui con palla veloce e bassa non ho ancora la mano per farla ed è difficile. Oggi ne ho fatta una che era in un momento giusto e mi sono sentito abbastanza tranquillo. Nella prossima partita devo essere più imprevedibile. Può essere un colpo importante in semifinale, ma valuterò quando sarà il momento“.

NOLE, DA IDOLO A RIVALE

In chiusura Sinner ha ricordato i suoi primi incontri con Djokovic, da idolo a rivale. “Quando avevo 14/15 anni ho visto Djokovic allenarsi per la prima volta a Montecarlo. Lì abbiamo fatto quella famosa foto, avevo capelli lunghi e la felpa blu. Quando te lo ritrovi di fronte per la prima volta è incredibile, non ci credi. Io son sempre stato realista. Mi sono sempre detto: ‘Non riuscirò ad arrivare a questo livello‘.

Tutto è partito dal Principato: “Poi la prima volta che abbiamo giocato era a Montecarlo su terra e prima della partita mi sono sentito felice di essere in campo a prescindere, sperando di riuscire a vincere un game. Poi è arrivata la prima vittoria contro di lui e per me era surreale. Oggi so che sono capace di batterlo se gioco bene, ma so che posso anche perdere. C’è pressione ma la prendo in modo molto naturale. Sono molto contento che lui sia ancora qua. È molto bello averlo. Vedremo se riuscirà a vincere o meno in semifinale“.

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