Belinda Bencic, semifinalista uscente a Wimbledon, è approdata ai quarti di finale dell’edizione 2026 dopo una partita lottata contro Anna Kalinskaya. Il match è terminato 6-4 4-6 7-6(6) in favore della svizzera dopo ben 2 ore e 54 minuti di gioco, una vittoria molto più agevole rispetto a quelle su Mika Stojsavljevic e Xinyu Wang, maturate in poco più di un’ora ciascuna. Con la vittoria del match tie-break – il tie-break del set decisivo negli Slam, in cui è necessario vincere 10 punti e non i canonici 7 per aggiudicarsi parziale e, di conseguenza, partita – l’attuale numero 11 del mondo ha confermato il suo feeling con un momento così delicato.
Seconda vita sportiva
Esistono, infatti, ben due precedenti in cui Bencic ha vinto una partita al match tie-break di Wimbledon: il terzo turno del 2025 contro Elisabetta Cocciaretto (6-4 3-6 7-6(7)) e il secondo turno del 2023 contro Danielle Collins, quando si aggiudicò la vittoria con lo score di 3-6 6-4 7-6(2). Il dato molto curioso è che nessun’altra tennista in tutta l’Era Open (dal 1968) è riuscita a vincere così tante partite al tie-break del terzo set. Una statistica molto particolare, sintomatica dell’ottimo rapporto tra Bencic e l’erba di Wimbledon, consolidatosi negli ultimi anni.
Fino al 2023 – casualmente l’anno della prima vittoria al tie-break del terzo set -, la tennista elvetica non era mai andata oltre al terzo turno di Wimbledon. Dopodiché ha inanellato risultati di maggior spessore: ottavi di finale proprio nel 2023, semifinale nel 2025 e almeno ottavi di finale nel 2026, in mezzo un anno di pausa per maternità. Insomma, nella fase più matura della propria carriera, Bencic sembra aver trovato un inedito feeling con Wimbledon e i tie-break decisivi.