Wimbledon 2026, Cobolli: “Ad un certo punto mi sentivo quasi invincibile, orgoglioso di come ho lottato”

Francesco Petrucci
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Flavio Cobolli- Foto John Walton/ipa

Mi sento alla grande. Dopo l’incredibile percorso a Parigi non mi sono allenato molto. Per questo non mi aspettavo questo risultato. Sono felice di giocare nella lotta come ho fatto oggi, sono orgoglioso di me stesso. Ho sentito molti italiani qui, in particolare romani. Mi spingono oltre i miei limiti, trovo diverse soluzioni ed energie grazie a loro”. Queste le parole di Flavio Cobolli in conferenza stampa al termine del successo su Karen Khachanov con il punteggio di 6-0 7-6(4) 6-7(5) 6-2 6-2 nel terzo turno di Wimbledon.  Il primo game del quarto set si è rivelato decisivo. Sotto 0-40 nel proprio turno di battuta, il numero 10 del mondo ha ribaltato la situazione, invertendo il trend della gara e togliendo sicurezze al suo avversario: “Sicuramente mi ha aiutato, mi ha dato tanta energia e credo che l’abbia tolta a lui. Io ho cercato di resistere anche quando la partita si è fatta dura, sono stato un po’ fortunato magari in quel game.  Mi sentivo quasi invincibile a un certo punto, anche fisicamente, mi muovevo molto bene e questo, secondo me, a lui ha dato molto fastidio.

Questione di consapevolezza

A distanza di un anno dal quarto di finale a Wimbledon perso contro Novak Djokovic, la crescita del tennista italiano è stata progressiva. Come ultimo esempio la cavalcata al Roland Garros che lo ha portato fino in finale, facendo crescere in lui fiducia e consapevolezza: “Credo di aver giocato tre ottime partite contro giocatori validi, soprattutto quella di oggi e quella di ieri mi hanno dato tanta consapevolezza. Io in primis mi sento molto cambiato in campo, sono più lucido, faccio delle scelte che sicuramente l’anno scorso non avrei fatto. Questa partita qui l’anno scorso non l’avrei vinta“. Nel set d’apertura era evidente che l’azzurro non stesse bene e lui stesso ha evidenziato quale fosse stata la motivazione: “Ho avuto dei problemi con il cibo, forse ho mangiato troppo vicino al match. A fine primo set mi hanno dato delle pillole che mi hanno aiutato molto, infatti dopo cinque minuti stavo bene“.

Serenità interiore

In palcoscenici del genere, riposarsi al meglio e trovare una quotidianità che possa trasmettere tranquillità è fondamentale per poi rendere in campo. Cobolli l’ha trovata, grazie ai suoi affetti e una vicinanza all’All England Club: “La routine qua non è difficile averla perché sono molto vicino al circolo, quindi ceniamo quasi tutti i giorni a casa. Vengono comunque degli amici, viene Edoardo (Bove) a cena, viene gente con cui io sto bene, ci divertiamo, facciamo dei giochi a casa. Guardiamo il Mondiale, finiamo di guardare le partite se ci sono, e mi finisco una vaschetta di gelato al giorno, con sempre gli stessi gusti“.

Variabile del servizio

Il fondamentale del servizio può risultare utile nei diversi momenti della partita. Un lavoro ad hoc su di esso fa salire le possibilità che possa essere efficace, come ha detto lo stesso azzurro: “Ci stiamo lavorando tanto tutti i giorni, ci prendiamo del tempo, quindi è una cosa che funziona. Ho visto che a lui dava molto fastidio il mio servizio perché non capiva dove poi la palla andava a finire. Questa credo che sia la mia qualità più grande. Ho una buona seconda e questo mi aiuta perché, avendo la percentuale bassa, ne ho bisogno”.

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