Paula Badosa è tornata a sorridere nell’ultima settimana. La tennista spagnola ha trionfato nel WTA 125 di Bastad in finale contro Simona Waltert, centrando un successo che le mancava dall’agosto 2024, nel WTA 500 di Washington ai danni di Marie Bouzkova. Immergendosi subito in un nuovo torneo, l’attuale numero 115 del ranking ha ottenuto la vittoria contro Anhelina Kalinina nel primo turno del WTA 250 di Iasi, conquistando ulteriore fiducia. Nel post partita ha trattato anche temi delicati partendo, però, dalle sue sensazioni dopo il trionfo svedese: “Onestamente, anche se si trattava di un 125, è stato molto importante per me. Forse più di altri trofei che ho vinto, per il suo significato e per quello che ha comportato. Era fondamentale sentirmi di nuovo una vincente, gareggiare per cinque giorni di fila e vedere il mio corpo rispondere bene, essere di nuovo competitiva“. L’ex numero 2 del mondo ha poi parlato di una questione assai ricorrente nella sua carriera, gli infortuni, spesso causa di discontinuità e che non le hanno dato la possibilità di esprimersi al meglio: “L’infortunio è qualcosa che mi accompagna sempre quando gioco. Ci sono giorni in cui non riesco a controllarlo e non posso giocare. Ci sono momenti in cui mi spavento, ma il mio corpo sta reagendo“.
Uno sguardo al passato e uno al futuro
La semifinalista agli Australian Open del 2025, ha poi espresso il suo pensiero in risposta alla domanda di riscegliere, se potesse, di ricominciare da capo il suo percorso: “Ci ho pensato molte volte, e non lo so. Ho attraversato momenti molto duri per arrivare dove sono. Risponderei di sì, perché mi ha resa una donna molto forte, capace di lottare per qualsiasi cosa”. Ha poi proseguito: “Se avessi una figlia, non la obbligherei a giocare a tennis. Potrei sottopormi di nuovo a tutto questo, ma non mia figlia“.