Si vince anche così

di - 10 Febbraio 2013

di Sergio Pastena

Si vince anche così: soffrendo, arrancando, temendo. Si vince anche se, dopo aver vinto nettamente il primo match e il set d’apertura del secondo, ti ritrovi sotto 1-2 in casa. Si vince anche un’avversaria, la Tsurenko l’anno scorso e la Lepchenko quest’anno (maledette –enko) si inventa fenomeno e porta a casa entrambi i singolari. Si vince anche se una singolarista, la Vinci, è in condizioni precarie e viene trascinata al terzo dalla Hampton. Si vince anche così, se hai un doppio che ormai è una garanzia in termini assoluti.

Così è andata a Rimini, dove l’Italia ha passato il primo turno di Fed Cup battendo una squadra statunitense a mezzo servizio ma che si è mostrata molto più ostica del previsto. Così, dopo la vittoria della Errani sulla Hampton in scioltezza, è salita in cattedra Varvara Lepchenko, prima battendo la Vinci in rimonta al termine di un match tiratissimo e poi, in maniera più netta, prevalendo anche su Sarita. Con Robertina mezza acciaccata e la Hampton che aveva rimontato un set di svantaggio contro di lei, foschi presagi si addensavano sul 105 Stadium spazzati via dalla Vinci che ha rifilato un 6-1 all’avversaria. Senza storia il doppio finale, con le nostre due eroine che han regolato la Huber e la Lepchenko con un 6-2 periodico.

Primo turno passato, quindi, anche se con tanta paura. Andiamo a vedere ora le altre sfide del World Group e diamo un’occhiata anche a quelle del secondo gruppo.

World Group: passa la Russia, sorpresa slovacca

Repubblica Ceca-Australia 4-0 – Ci hanno anche provato, le australiane, ma quanto meno per sperare di impensierire le ceche occorreva che la Stosur portasse a casa entrambi i singolari. Invece Sam, anche se apparsa in condizioni migliori rispetto alle uscite più recenti, ha rimediato solo un parziale contro la Kviova e due tie-break persi contro la Safarova. Troppo, troppo poco.

Russia-Giappone 3-2 – A fronte di una Morita gagliarda e capace di portare a casa due punti per la causa giapponese, stavolta l’anello debole è stata Kimiko Date-Krumm, competitiva con la Kirilenko pur perdendo ma sotto tono contro la Makarova. Alla fine si è risolto tutto col doppio ma si capiva benissimo che il vengo a Mosca era cambiato, così Makarova e Vesnina hanno avuto vita facile.

Serbia-Slovacchia 2-3 – Come da previsioni l’unico colpo esterno è delle slovacche, che approfittano dell’assenza di Ana Ivanovic per imporsi senza grandi difficoltà. E dire che la Cibulkova, avanti 6-4 5-4, è stata costretta al ritiro contro la Dolonc, altrimenti il punteggio sarebbe stato ben più severo. Farà bene la Russia a stare attenta alle slovacche: sono una squadra molto pericolosa.

World Group II: in memoria del Belgio che fu

Svizzera-Belgio 4-1 – C’era una volta la corazzata belga, quella capace con Henin e Clijsters di vincere la Fed Cup del 2001 e di arrivare in finale nel 2006. Ora, pur con due buone interpreti come Wickmayer e Fliokens, le belghe vengono spazzate via da una grandissima Oprandi. In memoria.

Spagna-Ucraina 3-1 – Serviva una Tsurenko versione monstre, non c’era. Il sipario sulla sfida è calato dopo la sconfitta 8-6 al terzo della bravissima Svitolina contro la Dominguez Lino. Le spagnole hanno lasciato alle avversario soltanto il punto della bandiera nel doppio conclusivo.

Francia-Germania 1-3 – La Francia, con Parmentier e Mladenovic come singolariste, difficilmente avrebbe potuto sconfiggere Goerges e Lisicki. Tutta qui la sintesi del match, che ha visto le tedesche volare sul tre a zero senza troppe difficoltà per poi cedere solo nel doppio.

Argentina-Svezia 2-2 – Ancora in corso mentre scriviamo, il match è stato molto equilibrato: due vittorie argentine nei primi due singolari, altrettante svedesi negli altri due. Il doppio per ora vede avanti le scandinave, che provano a completare la rimonta.

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