Articolo e Foto di Stefano Grazia
Mem’ries,
Light the corners of my mind
Misty water-colored memories
Of the way we were
(Barbra Streisand)
Up patriots to arms, Engagez-Vous
la musica contemporanea, mi butta giù
(Franco Battiato)
Ora che anche Mad Max vuole avere il suo Blog Personale perche’, dice, su questo Blog siamo tutti o in malafede o col salame davanti agli occhi, mi chiedo dove saremmo tutti se invece di ritrovarci prima chez Ubaldo e poi da Alessandro, ognuno di noi avesse avuto il suo piccolo spazio personale… Per questo, anche riprendendo una vecchia idea di Atti, ecco che vi ripropongo un piccolo florilegio di commenti, una sorta di Come Eravamo quando eravamo tutti piu’ belli ed innocenti e,sempre secondo Max, non in malafede. (I seguenti commenti sono stati pubblicati una prima volta sul Blog di Ubaldo Scanagatta)
Stefano Grazia scriveva il 14 Febbraio 2007 alle 14:27 (attenzione è il post piu’ lungo della storia del blog-una decina di pagine! e quindi ho estrapolato solo alcuni paragrafi, i piu’ salienti…):
(…)Devo confessare che dopo aver letto l’articolo del figlio di Ubaldo (Match Point di due anni fa) sulla sua esperienza da Bollettieri, scrissi una email alla redazione della rivista facendogli i complimenti aggiungendo peró anche a mo’ di battuta che se a scrivere l’articolo fosse stato il figlio di Clerici, che notoriamente spesso predilige il costume allo spessore tecnico, forse avrebbe citato fra gli italiani presenti in quel mese (Miccini, Sanese, e- ricordatevi quest’ultimo nome, sará il prossimo Nadal- Quinzi) anche mio figlio Nicholas, che allora a 7 anni assaggiava per la prima volta il summer camp di Bollettieri, e non appunto perché fosse forte (non lo é…ancora) ma per via della sua storia…sono un Medico Italiano e ho sempre lavorato all’estero per conto di Compagnie Italiane, prima in Iraq (nell’83 subito dopo la laurea) e in Jamaica (che culo, lo so) e poi,entrato finalmente all’Eni, in Saudi Arabia,Nigeria,Congo,Libia (su una piattaforma),ancora Nigeria e ora in Angola da 4 anni…Mio figlio,nato nel 97( lo stesso giorno di Bob Marley, evidentemente la Jamaica é per noi un destino), a 9 mesi era giá a Lagos dove é cresciuto fino ai 6 anni frequentando asili e scuole inglesi o americane (c’era anche la scuola italiana ma facemmo una scelta da cittadini del mondo) e ha cominciato a giocare a tennis con me a tre anni. Lagos é il buco del culo del mondo, o uno dei tanti, ma é anche, per il privilegiato espatriato che lavora sotto l’ombrello di una impresa petrolifera (o di un’ambasciata o comunque di una grossa compagnia) un posto fantastico da viverci proprio per la Qualitá di Vita che ti consente…(…) Purtroppo nel 2003 (Nicky aveva 6 anni e cominciava la prima elementare) ci siam dovuti trasferire in Angola ed anche se devo riconoscere che in Nigeria l’etá dell’oro é cambiata e sempre piú la gente si sta convertendo al Golf (che anche noi pratichiamo ma continuiamo a considerare un gioco a metá fra il biliardo e l’andar per funghi-anything you can play drinking or smoking is not a sport!), le cose in Angola si son fatte per Nicholas sempre piú difficili, sia a livello di Tennis che di Scuola.Vediamo un po’ la Scuola: (…)Voi direte: meglio che in Italia, di che ti lamenti? La differenza è che mentre in Italia lo Sport si puó fare fuori dalla Scuola, a Luanda questo non è possibile. Particolarmente nel Tennis. La mancanza di strutture (solo un piccolo club con 4 miseri campi in tutta Luanda), di coaches qualificati (quelli squalificati hanno anche la mancanza di pudore di chiederti 20-30$), e soprattutto di coetanei di pari livello e di tornei, hanno imposto a me e mia moglie, buona giocatrice ma anche lei,piú che altro, una geologa, di trasformarci in allenatori di nostro figlio.In base alla passione, ad una certa cultura sportiva, alla frequentazione per anni degli adult Program di Bollettieri dove giá 20 anni fa insegnavano AGLI ADULTI cose che ancora oggi molti Maestri in Italia non insegnano ai ragazzini (tipo girare intorno al rovescio e colpire il dritto a sventaglio). (…)il Coach é sopravvalutato, diverso il discorso del Maestro MA COMUNQUE PER MIA OPINIONE ED ESPERIENZA PERSONALE in attesa di trovare il Carlos Rodriguez della vita, l’unico che ha veramente a cuore il bene del proprio figlio é il genitore, sciagurato o meno che sia, e spetta al genitore in virtú di quella famosa frase di Clerici o Tommasi (in Italia non mancano i campioni, mancano i genitori dei campioni) attivare il progetto. Non meniamocela per il naso: un ragazzino non puó piú arrivare a 15-16 anni e dire :voglio diventare un campione. Non nel Tennis, non in nessun altro sport. A maggior ragione nel Tennis dove da Bollettieri (e Langsdorp,il guru californiano, conferma,dicono che dopo i 12 aa tecnicamente non ti si puó insegnare piú nulla. E allora ha ragione anche Lendl che rispondendo a una giornalista che gli chiedeva se non era preoccupato che le sue figlie, tutte iscritte alla Leadbatter Academy della Img Academy che ha inglobato la Bollettieri Tennis Academy, si perdessero qualcosa, rispondeva: cosa si perderebbero? pomeriggi passati al mall a bere, fumare,cazzeggiare? Ora Ivan,si sa, é un duro venuto da oltre cortina ai tempi grigi del comunismo, e sicuramente io sono invece spesso preoccupato dal fatto che mio figlio si perda, che ne so: l’innocenza dell’infanzia o dell’adolescenza, ma questo non mi ha impedito di ’spingerlo’ un po’ a praticare sport: a tre mesi l’abbiamo messo sott’acqua, a tre anni ha preso la racchetta, a 5 la mazza da golf e gli sci ai piedi, come tutti gioca a calcio (se potessi lo farei giocare a rugby che é un ottimo sport di squadra, una partita a scacchi in velocitá, un po’ come il tennis). Suona anche il piano, due volte a settimana e tuttora, due volte a sett fa nuota nel Clube Nautico locale con altri ragazzini. Ma é il tennis lo sport preferito. Da lui? Lo ammetto, non lo so: lui dice di si, ma il sospetto che lo dica per compiacerci é grande. Anch’io come Ubaldo in suo figlio, ho notato che raramente sorride e si diverte mentre gioca…una volta su 10, forse. E spesso, durante gli allenamenti, finisce che c’incazziamo. Ma non perché non vince o perché sbaglia. Perché si comporta male o non s’impegna. Mi fanno ridere quelli che dicono e scrivono che il tennis deve rimanere un gioco: ma certo, che ovvietá. E allora dici a tuo figlio: divertiti e se non ti diverti cambia sport o hobby. Lui dice che vuol giocare a tennis. Ma per giocare a tennis e divertirti, la palla la devi: 1) colpire 2)mandarla oltre la rete 3)possibilmente dentro il campo 4) piú di una volta, possibilmente molte volte. E per far questo ti devi allenare.Non ti piace? Nessun problema: ci sono altri sport. È anche un fatto di Educazione, di Scuola di Vita: no pain,no gain. Sangue,sudore,polvere da sparo.E certo, impara a trattare sconfitta e vittoria, those impostors, allo stesso modo. Ma se un genitore ti deve insegnare qualcosa, te lo deve insegnare con l’esempio ma anche ti deve riprendere se ti comporti male. Davvero, io avrei voluto esserci tutte le volte che uno di quei Abusive Fathers ha commesso una di quei famosi abusi perché, ne sono convinto, molte volte (e lasciamo stare i deprecabili KMary,Kill the Bitch!, gli insulti e la maleducazione nei confronti degli avversari e il solito Dokic: è ovvio, qui non c’è niente da dire), molte volte, ne sono convinto, il Genitore Brutto Cattivo stava seguendo una sua logica, stava correggendo un comportamento, stava espletando le sue funzioni di educatore. Ci ritorneró sopra ma io ricordo sempre che a John McEnroe Sr si rimprovera sempre di non essere stato piú severo con suo figlio…La veritá è che fare il Genitore è il secondo mestiere piú difficile del mondo. Il piú difficile è cercare di combinare il mestiere di genitore a quello di coach. Comunque fai, alla fine sbagli. E quindi, o non fai proprio nulla (come l’80-90% dei genitori)o tanto vale fare qualcosa. (…)…Diciamo che per la prima volta, in tutti questi anni, ho appreso appieno il significato di quella poesia del Foscolo: a egregie cose l’animo accendon l’urne dei forti,o Pindemonte…La necessitá cioè di un ambiente stimolante, di termini di paragone e di confronto e soprattutto d’ispirazione. Ed è qui che possono entrare in ballo le Tennis Academies.(…) Il nostro problema, comunque, é che noi abitiamo in Africa, in un rettangolo d’Africa non sportivo o comunque non tennisticamente evoluto, e questo implica che per non precludere un possibile futuro per Nicholas ci si trasformi,io e mia moglie, in coaches. Non fraintendetemi: la passione c’é, la cultura pure, perfino due lauree e tanti libri di tecnica e di storia tennistica, decine di DVD e video e una macchina lanciapalle…ma anche la consapevolezza che questo non ci trasforma in Tecnici e che quindi ci si debba spesso appoggiare a questo e a quel palleggiatore e che comunque 2-3 volte all’anno si debba comunque tornare a Bradenton. Anche se l’obiettivo principale (o é il piano B?) rimane quello di fargli fare l’high school in US e magari ottenere una scholarship con il tennis, il tutto diventa un incubo perché mentre in US o in Italia (dove lo so ci sono ottimi coaches, per caritá) saremmo ben felici di affidare il figlio a una serie di maestri, l’essere al tempo stesso genitore e presunto coach comporta una serie di sfumature e sconfinamenti che spesso ti fanno apparire all’incauto viandante che si trova a transitare per caso a bordo campo il Padre Abusivo di Turno. Difficile spiegar loro che il metro di paragone non é il loro figlio imbambolato da ore di Cartoon Network o PlayStation, ma un sano ragazzo sportivo magari venuto dall’est e che ora si allena con l’obiettivo di non abbandonare mai il paradiso della Florida per ritornare nella steppa di Chernobyl (mi pare fosse questa la motivazione della Sharapova). Ma i nostri problemi non derivano dalla mancanza di risultati (Nicholas non é –almeno non ancora- un tennista vincente) ma dalla gestione del comportamento. Infatti e incredibilmente nonostante abbia noi due come coaches, Nicholas tecnicamente, ci viene ripetuto, é molto forte ma o perché ancora non ha THE FIRE INSIDE oppure semplicemente (mia opinione) perché mentalmente é un perfezionista e quindi quando non gli entra diventa un Cané, a volte il suo comportamento in campo é inaccettabile. Mio figlio non é un gigante (non ancora,almeno, ma temo non lo diventerá mai) e probabilmente incontra problemi a giocare con ragazzini piú grandi e piú forti fisicamente di lui….Magari non ha nemmeno la mentalitá vincente: vincere gli piace troppo ma finora non mi ha ancora mostrato la voglia di vincere, lo spirito combattivo, la capacitá di reagire e di soffrire…magari non è ancora maturo per la sua etá o magari a 12-14 anni deciderá di voler fare il veterinario, il musicista (suona anche il piano) o l’attore, e va bene tutto: quello che cerco d’insegnargli é che se va sul campo da tennis a giocare a tennis, allora si deve impegnare al 100%. Glielo ripeto mille volte: you win,you lose: it doesn’t matter. It matters HOW you fight.Non credo l’abbia ancora recepito e comunque scene isteriche e racchette sbattute per terra (per cosa poi? per un drill agli 11 con un amico o con sua madre? Per un allenamento?) non sono ammesse. Ci sono sanzioni previste. Anche la sospensione dal tennis per un giorno, una settimana, un mese. Macché, continua a sbatticchiare la babolat come per vedere fino a che punto puó continuare. Tre settimane gliel’ho presa e GLIEL’HO SPACCATA IO (io che non ho mai sbattuto una racchetta in vita mia) in piú pezzi, dicendo: “volevi romperla? Ecco come si fa, BANG! BANG!SBARABANG!!! (sotto gli occhi allibiti dei frequentatori del Club, e m’immagino giá le leggende e i miti che circoleranno su di me semmai Nicky diventerá un top 100, altroché Pierce, Mike Agassi o Sharapov…Ma cosa avrebbe dovuto fare John McEnroe Sr?) e adesso ne hai una sola…se la rompi o la incrini, non giochi piú..”.Ecco, sono poi stato male per una settimana (scena di pianto e desolazione del figlio, promesse varie, gioco eccellente per 2-3 gg…e poi…Same Old Story. Queste scene sono ormai la norma. Possiamo anche smettere di giocare,poi leggi che Federer (no,dico: Roger Federer!)da piccolo era uno stronzetto inqualificabile e incontrollabile (oggi dicono che è come un cigno nello stagno: calmo aristocratico e impassibile sulla superficie che tutti vedono, e con le zampe che ruotano vorticosamente sotto il pelo dell’acqua), lo stesso Borg (no,dico: Bjorn Borg!!!) venne sospeso 6 mesi dalla Federazione Svedese… (…)Mio figlio non frega punti, non chiama di proposito le palle fuori, non vuole vincere imbrogliando, e quindi a volte mi dico che magari sono troppo severo con lui, che vuoi che sia se sbatte nervosamente la racchetta per terra o se si lascia andare a moine o scalmane isteriche e lamentose nei confronti non dell’avversario ma di se stesso…Ma a volte o spesso, non riesce a incanalare la rabbia…Anche qui i Coaches all’Academy dicono: at least he cares! Saremmo piú preoccupati se fosse letargico, se desse a vedere che non gliene frega nulla…E dunque mi chiedo spesso quando leggo dei vari Soloni che sentenziano a volte a ragione ma troppo spesso anche con soverchia superficialitá sui cattivi genitori: dov’è il confine? Quando è che devi davvero intervenire? mi chiedo: devi reprimere davvero questo ego, questo temperamento, questa smania di perfezione, questa rabbia ancestrale e interiore che ti commuta i lineamenti? O devi solo cercare di incanalarla…(e tutti giú a criticare Leyton Hewitt che l’ha incanalata perfettamente!) E soprattutto, come? O devi solo aspettare che succeda all’improvviso e di per sé? Gli dico scherzando ma non troppo: non farti attrarre dal Lato Oscuro della Forza…Pensa a divertirti…Divertiti…Pensa solo a migliorarti…MA SONO TUTTE MENATE: un bambino se non vince non si diverte, diciamocela ben tutta. Leggetevi cosa passa per la testa di un campione…vincere non è gioia, è un sollievo (a relief,lo scrivono McEnroe e Pat Cash, lo dimostrano le lacrime di Federer l’anno scorso, cos’altro non erano se sollievo, dalla tensione di dover vincere ad ogni costo?) E purtroppo vincere a un certo punto diventa importante, se non vinci i coach non ti degnano di uno sguardo, non ti accettano nelle academies, non ti concedono una scholarship…Ecco, io sarei giá contento se lui imparasse che per ottenere un certo risultato ci si deve impegnare e qualcuno dirá che a 10 anni è normale non averlo ancora imparato e allora cosa dovremmo fare? Lasciargli fare tutte quelle scenate sul campo? Siccome ci sono giorni in cui non le fa e gioca da dio, suppongo che quando le fa debba essere ripreso e rimproverato ed eventualmente punito. Ecco, lo ripeto:sono giunto alla conclusione che da genitore, qualunque cosa tu faccia, sbagli comunque. E comunque, io faccio il Medico e non smetteró certo di lavorare per investire sul figlio (…) ma trovo che a volte:1)la categoria dei Coach sia sopravvalutata (a parte Gasquet, andiamo a vedere in quanti hanno avuto come coach un padre che di tennis ne sapeva zero…certo, l’importante é che il padre coach conosca i suoi limiti e sappia affidarti a questo e a quello…fino a che,ripeto, magari non incontri il Carlos Rodriguez della tua vita 2) anch’io e mia moglie (…) siamo laureati e alla fine spesso un po’ di cultura e una laurea-che non è certo un biglietto da visita,per caritá- e soprattutto l’affetto per tuo figlio sulla bilancia contino comunque e ti permettano di poter parlare alla pari anche con chi dall’alto di una vita spesa ad insegnare tennis, crede di saperne di piú su tuo figlio se poi quel che ti muove è spesso l’interesse. Diciamo che si guarda spesso a quanti bambini sono stati rovinati dai genitori ma bisognerebbe anche guardare a quanti sono stati rovinati da maestri ,coaches, circoli, agenti privi di scrupoli o semplicemente privi di amore e passione per lo sport e per il mestiere. (…) l’antica immortale veritá, un tempo il credo della stessa Academy, e cioè che non esiste un perfect training for everybody, but it does exist a perfect training for you. (…)Comunque Fulvio, il padre di Fognini, mi sembra una persona simpatica ed equilibrata e nutro per lui l’affetto rispetto che deriva dall’accomunanza (in questo caso i nostri figli che giocano) e gli auguro tutto il bene possibile. Trovo giusto quanto scrive sui costi del tennis e io posso dire che se prima lavoravo all’estero per andare a cavalcare le onde, ora ci lavoro per poter permettere a mio figlio la possibilitá, un giorno, di poter decidere se giocare o no per davvero a tennis. Intorno ai 13-14. Se avrá la testa giusta, il fisico, la passione e il fuoco dentro. Ma senza tutto questo lavoro prima, nessuno a 13-14 anni ce la potrebbe mai fare.
Magari fará le Medie in Italia, per assestare dopo l’inglese anche l’Italiano, e dopo ritonerá negli US, a fare l’High School e otterrá una Scholarship per il College. O chissá, magari questo è solo il Piano B e nel tempo dimostrerá potenzialitá da Pro. Chissá. Chi puó veramente dirlo,ora?
Per cui, si, è vero: l’abbiamo un po’ forzato. Si, è vero, magari lo bruciamo. Si, è vero, a volte sembra che la sua voglia di giocare a tennis sia inversamente proporzionale alla distanza dal Campo da Tennis. E si, è vero, a volte mi domando se sia veramente cosí talentuoso da giustificare il viaggio da Bollettieri o se è perché è giá stato da Bollettieri cosí tante volte che sembra cosí talentuoso. E si, non è ben chiaro se abbia poi tutta questa voglia di vincere. Etc Etc Etc. Ma ugualmente lo faccio giocare, perché le alternative sono come diceva Lendl bighellonare al bar, guardarsi Cartoon Network per ore o giocare alla PlayStation. E allora tanto vale che riduca queste attivitá e faccia sport e suoni il piano.(Sull’argomento tennis sport per ricchi o poveri, credo sia vera una cosa, e cioè la natura democratica del gioco: una volta che sei sul campo, come diceva Pancho Segura, non importa di chi tu sia figlio, se sei ricco o povero o istruito o bello o brutto: it’s you and me, baby, you and me.) (…) il mio timore é sempre quello di non riuscire a scindere fra il mio desiderio e quello di mio figlio. Ma se mio figlio,come il suo (di Ubaldo che avanzava dubbi sul fatto che fosse veramente felice) volesse davvero giocare a tennis, ho il diritto io di impedirglielo in nome di una sua supposta infelicitá? Non lo rendo piú infelice proibendogli di ’sognare’? Non è forse vero che il requisito fondamentale perché il sogno si avveri è, oltre alla capacitá di sognare, la perseveranza nel sogno?
gabrì scriveva il 16 Febbraio 2007 alle 21:04:Salve sono la moglie del blog più lungo (ma cosa mi fate dire????), voglio solo aggiungere alcune considerazioni dettate dal fatto che oltre al tennis, per i motivi che già avete letto, abbiamo esposto nostro figlio ad altre esperienze accademiche e questo ci ha fatto decuplicare i dubbi che già avevamo. Ma è proprio questa esperienza che ci aiuta a guardare con occhio ancora più critico il rapporto sport-scuola in Italia. Io ho avuto una regolare vita scolastica italiana , liceo scientifico e università e l’atletica che mi ha fatto sognare (solo sognare) Montreal e mi faceva sentire orgogliosa in allenamento e in gara, ma sicuramente diversa, lontana dai miei compagni di scuola: nessuno di loro aveva i miei stessi ritmi le mie stesse ambizioni e aspettative e già solo per questo direi :Viva le accademie! Ma basterebbe ‘viva una scuola che consideri lo sport parte integrante della formazione dell’individuo’ e rabbrividisco quando sento che ancora oggi le lezioni prevedono due ore di ginnastica fra una di storia e una di scienze. E rabbrividisco ancora di più quando sento amici disperati per la quantità di compiti che vengono dati ai figli e per l’indifferenza se non a volte l’intolleranza con cui gli insegnanti giudicano gli sforzi dei ragazzi impegnati in attività sportive in modo serio. Così oggi come trentacinque anni fa, per me…è ridicolo!! E allora le mie considerazioni sono: abbiamo accettato come genere umano che se non impariamo a leggere , a scrivere e far di conto entro un certo periodo, compromettiamo le nostre abilità, non per questo siamo tutti scrittori o fanatici lettori. Tolleriamo che si imponga ad un bambino di stare seduto ad un tavolo a 5 o 6 anni per ore chiamandola scolarizzazione per sviluppare la capacità di attenzione e concentrazione. C’è più accondiscendenza verso l’imposizione di uno strumento musicale e relativo obbligo a cinque anni di cimentarsi con note e tastiere ?( sebbene fatto che nella scuola italiana non si insegni a suonare uno strumento mi sfugge, così come a recitare, cantare, a parlare altre lingue,ma questa è un’altra storia),perché? Il fine è più nobile. Non ci sono pur sempre impegno, disciplina, costanza, perseveranza alla base di tutto, sport compreso?Perchè la scuola continua a non essere disponibile per raggiungere l’obbiettivo comune che è la formazione dell’individuo, con tutti gli strumenti possibili e non riconosce i nobili intenti di darsi un obbiettivo, di inseguire un sogno, di lavorare duro per scoprire i propri limiti aiutando e sostenendo gli sforzi sia dei ragazzi che delle famiglie, magari anche allargando i propri orizzonti cominciando a pensare che ci sono molti modi di insegnare.Ma soprattutto perché si atteggia a giudice implacabile spesso disprezzando con ironia chi si occupa di cose ‘non serie’ come lo sport per poi cadere miseramente e chiudere i battenti ai primi di Giugno per riaprirli a metà Settembre(…!!!) , strafregandosene di quello che i ragazzi faranno e cioè ciondolare per i paesi, le piazze, sciabattare per casa con un telecomando in mano, prendere il motorino e studiare la maniera migliore per soddisfare i richiami ormonali! Questo è il quadretto che mi si presenta davanti ogni volta che d’estate torno a Bologna e vengo assalita dai dubbi se riportare Nicholas in Italia a fare le medie sia poi così davvero una buona idea…
roberto scriveva il 28 Febbraio 2007 alle 10:27 Premetto che non sono un tecnico ma un appassionato: ho fatto poca SAT e non sono andato oltre la classifica di C3 nel Lazio. Tuttavia, dopo aver letto con estremo interesse il post di Igor (thanks a Stefano Grazia per il suo impegno) vorrei esporvi, se avete un po’ di pazienza, una mia teoria sulla qualità dell’addestramento al tennis in Italia. Vi chiedo fin da ora scusa per eventuali topiche e imprecisioni.Io sono nato nel 1965, e ho cominciato a giocare solo a 15 anni per via che prima giocavo a calcio. Ho iniziato con un corso collettivo: racchetta di legno maxima de luxe e via andare. Il nostro maestro era considerato “moderno” ed “eretico” perché ci insegnava le impugnature “chiuse” e i colpi in top spin… (ed eravamo già nel 1980!). A quel tempo, gli attrezzi non consentivano di colpire un vincente su una palla profonda e senza peso, e la tecnica che veniva insegnata, pur con un po’ di rotazione in avanti, non era molto diversa da quella dei tempi di Pietrangeli. Poi è venuta la rivoluzione tecnologica: kevlar, grafite, ceramica, mid size, oversize etc. etc.. Si è allora innescata una seconda rivoluzione, non tecnologica, ma tecnica: l’applicazione al tennis dei principi della biomeccanica ha spinto la ricerca a cambiare il modo di eseguire i colpi, per sfruttare al massimo le potenzialità dei nuovi attrezzi. I principali centri di ricerca credo siano state le academies private americane, ma anche la federazione francese e la USTA. Sono cambiate drammaticamente le impugnature e i gesti tecnici dei fondamentali (dritto e rovescio) e si sono escogitati nuovi modi di effettuare il servizio (v. da ultimo Roddick, Monfils, etc.). L’enorme incremento di potenza e velocità ha a sua volta innescato la necessità di migliorare la reattività neuromuscolare e la velocità dei piedi, con l’individuazione di esercizi appositi. In generale, è diventato sempre più difficile giocare di regolarità pura e in difesa: la nuova parola d’ordine è power tennis! Poiché il primo che prende l’iniziativa ha le migliori probabilità di fare il punto, sono diventati drammaticamente importanti (anche sulla terra) i colpi di inizio gioco, servizio e risposta…Questo, nel resto del mondo: la globalizzazione, anche nel tennis, ha diffuso ovunque il nuovo verbo… … tranne che da noi. Mentre gli altri andavano avanti, noi rimanevamo fermi. Mentre la tecnica, il modo di insegnare e di allenare venivano rivoluzionati, da noi la presidenza Galgani teneva il settore tecnico nell’immobilismo più pietrificato, con la complicità di una generazione di maestri indolente e interessata solo a guadagnare i soldi delle lezioni, protetta dal valore legale della targa e non a tenersi aggiornata… Ancora nel 1997, i manuali tecnici della FIT (li ho letti di persona, me li ha dati un mio amico che si accingeva a fare il corso per allenatore-istruttore) prevedevano che venissero insegnate le impugnature e i gesti di 20 anni prima!!!! Insomma, l’Italia, dal 1980, fino a pochissimi anni fa, è stata una nazione tennisticamente sottosviluppata dal punto di vista tecnico, con pochissimi maestri in grado di insegnare in modo moderno. Per questo secondo me, riprendendo una vecchia polemica scaturita da una frase di Rino Tommasi (la Francia ha Gasquet, noi abbiamo Fognini) io credo di poter rispondere: la Francia ha avuto Philippe Chartrier, e noi abbiamo avuto Galgani!!! E non mi vengano a dire che per i francesi è più facile perché la loro federazione è ricca grazie ai proventi del Roland Garros e la nostra è povera. La nostra è povera ADESSO (e infatti le mie critiche non vanno alla gestione Binaghi); ma nei primi anni ‘80, e fino alla prima metà degli anni ‘90, il CONI, grazie al totocalcio, finanziava abbondantemente la FIT. Il crimine più grande commesso in quegli anni resta poi la dilapidazione del grande patrimonio di appassionati e praticanti che il tennis si era conquistato nel nostro paese sull’onda della generazione-Panatta. Io ricordo che nel 1981, per entrare nel tabellone di un torneo di categoria C3-C4, aperto agli NC bisognava passare per una caterva di turni preliminari, tanti erano gli iscritti… Per la mia generazione il tennis è stato il secondo sport per importanza dietro il calcio. E la vecchia FIT cosa ha fatto? Gestendo solo i suoi interessi di bottega, da una base così ampia non è stata più in grado di produrre un top ten, fino a generare una profonda crisi di interesse: il punto più basso credo si sia toccato fra il 1999 e il 2002 con le scuole di tennis che registravano un drammatico calo di iscritti. Poi, negli ultimi anni, una piccola inversione di tendenza…Non parliamo poi della gestione sciagurata dei pochi talenti comunque prodotti…Chiudo con una domanda provocatoria: dove sarebbe ora uno come Bracciali, se anziché essere figlio di un macellaio di Arezzo fosse stato figlio di un …non so… diciamo un pizzicagnolo di Marsiglia? Credete che la FFT lo avrebbe stato affidato alle grinfie di un Tomas Smid? O sarebbe diventato un top ten? O vogliamo parlare della gestione di Luzzi? E perché la Brianti entra fra le prime 100 solo a 26 anni suonati, dopo una vita passata a giocare gli ITF? Non si capiva che andava seguita in maniera professionale, come sta facendo la Golarsa? Quanti ce ne sono in Italia di casi simili? (Azzardo un altro nome: Crugnola…)Per concludere: se per avere accesso ad un insegnamento serio e moderno bisogna per forza andare all’estero, è inevitabile che solo i ricchi possano permettersi figli agonisti…
Atti scrive:va il 27 Marzo 2007 alle 15:32 :Salve a tutti, innanzitutto complimenti a Ubaldo per aver dato voce al “popolo” del tennis.Scrivo per la prima volta spinto dal grande interesse suscitatomi dall’argomento genitori/figli.Ho anch’io due giovani bambine di 8 e 11 anni allieve appassionate (dal padre) al Tennis.Devo dire che capire i confini tra passione, imposizione, e brame di gloria è sempre molte difficile, e certamente andrebbe valutato caso per caso, anche se ritengo di avere opinioni sull’argomento, vicine a quelle del sig. Stefano Grazia (complimenti per l’impegno costante e competente sull’argomento).Io penso che pianificare la vita al proprio figlio/a sia negativo e quasi sempre controproducente, ma è anche altrettanto vero che non offrirgli una “Chance” sia altrettanto sbagliato: chi a priori puo’ capire/valutare fino in fondo le reali potenzialità/aspettative del proprio figlio/a ?.Comunque credo che vedere un figlio appassionato attivamente ad uno sport sia positivo; è meglio vederlo a volte dispiaciuto per una sconfitta che lasciarlo “appiattire” con gli standard offertigli dalla società moderna.Inoltre, intervengo per confermare, che i tesseramenti FIT a livello giovanile, contengono clausole e norme assurde.Per esempio :mia figlia Chiara è nata nel 1995 e nel 2005 non era ancora tesserata per nessun circolo FIT; dopo precisa richiesta ai maestri del circolo in qui si allena, abbiamo deciso di tesserarla,solo per il 2006, per un altro circolo; cio’ per permetterle di disputare alcune partite del campionato U12 a squadre, visto che erano le sue prime “vere” partite, non avendo mai disputato alcun incontro come U10.Adesso, dopo correzioni e modifiche varie alle norme federali, apprendiamo che, si è stata tesserata (2007) per il circolo in cui si allena, ma non potrà’ disputare il campionato U12f a squadre con le sue compagne di allenamento per un’assurda regola federale introdotta da quest’anno.Cambiare una regola applicandola retroattivamente è già di per sé un errore (è evidente che avendolo saputo prima, non sarebbe stato fatto il tesseramento per un altro circolo)Discriminare la partecipazione, per le gare a squadre, solo a quei tesserati che ritornano al circolo di appartenenza al termine dell’anno 2005 è ulteriormente sbagliato (nostra figlia non puo “tornare” visto che il suo primo tesseramento è stato fatto nel 2006 !)Questo per dire che spesso sono le federazioni stesse che “remano” contro la crescita del loro sport !!!
STEFAR (anche lui uno dei primi piu’ prolifici e ispirati contributors poi anche lui,improvvisamente, non ci ha piu’ cagato pari…)scriveva il 16 Aprile 2007 alle 15:56 Conosciuta l’esistenza di questo blog attraverso un amico,sono stato sul punto di intervenire piu’ volte ed ora,chiamato in causa da Gabri’,conosciuta al torneo topolino di genova ,ho deciso di inviare anch’io un mio contributo a questa interessante discussione.Due cenni su di me per farmi conoscere e capire meglio ai miei futuri amici del blog…iniziato a giocare a sedici anni contro il muro della mia cantina a meta’ anni 70,mai avuto un insegnante ,passione viscerale per questo stupendo e spietato sport.
Oggi sono Maestro federale da molti anni,mia moglie anche lei Maestra di tennis ,famiglia di tennisti e maestri,seguo tutti i corsi di aggiornamento che posso,ripetendo a tutte le famiglie di diffidare dei soloni che sanno tutto ma che non si aggiornano mai.
Del resto che servizio puo’ dare un commercialista che non si aggiorna da venti anni ?o un avvocato ? o un dentista ?o peggio ancora un chirurgo ? Provate a pensare….Certamente i sopra citati professionisti possono fare danni molto maggiori che non un insegnante di tennis non aggiornato,il quale alla peggio non insegna a giocare a tennis al suo allievo…Personalmente ho interrotto l’attivita’ di insegnamento soltanto per un periodo ,terminati gli studi di economia a firenze ed entrato nel mondo dell’industria prima come impiegato e poi come dirigente aziendale.Oggi ,libero professionista ,affianco l’attivita’ di insegnamento alla libera professione,anche se devo dire che sono molto felice al momento di levarmi la giacca e mettermi la tuta per allenare i nostri figli,che chiaramente sono molto trainanti e stimolanti nelle nostre scelte,e gli altri allievi delle due scuole tennis che abbiamo in gestione .A Marcos e Carlo vorrei rispondere con una battuta…La sconfitta e la vittoria sono due intruse ….vanno trattate allo stesso modo. Mentre ho trovato molto interessante i commenti del papa’ di Fognini ,anche perche’ ci espone dei dubbi comprensibili sulle priorita’ da seguire circa l’educazione scolastica o l’educazione tennistica.Tali dubbi sono stati presenti nella mia famiglia per via del fratello di mia moglie,che ha fatto il professionista praticamente dai 12 anni ai 31,(arrivando al 190 atp)con enormi sacrifici ed un’educazione scolastica con diploma preso con merito soltanto dopo l’abbandono dell’attivita’.D’altra parte ,avendo io conosciuto il mondo del lavoro nell’industria,o nelle professioni,si puo’ dire che mio cognato ha fatto delle esperienze ,visitando tutto il mondo ed imparando un paio di lingue straniere con la pratica, infinitamente superiori a quelle di un semplice impiegato di una media industria italiana,ed anche economicamente non se l’e’ passata poi peggio.Ma che dire sui bambini e sui genitori che sperano ? Potrei fare un paio di esempi:A sestola 2005 erano presenti 60 bambini con relativi genitori e maestri tra i migliori d’italia del 95 e 96.I genitori mi raccontavano di esperienze di allenamenti a centinaia (se non migliaia ) di km di distanza con spostamenti tramite aerei e treni ….per bambini di 9 e 10 anni alla ricerca di maestri e coach sempre piu’ affermati…..Ed io puntualmente venivo additato come rompiscatole in quanto a tutti i genitori riuniti domandavo… qui ci sono 60 bambini fra i piu’ bravi d’italia…ce ne potevano essere altri 40 ,rimasti a casa per vari motivi…quindi cento;Mi sapete dire di questi cento quanti entreranno fra i primi cento del mondo ?? Ve lo dico io… probabilmente 0 ..se abbiamo fortuna 1 difficilmente 2 . Se poi le vostre aspettative sono farli diventare buoni giocatori,magari con classifica atp,o 2/1- 2/2,cioe’ essere giocatori conosciuti in italia,oppure dei buoni maestri,allora queste sono aspettative piu’ ragionevoli,che possono essere conciliate anche con gli studi,magari successivamente. C’era anche mio figlio Jacopo di 10 anni ,al quale continuo a ribadire di impegnarsi nel tennis ma che gli studi sono prioritari ed il tennis viene dopo,ma poi? a tredici/quattordici anni ? Se si mantiene fra i migliori a cosa dovremo dare la priorita’ ?
Gia’ ora le suore della scuola di Jacopo,nonostante abbiano visto gli articoli di giornale di Jacopo storcono il naso per qualche assenza in piu’…..A Gabri vorrei dire che quella esperienza del topolino di genova e’ poi continuata con il master a Deauville,dove abbiamo portato una decina di ragazzi ,vincitori delle prove in italia.E’stato un viaggio bellissimo organizzato come segue ,se puo’ servire come traccia per qualche collega…- torneo osservato a Torino dopo natale- subito dopo trasferimento a Fontaineblaeu,con visita al castello patrimonio dell’umanita’(eccezionale la visita alla sala del tennis royale,dove hanno giocato i reali di francia e Napoleone,i ragazzi hanno assistito a bocca aperta ad una partita..si puo’ anche giocare con prenotazione…)- trasferimento in normandia e partecipazione al master mondiale- visita prevista alle spiagge dello sbarco e a Mont Saint Michel,altro sito patrimonio dell’umanita’ Siamo riusciti ad abbinare Tennis, divertimento e cultura. Ciao
kill bill scriveva il 20 Aprile 2007 alle 15:44 Mi è sembrato di capire che il tema che state dibattendo è :” Cosa devono fare i genitori per far diventare il figlio campione” con sottotitolo ” e non avere rimorsi di coscienza in caso di insuccesso ”.Mettiamo via le false modestie , tutti in fondo speriamo di avere il fenomeno pronto a esplodere , la parola ci fa ribrezzo lo so, ma poi stiamo sul prudente perché la ragione e le statistiche ce lo impongono.O magari non proprio fenomeno ma che comunque ” ha vinto 10 tornei su 13 su tutto il territorio nazionale” oppure ” a 9 anni batte quelli di 10” oppure ” il mio ha perso al primo turno da uno straniero la cui età era almeno dubbia ” o anche ” il mio ha perso al primo turno ma quello che a vinto ha solo più fisico, per ora, ma con quei colpi dove vuoi che vada ”…Io sono il peggiore di tutti perché , a differenza dei vostri , mio figlio anni 12, vince poco, perde anche con quegli più piccoli ma ”ancora un anno e poi vediamo chi è il più forte”.Noi siamo quelli pronti a prostituirci al maestro del club perché abbia un occhio di riguardo per un così bravo bambino che si impegna tanto e il tennis lo prende sul serio o al primo selezionatore che riusciamo ad avvicinare per avere qualche piccolo vantaggio ai raduni , una convocazione in più, in seguito una wild card per qualche torneo ETA e perché no una buona parola per un contributo federale.La verità è che tutte le motivazioni che ci diamo per giustificare uno sforzo così grande di tempo e di energie , peraltro tutte importanti,(allontanare i figli dalla play station , sport come crescita dell’individuo , sport e cultura , il torneo con la gita …) sono in qualche modo sullo sfondo.Noi vogliamo i risultati.Quindi per favore Fulvio dicci come hai fatto, tuo figlio quante palle ha tirato, cosa gli hai detto , quanto dormiva, che tornei ha fatto………. perché anche noi abbiamo dei figli di talento ma che non riescono ad esprimerlo perché il maestro non capisce nulla, la mentalità italiana è provinciale, la federazione, nonostante il presidente del 20ennio non ci sia più da 10 anni, è incapace e , per i più fortunati, queste Academy mi rubano i soldi perché non lo mettono nel gruppo di Quinzi, Miccini, Larcher De Brito……e mi fanno pagare la retta.In fin dei conti , se non ci prendiamo troppo sul serio , non ci trovo nulla di sbagliato in tutto questo.Sono i sogni che ci spingono a fare quello che facciamo.Io amo lo sport , non quello ricreativo ma quello agonistico , di ogni livello, da Wimbledon a la gara a squadre del circolo.E praticarlo per un ragazzo è la cosa più bella che possa fare. ( Per chi ama la musica sarà suonare uno strumento immagino )Per cui , a patto della sufficienza a scuola, si perché è meglio avere più possibilità e con lo sport è difficile che ci si possa campare , ( neanche con una laurea ma questo è un altro discorso ) darò il mio appoggio totale ad un figlio che lo vuole praticare.Purtroppo, o forse no (così o meno problemi di scelta) , i miei mezzi sono limitati, non andrà mai in un Academy e non avrà mai un coach privato, e questo mi è sembrato di capire non gli permetterà di diventare un professionista, ma non per questo lo incoraggerò a smettere o non gli darò il mio totale sostegno.Gli darò serenamente quello che posso.Unica cosa che voglio in cambio è l’ impegno durante le ore che è in campo.In caso contrario si passa allo sport ricreativo ma a quel punto anche i nostri sacrifici saranno adeguati a quella situazione.Il mio consiglio è proprio questo appoggiate più che potete la passione di vostro figlio, beninteso se è la sua non solo la vostra.Sapete tutti i rischi a cui andiamo in contro.I paletti dobbiamo metterli noi con le nostre esigenze e la nostra realtà e facendo i conti con le capacità del nostro atleta che possiamo verificare giorno dopo giorno con i risultati che sta facendo.La testimonianza di Fulvio in questo è molto chiara.E visto che oltre a sognare sappiamo, speriamo, anche ragionare sta a noi trovare il giusto equilibrio, non illuderli, far si che vittorie e sconfitte non siano momenti di esaltazione e di tragedia ma di una sana gioia e di una sana delusione e uno stimolo per andare avanti non un motivo per smettere.Sta a noi stemperare i toni e fargli capire che è un ragazzo fortunato solo perché sta facendo qualcosa che gli piace aldilà dei risultati e che gli permettiamo di studiare 1 ora al giorno per prendere sufficiente e non 3 per pretendere ottimo.Se questo equilibrio non lo abbiamo e/o non lo sappiamo trasmettere penso che il problema non sia sportivo ma di altra natura, nessuno del resto ha mai messo in dubbio che fare il genitore sia cosa facile, sport o non sport.
Per Stefano Grazia e quanti si chiedono se ne vale la pena.
Il talento è qualcosa di impalpabile, sappiamo che esiste ma nessuno lo può quantificare.Come voi tutti potrei fare esempi di atleti che in età giovanile erano bravi , ma come loro ce n’erano altri , che hanno fatto una fatica tremenda e poi sono diventati atleti di vertice.La caratteristica che accomuna chi è riuscito è la voglia di emergere, la motivazione, un carattere che gli ha permesso di superare le difficoltà quando tutto sembrava perduto…. certo qualche dote bisogna averla perché qui si tratta di avere la meglio su altri che vogliono la tua stessa cosa.Ci sono è vero anche i ”fuoriclasse” quelli che hanno avuto dalla natura delle qualità fuori dal comune.Quelli che non hanno faticato più di tanto ad affermarsi e ai quali sembra risulti tutto facile.Ma sono veramente pochi.Dietro ogni risultato mi piace pensare che ci siano state tante lacrime e fatica.Per cui scegli la scuola più adatta al tuo Niky e mandalo all’academy più vicina visto che ne hai le possibilità ( se non ti trovi bene la puoi sempre cambiare ).Male che vada sono sicuro che saprai fargli apprezzare quello che sta facendo e non farlo un frustato in caso di insuccesso.Non avrai rimorsi. Come dice un pluricampione del mondo ” pensa se non ci avessi provato” questo si sarebbe stato un delitto e sono sicuro che anche i suoi genitori avranno avuto dei dubbi all’inizio.Se ha un pizzico di fortuna troverà un bravo maestro che gli si affezionerà e tuo figlio a lui e che non penserà solo a spillarti quanti più soldi possibile ma si chiederà di tanto in tanto durante la giornata che cosa può far fare a Niky per farlo migliorare.Se lo trovi non lo mollare perché il rapporto tra allenatore e atleta è alla base di ogni risultato.
Il resto è dentro tuo figlio.
Questo è l’unico consiglio che posso darti.
Enzo Lo Iacono (E chi e’?direte voi: attenzione, fu per un certo periodo uno dei contributors piu’ prolifici,anche lui Missino in Action da oltre un anno) scriveva il 28 Maggio 2007 alle 15:31: Salve, non ho avuto il tempo di leggere tutti i commenti del blog, ma credo di essermi fatto un idea. Io ho creato una piccola scuola tennistica in un paesino del Siracusano, circa dieci anni fa, in un posto dove tennis significava “sport asimmetrico” e “incompleto”; tanto per rendere l’idea. Oggi la scuola vanta già circa 70 allievi (la cittadina è formata da 10.000 anime). Ma non è questo il punto. Anch’io, come molti, ho un figlio che è nato giocando con le palline e che tutt’ora trascorre giornate intere con me nel circolo. Le sue doti naturali sono già venute fuori a 5 anni, quando ho ritenuto dovesse iniziare degli allenamenti mirati. I suoi risultati sono già da qualche anno obiettivi (finale al lemon bowl under 8, finale al torneo di Genazzano Under 8, vincitore del torneo di macro area di Reggio Calabria) e attualmentea 9 anni(classe ‘98) ha già giocato tre finali al circuito regionale under 10, pur essendo al primo anno. Fino allo scorso anno mio figlio Seby era allenato da me, ma da quest’anno viene allenato con un altro maestro, Enrico Sfriso, che lavora nel mio circolo.
Ho voluto scrivere ciò solo per affrontare una breve presentazione e per poter partecipare attivamente al blog, visto che sul forum del mio sito http://www.tennis2000.it sto cercando di far partire un argomento simile che ha per titolo “Il fattore mentale del tennis agonistico”.
Per adesso non mi dilungo oltre, voglio però precisare che penso che i talenti nascono già talenti e che il vero compito degli allenatori e di indicare loro la “strada” comportamentale da percorrere e di aiutarli nelle loro progressioni. Certo è che se vuoi (e se lui o lei per adesso lo vuole) che tuo figlio diventi un campione, se ne ha veramente le doti, devi cominciare proprio presto, perchè alcune capacità devono essere sviluppate proprio alla più tenera età. D’altronde, a chi pensa che scegliere di “sdradicare” i propri figli dal luogo di origine di sbagliato, vorrei rispondere se invece va bene che il piccolino venga spostato a causa del lavoro dei genitori!?!
Non vorrei dilungarmi troppo, anche se vorrei approfondire la tematica. Mi sembra che nella Federazione Italiana, si stia radicando un sistema politico fatto di continue elezioni, regole, regolette, divieti, ecc. Ma come? Ma non stiamo parlando di sport?!?
Salvatore Buzzelli scriveva il 30 Giugno 2007 alle 23:00 :Certo che se nella nostra Academy (allora la BTA,NdStGr) non fosse transitato Nicholas ed il Dott. Grazia forse non avrei saputo di questo blog e probabilmente non ci avrei mai scritto, ma, chiamato in causa…..Come ha accennato Stefano, dopo aver smesso con l’atletica (ero al centro sportivo dei Carabinieri a Bologna) nel giugno del 1974 per un grave incidente in moto (una gamba spezzata…sigh!!!) mi sono ritrovato per caso ed anche per necessità economica (…se volevo continuare gli studi universitari !!!) a far fare ginnastica agli allievi dalla SAT del Circolo Tennis Bologna.In quegli anni la figura professionale del Preparatore Atletico non esisteva, almeno in Italia, ed io non avevo la benché minima idea di quale sport fosse il tennis.
Presto però mi appassionai e cominciai ad apprendere i vari colpi. Giocavo con tutti nei momenti in cui non dovevo insegnare e tutti si divertivano con me perché andavo a prendere tutte le palle, anche quelle impossibili, facendo buchi nel terreno ad ogni spinta di piede al punto che il direttore di allora, il compianto M° Giovannino Palmieri (papà di Sergio), quasi quasi mi proibiva di scattare per rincorrere palline, ma la cosa che più sorprendeva era l’incisività del servizio che fu il colpo che appresi immediatamente e a cui ero in grado di aggiungere varianti tecniche forse allora ancora inesplorate!Il perché per me il servizio fosse così naturale ed incisivo trovava la ragione nei 56 metri e rotti di lancio del giavellotto che era il mio record di allora.Ricordo che i tennisti agonisti del circolo, anche di eccellente categoria, si esercitavano con me nella risposta al servizio.Da questa esperienza a pensare di proporre le esercitazioni tipiche degli allenamenti dei giavellottisti, per impostare e migliorare il servizio, il passo fu breve, ma non feci proseliti soprattutto tra i maestri del Circolo.L’occasione giusta arrivò nel 1982, quando, complice suo padre che mi dava ascolto e ci credeva, cominciai ad allenare fisicamente un giovanissimo tennista (Davide Scala, che ho seguito nella sua carriera fin dall’età di 10 anni): lo facevo esercitare con piccoli giavellotti fino a portarlo a gareggiare in gare ufficiali FIDAL e a fargli vincere un campionato regionale all’età di 15 anni!
Sicuramente Davide, fin da ragazzino ha avuto un gran servizio la cui potenza derivava anche da tutte le progressioni di policoncorrenza con la palla medica e dei lanci che gli avevo propinato.Come dice il saggio “L’esperienza è madre di ogni certezza!”, ho quindi spiegato a Stefano Grazia e lui ha ben compreso, che ritengo le esercitazioni di lancio del giavellotto (da 400g fino a 600g a seconda delle età dell’allievo) meritevoli di considerazione in quanto attività ludica per i ragazzi ed efficace mezzo tecnico di allenamento, perché se vuoi lanciare vicino-preciso o lontano e provare la sensazione dell’esplosività nel vedere la coda dell’attrezzo che vibra vigorosamente all’impatto col terreno ed in linea col lanciatore, devi necessariamente acquisire equilibrio dinamico, scioltezza nel movimento, giusta escursione articolare supportata da giusti caricamenti e giusti dosaggi di forza esplosiva che garantiscono lunghezza della leva ed elevata velocità angolare finalizzata, esattamente quello che un servizio di livello richiede.
Inoltre il “giochino” costituisce una esperienza ed una memoria motoria significativa, diversa, divertente ed altamente correlata col gesto tecnico specifico ed anche un modo per uscire dagli schemi classici ed a volte alienanti eseguiti sul campo.
Con i miei giovani allievi utilizzo questa metodica, ed il transfer tecnico è tangibile. Provare per……………
max (allora non ancora Mad ) scriveva il 4 Settembre 2007 alle 02:26 : premetto che in un altro sport ho creato il miglior atleta italiano ed uno tra i primi 10 nel mondo ma probabilmente senza modestia credo nn sia diventato il nr 1 solo per la ns separazione. nello stesso periodo (1998) mia moglie ha partorito e visto che la separazione dal mio atleta ha avuto ripercussioni sul mio lavoro in generale dissi a mia moglie: “nn ti preoccupare ns figlia diventerà la nr 1 nel tennis!” E mia moglie: “Nel tennis? E chi l’allena?” “Io dissi nn ti preoccupare”. Come allenatore nel mio sport (x due anni nr 1 italiano) ho girato il mondo ed ho conosciuto tutti i migliori conoscendo le varie tecniche e mi sono fatto l’idea che l’educazione , l’educazione sportiva, il lavoro, la tecnica di base, il nn guardare i risultati fino nel ns caso ai 13-14 anni e la preparazione fisica stiano al 1° posto per la creazione di un campione ma quando parlo di preparazione fisica parlo di quella specifica x lo sport che si vuole fare ma soprattutto di quella che si fa dai 6 agli 11 anni xchè è in questa età che si assimilano certe proprietà fisiche che a 13 ad esempio nn si assimilano + o cmq si assimilano al 50% e con il doppio della fatica; se qualcuno però dice in italia di far fare 3 sedute alla settimana da 90 minuti ad un bambino di 6 anni casca il mondo!!! ma x queste proprietà che si devono allenare e che sono indispensabili (rapidità equilibrio velocità etc) nn servono mica i bilancieri!!! il problema è che in italia e forse nel mondo preparatori atletici che sanno queste cose si possono contare sulle dita di una mano, allora io cosa ho fatto: ho cominciato a dare un’educazione a mia figlia (cosa normale fino a qualche decennio fa e inesistente negli ultimi anni dove i genitori sanno solo dire di si e dare qualsiasi cosa ai propri figli, mossa che soprattutto nello sport + difficile e duro nel mondo mi sembra impossibile che possa pagare), che come primo risultato ha fatto di lei a detta delle maestre la più brava della scuola. Il secondo passo è stato quello di darle insieme ai suoi giochi una piccola racchettina con delle soft ball che lei ogni tanto usava x i fatti suoi. terzo passo è stato a 4 anni di portarla con me e mia moglie quando giocavamo a tennis e alla fine dell’ora con la sua racchettina e le sue palline palleggiavamo x 10 minuti. il passo successivo dopo un’anno è stata iscritta all’estate tennis del circolo vicino a casa ns dove facevano un’oretta di mini tennis ed il resto della mattinata giocava colorava e faceva i compiti con le amichette e poi l’ho iscritta alla SAT. A sei anni (dopo lunga ricerca) ho trovato il preparatore atletico giusto (era stato richiesto come prima scelta da piatti x ljubicic). Da quest’anno (9 anni alla fine di ottobre) si allena 3/4 ore al giorno in un’academy (lun-sab) in lombardia e tre volte alla settimana fa 90 min. di preparazione fisica con il suo preparatore. tengo a precisare che quando in primavera l’ho portata nel week end a provare all’academy mia figlia si allenava già 2 ore al giorno ma alla fine della giornata quando le ho chiesto cosa ne pensava lei mi ha risposto.”papà da oggi mi voglio allenare solo qui!!” Ho raccontato tutta la storia x fare sapere a tutti le scelte fatte da un allenatore cha ha già portato un’atleta di uno sport nn di squadra ai primi posti al mondo e xchè credo che in italia pochi hanno fatto questo tipo di scelte. ora vi darò le mie motivazioni: il tennis è cambiato nel senso che ora è un lavoro che può far guadagnare molto soldi e quindi nel mondo viene preso in considerazione come tale (quindi tanto lavoro tecnici migliori etc) e nn mi risulta che esista un lavoro che nn faccia stancare o che dovendolo fare x forza tutti i giorni piaccia. è un lavoro però che si svolge dai 14 ai 30 anni quindi è impensabile dire che a sei anni o a 10 x i tornei si è piccoli, al massimo nn si deve guardare il risultato essendo un tirocinio ma bisogna farlo!!! (è come dire che è inutile fare il tirocinio da un avvocato perchè praticamente lavori gratis). in italia invece è purtroppo un’attività x ricchi e quindi il 50% dei possibili “portati” li perdi in partenza. a questo aggiungete che nessun genitore viene preparato dalla federazione con delle indicazioni sul dove e come far allenare i propri figli a seconda delle proprie mire perchè un fatto è se uno vuol giocare x divertimento altra cosa è se uno vuole “provarci” e costruirci un’attività. c’è ancora della gente che crede che facendo giocare la sat e l’agonistica al proprio figlio nel circolo sotto casa dia delle chances: ADDIO!!!!!! o uno è federer ed allora ti notano oppure ciccia!!! uno deve partire pensando ad essere davydenko cioè ad un giocatore normale con neanche molto talento che con il sacrificio il lavoro e la voglia di arrivare diventa il nr 3 della classifica mondiale poi se uno ha il dono di natura di federer diventerà il nr 1!!!!! altra cosa che mi ha scioccato andando in giro x i primi tornei di mia figlia è stata quella di vedere genitori strillare ai propri figli di nn stancarsi troppo nei palleggi oppure durante la partita di palleggiare senza sbagliare, oppure quando vedono l’avversario piccolo di statura di tirare lungo e alto oppure di fare delle palle corte: ma a queste persone nn l’ha mai detto nessuno che nel tennis moderno se nn giochi a tutto braccio i vincenti sui campi veloci (90% dei tornei) nn vinci mai? che sui campi veloci se fai le palle corti ti ritornano in faccia dei tir?? questi bambini che vengno così condizionati e quindi giocheranno sempre così, dopo qualche anno di vittorie nei vari tornei rionali appena metteranno il naso fuori dall’uscio nn faranno + un punto e la maggior parte smetterà di giocare!!!!! l’ultima riflessione che vorrei fare è quella che in italia negli ultimi anni (cioè da quando il tennis è cambiato) nessun giocatore è arrivato ai vertici mondiali e che piatti a parte (ma ce n’è uno ed è occupato) nn ci sono allenatori che hanno portato giocatori ai vertici quindi credo in questo momento il fai da te ragionato e supportato sia un vantaggio crecando di pensare come un imprenditore e quindi di fare quello che si farebbe con la propria azienda (quindi anche lo scegliere la persona giusta x la parte tecnica atletica etc) anche xchè se diciamo che il tennis è un’attività commerciale che ha come scopo il guadagno mi sembra che i maestri di tennis abbiano una capacità di guadagno molto minore della maggior parte dei genitori quindi….. pongo un quesito: secondo voi se berlusconi decidesse domattina di creare una academy crescerebbe dei campioni??? come la penso credo l’abbiate capito!!!!! N.B. prego i moralisti di astenersi dal rispondere xchè in un paese dove accettiamo la politica che abbiamo, dove nessuno paga le tasse dove tutti rubano dove la tv ci fa vedere che se una ragazza vuol far carriera deve spogliarsi mentre se la vuol fare un maschio deve essere bello e andare a “uomini e donne” dalla de filippi, dove le prostiute fanno schifo ma ci vanno tutti dove le donne danno delle poco alle straniere e poi vanno con macellai amici del marito etc beh posso accettare che uno nn la pensi come me ma cose tipo lo sfruttamento dei bambini etc no semmai forse a questi bambini i vari genitori di agassi sharapova williams bartoli etc etc hanno dato la chances di una vita migliore!!!!!!!
fulvio scriveva il 19 Settembre 2007 alle 18:02 stefar premetto che qualcosina ho già detto ma per levarti quella curiosità che hai lo ripeto.fabio comincia a giocare con me a 4 anni e dentro una ”gabbia”. Sì nel circolo nostro esisteva una gabbia col muro e io che frequentavo spesso il circolo,lo lasciavo andare con la sua pallina e la sua racchettina a giocare contro il muro interminabili partite. Giocava bene e cominciai a farlo giocare io ,era lo spasso della gente perchè vedere un bambino con una racchetta più grande di lui riuscire a mandare la pallina nell’altro campo era una vera e propria attrazione della passegiata mare.
E’ li che noi abbiamo i nostri campi. Cmq andando avanti Fabio giocava a tennis,a calcio e era nella squadra agonistica dello sci club di ”limone piemonte”. Intanto devo dire che il vero ‘’scopritore di mio figlio fu il maestro Marco Lubrano,una persona come poche (infatti il pres della fed ligure Cepellini gli ha appena fatto le scarpe!). Mi contattò e mi disse che voleva Fabio tutte le settimane al sabato a Valletta Cambiaso ,centro della federazione ligure. Fabio giocava e molto bene anche a calcio e io da ex avrei dato una mano perchè continuasse in quello sport. Ma niente, arrivano le prime coppe under 10 e 12, le prime convocazioni regionali e poi nazionali e la frittata è …fatta!!Tennis e solo tennis cosi si decide in casa!! Al circolo cominciano le prima grane,Fabio passa nella categoria ”agonistica” con quelli più grandi di lui di almeno 4 anni e cominciano le …invidie. Il maestro Conti (Massimiliano) non vi dico cosa escogita per far giocare fabio con quelli. mentre quelli della sua età cominciano a lamentarsi per la scelta fatta per Fabio. Ci sarebbe da scrivere un libro quanto i genitori (mamme) riescano a essere cosi cattive. E non dico altro. Lubrano continua la sua scelta fatta e porta fabio a Roma a vincere la coppa Belardinelli ,nello scenario dei master series. Non vi dico la felicità dei ragazzi nel vedere dal vivo i vari sampras e agassi. La federazione italiana tennis comincia a elargire quelche contributo. Ma a dirvi la cifra ora mi scappa da ridere! Penso si sia cominciato con 800.000 lire in su!! I vari circoli ”grandi” della liguria cominciano a trattare fabio da giocatore e il suo primo contratto lo ha al TC Genova per la fatidica cifra di 1.500.000 lire all’anno! Una scelta che poi risulterà sbagliatissima. Avrei dovuto lasciare Fabio a Arma e fregarmene delle attenzioni dei genovesi. A 15 anni ecco la scelta del coach perchè a quell’età li si deve fare una scelta di vita,sbagliata o giusta che sia….il resto sono i giorni di oggi…..ps la Federazione con me e nella persona di Giancarlo Palumbo, devo essere sincero, si è sempre comportata da signori. Sarà forse perchè io sono un tipo …accomodante e dicono…simpatico? Scusate la seconda parte la farò un altro giorno,ora riprendo a lavorare,non sapete quanto vi costa un figlio per riuscire( se ce la farà) a entrare nei 100…..E POI CONTINUAVA il 20 Settembre 2007 alle 11:20:stamattina non ho proprio voglia di far niente e allora dopo aver letto le vostre impressioni vi aggiungo altro.con la federazioni i miei rapporti sono sempre stati ottimi,daltronde chi ha un figlio nei primi 4 di categoria gode delle attenzioni di mamma Fit ,gli altri…..fabio partecipa a tutte le manifestazioni giovanili importanti,da Auraix a Orange di Miami,dalla coppa del Sol a Autralian Open ,isomma gira il mondo del tennis giovanile ANCHE a spese della federazione.ho detto anche perchè il resto (e sono tanti) sono tutte palanche di tasca ”fogna”la Fit come ho sempre detto da una mano a quelli che VINCONO in quei periodi,ma si dimentica purtroppo dei meno forti,i quali non possono far altro che guardare,si guardare perchè moltissimi tornei giovanili sono solo per nazioni e per inviti,e la fit manda quelli che in italia vincono di più!ora qualcosa con l’avvento di Piatti nel boarding federale si sta facendo,ma tanto ancora cè da fare.per i contributi ,Fabio è quello che per il momento percepisce più di tutti gli under,ma rassicuratevi,è solo un prestito chiamato da loro D’ONORE, una formula di contributo a rendere quando il giocatore guadagnerà oltre i 90000$ all’anno,dovrà restituire la somma avuta al 20% all’anno fino all’estinzione del prestito: CONTRIBUTO?A me viene da ridere per non piangere!!sapete quando un junior fa una programmazione a 360° come hanno fatto Naso e mio figlio da under posso assicurarvi che solo un malato di mente come me e pochi altri possono azzardarsi a far fare ai prorpri figli.ora per i migliori vedo che la fit sta seguendo in toto il programma fatto da noi anni fa, e a sue spese!!per quanto riguarda il simpaticissimo Stefano Grazia sulla scuola,posso assicurarvi che chi fa tennis full time e studia in privato o in un college ha e avrà in seguito molti problemi con la scuola,non è la stessa cosa,mancheranno nozioni importantissime,mancheranno gli amici e la vita comune,mancherà la famiglia,ma una scelta va fatta,da noi cè un detto che faìì non si può ‘’sussà e sorbi” e allora da qualche parte bisogna perdere qualcosina.le accademie americane ,lo so perchè ultimamente cè andato un ragazzo che da junior tutti aveva predetto per lui un futuro da star del tennis,vi parlo di Figliomeni ,se qualcuno lo ricorda,campione di lambertenghi,campione italiano u14 16 ,un vero fenomeno da ragazzo,popi le prime avvisaglie,fino alla resa ,ora comincia di nuovo in Florida in una university famosa di cui non ricordo il nome.vitto alloggio,macchina per gli spostamenti ,e quando capita anche …studio!!capireta perchè allora dico,meglio un tutor ogni tanto che una scuola che ti serva alla fine solo per giocare!continuando cosi temo intaccherò il record di stefano,quindi vi lascio pronto a riprendere al più presto!ps Stefano,mi ha detto Parodi che eri un campione di surf,ti inviterò qui da noi a ARma di Taggia dove d’inverno cè una baia col vento giusto per poterti cimentare!
piero aka Archipedro detto anche Autarchipedro meglio notoprima con suo dispetto poi con sua serena rassegnazione come Archie scriveva il 21 Gennaio 2008 alle 10:00 :Sono il genitore d’un bambino di sei anni.Sto immaginando per lui un percorso sportivo che gli consenta di diventare un ottimo atleta e tennista. Non necessariamente un campione, ma sicuramente un giovane in grado di togliersi delle soddisfazioni.Siccome credo nell’eterogenesi degli stimoli, e degli scopi, sto utilizzando tutto il mio background d’agonista generalista (mi sono dedicato a molte discipline ed ho maturato esperienze diverse) per evitargli gli scompensi di cui si parla nel blog.
Tra l’altro, per quanto attiene il tennis, esistono molti parchi pubblici in cui si può giocare gratis sul cemento, usando una corda per rete. E molti sport divertenti che allenano il corpo e non costano nulla.Vorrei mettermi in contatto con altri genitori nelle medesime condizioni, per uno scambio di informazioni e suggerimenti nei mesi e negli anni prossimi venturi.Piero Blanchini Udine piero@blanchini.it E poi subito dopo, il 23 Gennaio 2008 alle 09:02 aggiungeva:Negli ultimi mesi ho scritto il mio primo libro, che alcuni miei amici s’apprestano a leggere. Credo per cortesia. L’idea era quella di raccogliere, in forma narrativa, alcuni miei ricordi agonistici legati alla mia giovinezza, in modo da mettere via per mio figlio Mati delle buone idee. Così se da grande vorrà dedicarsi allo sport seriamente potrà avere delle tracce. Ed anche un imprinting sul rapporto tra vita, amicizia e competizioni.Ciò premesso stavo riflettendo su quanti spunti si possano ricavare dai racconti delle esperienze dirette dei genitori nel loro sforzo di seguire i figli direttamente. Con tutti gli interrogativi del caso.Se i miei m’avessero seguito come molti tra voi fanno con i loro ragazzi sarei arrivato in alto. Ma per loro lo studio e l’università erano di gran lunga più importanti delle mia pallavolo, dell’atletica, …Alla fine io per primo alle prime difficoltà (se hai del talento in genere ti attiri anche delle antipatie…) ho deciso di mollare e di fare lo studente universitario. Fine dei sogni.Tutto questo per dire che spesso noi non ci rendiamo conto di quanto sia interessante non solo il risultato sportivo, in questo caso dei ragazzi, quanto pure tutto il processo esistenziale che lo sottintende. Le scelte. Le sfide. Le rinunce.Sabato ho fatto fare tre volte una pista rossa a mio figlio, dopo che aveva messo gli sci ai piedi in due solo occasioni. Mi chiedo se da grande il ricordo di quei momenti non rimarrà impresso nella sua memoria…Tendiamo a consumare il tempo, ma la gioia che ci da fare sport con i nostri bambini dovrebbe essere condivisa. Per consentire loro, se arriveranno i demoni (doping, scommesse…), di aver interiorizzato il senso dello sport. E di fare sempre la cosa giusta…p.s. Se questo é un blog privato… ditemelo e taccio. Ho il sospetto che vi conosciate tutti. Forse sono stato invadente.
andrew scriveva l’ 8 Dicembre 2007 alle 10:35: Cari amici vaffantennisti…leggendo questo blog mi sono reso conto che la battaglia per rendere il tennis uno sport a tutti gli effetti è dura. A me pare che anche la maggior parte di voi sia parte del problema, ossia che la reazione alle incapacità della FIT di promuovere adeguatamente il tennis produca casi esagerati che poi appartengono alla stessa “medaglia”, anche se del lato opposto.Spiego meglio: la FIT non fa abbastanza per rendere questo sport più aperto, accessibile, fruibile, conosciuto, partecipato, amato, ecc….Ma di reazione allora noi prendiamo i nostri figli e a 8-10 anni gli facciamo la video-analisi, esami plio-emato-mental-metrici, psico-analisi, posturalità avanzata, tour accademie, tango, vista applicata e avanti così? beh, auguri (specialmente ai vostri figli).Sebbene qualche bel robottino sparapalle possa uscire da tale tritacarne, non è la soluzione al problema tennis. Io credo che vada innanzitutto capito cosa deve essere il tennis in Italia e poi incentivato in tal senso.
Se come credo io, il tennis deve essere innanzitutto gara agonistica, provare a vincere partite, mettersi in gioco sul campo, allora deve essere potenziato il sistema di gare fruibili dai ragazzi, deve essere propagandato lo spirito di competizione, deve essere creato un ambiente e un sistema che faccia rimanere i ragazzi che non sfondano come N.1 all’interno del movimento tennistico, CHE RICORDIAMOLO, può comunque dare soddisfazioni e gratificazioni a chi è stato pervaso di spirito di competizione e agonismo.
Ben vengano dunque gli schizzatelli che iniziano a 2 anni, ma meglio ancora i 16enni, 17enni e oltre che proseguono un’attività tennistica più sostenuta dalla FIT con gare, tornei, ambiente…ossia, un vero movimento tennistico dal quale naturalmente scaturirebbero sia i mini-robot che i giocatori che “interpretano” loro stessi e il tennis.Saluti, andrea
Nikolik scriveva, non per la prima volta ahime’, (SCHERZO!),il 29 Dicembre 2007 alle 17:48 :Stefano, noto che in un tuo messaggio hai scritto di “credere nella superiorita’ del Sistema Academy rispetto a quello del Maestro del Circolo (con tutto il rispetto,piu’ volte esternato,al Maestro Pierino di Nikolic, elemento anche lui necessario e fondamentale ma rivolto ad un’altra utenza)”.Non posso fare a meno di contraddirti, in specie se tocchi il mio vecchio Maestro!Francamente, riguardo alle Academy io non sono della tua idea, anzi, io nutro molte perplessità, se si guarda a bambini under 12.Francamente, sono convinto che, fino ai 12-13 anni non ci sia questa necessità di entrare addirittura in una Academy: i progressi del piccolo possono benissimo, a mio parere e secondo la mia esperienza, essere seguiti da un maestro di circolo.Certo, che discorsi, deve essere un Maestro bravo: e, in quel caso, devi essere bravo anche tu a sceglierne uno bravo, ma, francamente, a quella età, che bisogno c’è di una Academy? Mi sembra un sistema per spillare quattrini ai genitori.
A 12-13 anni il discorso Academy, forse, può avere la sua validità, anche se mantengo comunque le mie perplessità, in specie riguardo a certi posti esotico-stranieri.Diverso è il discorso per Max e sua figlia: lui sta compiendo un esperimento estremamente interessante, ma, come lui stesso ammette, si tratta di un caso molto specifico e più unico che raro. Non si può certo chiedere a tutti di fare i sacrifici che lui in prima persona sta facendo. Il suo caso è più unico che raro e non può essere preso in considerazione.
Per quanto riguarda il mio grandissimo Maestro, Pierino, sbagli, Stefano, sbagli alla grande!
Tu, in pratica, lo dipingi come il tipico maestro di circolo di provincia, il maestro dei poveri, il maestro dei privi di talento, dei soci pancioni di circolo come me; tu lo dipingi come il tipico maestro improvvisato, non aggiornato.
Sbagli, invece, perché ritieni che la competenza sia solo nelle Academy e non anche tra i maestri nostrani (certo, che discorsi, ce ne saranno anche di non bravi, come in tutte le professioni).Pierino non era fautore di maniacali allenamenti; a mezzo allenamento, nella pausa, portava la focaccia con la mortadella; non l’ho mai visto, nemmeno un giorno, che non fosse sempre sorridente con noi bambini; mi sono divertito tanto con lui.Ma sbagli se ritieni che non fosse capace di dare un corretto insegnamento tecnico.
Fai una cosa, Stefano: vai nel sito del T.C. Bonacossa di Milano; da lì, clicca sull’albo d’oro della Coppa Lambertenghi (che, come sai, è poi il campionato italiano under 12). Ebbene, lì non ti sarà difficile trovare il nome, tra i vincitori, della figlia di Pierino.
Tiè.
Mauro che e’ il nostro Grillo Parlante non ha quasi mai scritto post lunghi ma e’ sempre intervenuto ora qui ora la’ qualche volta a fare da paciere, qualche volta a puntualizzare, qualche volta a a smussare gli angoli, qualche volta invece no … Per esempio il 5 Novembre 2007 alle 09:09 scriveva:Un mio amico che si interessa di stampanti per pc, mi dice sempre che tra il nero ed il bianco esistono migliaia di tonalità di grigi. Questo per dire a Daniele che 1 ora 1 ora 1/2 al giorno si può tranquillamente ricavare da tempo del bambino. La mia rinuncia ad un ora di cartoni animati (ma ha il tempo per vederne oltre 2 ore. Tutto dipende dalla forza di volontà del bambino e del genitore. Sul discorso dell’esasperazione, invito Daniele ad assistere ad una partita di calcio giovanile per vedere di quale cose siamo capaci noi genitori, compreso insultare altri bambini. Nel tennis piuttosto esiste un fatto molto atipico rispetto ad altri sport, salvo casi del ttutto eccezionali chi segue in gara il bambino non è il maestro o l’allenatore ma il genitore che deve cercare di capirne qualcosa se non vuole lasciare il figlio in balia dcegli eventi. OPPURE IL Mauro scrive: 24 Novembre 2007 alle 09:17 Carissimo Max, in questo blog sei la persona che forse stimo di piu’ per la passione che metti in quello che dici e che fai. detto questo pero’ visto che tra le altre cose mio occupo di comunicazione, quando uno dice legno c’è chi capisce albero e chi capisce tavolo, giusto per dire quanto è importante far capire cosa veramente si vuol dire. Inoltre credo che come in tutte le cose, la forma abbia la sua importanza e dia più sostanza al contenuto. Ti prego di continuare, se ne hai voglia, le tue battaglie che se portate avanti con civiltà mi avranno sempre al tuo fianc. E POI IL 29 Novembre 2007 alle 09:24 In certe logiche sociali. quando si vuol fare zittire qualcuno, si cerca di eliminarlo in vari modi (mediatico e persino fisico), oppure si cerca di adulalrlo. Mi sembra questo stia avenendo anche nei confronti di Max, si loda la persona ma si trascurano alla grande le sue “battaglie” ad esempio prloblemi della Fit o i costi assurdi del tennis giovanile. Non credo che sia una cosa voluta da Pibla e Stefano, è sicuramente inconscia ma reale. Max non fatti fregare!!! il 22 Dicembre 2007 alle 15:42 Riguardo a quest’ultimo argomento, penso che l’uomo (nel nostro caso piccolo uomo o piccola donna ) debba distiguersi dall’animale in senso stretto in quanto capace di dominare i propri istinti e le proprie pulsioni evolvendosi sempre più cercando di avvicinarsi quanto possibile alla perfezione. Detto questo faccio l’esempio di Nadal che pur essendo un agonista formidale non ha mai spaccato una racchetta perchè lo zio Tony gli ha più volte ripetuto che nel mondo c’erano milioni di bambini che non potevano permettersi nemmeno una corda di quella racchetta. Nadal infatti pur esultando in maniera plateale, ha sempre rispettato il suo avversario arrivando nel caso di Federer anche a chiedergli l’autografo. Questi sono esempi che ho piacere mostrare a mia figlia. O ANCORA IL 28 Dicembre 2007 alle 19:35 Vorrei riprendere l’esempio musicale di Gabri per ricordare che Mozart talento indiscusso si “allenava” per ore al pianoforte. I musicisti di free jazz che improvvisano, hanno una conoscenza della musica e dello strumento ottenuto con ore ed ore di studio e perfezionamento. In ogni campo per riuscire occorre lavoro e dedizione continua. Io vi posso confessare che ho un grande rammarico, so fare un pò di tutto 5/6 sport, musica, scrivo poesie, bricolage, ma niente molto bene, è questo ribadisco è sempre stato un grosso crucio e fonte di insodisfazione.
Avec Double Cordage (l’unico a poter vantare di essere piu’ prolisso, logorroico e grafomane di me) scriveva il 28 Novembre 2007 alle 13:35 almeno pagare la benzina al prezzo del vino serve a qualcosa! visto che serve a mantenre Stefano Grazia in Africa che scrive questi magnifici post apparte gli scherzi siccome ieri mi sono preso un giorno intero, visto che il tempo faceva schifo, e mi sono addentrato in questo thread sono partito dall’inizio, cioè l’articolo di semeraro mi sembra nel qale si parlava tra l’altro di jan silva… madosca!… ma questo blog è una saga! dopo aver letto il primo intervento di Stefano Grazia mi stava per esplodere la testa e sono dovuto uscire a farmi un giro in spiaggia…neanche sapevo che avesse un figlio che gioca a tennis, poi ho letto l’intervento del padre di quinzi, veramente molto interessante anche perchè quinzi l’ho visto giocare assieme ad altri under 12 per 3 o 4 giorni alla tennis europe nations challange ad alghero, ero capitato li per caso ed è proprio li che ho iniziato nuovamente a seguire il tennis che avevo trascurato per quasi un decennio ad ogni modo vermanete interessantissimo tutto quello che c’è scritto, specialmente gli interventi di fulvio, igor e Salvatore Buzzelli ma anche le storie di Gabrì, anto ed altri che non posso elencare tutti perchè mica sono hal 9000 ad ogni modo vermamente complimenti, two thumbs up! certo nel caso dovessi averne bisogno sarebbe troppo tardi, ma come come consigli di base potrebbero valere anche tra dieci anni, ho gia salvato tutto su disco e penso che difficilmente mi dimenticherò della giornata di ieri passata a leggere buona parte del thread fino a trascendere i confini tra realtà e blog in un blob, tant’è che ho dovuto aspettare mezza giornata per riaquisire il senso della ragione Ho visto che Stefano Grazia gira mezzo mondo se non tutto il mondo per questa faccenda, sei un vero guru, complimentie e grazia, come direbbero a merano Ho visto che sei stato persino a Marlengo, sinceramente non avevo idea che li ci fosse un accademia del tennis. Nel tuo mitico post mastodontico imbottito di saggezze di ogni genere c’è scritta mezza enciclopedia della vita! continuerò a seguirvi anche se difficilmente farò più commenti (AH!AH! AH! NdStGr) perchè non essendo ne padre ne addetto ai lavori anzi autodidatta totale, il mio contributo non potrebbe certo essere particolarmente utile, l’unica cosa che mi sento di dire è che quello a cui io personalmente mirerei se fossi un padre con un figlio tennista sarebbe prima di tutto la salute quindi niente pesi prima della pubertà ma nuoto e altri sport simmetrici e molto stretching etc. e poi mirerei a fargli imparare il gioco completo di volley e variazioni e non uno stile nadal, in questo senso i risultati di tornei fino 14 anni li trascurerei completamente, e se il bimbo non dovesse avere abbastanza talento e tocco per giocare a tutto campo gli proporrei un altro sport. Gia che ci sono ne approfitto per porre anche una domanda. Non so se è una variante praticabile o se viene gia attuata, ma certe volte penso che sarebbe maglio far giocare i piccoli, che sò fino ad un altezza di 1,50 ca su campi esattamente proporzionati alla loro statura, comprese altezza della rete e peso e dimensioni della racchetta e palla, in modo da insegnarli il gioco in una specie di forma niniaturizzata e con minori sollecitazioni a giunture e muscoli. Per spiegarmi faccio un esmpio un pò esagerato: invece di farli giocare come una specie di nadal con palle che pesano più del doppio su un campo lungo 30 metri e largo 20 con una rete alta quasi due metri, li farei giocare (sempre in chiave di esempio esagerato) con racchette tipo badmington e palle tipo squash o di gomma piuma su un campo le cui dimensioni calcolerei in base all’altezza ed età del bimbo, praticamente cosi potrebbero provare a giocare come una specie di “federer” gia a 6 o 7 anni, certo non gli servirebbe a nulla per vincere nei tornei under ma almeno quello che imparano è tennis anche se in miniatura, ma con movimenti e colpi come quelli veri (…)
CHIEDENDO SCUSA A QUELLI CHE NON HO CITATO NON RIESCO A NON NOTARE CHE MOLTE DI QUESTE PERSONE HANNO POI FINITO PER APREIRE UN PROPRIO BLOG O GIA’ CE L”AVEVANO E ALLA FINE HANNO RAREFATTO I LORO INTERVENTI E SONO SCOMPARSI NELLA CLASSICA NUVOLETTA ROSA. A mio modesto avviso se ognuno avesse il proprio blog personale non vi sarebbe stata condivisione ma solo frammentazione e dispersione… Ma mano a mano che si va avanti vedo invece che la tendenza e’ questa, uno, dieci, cento e mille e forse ancora di piu’, ognuno avra’ il suo personal blog, e il risultato quale e’ alla fine dei conti? Che tutto andra’ perduto come lacrime nella pioggia…Forse e’ davvero giunto il momento di salutarvi e di fare, anch’io sotto nickname, il commentatore magari in malafede sul nuovo blog di Mad Max…
Ma no, come ha ricordato Mauro poco tempo fa, io scrivo perche’,ahime’ per voi, devo. Anche recentemente ho mandato la solita email di auguri ai vecchi amici… Di una trentina mi han risposto in tre. Eppure, di tanto in tanto, risposte o non risposte, commenti o non commenti, io insisto e ci riprovo a raccontare chi sono,dove sono, da dove vengo e soprattutto dove sto andando.
359 Commenti to “TGF 11 – La Prima Volta Sul Blog”
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Archipedro says:
Dr. House Grazia,
che lei abbia finalmente il piglio di colui che rimetterà ordine nel primordiale magma di G&F?
andrew says:
Quello bello in piedi (secondo da destra) sono io!!!
ted meekma for president says:
Bella ricostruzione filologica. Mi piace.
Interessante quando parli del confine, del limite estremo che un genitore non può e non deve varcare. Credo sia fatto di cerchi concentrici. Il primo cerchio è quello del libero arbitrio, il secondo è quello della non violenza. Sicuramente non sarà il tuo caso, ma ne ho viste di tutti i colori. Genitori che si riempiono la bocca di paroloni, disquiscono per ore su un grip, per poi portare il figlio a sberle ad allenarsi. O gli danno due cartoni prima di scendere in campo. Robe da telefono azzurro. Pertanto, credo che l’unico limite veramente invalicabile sia quello della violenza fisica e/o psicologica.
anto says:
Stefano Grazia anche se non mi hai citato ti voglio bene lo stesso, come voglio bene a mad max, a fulvio e a tutti i bau bau micio micio che compongono questo circus……questo è know how allo stato puro…..
Mauro g&f says:
Mamma mia Stefano, siamo già a rivangare i vecchi tempi, ma no, ogni tanto ricordare fa bene e serve poi a vedere le cose odierne, almeno per me,con più distacco.
Bella la foto di Chiara.
Si è vero Andrew è il più bello………..e Max il più magro!!!
stefano grazia says:
Scusate ma io a imperituro memento ad ogni articolo,all’inizio, ripetero’ le parole del Duro & Puro a ricordarmele per sempre piu’ o meno come le frasi su Vittoria e Sconfitta all’ingresso della locker room di wimbledon:
Madmax il 26/03/10 alle 11:49 via WEB (dal suo nuovo Blog):
(…) Adesso che finalmente sono tra le quattro mura domestiche posso dire tranquillamente che non mi ci ritrovavo più nel Blog di Stefano semplicemente perchè sono lontano veramente anni luce dal suo modo di essere.. L’unica cosa che ci ha “avvicinato” è stato il mio modo di fare che però mentre per quanto mi riguarda rimane spesso solo un un modo di fare per lui è un modo di essere con l’aggravante di essere un viscido, perchè ti parla dietro, perchè usa una cosa scritta da te in confidenza per farci un articolo o per riportsarla nel blog cercando di metterti in cattiva luce o di creare post… Eppoi tutte quelle cazzate sul figlio.. Il figlio ha due problemi, i genitori e la preparazione fisica e non tanto perchè sia portato o meno, ma semplicemente perchè non ha voglia di farla… Quando venne a Roma Giovanni me lo disse subito, e anche Buzzelli nei sui suoi test ebbe dei dubbi, poi a Trieste dopo mezz’ora spariva dal campo ed anche oggi fa di tutto per farsi espellere.. Quando venne ad allenarsi a Palazzolo non voleva fare i venti minuti di PA e quando la madre andava via usciva dal campo per tornarci (spesso andato a prendere da Alessia) a dieci minuti dalla fine… Ma se ricordate in un post di Stefano lo scrisse che alla Bollettieri dissero che se si fosse impegnato come da filmati girati in Nigeria non avrebbero avuto problemi a promuoverlo, peccato che no sapevano che probabilmente nel video veniva inseguito da un leone perchè di suo lui non si impegna di certo.. E a scanso di equivoci il mio non è certo un prendersela con il bambino che anzi l’ultima volta che l’ho visto mi è salito sia in simpatia che in generale, peccato che proporzionalmente mi sono scesi e di molto i genitori!!”
stefano grazia says:
Che a guardarci bene non si capisce la storia del Modo di Fare e il Modo di essere…Ma non e’ meglio un Modo di Fare che coincide con il proprio Modo di Essere? Almeno sei uno e uno solo…Boh, non l’ho capita, come nemmeno sto fatto che si critica il comportamento del bambino (che del resto io ho sempre stigmatizzato) per poi cobcludere che lui ti e’ simpatico ma ti stanno sulle palle i genitori…
stefano grazia says:
E comunque credete che a questo punto io possa dar ragione a quelli di Tirrenia? No, continuero’ sempre a pensare che a Tirrenia un Genitore deve essere sempre in grado di poter accompagnare la figlia/figlio la prima volta. Potrebbero invece avere tutte le ragioni se non li facessero piu’ entrare la seconda volta. Dipende.
Tex says:
…in questi anni ho scritto poco ma ho letto molto nel blog. Mi e’ servito a capirci qualcosa quando di questo mondo non ci stavo capendo piu’ niente. La sintesi e’ che il confronto è la base di ogni crescita, quindi viva il blog Genitori e Figli. Pensiate sia banale questa considerazione sul confronto? Sarà…..
ted meekma for president says:
stefano,
io la storia del modo di fare e del modo di essere credo di averla compresa. ma non posso scriverla qui. primo perchè non ne sono sicuro al 100% e poi perchè nel caso avessi ben compreso tu sapresti meglio di me a cosa è riferita.
Atti says:
Risaluto il “signor” Stefano Grazia….
…con i tesseramenti è proprio una costante…..non abbiamo un gran feeling nemmeno adesso….anche se per motivi “leggermente” diversi…
…. bei tempi comunque… eravamo (quasi)tutti un po’ piu’ Bogar67 (in senso buono)….
Nikolik says:
Ma scusami, Stefano.
Mi domando come fai anche solo a pensare che la Federazione potrebbe gestire le convocazioni con tutti i Genitori lì presenti, a Tirrenia! Senza Maestri!
Ma dai! E senza un Maestro, per giunta!
Ma dai!
Ma è evidente che la Federazione è costretta a fare in questo modo!
Non hai letto l’ultimo intervento di Ted, circa la pietosa scena Genitore-Figlio a cui ha assistito? Non ti ricordi cosa scriveva nel vecchio blog Trophy riguardo a quello che era successo un anno al Lemon Bowl, che erano stati costretti a chiamare i Carabinieri per delle intemperanze genitoriali?
Non hai letto l’intervento del Maestro Veneziani, riguardo a quel ragazzino ed al suo genitore, in quel torneo a cui aveva assistito?
Ma ti immagini cosa accadrebbe a Tirrenia, con tutti i genitori lì? Tutti Genitori fissatissimi che il loro figlio è migliore dell’altro?
Ma scusa, ma non vedi come litigate tra voi in questo stesso blog? Figurati cosa capiterebbe se vi incontraste!
E per Tirrenia vale stessa cosa.
Al bando i Genitori!
Vogliamo i Maestri e basta!
andrew says:
Nikolik…
…ho portato per 3 volte mio figlio a un torneo questa settimana e non ho mai visto un maestro ma solo i genitori…
comodo, eh? Ai tornei ci pensano i genitori e ai raduni con gli immediatamente-predisposti ci vanno i maestri…
poi se si comportano male, ai genitori gli tirano anche le orecchie…
andrew says:
per cui anch’io dico, come te, VOGLIAMO I MAESTRI E BASTA!!…
anche ai tornei però…
Gio says:
conosco alcuni maestri che presenziano sempre agli incontri di torneo…..dei loro figli….
Archipedro says:
Tecnicamente la cosa può avere un senso… nei tre anni in cui ho allenato il mio ragazzo-cadetto l’ho accompagnato solo a due gare… le più importanti del primo anno cadetto… finali regionali e campionati nazionali di Viareggio… dov’é arrivato terzo… l’unico rimborso che ho avuto dalla società per la “beneficienza”…
Separare la fase di allenamento-preparazione da quello della gara può insomma avere un senso… sopratutto quando c’é il rischio che i ragazzi siano troppo influenzati dall’impatto emotivo del coach… solo nel momento più importante bisogna dimostrare d’essere lì, ma più che altro per condividere le eventuali delusioni e sdrammatizzare…
Archipedro says:
Ovviamente non difendo questi maestri da circolo che in genere allenano al massimo, per quanto possono con la loro limitata “vision”, solo i propri figli o i raccomandati…
andrew says:
Il tuo ragionamento ha una sua logica ed è quindi comunque un ragionamento…
tuttavia, Archipedro, nel tennis non vi è assoluta certezza che un ragazzo arrivi in un certo punto del tabellone, o in semifinale o in finale. Potrebbe anche perdere al primo turno. E comunque, ogni partita, contenendo molteplici variabili, costituisce un test e un riscontro che un allenatore non dovrebbe mancare di verificare, se vuole conoscere il suo allievo.
stefano grazia says:
In realta’ basterebbe che anche in Italia ci fossero almeno due arbitri USTA con la divisa azzurra e bande rosse (e se il torneo e’importante ce ne sono di piu’ e all’eddie herr ce ne erano almeno 20 presenti e si davano il cambio ogni tot ore con altri turni) e soprattutto che i Giudici Arbitro girino veramente…Al Runng l’anno scorso mio figlio sicuramente avrebbe meritato penalty e games points ma sicuramente non sarebbe stato il solo…Il Coach della Ginocchio sarebbe stato mandato via cosi’ come il figlio biondino del Direttore del Torneo che ad ogni partita lanciava la racchetta una trentina di volte contro la rete, piangeva e poi…fotteva perche’ alla fine vinceva sempre al terzo…E anche lo stesso Zanchi, visto giocare due volte, a Trieste e al Runng, visto anche lui due volte frignare (cioe’ piangere veramente) e lanciare racchette… Mio figlio e’ una canaglia ma almeno non piange in campo…Il suo obiettivo e’ far piangere l’altro. Non e’ l’ideale della sportivita’, non e’ quello che gli ho insegnato, non e’ quello che avrei voluto. Ma temo, e credo sia vero, che sia stato l’obiettivo anche dei vari Federer, Nadal, Borg etc etc prima che maturassero, che avvenisse il passaggio da bambino (coi sensi di un animale: mangiare, bere, cagare…uccidere, possibilmente metaforicamente) a uomo. Ma sto divagando: nessuna scusa per mio figlio, anzi. Sui Maestri invece capisco che l’agent provocateur Nikolic sia ritornato ai fasti di Demostenikolic, ma possibile che non si capisca? Io invito a un raduno quanti bambini? 10, 20? Alcuni arriveranno coi Maestri, altri col Preparatore, tre o quattro col Genitore che li/le segue… Bene: se si comportano bene, tornano. Se si comportano male, no.
E’ cosi’ difficile?
Comunque fate un po’ quel che vi pare: io in contatto con Palumbo ci sono. Se mi dice di portargli mio figlio glielo porto. Se mi dice che glielo devo lasciare li’ glielo lascio. Se mi fa entrare entro. se mi tiene fuori dalla porta vado a prendermi un cappuccino sul lungo mare, magari faccio anche un Brunch. E gli dico anche, mettendomi gli occhialoni neri: i’ll be back
E con l’hummer gli sfondo il pallone! SCHERZO…
E’ chiaro che poise mio figlio resta quella merdazza che e’, va bene cosi’…Se invece si merita una maggiore attenzione, forrse o magari ci si siedera’ attorno a un tavolo e si parlera’ di cio’ che e’ meglio per il bambino… Ma la mia e’ una situazione particolare, forse alla fine me la cavo sempre per quello. E con i Bollettieri Coaches & Directors …io davvero ho parlato, anzi scritto, solo due volte: a Ottobre e a Gennaio. La prossima volta sara’ a Giugno. e secondo me diro’ solo: Voi avevate ragione ma noi non avevamo torto. O viceversa.
E poi magari me lo porto via ad Abuja, come vorrebbe Archie.
No, devo fargli finire le Medie e concedergli l’ultima chance. Perche’ lo vedevo giocare col coach oggi a mezzogiorno e credetemi, stronzo e’ stronzo, soprattutto nei miei confronti, ma tecnicamente e atleticamente, checche’ ne dicano l’innominabile e Catizone, e’ davvero una gioia per gli occhi. Come si muove lui quando ha voglia di muoversi non si muovono in tanti …
Pero’ e’ stronzo, indolente, antipatico, arrogante, superbo, molle, spocchioso, vigliacco, amorale e si, fra allenarsi sotto il sole equatoriale di mezzogiorno per 4 ore con me o con un palleggiatore o uscire con gli amici della scuola americana e cazzeggiare in piscina sorseggiando succhi tropicali e lumando le pupe alla Jo Cool, non c’e’ dubbio che preferisca la seconda che ho detto …
Come ho detto, e’ il personaggio di un film…Non l’eroe ma quello con cui di solito lo spettatore vorrebbe essere (Brad Pitt in Legends of the Fall piuttosto che aidan quinn …) Purtroppo io sono il padre. Peggio ancora: il padre non piu’ cagato.
Archie mi suggerisce che potrebbe essere la sua rivalsa per averlo costyretto alla separazione. Si, peccato che lo facesse anche quando non eravamo affatto separati. Diciamo che lo fa da quando ha sette anni…
Io e mia moglie, comunque, rassegnati ci assumiamo le nostre colpe.
Ma tecnicamente e atleticamente…we did a great job!
stefano grazia says:
Specifico una cosa prima che qualcuno giustamente me lo faccia notare: a parte le fignatine, Zanchi gioca benissimo e mi piace molto come gioco (che mi e’ parso completo) e sicuramente e’ di un’altra categoria rispetto al Nicholas dell’anno scorso.L’ho scritto piu’ volte. Ho sempre sostenuto anche che Nicholas non entra nei primi 50 in Italia e quindi…dimenticatevelo.
Archipedro says:
Hai ragione, Andrew… in questo caso l’analogia con l’atletica forse non é (del tutto) corretta…
giogas says:
Era stato scritto che questo blog ha un’alta visibilità, è anche stato aggiunto che molti leggono ma poi non scrivono, io vorrei aggiungere che molti scrivono e pochi leggono. Comunque con fatica (per la lunghezza) ed anche con piacere, ho apprezzato questo nuovo e ricco post di Stefano che ha anche lo scopo di rinfrescare la memoria (che non è male di questi tempi in cui la “labilita” sembra andare di moda e la globalizzazione imperversa e fa le sue vittime).
Mi ha colpito la foto (del primo raduno, immagino) ed allora mi è venuto in mente il maestro Papi, il maestro Veneziani, che nei loro interventi mostrarono una certa sensibilità e disponibilità, ma cosa di concreto si è realizzato? Niente, così a me sembra, a meno che non siano stati presi accordi extra-blog. Mi viene in mente un altro post (non ricordo di chi) in cui l’autore manifestava l’esigenza di incontrare altri genitori o meglio figli di genitori. Io vorrei dare forza a quella voce e allo scopo farei una proposta coraggiosa che ci consenta in una giornata d’estate di incontrarci, come già avvenne nel passato. Raduno…data x …invitati… genitori, figli di genitori, coach di buona volontà e maestri anche psicologi capaci di comprendere e di leggere nel comportamento e nell’espressione atletico-sportiva dei nostri figli, una pur debole speranza su cui basare una proficua e duratura collaborazione.
andrew says:
Archi…ti faccio un esempio:
mercoledì, come ho scritto, Alessandro ha giocato alle 21.30 a 60 km di distanza da casa. L’ambiente notturno ha aiutato a stemperare tensioni e tra uno sbadiglio e l’altro abbiamo fatto qualche chiacchiera con l’altra coppia di genitori.
La madre, assolutamente digiuna di tennis, ci diceva che seguendo gli incontri del figlio si è resa conto che le sue prestazioni variano a seconda del turno in tabellone, secondo lo schema:
1 turno: nervoso, comportamento imbecille, paura di perdere.
2 turno: meno nervoso, comportamento accettabile, voglia di vincere.
3 turno: di nuovo nervoso, ri-comportamento imbecille, predisposizione alla sciolta.
Per dire, questi sono segnali che vanno colti e affrontati. Certo che se lo sanno solo i genitori.
Il problema infatti è che molti genitori, assistendo ai tornei dei figli, sono molto ma molto più preparati e informati sul figlio e molte volte anche sul tennis dei tornei, che è un tennis diverso dal tennis dei campionati a squadre.
stefano grazia says:
COMUNQUE, il Blog era nato come un J’ACCUSE alla Mancanza di Dialogo fra Coach e Genitori, al Sistema dei Circoli ridotti a cenacoli di pensionati piu’ interessati a vedersi una partita di calcio fra Cecoslovacchia e Belgio (per dire) che la finale di Wimbledon fra la Novotna e la Tauziat, alla Figura del Maestro Scoglionato, al Vincolo, ai Costi Eccessivi… Uno dei maggiori complimenti ricevuti e’ quello di quei genitori che ci dicono che grazie a noi hanno scoperto che il tennis non era quelle tre quattro ore settimanali alla SAT ma era ben altro…la scoperta per esempio che tutto quello che devi imparare lo impari prima dei 12-14 anni, la teoria della mielina, la preparazione atletica precoce (cioe’ i footworks …), il fatto che un Genitore Appassionato all’inizio possa essere di grande aiuto …
Poi abbiamo cominciato ad affrontare ‘momenti tecnici’ o anche tecnologici…vi ricordate tutte le discussioni su videoanalisi e biomeccanica?
Poi si e’ tornati a parlare di Preparazione Atletica e mi ricordo di aver messo giu’ spesso lla schedule settimanale e la vera e propria successione dei drills … No, nessun leone ad inseguire Nicholas, anzi, confesso che a volte m’incazzavo perche’ faceva preparazione atletica intensissima di due-tre ore senza fare una piega e poi magari quando c’era da giocare era sempre svogliato…Ma c’era un motivo: ci allenavamo con Tamina, il ragazzino Nigeriano di 2 anni piu’ grande e con Loyla, la sorella…e anche con il temporary coach… Il suo scopo era batterli…il suo scopo era umiliare Tamina che era atleticamente meno rapido e coordinato e resistente…se c’era da fare un esercizio 5 volte Nicholas chiedeva di farlo 10…se era dun circuit training di 2’30 lui chiedeva perche’ non facevamo quelli da 5′… Perche’ sapeva che Tamina non voleva farli, che sperava di finire presto, che non vedeva l’ora di passare al tennis…Un vero sunnavvabitch, uno con l’empatia di un serial killer… E questo, sul campo da tennis o nello sport in generale, a me non dispiaceva completamente…Mai smesso di inviare i messaggi giusti alla kipling ma sotto sotto io continuo a credere nella necessita’ di un superego diverso da quello di chi finisce a lavorare in banca ,al catasto o anche in ospedale come radiologo piuttosto che come chirurgo o rianimatore …. Ho sempre sostenuto anche,e pero’, la necessita’ della MATURAZIONE.
Ed ecco che complici something blue e daniela e valeria abbiamo cominciato a sviscerare il MENTAL attirando anche Federico Di Carlo che poi e’ l’unico che e’ rimasto ed e’ un peccato…Non che sia rimasto Fede ma che se ne siano andate le donne… La seconda stagione di G&F e’ stata piu’ una stagione di Mental che d’altro ma ricominciando da tre qui su spaziotennis.com avevamo provato a riproporre con il resoconto dell’eddie Herr e con la famigerata intervista a Buzzelli anche elementi tecnici …
E adesso?
Di cosa possiamo parlare ancora?
Alla fine era solo l’aneddotica la nostra ancora di salvezza ma io ho gia’ dato,grazie,l’Innominabile ha cambiato squadra e bogar…insomma, bogar, tua figlia ha solo cinque anni!!!!!!
stefano grazia says:
Andrew, la madre digiuna del tennis e’ stata intuitivamente geniale e tu ugualmente geniale a cogliere lo spunto, dimenticando per una volta il Piove, Federazione Ladra!(Ma Piove, Sistema dei Circoli Ladro, si!)…Tornando al comportamento in tre fasi,anch’io ho spesso notato un comportamento simile, soprattutto nei Tornei U12 della magnifica estate vittoriosa del 98 in Florida e un po’ si sta riproponendo adesso …Chiedo il supporto di Federico di Carlo dalla Collina degli Olivi…
Archipedro says:
Dr. House Grazia (ed io adoro dr. House),
T’é mai venuto il sospetto che esistano corsi e ricorsi storici? Che l’interesse sia ondivago, stagionale, uterino? Esattamente come la disponibilità nei confronti del nostro prossimo? Le stagioni dell’amore…
Andrew, te l’ho detto… dammelo in mano una settimana e non lo riconoscerete più… pane, acqua e la cinghia…
pibla says:
Ehi, oh, c’è una bellissima foto all’inizio dell’articolo, ma la formazione in alto da sinistra a destra ed in basso da destra a sinistra dove sta???
Chi sono??? Chi siete??? Quali siete???
E che diamine!!!
Un pò di collaborazione….
stefano grazia says:
Pibla, mancano i due che contano: io che non c’ero e mia moglie che ha fatto la foto…
SCHERZO!!!!
Comunque da sinistra a destra dovrebbero essere Catizone (o almeno cosi’ mi dice mia moglie…io,pensate, me lo figuravo piu’ anziano e con la barba), L’Innominabile, Mauro (il papa’ di Chiara Pusceddu, che compare nella terza foto), Atti, Andrew( in realta’ non ci siamo purtroppo mai incontrati ed ha finito per innamorarsi di archie) ed Eros Mirmidone… Sapevo che c’era anche Kill Bill ma forse era gia’ andato via … Avevo messo una foto anche di Alessia e Innominabile ma si vede che in Redazione avran temuto di dover pagare i diritti o essere passibili di denuncia per violazione della privacy e non l’hanno pubblicata….SCHERZO (ovviamente, ma non si sa mai, di questi tempi …)
Mauro g&f says:
Tra i maschietti e i bambini ci sono la moglie di Atti ed Andrew.
Archipedro says:
Dr. Housgrazia,
Andrew m’aveva proposto di sposarci in campagna molto prima del tuo passaggio in Italia, dove se non ricordo male l’hai pure snobbato… Il nostro é stato amore sincero ed a prima vaffan-vista… dove neppure la tua proverbiale bellezza fa la differenza…
Guarda che la gelosia finirà per logorarti nervi, fegato e quel che é peggio guaine tendinee… rischi forme psico-artritico-somatiche… E poi finirai insonne ed inappetente… da lì il passo verso i vizi é rapido
Stefano Grazia says:
Si, bravo Mauro: stavo per inviare un secondo post e mi e’ partito il provider…
I Bambini sono da Sin a Dx: La Canaglia, Vale e Anke Atti,Chiaretta, Alessandro il Tavernicolo,Alessia e la figlia di Mirmidone, Maria Grazia…
Stefano Grazia says:
Il Doc immobile sul campo stava
con la racchetta se la menava
Arriva Andrew che un po’ e pazzo
Con la pallina gli fa il mazzo
Arriva Archie,si crede un dio
Ma quel che perde son sempre io
giorgio-giorgio says:
@ Stefano
Per quanto riguarda i raduni di Tirrenia, come per tante altre cose in tutti i campi, ritengo che sia giusto mettere a priori delle regole certe da applicare senza deroghe! Così si hanno certezze mentre, al contrario, diventerebbe tutto soggettivo e bisognerebbe nominare una “speciale commissione” (passami il termine) per verificare di volta in volta le varianti che nel tempo si vengono a creare! Oltretutto, considera che i ragazzi ed i coach/maestri accompagnatori, checchè ne dica Mad, sono ospitati gratuitamente dalla FIT, che oltretutto non ammette nemmeno quei tecnici che non sono in regola con l’iscrizione all’albo. Nel caso specifico il problema l’ha creato solo Mad, e non capisco perchè anche se lo intuisco, perchè so’ per certo che Catizzone si era liberato da ogni impegno avendogli fatto piacere accompagnare Alessia e confrontarsi con i Tecnici Federali. Non dimenticare che Catizzone, oltre ad essere Preparatore Fisico con qualifica FIT ed Istruttore di 2° grado regolarmente iscritto agli Elenchi perchè ogni anno paga la prevista quota, ha collaborato e collabora tuttora con la FIT in quanto docente in alcuni corsi della ex Scuola Naz. Maestri, adesso si chiama Istituto Superiore di Formazione Roberto Lombardi, ed è referente della stessa FIT allo IUSM di Milano per i ragazzi che partecipano ai Corsi di Formazione per l’acquisizione di una delle qualifiche FIT. Adesso le problematiche in tal senso (riferite ai raduni di Tirrenia) potrebbero aumentare perchè se andrà in porto il progetto di Mad illustrato ad un suo lettore, e che sotto riporto dal suo blog, diventeranno tanti i potenziali giocatori che potrebbero essere convocati a Tirrenia:
“Guarda io dopo varie richieste di alcuni genitori di allenargli le figlio ho pensato a un po’ di cose tra cui anche quella di fare il coach itinerante portando in giro i miei saperi e programmi (facendo anche un corso accellerato ai genitori) in modo che poi siano i genitori con degli sparring se non in grado di giocare a metterli in pratica.. Io poi farei un controllo ogni mesi cambiando i il programma di PA ed eventualmente an che quello tecnico.. Comunque la mia idea la trovi su: http://blog.libero.it/juniortennispro/”
Purtroppo (?) nel suo blog posso solo leggere, ed al limite fare copia ed incolla fino a quando me lo permetterà, perchè, come al solito, Mad predica bene e razzola male! Si lamenta che in un blog non ci dovrebbero essere filtri e poi dichiara apertamente che eventuali commenti di federali verranno cancellati. Di ciò spero di farmi una ragione e di continuare a vivere lo stesso!
Ti volevo far notare un’ultima cosa riguardo ai nick-name da te inventati! Sei stato sempre molto bravo nel trovarli giusti per ognuno di noi, ma ricordati che “l’Innominato”, a Mad, per primo glielo ho coniato io quando, sul blog di Ubaldo, mi aveva minacciato di …… se avessi ancora nominato il suo nome! Sei un grande, ma non ti assegnare meriti che non hai!
Archipedro says:
Allora, vi piaccia o no, oggi l’Innominabile dr.Max ha fatto, in una sola giornata, qualche centinaio di contatti, e con il solo manipolo dei suoi fedelissimi… risultato degno del miglior dr.Housegrazia… Il dato, ve lo garantisco, é significativo…
Quelli di Over-rule (rule?) hanno avuto dimostrato, sotto il profilo della comunicazione, la stessa maestria che Ubi dimostrò nel privare il Sub-Comandante delle “chiavi al merito”…
Ma sopratutto, é evidente, la voglia di sapori nuovi é tanta…
Archipedro says:
Ho una proposta per l’Innominabile…
Dr.Max viene qui a mezza pensione, mentre mr.Mad rimane ad eruttolandia, munito di mazza da baseball, ed aspetta dietro un cespuglio che passi il pleonastico…
Stefano Grazia says:
Ale’, e’ scoppiata la guerra dell”odiens’ anche qui…
Non credevo sarei mai arrivato a dirlo, ma sapete qui cosa ci vorrebbe? qui ci vorrebbe davvero Chloe de Lisser … Con Chloe vinciamo la guerra dell’Auditel… Ale, Roberto…alla prossima campagna acquisti voglio Chloe … Anche a costo di dover schierare poi , per contropartita,Giovanni de Roussillon…
Anzi, facciamo un giochino: La Nazionale dei Blogger… Ovvio che chi si accaparra Scanzi ha gia’ vinto, quello segna 200 post a partita, cose che Ubaldo ancora se le sogna di notte…I miei non contano perche’ se facevo 400-500 posts la meta’ erano miei e l’altra meta’ dell’Innominabile…Oppure facciamo la Prima Squadra di G& F, cioe’ io, roberto, ale ovviamente…il Freddo, Mauro, Pibla…Archie non conta perche’ lui gioca in tutte e due le squadre, fa gol e autogol, non si capisce bene, state attenti a passargli la palla…Invece Nicoxia sembra aver cambiato proprio casacca, come Crujyff che si porto’ Neskens all’Ajax… Andrew sia pure forse a malincuore o per pigrizia o per soldi e’ rimasto con noi …Fede non so, su Gus ci avrei messo la mano sul fuoco ma … non vorrei avesse il contratto in scadenza…Avec e’ uno spirito libero, difficile farlo giocare con la stessa maglia per piu’ di tre giorni… Comunque io faccio il Gattuso o l’Oriali anche se nei miei sogni avrei voluto fare il Rivera,ci manca una mezza punta come Chloe e ci manca il centravanti di sfondamento per sostituire l’Innominabile … Ted l’abbiamo messo sul mercato ma nessuno lo vuole… SCHERZO!!!!!!!!!!!
giorgio-giorgio says:
@ Stefano
Scusa se abuso ancora del tuo tempo, ma nel mio ultimo post mi sono dimenticato di aggiungere una considerazione! Poichè per un federale, come d’altronde per chiunque, sarebbe facile cambiare il proprio nick-name è chiaro che la scelta o meno di pubblicare un commento dipenda solo dal suo contenuto e non da chi lo invia! E poichè il blog di Mad è un blog personale, e non al servizio di tutta l’utenza come lo è sicuramente questo, è chiaro che passeranno commenti solo di un certo tipo! Non specifico di quale tipo, ma conoscendo il personaggio lo capirai e non entro nel merito se tutto ciò sia più o meno! Però, comunque sia, per dirla in poche parole: “lui solo se la canterà e se la suonera”, al limite in compagnia di qualche suo intimo!
@ Archi
Sono stati conteggiati più volte anche i contatti fatti dalla stessa persona? Perchè se così fosse, poichè io sono entrato una cinquantina di volte e così credo tanti altri, il dato risulterebbe irrilevante! Ma, comunque i contatti aumenteranno sicuramente nei prossimi giorni!
giorgio-giorgio says:
@ Grazia
Non pensare che con quella parola “SCHERZO” ad ogni tua affermazione addolcisci la pillola! Oramai non ti crede nessuno! Ah, Ah SCHERZO, naturalmente!
madmax says:
Giorgio vedi io non sono abituato ad abbassarmi a quel livello e poi da me è così tanto semplice da essere fin troppo banale, visto che da me può scrivere chiunque senza filtri e senza nemmeno che io controlli!!!
Di certo non faccio la notte come Ale!!!
sei ridicolo..
stefano grazia says:
Starai scherzando, giorgio-giorgio… magari coi tuoi due post ci portiamo in vantaggio (io pero’ sono un signore e non conto anche la cinquantina che contemporaneamente sono passati su L’Avvelenata …)
No, dai, la verita’ e’ sono confinato in un angolino della mia casa lagosiana che sta cadendo a pezzi e la maintenance se ne fotte perche’ tanto a fine maggio la dobbiamo lasciare e allora muoia sansone e con lui tutti i filistei ma che soprattutto oggi e’ stata invasa da una banda di alunni (oltre una decina) dell’American School, bianchi neri gialli e anche indiani,il che e’ sempre un segno che almeno vivere all’estero a qualcosa e’ servito, invitati da mio figlio per uno sleep over (ci sono anche delle ragazze…!) (suppongo che a un certo punto se ne andranno…) (O no?), e insomma, ho perso il diritto alla mia privacy…Mia moglie e’ di la’ che si sta leggendo tutta indignata quel che e’ stato scritto sul Team Grazia in quesrti giorni e io che gia’ mi ero portato avanti adesso non so cosa fare: non posso vedermi un DVD, non posso leggere (c’e’ comunque un bel casino), non posso vedermi in santa pace lo sport (non ci sara’ Key Biscayne ma c’e’ il Super14…!) e allora perche’ non stare allo scherzo e cercare di vincere la Gara dell’Odiens con il Blog dell’Innominabile che dopo una partenza a razzo si e’ un po’ arenato come fa notare un certo ERGI che poi accusa quelli che non rispondono all’innominabile di essere pavidi e …in malafede (o qualcosa del genere) … Surreale anche lui…In effetti giorgio giorgio ha ragione, anch’io saro’ andato di la’ una ventina di volte a dare un’occhiata, non si sa mai i siluri che ti arrivano … Il fatto e’ che, seriously, ma c’e’ davvero spazio per due blog sullo stesso argomento? Maddai, c’mon…
stefano grazia says:
E il motivo per cui L’Innominabile non scriverebbe piu’ da noi e’ che non condivide la linea editoriale di Ale e Roberto…come se loro ce ne avessero mai imposta una…
Diciamocela tutta invece: la verita’, come espressamente raccontato in un altro post in risposta ad archie che cercava di fare da paciere, e’ che l’Innominabile non sopporta probabilmente che il riconosciuto leader del mondo libero , cioe’ no, del suddetto blog sia un emerito incompetente patentato ( c’est moi,voila’, per servirvi,) e quindi non degno, nella sua ottica, di condurre alla victoria siempre il Popolo di Genitori & Figli… Ma bastava dirlo subito e io mi facevo da parte… Avrei magari continuato a scrivere i Capitoli de La Canaglia di Lagos da pubblicare a commenti bloccati e avrei adottato un nick name tipo The wild duck per scrivere ogni tanto di tecnica e preparazione, cose di cui peraltro mai mi sono vantato di essere competente, per cui avreste potuto tranquillamente massacrarmi ad ogni occasione.
Ma TGF (e prima di lui G&F) e’ sempre stato il Blog di Tutti….Se violevo farmi un Blog tutto mio me ne andavo da solo come ha fatto l’innominabile…Invece ho sempre scelto di stare dentro un contenitore… Il caso ha voluto che Roberto , che dopo essere stato proprio da me indicato alla redazione di Ubaldo era in pratica diventato il mio Capo redattore, fosse approdato a spaziotennis e che attraverso lui io, che in amore e blog tendo alla monogamia, abbia potuto apprezzare il blog di Ale Chuck Norris Nizegorodczew che con il suo format che invitava all’approfondimento e il suo flusso automatico di posts rappresentava per me l’approdo ideale … Ma cosi’ come si sono inseriti ardinghi, Veneziani e Papi non vedo perche’ non poteva inserirsi l’Innominabile … Ma quale linea editoriale…Non e’ la tua? Ma meglio ancora, cosi’ puoi far arrivare il tuo messaggio agli infedeli e far arrivare per mare e per terra la tua buona novella negli angoli piu’ remoti …
E comunque, ma perche’ dal blog di renella e’ scomparso anche l’articolo su Livorno?
Archipedro says:
Ora mi fate sentire in colpa… sarei l’escort del gruppo… quello che se la fa con tutti… Ed io che proprio oggi mi sentivo ecumenico…
Me ne vado a dormire triste, pensando che in fondo in fondo mi merita solo Giorgio. Errani, s’intende… (Andrew, non mi difendi mai… farò le corna anche a te,,,)
stefano grazia says:
Non sara’ pero’ perche’ lui ha la Porsche e noi no?
giorgio-giorgio says:
@ Madmax
Come al solito scrivi una cosa e poi la rinneghi! Ecco cosa hai scritto in un post sul tuo blog:
Madmax il 26/03/10 alle 11:24 via WEB
Si Simply finalmente.. Ora non ci sarà più nessuno che ci modera non ci saranno più federasti che scrivono cazzate perchè gli cancello i post!!
Poichè per te nei post scritti dai federali ( e non federasti che potrebbe sembrare una parola dispregiativa) sono contenute solo ed esclusivamente cazzate, e lo hai sempre apertamente affermato e non potrebbe essere altrimenti visto come scrivi a prescindere della FIT, traducilo tu in italiano cosa significa quella tua affermazione! Tanto oramai sono abituato alle libere interpretazioni!
andrew says:
machissenefregadichièilcapoomeno!
a me basta che tutti sappiano che più tempo tuo figlio passa in un circolo e meno probabilità di diventare uno sportivo avrà…
sinceramente, andarlo a scrivere anche da Madmax, mi sembra una perdita di tempo.
andrew says:
Archi…non hai bisogno di essere difeso… ti aspetto per una partita all’ultimo sangue….
giorgio-giorgio says:
@ Mad
Così scrivevi invece pochi minuti fa in questo blog in evidente contraddizione con quanto scritto sul tuo di blog! Ma non è una novità la tua contraddizione, è una cosa a cui mi sono oramai abituato!
39. madmax Says:
marzo 26th, 2010 at 23:21
“Giorgio vedi io non sono abituato ad abbassarmi a quel livello e poi da me è così tanto semplice da essere fin troppo banale, visto che da me può scrivere chiunque senza filtri e senza nemmeno che io controlli!!!
Di certo non faccio la notte come Ale!!!
sei ridicolo..”
Insomma sti’ benedetti eventuali post li controlli, li filtri, li cancelli o …..! E deciditi una buona volta!
@ Stefano
Come vedi ti ho accontentato ed ho aumentato il numero dei post, anche se non mi hai messo in formazione! A tennis sono stato un mediocre (sono stato solo 1° gruppo ai tempi di Pappacone), ma a calcio giocavo un tantino meglio. Ero una mezzala, tutto sinistro, e tecnicamente dotata! Ero scarso fisicamente (la preparazione fisica era un optional sia nel calcio che nel tennis, ma ti parlo degli anni settanta) e soffrivo, come tutti i giocatori tecnici, del contatto con l’avversario! Comunque hai fatto bene a non inserirmi in formazione perchè non gioco da diverso tempo! A proposito di calcio, se vieni a Roma e vuoi conoscere Rivera, di cui mi sembra sei un fan, penso di poterti accontentare! Infatti ci vediamo spesso al Foro Italico dove per altro gioca ed è socio del Circolo del Tennis del Coni (per favore Andrew non intervenire con la solita pappardella!). Una simpatica telefonata con Rivera ricordo che qualche anno fa’ l’abbiamo fatta ad un altro nostro amico comune che è Albertino Bigon e che certamente tu ricorderai in quanto hanno giocato insieme nel Milan! Comunque ambedue, ti posso assicurare, che sono signori di altri tempi! Specialmente Bigon è stato un vero campione di sport ed adesso di vita!
andrew says:
giorgio-giorgio
ma allora sei un personaggione!!! chissa quante cose potresti raccontarci ma non lo fai, vecchio avaraccio!
madmax says:
Stefano ma tu proprio hai le manie di persecuzione.. Posso io essere invidioso che tu sia il conduttore del blog, cosa che tra l’altro ora mi obbliga anche a rompermi le palle dovendo scrivere gli articoli? Scusa ma queste seghe mentali te le fai solo tu a me propio non me ne può fregar di meno!!
E la linea editoriale non è imposta a noi ma Ale e Roberto legittimamente portano avanti il blog secondo il loro pensiero e il loro pensiero è che uno pensa possa interessare o essere importante cosa dicono gli addetti ai lavori mentre il secondo difende le scelte della fedreazione.. Posso io che credo siano entrambi i fattori determinanti della crisi del tennis italiano starci fianco a fianco nello stesso blog?
Giorgio voi federasti (ed è assolutamente e volutamente dispregiativo, ma mi riferisco a quelli che ho incontrato finora poi magari ci sarà anche qualche federale per bene ed anzi spero prima o poi di incontrarne almeno uno nonostante la veda difficile) siete esclusi a prescindere perchè in mala fede, fino a quando almeno non deciderete di fare voi il primo passo verso la correttezza ed il buon senso. E questo per me significa cominciare a prendere in considerazione veramente chi manda avanti la baracca e cioè i genitori con il loro denaro ma soprattutto per me significa rispettare i bambini e finchè questo non verrà fatto (soprattutto il rispettare i bambini) continuerò a considerarvi persone da tenere alla larga dai bambini in generale e da mia figlia nello specifico, per la quale prima di tutto desidero che venga circondata da persone per bene..
madmax says:
E poi se non sono tropo offensivi o pieni di falsità ve li pubblico… (cioè mai lo so però io almeno la buona volonta la metto!!
)
Federico Di Carlo says:
Ciao Stefano,
vedi io sono un tipo a cui non piacciono molto le manfrine ed i litigi di condominio. A me piace il tennis ed il lavoro sul campo per cui intervengo solo quando si parla di tennis. In questi giorni su tutti i blog non si fa altro che fare polemica e guerra tra i bloggers neppure fosse una questione di stato. Piuttosto che perdere tempo a postare interventi senza senso e privi di alcuna utilità pratica, preferisco continuare a lavorare sulla pubblicazione.
Stefano Grazia says:
giorgio giorgio…confesso che con Rivera mi tenti…Lo considero il miglior giocatore italiano di tutti i tempi, mio padre diceva che uno come lui nasce ogni 50 anni … Ho tifato Milan solo quando c’era Rivera e poi dopo solo quando c’era Sacchi (confesso di aver perfino tifato Juve quando c’era Platini … Come sapete, io tifo il giocatore o linsieme di giocatori prima e poi la squadra…l’ultima squadra per cui ho davvero tifato fu il Bologna di Fogli-Bulgarelli-Haller (ma gia’ premeva il Golden Boy e non appena cominciai ad avere un po’ d’indipendenza intellettuale feci il grande passo… Avrei tifato non piu’ la squadra ma l’Uomo, il gioco, l’idea… Tuttora Rivera per me rappresenta, nel calcio, il primo giocatore che mi viene in mente … (Certo che me lo ricordo Bigon…gioco’ nel Padova, nella Spal…fu accusato ingiustamente di essere il palafreniere di Rivera… Se lo fu, fu perche’ era abbastanza intelligente da riconoscere che se sei di fronte a un Numero Uno devi essere contento di fargli da Numero Due (questo vale solo per gli sport di squadra…Voglio dire, se io gioco da mezzala e finisco in squadra dove c’e’ uno come Rivera o Platini cosa faccio? Pretendo di giocarmela da numero 10 o potendo, accetto di giocare ala, mezzala destra, mediano, terzino, pur di giocargli al fianco e per il bene della squadra?)
Chiusa parentesi calcistica. Che non mi interessa quasi piu’.
Ah, tra l’altro ho sempre apprezzato il fatto che il Golden Boy una volta appese le scarpette al chiodo lui davvero non le ha mai piu’ calzate rifiutandosi di fare figure patetiche nelle partite elle Vecchie Glorie. E si e’ dato al tennis!
Comunque, si, giorgio giorgio…invece di non essere proprio mai d’accordo con noi (qualche volta dai, su, un briciolino di ragione almeno sul piano delle intenzioni potresti darcela…saresti anche piu’ credibile di nikolic quando poi invece non ce la dai), dicevo, potresti fare come Cino Marchese da ubitennis e dare la stura a qualche bell’Amarcord …
giorgio-giorgio says:
@ Andrw
Finalmente te ne sei accorto! Ti ho mandato tanti messaggi e segnali, e tu nisba! Comunque il massimo lo raggiungerò quando avrò la possibilità e l’onore di conoscere un personaggio come te! Allora sì che nella mia vita non ci saranno più mete ed ambizioni da raggiungere! Se ciò dovesse accadere sappi sin d’adesso che tu diventeresti in um attimo il VIP più importante della mia vita! Giovane opportunista e/o venduto (mi rifaccio a Grazia quando afferma che sei rimasto in questo blog per pigrizia o per soldi)! Così impari! Vecchio avaraccio a me?
Stefano Grazia says:
Su questo hai ragione, Fede,finora qui non abbiamo detto grandi cose, abbiamo cazzeggiato, ma allora perche’ non ti leggi l’articolo e poi non posti tu qualcosa di intelligente? Tutto sommato non mi sembra che il mio Come Eravamo fosse banale…Troppo lungo forse, ma come ha fatto notare giogas, qualcuno l’ha poi davvero letto, a parte i soliti noti? Secondo me c’erano, volendo, diverse considerazioni da fare …Su come si cambia, su come si dicono certe cose e poi ci si dimentica di averle dette, su come si vedono le cose in un certo modo e si pensa di vivere in un certo mondo e di conoscere alcune persone e poi, solo due,tre anni dopo si scopre che il punto di vista e’ cambiato, che non solo avevano torto gli altri ma magari, forse anche a noi, perche’ come dice il poeta “a vent’anni si e’ stupidi davvero, quante balle si han testa a quell’eta’” E non avevamo neanche vent’anni, ma nel tennis due,tre anni contano come venti…
Roberto Commentucci says:
Max, te fa come vuoi, ci mancherebbe…
Io posso solo dire che è dal confronto tra le diverse posizioni che si cresce.
Io ho imparato un mucchio di cose da G&F e fui l’unico, della vecchia redazione di Ubitennis, a prendervi sul serio.
Ho iniziato a collaborare con la Federazione con l’obiettivo di migliorare le cose, soprattutto perché sono tifoso dei tennisti italiani.
Poi, è chiaro che il mio orizzonte temporale è più ampio del vostro.
Poiché i mali del nostro tennis, che ho cercato di sviscerare prima in tanti articoli (da Ubaldo) e adesso in tante analisi interne alla FIT, (che servono da supporto decisionale), i mali dicevo, sono a mio avviso di natura strutturale, non mi aspetto di vedere risultati concreti prima di alcuni anni. Per voi genitori, invece, inevitabilmente, se le cose andranno meglio fra 5 anni sarà troppo tardi.
Ma io credo e spero che qualcosa si riesca ad ottenere anche prima.
Però secondo me è col confronto, anche aspro, che si progredisce, tutti assieme.
Se tu ti fai il tuo blog per fare il tuo one-man-show, senza contraddittorio, ne esce un frutto meno saporito, e anche più sterile. Rischi di diventare lo sfogatoio degli anti a prescindere, senza alcun costrutto.
gabri says:
Sono arrivata in Nigeria con Nicholas per cercare di passare una bella Pasqua insieme a Stefano. Solo oggi mi sono messa a leggere tutti gli arretrati del blog e devo dire…che tristezza ragazzi…intanto quoto pibla che dice già molto di quello che penso. Quoto anche il detto: ‘dagli amici mi guardi iddio che dai nemici mi guardo io…’e aggiungo dai presunti amici.
Ted :
‘se accetti un sommesso consiglio, ti invito a conoscere realmente le persone con cui comunichi sul blog. a volte niente è come appare. me e te compresi, ovviamente’
il mio consiglio è che tu cerchi di conoscere di più te stesso perchè comincia a venirmi qualche dubbio quando tu ti proclami una persona corretta e minacci scrivendo :… posso provare tutto con dettagli che documentano le nostre conversazioni. accetto le critiche, le battute e altre cose, ma la falsità non la tollero…’ ti riferisci forse al fatto che tu registri di nascosto ogni conversazione e non mi ricordo che tu correttamente ne chieda il permesso o correttamente chieda una liberatoria o correttamente te ne stia zitto…sembri quello che in un film raccoglie con gusto informazioni per poi ricattare… bel personaggio…non so se fa più bella figura quello che viene registrato o quello che registra… ti sei insinuato nella vita di noi tutti portando un additivo chimico pericoloso e instabile. Ho imparato una cosa certa nella mia vita all’estero soprattutto nella frequentazione dei gruppetti di espatriati, ed è la pericolosità dell’alchimia umana. Purtroppo non ho affinato le abilità di max che le riconosce al primo colpo…!! Ci sono elementi in grado di agire come cellule impazzite in un gruppo di persone che prese ad una ad una sono meravigliose e anche in gruppo trovano un equilibrio, pur nel confronto, positivo, fino all’arrivo del famoso elemento e allora inizia la degenerazione, il cancro. E quando parli di falsità, pensa bene a quello che dici perchè non ti risparmi nei tuoi giudizi e spari spesso a zero anche senza conoscere le persone…certo sei più libero sapendo che noi non ti registriamo, non arriviamo a tanto, ma credo che qualcuno sarebbe sorpreso da certi tuoi messaggi…. ma forse mi sbaglio: quelli della vostra razza non si sorprendono !
Max, mi spiace che abbiate dovuto così falsamente sopportare la mia presenza, alla faccia della sincerità !!! Da Roma 2008, le diverse visite a Sarnico, la vostra squisita ospitalità (resta un bellissimo ricordo), l’idea che fosse una bella combinata , stessa dose di coraggio nel guidare un’impresa, nel prendere decisioni forti, un’altra mamma con un passato da atleta, voi una figlia e noi un figlio, ma già, Catizone l’ha bocciato e non vi piace…ah, no siamo noi poveri deficienti di genitori che non vi piacciamo, no lui vi è simpatico anche se non ha voglia di fare niente, già perchè se è così a dieci anni allora cosa stiamo a dire, no? Mica ci si può redimere al mondo, no? Nessuna via d’uscita, nessun supporto vero, ma solo il dito puntato, con disprezzo o compatimento…bè mi sembra giusto, anzi il minimo per gente che si tiene tutti quei ‘bei sentimenti di profonda antipatia per ben due anni quasi…complimenti alla faccia di bronzo…altro che malafede…tranquilli comunque è una gran dote e vi ripagherà sicuramente.
Mi spiace che sicuramente non saprai mai (e poi non te ne può fregare di meno) quante volte ti abbiamo difeso dai molti che ti attaccavano e tutto quello che ti possiamo aver detto ‘dietro’ non è lontanamente paragonabile alla meschinità e alla cattiveria che stai elargendo. Ti avremo dato del pazzo, montato…non lo siamo forse anche noi? La malafede è stata tua in questi anni, ma come ho già detto io la cantonata la metto in conto, mentre tu sai tutto fin dal primo incontro….ma ormai è sempre la solita storia….io chiudo qui lascio il blog alle vostre diatribe al testosterone e auguro il meglio a mio figlio, ‘ che la pietà non vi rimanga in tasca’.
giorgio-giorgio says:
@ Grazia
Bigon è sempre stato una persona per bene e non gli è mai piaciuto apparire più di tanto! E per questo suo carattere, da allenatore, ha dovuto subire vari esoneri pur avendo ottenuto con quelle squadre buoni risultati (Udinese, Sion in Svizzera squadra con la quale nello stesso anno vinse Campionato e Coppa, Ascoli dove si è dimesso lui per scuoter l’ambiente e …). Io ho sempre scherzato con lui dicendogli che sembrava che si scegliesse i Presidenti con il lanternino! Anche tu per esempio nel parlare di lui ti sei dimenticato di dire che da allenatore ha vinto il secondo scudetto con il Napoli di Maradona! Qualcuno diceva che lui non aveva alcun merito, ma credimi tenere unito un pollaio-spogliatoio dove a cantare erano gente come Maradona, Careca,Bagni,Giordano e …. non era davvero facile. Adesso non allena più, ma un suo figlio, avvocato, è Direttore Sportivo del Napoli ed è una persona seria e preparata come il padre! Su Sacchi, invece, per alcuni aspetti ti potrei deludere con il mio dire! Per esempio ti potrei confessare di aver saputo, ma non ho mai voluto andare addentro alla cosa per non mettere in difficoltà un amico, che di solito la formazione da mandare in campo gliela indicava l’amico a cui facevo riferimento prima, che oltretutto era un dirigente di tennis di Faenza (Sacchi è di Fusignano che, come ben sai, è ivicino a Faenza). Legenda metropolitana? Chissà, a me è rimasto sempre un dubbio! Anche perchè con Gullit, Van Basten e Rajkard far quadrare una squadra non doveva essere difficile! Oltre che nel tennis di episodi simpatici da raccontare ne avrei tanti, come vedi, anche nel mondo del calcio. Anche cose che nemmeno giornalisti vicino alla squadra (e parlo di una squadra di serie A in particolare) sono riusciti mai a sapere (da studente universitario dividevo il sonno con i giocatori dell’epoca), ma è difficile, lungo e fuori luogo farlo in questo contesto! Da vicno sarebbe tutto più facile! Buonanotte!
king of swing says:
Mad Max
in effetti la situazione non è proprio delle migliori…però non so quanto potrà essere utile un blog alla causa…
ti ammiro comunque perchè in effetti potresti fregartene di tutto…e invece insisti…
ultimamente un certo Marco Panichi ha parlato di un’inadeguata educazione alla mobilità per i bambini italiani…
Bolelli dai test atletici risulta addirittura mostruoso rispetto ai calciatori…
cioè ai nostri non manca il fisico…manca purtroppo una corretta educazione alla mobilità da bambini che poi una volta diventati adulti gli impedisce di raggiungere l’eccellenza in uno sport come il tennis…o per lo meno gli rende tutto molto più difficile…
Marco Panichi ha così sbugiardato così Fanucci…che diceva che nel tennis arrivano solo gli scarti…
Bolelli è risultato mostruoso dai test atletici rispetto ai calciatori!!
e Infantino la pensava come Panichi…
e Catizone credo la penserà come Panichi…
quello che non va in Italia lo sanno Mad Max…ma piuttosto che pensare a risolvere certi problemi …hanno preferito un canale televisivo…
eh ma Supertennis fa vedere quel challenger…quel giovane italiano che forse un giorno diventerà qualcuno..
insomma ci danno il contentino…una vera presa in giro…e gli appassionati neanche se ne rendono conto…per lo meno la maggior parte…
io che so i problemi dei nostri ragazzi nel tennis…per forza li difendo il piùdelle volte…
non perchèsono un’italianista…ma perchè sono un realista…
e da realista non posso che prendermela con questa Federazione…
Max tu per me sei un sognatore…la realtà è in questo blog…
alimenta i tuoi sogni ma rimani nella realtà…
Archipedro says:
55. “Io ho imparato un mucchio di cose da G&F e fui l’unico, della vecchia redazione di Ubitennis, a prendervi sul serio”.
Bravo Roberto, hai fatto bene, hai dimostrato un minimo d’intelligenza. Perché se nelle varie “vostre” “redazioni” “tennistiche” non sono stati in grado d’andare oltre l’apparente confusione mentale di G&F, magari cercando di COMPRENDERNE i contenuti (ma forse non hanno una CULTURA sportiva sufficiente per discernere la materia semplice da quella complessa… pensa che sulla teoria del caos si misurano le migliori menti del pianeta… quelli sanno solo far finta d’essere gionalisti…) beh, allora é ben assolutamente necessario che questo tennis italiano s’accoppi con quegli opinionisti…
bogar67 says:
@Stefano, post 24 ti devo ancora leggere tutto anche se molte cose non mi sono nuove, è vero mia figlia ha ancora 5 anni, ma sono sempre un genitore e mia figlia grazie a voi ho scoperto che è una predisposta, che per iniziarla al tennis non bisogna per forza andare nel circolo sottocasa, etc. Non ho diritto di dire la mia per questo? Avresti dovuto scrivere: genitori e figli di agonisti, vietato scrivere a quelli che hanno figli sotto gli 8 anni eh eh eh. Invece grazie a me, a Francesco coach gemelli ma anche a Errani e Fognini hai sul blog, genitori che per dirla alla Mauro g&f vanno dalle fondamenta al balcone con vista sul tennis professionstico.
Stefano Grazia says:
Sempre piu’ felliniano. Sentite cosa scrive L’Innominabile:
Madmax il 26/03/10 alle 13:16 via WEB
Archi sembra difficle da credere ma le persone non sempre le valuto sull’onda dell’incazzatura momentanea (anche se a volte è capitato), ma in quanto al dottore non proprio no nel senso che abbiamo avuto molto tempo per “conoscerci” ma sono esploso solo dopo averlo conosciuto di persona… Oltretutto non ha nulla di interessante da scrivere oltre al libro sulla Canaglia di Lagos che è effettivamente molto bello, molto ben scritto e che leggo anche volentieri ma per quanto riguarda gli aspetti tennistici zero.. In più lui e Nicky sono fuori dall’Italia per cui certe problematiche non le conosce come non può avere il confronto giornaliro che abbiamo noi, perciò.. Poi ripeto ognuno ha i suoi obbiettivi e conversare o scambiare opinioni con chi ne ha altri non ha nessun senso…
Madmax il 26/03/10 alle 13:16 via WEB
Archi sembra difficle da credere ma le persone non sempre le valuto sull’onda dell’incazzatura momentanea (anche se a volte è capitato), ma in quanto al dottore non proprio no nel senso che abbiamo avuto molto tempo per “conoscerci” ma sono esploso solo dopo averlo conosciuto di persona… Oltretutto non ha nulla di interessante da scrivere oltre al libro sulla Canaglia di Lagos che è effettivamente molto bello, molto ben scritto e che leggo anche volentieri ma per quanto riguarda gli aspetti tennistici zero.. In più lui e Nicky sono fuori dall’Italia per cui certe problematiche non le conosce come non può avere il confronto giornaliro che abbiamo noi, perciò.. Poi ripeto ognuno ha i suoi obbiettivi e conversare o scambiare opinioni con chi ne ha altri non ha nessun senso…
E QUESTA E’ LA STESSA PERSONA CHE DOPO ESSER STATO CENSURATO O MEGLIO “MODERATO” (e anche lui ammette giustamente) DA SPAZIOTENNIS A DICEMBRE MI PROPOSE, ALLA FACCIA DELLA REPULSIONE IMMEDIATA (ci siamo conosciuti di persona nell’estate 2008), DI FARE UN BLOG INSIEME: DA QUALCHE PARTE HO ANCORA L’EMAIL. Io rifiutai non per repulsione ma per correttezza (ero appena approdato alla corte di Chuck Norris e Roberto, avevo scritto solo un paio di articoli) e per scelta strategica (come piu’ volte spiegato, io preferisco scrivere in un contenitore, in un magazine gia’ avviato e avere la sensazione che qualcuno, magari per caso, possa leggermi: non avrei mai lasciato ubitennis se la Redazione avesse mostrato interesse e se ci fosse stato il passaggio automatico dei post, due condizioni che avevo invece trovato da Ale, visto che la Redazione sono lui e Roberto).
COME DICEVO, ALLA FACCIA DELLA REPULSIONE IMMEDIATA ….
bogar67 says:
Peace and Love! Secondo me lo sbaglio che state facendo è buttarla sul personale, non oso immaginare se aveste avuto due figli di uguale sesso e classe!!
Stefano Grazia says:
Comunque, si fa presto a dire repulsione…anch’io mi faccio spesso schifo quando mi accarezzo i lombi un tempo asciutti, quando mi rendo conto che non sono piu’ io ad impattare la pallina ma piu’ spesso e’ lei ad impattare me, quando dopo un paio di scambi mi sembra gia’ di essere in apnea eppure e’ tutto l’anno che mi alleno, vado in palestra, faccio jogging, faccio perfino le ripetute sui gradoni …Oppure mi facci repulsione quando mi prende la frustrazione, quando mi rendo conto che mi attraversano pensieri meschini, quando non riesco a frenare le parole di rabbia nei confronti del nigeriano (poliziotto, guardiano, steward, impiegato, socio del club, coach, palleggiatore,vendor, imbecille di turno), che cerca di prendere vantaggio o del paziente che tutto allegro ti chiama alle quattro del pomeriggio di domenica per un raffreddore che lo affligge da…mercoledi’ ed ha quella faccia di uno che chiamandoti crede di averti fatto un piacere, o quando non riescoa non cacciare un urlo a mio figlio o non riesco a sibilargli una serie di rimproveri pedanti o addirittura una sfilza di insulti velenosi o mi accorgo di provare l’irrefrenabile impulso di prendergli la racchetta e spaccargliela in testa o come fece il padre di Federer prendergli la testa e infilargliela in un mucchio di neve (cosa peraltro difficile qui in Nigeria)…Repulsione o fatidio per me stesso quando stizzito riverso le mie frustrazioni su mia moglie e l’accuso dei difetti che io stesso per primo ho o dell’incapacita’ di gestire Nicholas in quella determinata occasione quando io per primo ho avuto sempre lo stesso problema…Oppure quando m’incazzo con lei perche’ mi costringe, questo e’ davvero il massimo, ad intervenire in sua difesa, con conseguenze disastrose per il resto della giornata, cosa che faccio, certo, ma poi rimango incazzato non tanto con il reprobo quanto con la vittima che mi ha costretto ad intervenire…E provo poi repulsione per le parole scappate di bocca e ormai sono tante,troppe, e per i modi bruschi a volte dettati dalla smania da palcoscenico di una vita che io chiamo in prestito, che non e’ la nostra reale… allo stesso modo provo repulsione per la mia imperfezione di uomo ormai vecchio afflitto da vanitosa logorrea o grafomania, che si e’ autoridotto alla solitudine, che afflitto da incipiente alzheimer si dimentica chiavi e occhiali dappertutto,che a volte invece di coltivare le amicizie e di essere tollerante, preferisce rimanere da solo in casa a leggere o peggio vedersi un film da solo…Provo anch’io repulsione quando mi accorgo che nella vita, nel lavoro, nello sport a volte mi capita,non sempre eh, di pensare male, di augurarmi non solo il mio bene ultimo, ma che l’avversario non ce la faccia perche’ ai miei occhi e’ un viscido,una merdazza,un rottoinculo e non se lo merita,ovviamente giudizio tutto mio, eh, si, capita anche a me e se da un lato faccio ricorso al raziocinio per bloccare l’istinto e dall’altro mi dico che in fondo, checche’ ne dicano, tutti sono istintivamente afflitti da invidia, gelosia e rancore, allo stesso modo provo disgusto e repulsione e provo tanta invidia (ecco, appunto) per l’Innominabile che davanti allo stesso specchio si vede bello con gli occhi azzurri e lui ce l’ha la chiave, ha falce in pugno e blah blah blah fratelli…
E io ti ho sollevato figlio per guardarlo meglio, io che non parto, io che rimango sveglio….Perche’ poi quando si trovera’ di fronte al mare, anche lui si sentira’ un coglione ….
Pinot says:
E no Gabri… non ci puoi lasciare, tu sei parte del sogno, anzi sei quella parte del sogno più difficile da realizzare. Le circostanze ti hanno portato là dove “è il tennis”, che naturalmente è anche da altre parti, ma intanto là “è”… e noi comuni mortali, dediti al lavoro e alla gestione di piccole economie familiari, con la sfortuna di avere pargoli che giocano a tennis con qualche profitto, ti vediamo girare per i campi di Bradenton a rimandare sensazioni, impressioni e molte informazioni. E ti sono grato.
Di te, però, mi è rimasta l’immagine di una mamma seduta al caminetto con il figlio…felice, penso dopo una giornata di duro lavoro, per il bambino, sui campi ed a scuola. La parola sacrificio è quella che più ricorre nel definire ciò che i bambini che praticano tennis devono, per una qualche possibilità di riuscita. Certo con tutti gli aspetti positivi del caso ma, di adesso, non potranno dire d’aver condotto un’infanzia spensierata.
I figli sono “pezz ‘e core”, non si toccano, manco per far dispetto ai genitori…forse da queste parti siamo più rigorosi in questo senso… Ti confesso che uno dei pensieri più “cattivi” che mi è passato per la testa, così, senza motivo, e l’immagine ancora l’ho davanti agli occhi, è stato circa vent’anni fa. Ero in macchina e tornavo a casa. Mia moglie da pochi giorni aveva avuto la bambina, un batuffolo bellissimo, “ se qualcuno tocca la bambina, lo uccido”. Non so se ho visto qualche pericolo per la strada o quale sia stata l’associazione, ma questo pensiero terribile mi è passato per la testa senza filtro, e mi ha spaventato…
Tempo addietro l’ho scritto anche a Stefano, non mi piaceva la esposizione alla quale si esponevano i bambini, nello specifico vostro e di maxmax, nel blog che notoriamente è popolato da umanità troppo diversa, variegata… e voyerista.
Non ci lasciare Gabri…
Certo che, anche da parte tua avresti ragione a rivendicare una maggiore partecipazione da parte di “coloro che leggono” ma, a te lo posso dire, si è a disagio intervenire in un blog d’informazione dove a poco a poco gli assiomi sono diventati
1. In Italia la federazione del tennis è la peggiore d’Europa…
2. Tranne Piatti e Sartori nessun altro è capace di allenare tennis
3. La verità appartiene a pochi, e nessuno, PA, Maestri, Tecnici, ha diritto di parola se non ha portato almeno un tennista nei top ten, o se non guadagna almeno trecentomila euro l’anno.
4. l’unico posto buono dove far crescere il tennis del proprio figliuolo è fuori dall’Italia, tutte buone, Francia, Spagna, USA…non l’ha detto nessuno, proporrei anche quella città dell’Argentina dove nascono tutti forti.
5. Tuo figlio viene convocato? … è un raccomandato!
Tutte ste certezze mi danno alla testa. E mi sento fuori… E chi sono io, che ho un maestro del circolo sottocasa, devo lavorare, arrangio la PA, tessera fit e partite nei giorni e nelle ore assurdi del menage dell’organizzazione ordinaria dei tornei giovanili, senza regole e senza arbitri, e diciamolo, a volte con genitori sgradevoli, e pure con il figlio convocato fit?
Vivo come in un sogno dal quale ho paura di svegliarmi e frequentare, anche saltuariamente, una comunità viva e vivace, popolata da miei simili, cioè da colore che vivono, mi ha dato anche informazione, conforto, condivisione.
Ricordo quando il confronto portava alla proposta…che in qualche modo arrivava alla Fit, e Commentucci se ne faceva latore e noi si sperava che qualcosa, delle tante negative, cambiasse e, oggi, mi sembra che qualcosa si muova… i campi in cemento, i raduni-torneo rivendicati da madmax, io sarei, altra idea del blog, per una campagna sui tornei, con partita vere, nel fine settimana.
Certo pensare che Binaghi si suicidi perché a noi sta antipatico e con ciò risolvere i problemi del tennis italiano, mi sembra esagerato e, poi, onestamente a me non frega niente di risolvere il problema del tennis italiano, io ho un problema adesso…quello che devo fare oggi pomeriggio, gli allenamenti…i tornei…le cose giuste e lavoro e lavora anche mia moglie, e devo trovare un po di tempo il sabato mattina per scrivere qualcosa, e per forza mi devo fidare di qualcuno, il maestro di mio figlio, muto e senza figli, e non abito in Spagna, Francia, Argentina e nemmeno in Africa e dunque la mia realtà è questa… e me la vivo così.
Non ci lasciare Gabri, senza di te saremmo più soli…
Stefano Grazia says:
Bogar, era ovviamente ironico…credevo fosse assodato …. Certo, uno ti legge e magari tende a dimenticare che tua figlia ha in pratica appena iniziato lo svezzamento … Bisogna riportare le cose in prospettiva…Mi spiego meglio: per quanto sia indispensabile cominciare presto mantenendo come dici tu il postulato del Divertimento Giocoso, bisogna comunque rendersi conto che quando tua figlia arrivera’ a 8-9 anni, magari una bambina della stessa eta’ che abbia fatto altri sport e non abbia mai preso la racchetta in mano ma che sia talentuosa, fisicamente prestante e atleticamente predisposta, dopo tre mesi di allenamento costante si presenti sul campo e rifili alla tua che ha cominciato nell’utero un bel 61 62 … Per questo e’ importante si cominciare presto ma anche non asfissiare e comunque rendersi conto che l’importante fino a 8-10 anni e’ la POLIVALENZA su cui inserire,secondo me, elementi di specificita’ (soprattutto footwork)e che comunque fra i 9 e i 13 anni le cose cambiano ogni tre-sei mesi … Comunque non pensare che io ti stia criticando: come dici tu, finche’ la bimba si diverte, cosa dovresti fare? Impedirle di giocare?
Ma certo, anche se non vai a fare i tornei per i quali ti tocca svegliarti alle 5, quello sicuramente non ti cambia la vita… Li puoi rimandare fra 3-4 anni, dammi retta…
bogar67 says:
quoto in toto Pinot!!
Archipedro says:
Ma possibile mai… qui sono stato lodato, schernito, apprezzato, sputtanato… per lunghi periodi non ho scritto più… ho cercato di capire, poi ci ho riprovato… uno tra voi é venuto ad insultarmi nel mio bloggino… altri m’hanno chiesto consigli in separata sede… ho fatto il correttore di bozze, lo psicologo… ho spiegato la pallavolo a Commentucci… Freddo m’ha telefonato per farmi il culo a viola… non si sapeva chi fossi, nominabile, presentabile, accettabile…
Andrew mi ama a fasi alterne, io stesso spesso non mi sopporto…
Beh, cosa dovete ancora puntualizzare?!
Sarebbe come se io pretendessi di fare un discorso equilibrato e costruttivo con tutti… é già un miracolo che io possa convivere, nell’universo mondo, con un dr. Max che mi linka il sito al suo dandomi contemporaneamente del comunista-interista… il peggio, insomma…
Non potremmo parlare di figli e sport, ognuno a modo suo?
Non si tratta d’essere buoni, o ipocriti.. ma semplicemente uomini… siete tutti dei caporali?!
Stefano Grazia says:
Archie, dimenticavo: Il Pleonastico mi piace, mi sembra particolarmente azzeccato…E mi pare anche un po’ Jurassico …
Pinot, ti quoto in pieno (e i tornei nel week end e’ sempre stato il MIO cavallo di battaglia insieme a campi pubblici e campi gratis per U14 se i suddetti campi non sono occupati dai soci) e puntualizzo : noi non abbiamo mai detto che in Italia non ci si puo’ allenare, abbiamo semmai sostenuto la superiorita’ dell’Academy almeno fino a un certo momento per poi passare al Personal Team rimanendo il PErsonal Team all’interno di un’Academy come l’IMG la miglior soluzione possibile, quella ideale… Abbiamo poi sempre sostenuto che abbiamo portato Nicholas in Florida ANCHE per motivi scolastici visto che riportarlo in Italia e fargli frequentare, a lui anglofono e abituato a un altro sistema di studi, una scuola pubblica italiana e nel contempo pretendere anche che continuasse a giocare ed allenarsi, sarebbe stata crudelta’ immotivata…Infatti se abbandonasse il tennis, non tornerebbe in Italia: finirebbe l’High School ad Abuja visto che tra l’altro mi viene pagata dalla Societa’…Ma detto questo, mi trovo perfettamente d’accordo … Allo stesso modo la mia posizione a volte erroneamente classificata antifederale lo e’ solo nella misura in cui io invoco il Dialogo fra Coaches e Genitori, nella misura in cui ho quest’idea che un Genitore Appassionato conti piu’ di un Maestro Scoglionato , nella misura in cui classifico all’istante come un minus il Maestro che tratta il Genitore come un ‘negro,ebreo, comunista’ o un cane a cui vietare l’accesso e allo stesso modo il genitore che tratta tutti i Maestri come incapaci o schiavi,nella misura in cui mi permetto di condividere l’opinione di Andrew ma che e’ anche quella, se non erro, di Roberto, e cioe’ che il Sistema dei Circoli cosi’ come e’ concepito sia da smantellare (o meglio da suddividere in Circoli per Pensionati e Circoli Associazioni Sportive ) …Ho perfino detto piu’ volte che sul ruolo della Federazione la vedo come Nikolik e quel ‘pirla’ (in tono affettuoso) continua a fare la papera petulante e pedante col suo cinguettio bastian-contrario a prescindere da gioco delle parti … Ormai vado d’accordo anche con giorgio giorgio anche se le sue insinuazioni su acchi mi feriscono…Non importa chi gli faceva la formazione e del resto anch’io credo che con la nazionale alla lunga toppo’ con a sua idea della prevalenza del modulo sul genio individuale (Baggio, Mancini…): ma Sacchi ha cambiato la MENTALITA’ del calcio italiano: prima si andava a Madrid per strappare uno zero a zero o una sconfitta da ribaltare nel retour match, con lui si comincio’ ad andare a vincere 4-0 in trasferta … Magari fu un caso o fu solo culo, chissa’…Pero’ bisogna anche che ci lasciate sognare… Ma sto divagando.
Secondo me non si e’ contro la Federazione se la si critica ma a volte ho l’impressione che sia la Federazione a vedere TUTTI i Genitori come nemici …
Certo, il Sistema dei Circoli resta assolutamente da rivedere …
Archipedro says:
Giorgio Errani, vieni qua a consolarti… pare che questo sia un covo di milanisti!!!
Stefano Grazia says:
Piuttosto l’ironia di tutto questo e’ che dei tre Blog chiamati in causa in questi giorni l’unico che non fa un commento neanche a morire e’ quello che in realta’ dovrebbe essere piu’ interessante per noi visto che il suo Autore da domani si trovera’ sul posto di uno dei Tornei Internazionali U14 piu’ importanti in Italia e visto che si gioca durante le feste pasquali forse anche uno dei meglio frequentati. Allo stesso modo mi sembra che si giochi anche Maglie U12. Mauro, tu ci vai? E se non ci vai, come mai? Io per esempio ho un po’ di rimorso per non aver pensato di far giocare a Nicholas (che comunque al momento, il mattino dopo lo sleep over, in una casa che risuona ancora di scoppi di risa e pare sia stata saccheggiata dai ladri, mi sembra piu’ uno dei protagonisti di Animal House che un giocatore di tennis) il torneo ad Abuja ma avrebbe significato non vedere moglie e figlio per diversi giorni…Certo, dal prossimo anno sara’ cosi’: durante le vacanze lui dovra’ fare tornei, non si scappa … Comunque, chi va a Maglie, chi va a Livorno? Ho visto per esempio, o mi e’ sembrato di capire, che L’Innominabile ha iscritto la figlia 98 a Livorno anziche’ a Maglie e la cosa mi ha un po’ fatto pensare…Va bene far giocare U14 e U16 nei Tornei del Gigetto ma visto che ci sono solo 5 Tornei TE U12 in Italia non sarebbe stato piu’ logico farle fare Maglie? Non e’ una critica maliziosa, e’ semplicemente una domanda. So benissimo le implicazioni: nell’U12 sei sotto pressione, devi fare un risultato … D’altra parte il risultato e’ effettivamente alla tua portata. La stessa Shiskhina probabilmente a Novembre giochera’ l’Eddie Herr U14 pur essendo del 98 ma lei l’anno scorso l’ha giocato e vinto, l’Eddie Herr. La Stiteler, la beniamina di Ted, due anni fa vinse la Prince Cup U12 e l’anno scorso fu iscritta all’EH U16: risultato, un 16 16 al primo turno…Non era forse meglio farle fare l’U14 che probabilmente non avrebbe forse nemmeno vinto visto che nemmeno all’Orange Bowl era andata tanto in la’ ? Vabbe’, si dira’, non e’ importante, non sono importanti i risultati…Ma a me sembra quasi che qui si cerchi disperatamente di mettere piuttosto le mani avanti e di trovare delle coperte di linus, cioe’ delle scuse per eventuali sconfitte… Si cerchi cioe’, col salto dissennato di categoria, di rimandare il momento della verita’… E’ una cosa che io ho toccato con mano: vinto l’ultimo Gran Prix interno U12 l’anno scorso, Nicholas ha subito chiesto come premio quello di giocare Tornei U14… Cosi’ poteva giocare piu’ libero, senza la pressione di dover per forza battere i piu’ giovani… In realta’ nei primi due U14 del Gigettoche ha giocato, e tra l’altro vinto, ha fatto fatica a trovare uno che fosse piu’ grande di lui…
Capisco l’obiezione che uno giocando un anno o due prima gli U14 magari riesce a fare qualche punto per poi entrare in tabellone l’anno dopo…Ma e’ davvero questa la ragione principale/ o non e’ piuttosto una Fuga dal Futuro?
andrew says:
ragazzi, stiamo vicini a Madmax…anche se lui non ci vuole più o non ci considera all’altezza…
io ci sono comunque affezionato, anche se non scriverò sul suo blog, sopratutto perché non avrei nulla da aggiungere….
Tanto per cambiare, Alessandro è in castigo…vi auguro miglior fortuna con i vostri figli!!!
Archipedro says:
Ieri Sarita ha vinto in due set con la Kleybanova, t.s.22, e se riuscirà a superare la ostica Zvonareva, t.s. 11, si giocherà presumibilmente con la Henin l’accesso al quinto turno (quarti)…
Siccome la Henin è una fuoriclasse alta circa come lei sarebbe assolutamente interessante registrare quel match… mettendo a confronto le diverse basi agonistiche, tecniche e mentali… ecco, in questo blog si dovrebbero rendere fruibili le immagini di incontri di questo tipo, dai quali i genitori imparerebbero moltissime cose…
Stefano Grazia says:
Allora, l’esempio piu’ lampante che in questo preciso momento NESSUNO ci sta veramente leggendo fra quelli che preferiscono il tennis giocaton al tennis parlato e’ che nessuno ha scritto se va a Maglie, se va a Livorno… Eppure di info utili ce ne sarebbero, anche logistiche … Bogar potrebbe cominciare a prendere nota perche’ fra 5-6 anni potrebbe pensare di andarci…(su, Bogey, dai che scherzo…non mi fare il permalosone anche tu…). Mauro, se ci sei batti un colpo: vai con Chiara a Maglie? E se no, qual e’ il Programma di quest’anno? Conti di tornare a Caldaro ? Dove sei fra il 20 giugno e il 5 luglio? Io saro’ in Italia in quel periodo e dovro’ assolutamente a questo punto vedermi con Andrew (e magari Atti, Claudio Tn e perche’ no, Archie)…Ero partito con l’idea di far fare aNikko un break con vela e sci estivo ma mi sa che non se lo meriti affatto e cosi’ risparmio i soldi…Dovra’ fare vari check fisici e medici con l’Istituto di Auxologia del S.Orsola, con il Prof Buzzelli e soprattutto con l’Isokinetik del Dr Stefano Della Villa. Puo’ darsi che faccia paio di tornei, puo’ darsi che vada (se c’e’ in quel periodo) una settimana a Sestola o 2 giorni a Tirrenia solo per farsi conoscere o puo’ anche darsi che invece se ne venga tutta l’estate ad Abuja e cogiti seriamente sul suo futuro e sul suo destino.
Ma se io fossi in Italia e stessi per andare a Maglie o a Livorno qualcosa scriverei se non altro per impedire agli altri, me incluso, di incartarsi con cose che col tennis, i genitori e i figli han ben poco a che vedere.
Francesco Brancato, su, dicci qualcosa almeno tu…Tua figlia e’ in tabellone a Livorno,vero?
bogar67 says:
@ Stefano post 65, tutto chiaro e sono d’accordo. Fammi però l’esempio di qualche campione o campionessa del recente passato che abbia preso la racchetta in mano a 9 anni!! Per il fatto di impedirle di giocare, è quello che è appena successo, ho prenotato il campo un paio di giorni fa, prima di andarci, vedendola stanca le ho chiesto più volte se stava bene visto che ieri mentre andavamo in macchina in sat si è sdraiata sul sedile e mi ha detto: chiamami quando siamo arrivati. Poi non ha voluto continuare la lezione andando più volte in bagno. Oggi è voluta andare lo stesso ma dopo 10 minuti mi sono accorto che non sta bene, ho fatto fatica a farla uscire perchè aveva voglia di continuare a giocare ma alla fine sono riuscito a riportarla a casa, credo si sia presa una bella gastrointerite, mia moglie è andata in farmacia a prendere qualcosa. 1° Salute 2° Scuola 3° Sport
bogar67 says:
@Stefano post 73, tu ci scherzi ma una delle cose utili sul blog potrebbe essere e cmq lo è stata proprio attingere notizie logistiche, soprattutto per chi comincia a fare tornei fuori regione da poco. Io ad esempio per far fare un torneo FRP lontano ma sempre in regione(a ridagle con sti tornei che non servono a nulla come dite voi) sto cercando una sistemazione a Olbia per il 10 aprile. Ad esempio ho chiesto lumi per un possibile e probabile lemonbowl futuro e mi hanno detto che le sistemazioni in convenzione con il torneo se non si lasciano i riascaldamenti accesi la mattina prima di uscire la sera fa un freddo cane per cui chi porta bimbi piccoli a seguito che fanno parte della famiglia meglio trovare un Hotel nella zona. Altra cosa, mi piacerebbe sapere cosa succede se il proprio figlio esce a primo turno in un torneo eta, che tipo di accordi vengono fatti con gli Hotel, sei si è costretti a pagare tutta la settimana o solo quei giorni effettivi di soggiorno. Insomma da discutere ci sta sempre sul blog ma senza litigare e buttarla sul personale!
Stefano Grazia says:
Scuola? dai, asilo…
Lo sapete che in Australia, paese civilissimo, vige l tendenza di mandare i figli a scuola il piu’ tardi possibile , anche a 7-8 anni, perche’ e’ solo allora che sono veramente…’pronti’…
Comunque la mia e’ tutta invidia (non ti faccio un po’ di repulsione?) perche’ avrei voluto io, il piu’ delle volte, dover trascinare a forza il figlio fuori dal campo…
Ma in realta’ e’ anche vero che molte delle litigate avvenivano dopo che io,esasperato, chiudevo il training e allora lui, tardivamente pentito, si rifiutava di uscire, voleva a tutti i costi giocare, prometteva che non l’avrebbe fatto mai piu’, scongiurava di dargli l’ultima chance, quell’impunito. E a volte, lo devo ammettere, finivamo per cedere e avveniva il miracolo: il miglior allenamento del mese. A volte no. Peggio di prima. Ora la questione e’: quelle volte che per fare un allenamento perfetto di 2h siam dovuti rimanere sul campo 5h, abbiam fatto bene o avremmo dovuto venircene via perche’ cosi’ facendo, lo assicurano L’Innominabile e Nicoxia, vedrai che tempo un mese, sei mesi, 10 anni, avrebbe poi smesso …oppure, e’ andata bene cosi’ perche’ tecnicamente e atleticamente e’ perfetto e la testa, be’, la testa o la cambia o non la cambia, e alla fine ci penseranno alla Bollettieri, noi quel che dovevamo e potevamo fare l’abbiamo fatto. Il resto e’ nelle sue mani e nei suoi neuroni.
Stefano Grazia says:
No, no, non stavo mica scherzando…Comunque, che io sappia, a Trieste e PSGiorgio io ho pagato i giorni effettivi in cui sono stato…E cosi’ anche al Runng, che era un Nike e dove pero’ sono dei ladri e ho piantato una tignata di cui ancora mi vergogno e mi autorepello, tanto che alla fine la padrona si era messa a parlare in tedesco … Era,ovviamente, una questione di principio e siccome signori si nasce, e io modestamente non lo nacqui, alla fine avevo trasceso come un Innominabile di fronte a un federale qualsiasi … Fortunatamente mio figlio era lontano,immerso nel suo sconforto per la stesa subita da Mattia Rossi, e gli fu risparmiata una si penosa e imbarazzante immagine: suo padre che sbraita in italiano a una persona che si rivolge, in tedesco, al prossimo della fila … Pensate un po’ che SubComandante vi siete scelti …
vendola says:
Nella diatriba Stefano-Bogar sto dalla parte di Bogar. Non si può aspettare 9 anni se l’obiettivo è diventare professionisti. 5 l’anni è l’età giusta e da subito bisogna schiacciare sull’acceleratore, può non piacere ma è così. Sono d’accordo che la predisposizione naturale abbia un’importanza fondamentale ma parto dal principio che una bambina che a partire da 5 anni si sottopone ad allenamenti e sacrifici questa predisposizione ce l’abbia. Nel tennis i risultati purtroppo condizionano tutto, la voglia di continuare, il percorso e gli obiettivi.
Sono convinto che i sacrifici bisogna iniziare a farli dalla primissima età, piuttosto direi che è inutile insistere all’età di 14 15 anni se non si è in vetta alle classifiche almeno nazionali allora sì è inutile continuare a spremersi troppo, piuttosto un consiglio che darei ai genitori è quello di stare il più possibile defilati, purtroppo è meglio limitarsi a fare da banca e da taxista, lo so che è dura ma è così.
Stefano Grazia says:
vendola, io a mio figlio ho fatto prendere in mano la racchetta a tre anni e a 7 anni l’ho portato due settimane da Bollettieri e quindi gia’ nei sei mesi precedenti aveva cominciato a giochicchiare un’oretta con me quasi tutti i giorni …Quello che voglio dire in quella che assolutamente non e’ una diatriba e’ che a volte, sentendo i resoconti assolutamente entusiasti di Bogey e il suo informarsi su tornei e ranking, ci si dimentica che la bimba deve ancora andare alla scuola dell’obbligo…
Lo so che suona strano sentirlo dire da me che 3-4 anni fa dibattevo le stesse cose sul BraccoUbaldo show mi sembra anche con Freddo che si, ricordo, criticava il fatto che Quinzi allora si alzasse alle 6 del mattino per poter fare un’ora con il gruppo di Bollettieri… E allora aveva gia’ 11 anni …E noi a diure no, guarda che negli States si va a letto magari alle 19 ma svegliarsi anche alle 5 non e’ inconsueto (Be’, i bambini della Chevron a Lagos per battere il Traffico credo si alzino tutti alle 5-5.30, ogni mattina da Lun a Ven, si infilano nel bus e arrivano alle 6.30-7 a scuola…Io li vedevo arrivare quando con Nicholas, appena tornati a Lagos, anche noi per battere il traffico, ma provenendo esattamente dalla zona opposta, ci alzavamo alle 5.30, alle sei eravamo in auto e alle 6.30 eravamo sul campo…ancora col buio e non potevamo accendere le luci per non disturbare gli insegnanti che risiedevano boarding nella scuola…
Cio’ detto credo che a 5 anni tu debba gia’ avere la racchetta in mano MA CONTEMPORANEAMENTE fare almeno altri 4-5 sports …E onestamente di portare mio figlio a fare tornei in giro per l’Italia o la Sardegna non mi passerebbe nemmeno per la testa… Se c’e’ un sabato o una domenica nel torneo del circolo sottocasa, ok…Per gli altri, ne riparliamo a 8-9 anni…
L’esempio della bambina atleticamente predisposta e talentuosa a 9 anni che in tre mesi fatti alla Bollettieri, mattino e pomeriggio,puo’ recuperare il gap con una che comincia a tre, era ovviamente una metafora ma non credo sia impossibile … Certo, deve essere una atleta proveniente da altri sports… Pero’ il punto della questione e’ nella frase “Non si può aspettare 9 anni se l’obiettivo è diventare professionisti.”
IL FATTO E’ CHE NON SI PUO’ (non si potrebbe) A 5 ANNI AVERE GIA’ L’OBIETTIVO DEL PROFESSIONISMO (e neanche di far diventare il proprio figlio star dello spettacolo, medico o ninja, se e’ per questo).
Ovviamente si puo’ invece far fare tanti sport al proprio figlio per far si che lui a 14-16 anni eventualmente possa decidere di fare sia il professionista nello sport che nello spettacolo o andare invece al College. Per il ninja fortunatamente sara’ troppo tardi…
Mauro g&f says:
Stefano, Chiara è iscritta all’eta under 12 di Maglie e Roma, non andrò in Puglia, mia figlia ci andrà con il maestro ed una compagna. A Roma invece ci sto facendo un pensiero, vedremo.
nicoxia says:
Stefano,io la penso come Federico,a me piace il confronto costruttivo,mi sono accorto sicuramente per colpa mia che probabilmente sono banale che quì non è più possibile per ora visto come siete presi con le vostre diattribe,quindi continuo a leggere anche se velocemente e aspetto fiducioso.
bogar67 says:
Ringrazio Vendola. Stefano, hai riacceso una discussione tra specializzazione e polivalenza. Tu ed altri su questo blog sostenete la polivalenza ed è una cosa su cui mi trova pienamente d’accordo tanto è vero che mia figlia quando non è in Sat è in vasca a fare quell’allenamento intenso (non gioco) che Francesco Coach Gemelli se ho ben capito insegnante Isef sostiene. La mia bimba durante il fine settimana va in bici, d’estate il mare della Sardegna è bello e a parte giocare con le racchettine in acqua, nuota tanto, per il prossimo anno ho in mente danza. Questi sono gli sport che per ora posso far fare, qui vicino ci sta anche un campo di golf ma non penso sia utile al progetto. Andiamo invece all’obiettivo del professionismo: si ti confesso che è il mio sogno oppure la mia illusione, sarà il tempo e mia figlia a dirmelo. Ieri su super tennis tv, quella che criticate ma che in realtà è l’unica se non avete sky su cui vedere qualcosa di tennis (e non mi riferisco ai grandi tornei) ci stava un servizio sulle sorelle Williams durante la finale di wimbledon ed il padre (di cui tu spesso ricordi le capacità) affermava che il suo sogno si era materializzato. Stefano a quanti anni hanno inziato le Williams o suo padre a coltivare il sogno? Poi ci sono genitori che coltivano il sogno ma in realtà rovinano i figli, questo mi prometto di evitarlo!! Faccio ammenda del paragone portato da Mauro g&f e ti scrivo: io ho cominciato a coltivare il sogno come uno che costruisce la sua casa, ho prima visto se il terreno dove costruire questa casa era buono (non franoso), cioè se mia figlia era predisposta (diverso dal talento) a questo gioco, poteva anche non esserlo e non avrei mai scritto su questo blog. Poi considerato che a detta di tutti i conoscenti più o meno esperti mia figlia era predisposta e ci si poteva costruire la casa, ho cercato il materiale (sat) per costruirla ed il suo direttore dei lavori. Per trovare il materiale ed il direttore dei lavori non mi sono fermato a quello che mi veniva offerto più vicino ed anche a meno prezzo ma ho cercato il meglio o quello che io ed esperti ritenevono e lo ritengono per adesso uno dei migliori in giro. A questo direttore dei lavori ho dato il compito chiaro di cominciare con le fondamenta (mia figlia aveva 3 anni e 11 mesi) ed arrivare al settimo piano (11/12 anni), poi ci sarà qualche altro che arriverà all’8°/9 piano ed infine ci sarà se nel frattempo un colpo di vento (innamoramento di mia figlia, infortuni, disamore, scelta verso studi, altro sport, etc etc) non avrà fatto cadere il palazzo qualcuno che finirà il lavoro. Nello stato di avanzamento dei lavori, il mio compito di genitore è quello di sorvegliare, pur avendone fiducia, il direttore dei lavori e i muratori (collaboratori) affinchè il palazzo venga ben saldo e bello non solo di facciata. Spero che Mauro non me ne dolga se gli ho rubato l’esempio!!
Stefano Grazia says:
Bogar, perfetto. Solo che insisto: fino a 8 anni non vale la pena di dannarsi troppo per andare a cercare un torneo o preoccuparsi se non ti hanno segnato i punti per il ranking … Tutto qui.Spero che tu abbia capito il senso della mia critica che non e’ nemmeno una critica.
Nicoxia, Fede… No problem.
Stefano Grazia says:
Ah, dimenticavo: il golf e’ ottimo, invece…aiuta la concentrazione e anche la coordinazione. Certo, e’ meglio il calcio. Falla giocare a calcio, se puoi: nelle scuole americane il calcio e’ ormai quasi obbligatorio, come il nuoto e il baseball… Adesso Nicky non ci gioca piu’, da quando e’ alla Bollettieri, ma e’ un peccato perche’ giocare una partitella a settimana con gli amici, in un campetto allestito in quattro e quattr’otto, con le cartelle come porte,penso sarebbe perfetto…Certo, dopo i 14 c’e’ il rischio infortuni… ma da piccoli, alle elementari, io iscriverei mio figlio/figlia a una scuola calcio senza pretese, cosi’ da farlo divertire e contemporaneamente “muovere” … Poi, danza va benissimo ma atletica forse ancora meglio…Pero’, siccome nati non foste a viver come bruti, magari uno si diverte di piu’ a fare uno sport di squadra che gia’ il tennis di per se’ e’ solitario e difficile e all’inizio, quando lo devi imparare,una bella rompitura di maroni, diciamoci la verita’, rispetto a giochi come calcio, basket, rugby, baseball,pallamano o pallavolo…
Stefano Grazia says:
Dal Blog dell’Innominabile un altro attacco a cui mi tocca rispondere: rispondendo a Gus che trovava tempo e voglia di difendermi (e come lui ringrazio Pibla e Mauro), L’Innominabile scrive: “Ciao Gus, rispetto la tua opinione ma non la condivido assolutamente, spero tu possa fartene una ragione..
Anche perchè può esserti sfuggito il mio post dove ho spiegato le motivazioni (forse lo trovi qui in uno dei miei primi post) ma non possono esserti sfuggiti quelli di Stefano. Voglio dire se anche tu non hai sentito la puzza che ho sentito io beh allora che dire vuol dire che siamo molto diversi.. Tieni presente poi che io e Ted siamo gli unici ad aver passato un po’ di tempo con Stefano e guarda caso diciamo le stesse cose.. Un caso? Stefano ultimamente in un suo post ha scritto che su una trentina di mail spedite a vecchi amici ha ricevuto solo tre risposte? Rotti i pc? Come a me che sono burbero ignorante e maleducato mi rispondono sempre tutti, ci sarà un forse un motivo?”
Tralasciando le ultime righe che si commentano da solo, volevo solo sottolineare due cose: davvero si continua a non capire come abbia potuto chiedermi di aprire un blog con lui a dicembre 2010 se aveva provato immediata repulsione nell’estate 2008,si continua a non capire bene (e Gus lo spiega molto bene) la confusa contraddizione fra il fatto che gli sia simpatico il figlio ma non i genitori ma e’ il figlio che non avrebbe voglia di fare nulla e comunque di tennis Stefano zero (e allora? e’ per questo? se uno,ammesso e non concesso, non capisce un cazzo di tennis allora e’ una merda? E per fortuna che non ha detto che uno deve guadagnare 200-300000$ all’anno perche’ avevo la risposta pronta…), e soprattutto alla fine si cita Ted che la penserebbe come lui ma guarda caso, E LO POSSO PROVARE ANCH’IO, negli ultimi tre mesi mi ha inondato di mail dichiaranti amore, ammirazione e stima al punto da chiedermi prima di scrivere su tennis italiano e poi di fare un articolo/intervista…E questo solo 8 giorni fa… E siccome io in questi 8 giorni non ho ne’ scritto ne’ visto Ted, pero’…alla faccia…. E non sto nemmeno a raccontare come sia stato trattato Ted nel periodo che ha passato a Bradenton…
Niente, si commenta tutto da solo.
Andrew: “ragazzi, stiamo vicini a Madmax…”
SI, CERTO, STIAMOGLI VICINI, MA POSSIBILMENTE MAI DAVANTI E IN QUESTO CASO MAI CHINARSI SE VI CADONO LE CHIAVI…
gabri says:
Ok, basta…Il Blog è morto, nei campi e per le strade il Blog è morto…come dicevo ad Archie che mi invita ad essere più propositivo, che cosa dovrei fare? Ogni due settimane scrivo un articolo proponendo cose e fatti su cui discutere…spesso coi commenti cerco di proporre o riproporre argomenti e stimolare conversazioni… Agli attacchi personali io voglio avere il Diritto di Rispondere perchè altrimenti somatizzerei e invece preferisco dire quello che penso e non tenermelo dentro … Evidentemente un Ciclo è finito, evidentemente il Blog è morto… bisogna vedere se quando muore è per tre giorni e poi risorge
stefano grazia says:
Scusate, il post precedente era mio, non di mia moglie…
Mi autosospendo dal Blog, continuate voi, io scriverò agli amici che in una battuta avevo detto non mi rispondono mai …
Prima di andarvene vi indirizzo tutti, belli & brutti, su juniortennispro a cui fa spesso riferimento l’Innominabile :
Ora invece vi spiego perchè dovreste portarmi vostro figlio..
Post n°6 pubblicato il 18 Marzo 2010 da Juniortennispro
Semplicissimo perchè a differenza dei maestri e dei circoli ho
conoscenze che loro nemmeno si sognano e che sono fondamentali per poter dare il meglio ai vostri figli e soprattutto perchè non ho altri obiettivi che non siano quelli di insegnare a giocare a tennis in modo tale da poter raggiungere livelli molto alti.
Determinante poi il come posso dimostrarvi tutto questo.. Voi venite (o io vengo da voi, perchè per me non è importante il dove bensì il come anche se è chiaro che venendo voi da me i costi diminuiscono oltre ad avere tutto a disposizione palestra compresa, ma con il bel tempo va benissimo anche un parco giochi..) guardate chi e come alleno, come gioca chi alleno e poi prendete una decisione. E magari prima di prenderla fate anche un salto in qualche circolo a vedere come insegnano e come si allenano e giocano generalmente i ragazzi..
Diifferenti poi i costi in rapporto alla qualità di quello che poi mi chiederete, visto e considerato che non ci sono costi di associazione al circolo e via dicendo..
Ma il motivo più importante è che io do’ anche un servizio di coach itinerante e di consulenza, vengo da voi uno o due giorni spiego a voi e ai vostri sparring o maestri (quei pochi intelligenti che capiranno di poter crescere anche loro) cosa fare epoi sarete voi a farlo, dopo di che ci vediamo il mese successivo.. In pratica saprete quello che vi farebbe fare un grande coach e un grande preparatore giorno dopo giorno al prezzo di un week end…
Io lavoro in provincia di Bergamo ma come ho scritto posso spostarmi..
Per contattarmi scrivi una mail a juniortennispro@tiscali.it
AVETE COSI’ TROVATO CON CHI SOSTITUIRE QUESTO BLOG. Mi sembra tutto quello che Nicox, Fede,King of Swing, non credo Archie,ma sicuramente in molti cercano e,ormai lamentano, non si ritrova più su queste pagine. E’ vero, infatti. Io d’altronde non ho mai nascosto che i miei obiettivi erano lo scambio d’informazioni e il dialogo e non allenarvi i figli a metà prezzo.
Del resto, ne parlavo anche con l’Innominabile tempo fa quando ancora non lo repellevo, non è che non creda di non esserne capace: mi sono sempre vantato di non essere disposto a svendere il mio background culturale e sportivo e blah blah blah e che a volte mi rendevo conto, proprio come l’innominabile, che spesso in questo ambiente si è circondati da nani…
Ma come ho cercato di spiegare nel frainteso articolo dell’Avvelenata (tanto piaciuto però a Silvano Papi) il punto però è un altro…
Dice l’Innominabile che in Italia da tanto troppo tempo non si creano più campioni.
Condivisibile.
Dice l’Innominabile che in tanti troppi circolii Maestri sono scoglionati e che in tante trope SAT non si insegna davvero a giocare a Tennis ma si fa Babysitteraggio.
Condivisibile. ANZI: l’ho scritto per primo io BEN PRIMA che l’Innominabile facesse la sua apparizione.
Dice l’Innominabile che il Genitore è importantissimo.
Condivisibile. Da me sempre sostenuto e soprattutto, aggiungo io, nella sua funzione di ASSEMBLATORE di altri tasselli (coach, hitting partner, preparatore atletico, mental tutor) ma anche sul CAMPO dai 3 a 12 anni. Ed era questo che io riconoscevo all’Innominabile: che aldi là di tutto lui comunque anche più di me, costretto in Africa,si era affidato ai migliori professionisti a disposizione nell’area in cui viveva.
Dice però l’Innominabile che bisogna affidarsi a Coach Esperti che hanno ottenuto risultati e che guadagnano per questo 200-300.000Euro all’anno …E poi recentemente sembra offrirsi, non so se a pagamento o meno, come coach lui stesso.
E qui non mi torna bene il conto … Dove sono i grandi risultati che lui ha ottenuto? Il Torneo di Giussano, il Torneo Pro Patria?
No, lui dice: vedete come gioca mia figlia, tanto i risultati non contano…
Ma allora contano o non contano?
E i 200-300.000 Euro? Mi devo far allenare da uno che guadagna almeno 200.000 Euro o posso farmi allenare anche da Mad Max?
Vabbè, vi ho dato qualcosa su cui pensare…Io come ho detto mi autosospendo. Per almeno tre giorni. E poi vediamo se il Blog risorge.
bogar67 says:
è già qualche mese che sento sta canzone del blog morto, intanto in questa sezione di spaziotennis, appena Stefano tira fuori un articolo anche con argomenti tritati e ritritati arriviamo subito ad un gran numero di post. Sono sicuro che se ci fosse anche il contaletture vi accorgereste che moltissimi leggono ma non intervengono per cui proprio morto non è. Ho cercato in giro altri spazi web del genere tennis e nessuno scrive con questa frequenza o anima discussioni costruttive o distruttive con tale srdore. Certo questo andazzo di discutere a distanza con altri blog non aiuta anche il nuovo utente alla lettura.
bogar67 says:
Altra cosa, avendo io una bambina molto piccola, ho il tempo di vedere tutti quelli che si vantano e difendono posizioni dall’alto della loro grandezza, se questa difesa aveva un senso, se cioè le loro figlie diventeranno delle top ten e prometto inoltre di inchinarmi al genitore se già la figlia agonista riuscirà ad arrivare con tutto questo travaglio tra le top 100.
Archipedro says:
Vi ricordate quando dicevo che dr. Housegrazia, allora sub-Comandante, faceva bene a lamentarsi della passività e stitichezza di molti frequentatori di G&F, sempre pronti a chiedere informazioni ma poco propensi a condividere il proprio vissuto?
Ok, l’avete voluta voi… ora a voi tutti, genitori smidollati ed ignavi
lancerò l’anatema… che se questo BLOG dovesse, SIA MAI, morire per tre giorni e poi NON risorgere…
che a tutti VOI parassiti (mia nonna parlava dei picocchi, che mangiano e svergognano…)…
dicevo CHE A TUTTI VOI…
————–
FINE PRIMA PARTE: ORA DEVO PENSARE AD UN BUON ANATEMA…
Andrea Villa says:
Dopo aver letto tutti gli ultimi accadimenti, lascio anche il mio parere. Questo spazio di discussione è sempre stato interessante, pieno di argomenti molto coinvolgenti; spesso mi sono fermato a leggere e rileggere vecchi e nuovi post, per il puro piacere di farlo. Ora mi sembra che l’attenzione si sia spostata in una specie di ring dove fare a pugni, con continui attacchi personali, fuori luogo e veramente antipatici. Qui finisce il confronto, ed inizia la rissa verbale, d’altronde l’Italia è il paese delle divisioni, piuttosto che delle condivisioni. Tutte le persone che hanno aggiunto qualcosa in qualche modo hanno arricchito il blog che purtroppo ogni giorno mi piace meno.
Le diatribe personali sono stucchevoli, e non portano mai benefici a chi le combatte; ho letto qui e là vere accuse, colto colpi bassi, e subdole ripicche. Un peccato rovinare mesi di esperienze preziose, per i genitori, i figli, i maestri, i dirigenti. Francamente mi interessa poco conoscere a quale partito appartengano le persone che desiderano lasciare una testimonianza, anzi se sono lontane dalle mie offrono un’occasione impagabile per cogliere visioni diverse.
L’elemento centrale è sempre stato il tentativo di fornire un servizio, e sperare in un miglioramento, da parte di tutto l’ambiente; le persone non sono buone o cattive a seconda della parrocchia a cui fanno riferimento, sono i pensieri e le azioni a renderle tali. Forse questo aspetto per un attimo è stato accantonato, spero con le mie poche parole di aver lanciato un messaggio, non da maestro, da filo federale, da tuttologo, da medico, da giornalista: semplicemente da appassionato di tennis.
Archipedro says:
Andrea Villa, nemmeno io, che qui sono ormai (tristemente) noto come l’umile Archie, avrei saputo dire ciò meglio…
Archipedro says:
Andrea Villa, visto che sei nuovo e fresco… non ce l’avresti un solido anatema da suggerirmi, per spauricchiare questo manipolo di genitori svogliati…
Andrea Villa says:
“E’ proprio quando credete di sapere qualcosa che dovete guardarla da un’altra prospettiva.” Robin Williams da L’attimo fuggente
king of swing says:
Stefano Grazia
onestamente io lo farei allenare da Mad Max piuttosto che da Veneziani..senza offesa per Veneziani…
su quel punto dei 200-300 mila euro non sono mai stato d’accordo con Mad Max…dipende appunto dalla qualità della scuola agonistica…
con una scuola agonistica così scadente …è ovvio che i prezzi per i coach più esperti….per i preparatori atletici migliori…diventano più elevati…
mentre se vai in Spagna …un buon coach e un preparatore atletico valido …li trovi a cifre di molto inferiori…perchè la scuola agonistica lì è di grande qualità…
ok non avrai a che fare con il Piatti o il Catizone della situazione…ma quel coach e quel preparatore atletico…hanno il know now necessario per fare un lavoro di qualità..
vedo che Mad Max ha capito quello che volevo dire…ahahahahaha
Archipedro says:
Andrea Villa, e quello sarebbe un anatema?!
Genitori evanescenti di G&F…. “che nel distendervi nudi a Pasquetta sul pagliaio (…) vi buchiate il culo con un ago!”… ecco, partirei da questo tipo di punizione corporale…
Penitentiagite!
Puffo Onanista says:
King of the Swing… Ma tu l’hai mai vista giocare la Dauria? L’hai mai visto allenare Veneziani? Mad Max lo conosci di persona? Ma sai di cosa parli o parli tanto per dar fiato alle tue frustrazioni? E sempre dietro a dire: ah, se Bolelli avesse iniziato prima, ah se avesse iniziato prima la preparazione atletica…ma basta, s’e’ rotto il disco, ma trovati un lavoro, un hobby, va un po’ a fighe … A me sembri uno sfigato da bar sempre dietro a stramaledire gli arbitri, le donne e il governo … ti riempi la bocca di parole, la qualita’ della scuola agonistica, e poi dici di andare ad allenarsi da mad max…Che sara’ bravissimo con sua figlia, chissa’, ma e’ ancora tutto da dimostrare, mi sembra ….ma tu prima di scrivere su questo blog ti fai una canna e poi cominci ad avere le visioni? ma chi sei, cosa fai, cosa vuoi…ma lasciaci in pace, ma torna su ubitennis, su, anzi, ma scusa, ma vai a scrivere da mad max, cosa ci stai a fare qui che c’e’ Commentucci? E poi,ma ci sei mai andato in un Academy negli Stati Uniti? Ti leggo da tempo e non ho mai letto, dico MAI, un tuo commento non dico intelligente ma originale, tuo di tuo…solo la copia lagnosa e lamentosa di una tiritera che va avanti da mesi, franza espagna purche’ se magna …Due palle…
cesare veneziani says:
Volevo scriverci un aticolo, per la gioia del buon Ale, ma poi ho pensato che la tua room ha più cassa di risonanza. eh eh…
Oggi io maestro speranzoso i sono recato a colle diana per un rodeo under 14, dove con la mia collaboratrice abbiamo accompagnato otto bambini otto.
Il nostro circolo a pochi campi, la nostra scuola esiste da 3 anni, eppure ci siamo tolti qualche soddisfazione, nonostante le numerose sconfitte.
Ebbene, a un certo punto uno dei miei si trova al tie break del terzo. Dovevano arrivare a dieci, come si sono ripetuti e come abbiamo sentito sia io che la “dolce” mamma dell’avversrio. A un certo punto arriva il giudice e chiede il punteggio. 7-4 per l’altro.
Cosa fa il nostro uomo?
“E finita, ha vinto becherini…”
Io: “ma come? Guardi che…”
“ha vinto Becherini” dice il tipo.
Così il mio llievo ha perso senza neppoure sapere di avere un match point contro.
Sapete cosa ha fatto la madre dell’avversario?
Niente.
Chiediamoci tutti cosa faremmo in certe situazioni, e se qualcuno è onesto e volenteroso, con il 2materiale umano” giusto fra le mani può fare grandi cose. Che i campioni non rubano, su niente.
Per la cronaca io il giudice me lo sono schioppato, come diciamo burinamente dalle nostre parti, attirando solo rimproveri e occhiatacce del direttore del club e degli altri genitori.
Ma se c’è una cosa che odio, quella è la carenza di sensibilità, e per quella sarei disposto anche a farmi radiare dall’albo cui appartengo virtualmente e di diritto, a mio parere.
Notte amici, rimando a domani il prossimo artiolo che, vista l’ora attuale, probabilmente parlerà della mia sconfitta contro un ragazzo che l’anno scorso ho battuto solo per 63 al terzo…
Ma in fondo so ragazzo pure io…magari tiro fuori l’energia di riserva…
anto says:
Noi italiani siamo veramente dei saltinbanco…..è possibile che non si possa Mai dico Mai andare d’accordo su qualcosa……….è poi si critica il livello scadente della politica in Italia…….capisco che sia importante essere fermi sui propri principi, ma un pochino di flessibilità mentale non farebbe mai male…..In questo ultimo mese, sono stato impegnato assiduamente nella campagna elettorale di un candidato alla regione Lombardia, che stimo e conosco, l’impegno è stato intenso, ma la cosa interessante che mi ha colpito in senso negativo, è la pochezza verbale e l’impreparazione di molti personaggi che stanno cercando di essere eletti in queste votazioni…..Il paese Italia è veramente messo malissimo, a fronte di un 15% di persone preparate, vi è un 85% che non ha la più pallida idea di cosa andrà a fare……..persone che se dovessero gestire la propria azienda, fallirebbero nel giro di sei mesi, mentre nel caso dell’azienda stato, gestione oculata o non oculata, si cade sempre in piedi…..credo che un genitore che ha delle velleità per il proprio pargolo, debba gestire il figlio come un’azienda, non si può permettere spese inutili nel bilancio….parlando con un tecnico che sa di tennis……mi raccontava che ci sono migliaia di persone che sono attaccate al carrozzone tennis, che vanno avanti a vivere dignitosamente, non avendo competenze specifiche…..questo per dire che cosa……..che il Blog che in questi anni è stato sviluppato da Stefano Grazia & Company, è una cosa credo che abbia pochissimi eguali in europa, e noi cosa siamo capaci di fare, litigare, litigare, litigare, e fare beghe da cortile, a scapito di tutti quelli che amano questo blog, perchè ricordatevi bene una cosa, quelli che scrivono saranno qualche decina, ma quelli che leggono sono diverse centinaia di persone, e persone che hanno figli che giocano a tennis, e non utenti che non gliene potrebbe fregà di meno…….e tu Stefano grazia, hai delle responsabilità verso queste persone, non scordartelo, perchè hai messo in moto una macchina, e ora non puoi fermarla e parcheggiarla in garage, perchè qualcuno ti bucato le gomme…….
Pinot says:
O.T.
Ho visto la partita tra Bolelli e Riba, un adone contro quello che, entrato in campo, sembrava appena uscito da un’industria metalmeccanica lì accanto.
Che posso dire. I primi due games sembrava vedere un giocatore di serie A ed uno di serie B. Il Bole si esibiva in ogni tipo di colpo, diritto, rovescio, bello ad una mano, volè ed il buon Riba, circa tre metri e mezzo fuori del campo a rimandare. 2-0, 3-1, 3-6. Lo spagnolo da quella distanza si limitava a rimandare la palla sempre in top a dieci centimetri dalla riga di fondo o dalla linea laterale, mai un vincente ma nei punti importanti stava solo un metro dietro la riga, ed il buon Bolelli spingeva sempre più forte fino all’errore. Una cosa saltava agli occhi, a palle lontane lo spagnolo saliva anche sulle tribune, è anche rovinato addosso ad un giudice di linea, mentre Bolelli le seguiva con uno sguardo pieno di alterigia, quasi offeso… Al secondo set, con uno scatto di orgoglio, Bolelli ha messo in campo la differenza. 6-0. Inizia il terzo e Bolelli ricominciava a disegnare il campo, da par suo. Sul 40-15, lo spagnolo con ostinazione ed un po’ di fortuna si riporta sul 40 pari. Poi vantaggio Bolelli ed al Punto decisivo del game l’italiano spbatte fuori del campo lo spagnolo, destra sinistra, più forte, destra sinistra, e chiusura con volè di diritto incrociata…applauso…no…arriva come un fulmine il buon Riba che chiude il punto. Bolelli ha poi perso il game. Sono andato via…ho appreso successivamente che è finita 6-2 per quell’onesto operaio spagnolo, rematore da tre metri dietro la linea di fondo, che non si è lamentato neanche tanto quando su una palla importante di quel primo game del terzo, ha risposto fuori su una seconda del bole chiaramente out, ha continuato a remare. Inutile aggiungere che alla fine di ogni scambio il nostro Simone sembrava fresco e lo spagnolo affranto dalla fatica
francesco brancato says:
concordo pienamente con quanto dice anto,proprio ieri sera discutendo con mia moglie ,che non è italiana,riflettevamo su come siamo noi italiani amanti delle risse a tutti i costi.Il presidente del consiglio è un esempio emblematico..ma ovunque:condomini,comuni regioni,parlamento,tv ….la lite sembra che sia lo sport in cui non ci batte nessuno al mondo…anche qui nel blog se ne ha la conferma.
Domenica passata, al nostro circolo tennis, l’assemblea dei soci è stata interrota e rinviata per risse verbali senza l’approvazione del bilancio.
Stefano sei fondamentale per questo blog come lo eri nel precedente non puoi sparire nel nulla.Ignora i finti amici,i facciuoli (bellissima espressione che si usa da noi) le facce di bronzo, e vai avanti come sempre..
intanto a tutti ..continuiamo a parlare di tennis.. inizia Livorno ( a proposito in bocca al lupo Mirmidone per mariagrazia) Maglie ..
nicoxia says:
Anto,la politica è fatta dagli Italiani.Se fai un sondaggio e chiedi se l’italiano è influenzato dalla televisione il 90 per cento ti risponde si se gli chiedi se lui si fa influenzare ti rispondono di no,della serie per noi Italiani gli stupidi sono sempre gli altri.Pur rispettando Max,per onestà intellettuale non posso esimermi dall’esporre il mio pensiero.Max tu dici di seguire Alessia da 7 anni ma fino a 2 anni fa di tecnica per tua ammissione non ne capivi molto quindi hai fatto fare ad altri che non può essere Catizone visto lo stato di Alessia quando è arrivata alla Vavassori,mi è rimasto impresso il tuo commento quando l’hai rivista su you tube,l’anno scorso tu che hai una capacità di apprendimento molto veloce sei cresciuto e ti sei reso conto che anche la Vavassori non ti bastava e ti sei affidato a Catizzone che visto i progressi di Alessia sta facendo molto bene.Ora non ho capito la tua posizione,fai il manager di Catizone esportando i suoi programmi visto che tu ne fai uso,oppure ti sei inventato qualcosa di nuovo,sono sicuro che mi saprai dare una risposta soddisfacente e potrei essere il tuo primo cliente.Scusa avrei potuto chiedertelo privatamente ma non mi sarei sentito bene nei confronti dei compagni di percorso che stimo tutti indiscrinatamente.
Dr. Housegrazia says:
Continuate pure a far finta che io non ci sia…
Intanto ieri a Bradenton c’é stato un nubifragio, che ha spazzato via la Bollettieri… mio figlio e Gabri hanno dormito all’ambasciata…
…
Come, ancora nessun commento?!!!!!
Ecco, allora vedete che ho ragione io: nessuno mi legge più!!!
(ingrati ed anche un pò bastardi…)
Mauro g&f says:
Come sarebbe spazzata dal nubifragio, dormito all’ambasciata, racconta non farti pregare.
Moderatore sarà lei says:
Mauro: Ovviamente, DrHouseGrazia è una provocazione di Archipedro che finge di non ricordare che il Team Grazia in questo momento è unito nel bene e nel male a Lagos,Nigeria … Se poi vi siano stati nubifragi in Florida o Nigeria, questo non so … Bisognerebbe chiedere a Ted che sul suo Blog disertato da tutti si è ormai ridotto a dare le previsioni del tempo anche se solo sul torneo di livorno … E qui il Dr Grazia direbbe SCHERZO!!!!
Dr. Housegrazia says:
Maderatore sarai tu!
L’ambasciata ovviamente é quella americana a Lagos e loro volevano sarere se Nick era ancora vivo e vegeto, perchè dobbiamo avere indietro la caparra. Siete strani voi bianchi!
mauro istr.coni says:
…mi cadono le braccia, ma ci devo lavorare.Io proprio nn capisco dove nasce tutto questo livore.Non sono sicuro ma forse proprio io Vi avevo definito genitori “illuminati”, ero quasi tentato di offrire una riunione di “vaffantennis” presso “il mio” circolo , un week ad offerta libera per chi volesse parteciparVi ,giocando magari con i miei allievi pari età ,una cosa di cuore insomma…a me il “pensiero laterale” (@Anrea Villa -post 94)piace molto sono ancora un sognatore e mi piace lo sport tanto che il mio primo figlio gioca a calcio (6 anni) e dice ,che vuol continuare anche a tennis ma non ho nessuna ambizione tanto se avrà le qualità “quelle vere” credo proprio che sarei capace di vederle… lo sport prof. è un’alchimia varia, una combinazione chissà a quante cifre ,ed ancor più nel tennis: x Max e Stefano”NON FATE TUTTO QUEL CHE POTETE PERCHE’ CHI FA TUTTO CIO’ CHE PUO’ SOVENTE”
FARA’ QUEL CHE NON DEVE…”provate a farmi cambiare idea , a leggerVi ancora e molto umilmente a contribuire…Stefano io sono quello che diceva che i bimbi bisogna provare ad ingannarli per farli “lavorare” ,divertendoli.
e credimi in uno sport prettamente individuale nn è per niente facile…umilmente.
king of swing says:
puffo onanista
cambierò il disco…quando cambierà la musica…
io sono un appassionato di tennis…ti ringrazio per lo sforzo che fai nel leggermi da diverso tempo…
su ubitennis scrivo molto di rado…il mio punto di riferimento è il forum di tennisteen più che altro…un tempo era mymag…
questo blog lo seguo pure abbastanza devo dire…
ti ringrazio per l’interesse personale tra l’altro…di lavorare per fortuna lavoro…non sono un tipo da bar…delle donne sono innamorato…
però la mia passione è il tennis…ormai sono quasi 25 anni che lo seguo….
di castronerie ne avrò scritte parecchie negli anni da forumista…e ne continuerò di sicuro a scrivere…
difetti ne ho tanti…pregi solo qualcuno purtroppo..
che Bolelli ha problemi con gli spostamenti credo sia evidente a tutti…
dai test atletici Bolelli risulta mostruoso a livello fisico…
ma allora perchè si muove in quella maniera in campo?
è per sua natura…non ha il dono della mobilità?
Marco Panichi…Giovanni Catizone…parlano di un’inadeguata educazione alla mobilità per i bambini italiani…
ti ripropongo di nuovo la domanda…
Bolelli non ha il dono della mobilità o il problema sta nell’inadeguata educazione alla mobilità per i bambini italiani?
boh la verità forse sta nel mezzo…
Bolelli non sarebbe mai stato un fulmine…ma con una corretta educazione alla mobilità da bambino…a 20 anni non avrebbe avuto tutti quei problemi con gli spostamenti…
addirittura per Catizone con un lavoro “atletico” organizzato a partire dai 4 anni…in teoria Bolelli oggi sarebbe un fulmine negli spostamenti..
gli spostamenti…
se non mi sposto come si deve in campo…potrò mai difendermi al meglio?
Pinot parlava di Riba…che correndo a destra e a manca…facendosi un mazzo così…è riuscito a battere Bolelli che tirava bordate su bordate…
Marco Panichi…Giovanni Catizone…parlano di un’inadeguata educazione alla mobilità per i bambini italiani…
non king of swing…
Mad Max ha avuto a che fare con Catizone…io non ho mai vista sua figlia giocare…ma puffo onanista stai tranquillo che sua figlia ha svolto e sta svolgendo un’adeguata educazione alla mobilità…
l’avesse avuta in consegna Veneziani e il suo staff…non sarebbe stato così…
Dr. Housegrazia says:
Allora siamo con l’autista ad un semaforo nella periferia montana di Lagos ci stiamo trasferendo in centro dove si terrà il pomeriggio della Pasqua Africana che viene festeggiata come forse sapete una settimana prima di quella cristiana. Il nostro portatile prende il segnale a fasi alterne ora si ora no ora si ora no – no aspettate quella è la freccia dicevo rischiamo che questa connessione salti per via del virus che ha buttato giù tutti i principali server che vanno dall’Egitto al Marocco Nigeria e Corno d’Africa compresi. Non ho capito perché ma credetemi che è così come dice Woody Allen qui siamo condannati a morte e l’esecuzione è per le venti. Doveva essere alle diciannove ma abbiamo un buon avvocato pagato dalla compagnia. A proposito Bollettieri dice che i campi sono salvi peccato per gli edifici, ci tornerà metà della caparra, e metà andrà alla IGF Fundation non chiedetemi perché lui non discute sentenzia. E Gabri giù aprotestare ma siccome quando protesta va in confusione non si capisce niente del suo inglese. Ecco che il segnale scende di nuovo, ed è un peccato perché volevo dire xhe xxno xxxxnto xd xxxxxxxxpere xx xio xxxiuno xxx xlog, xxxete xxx xxx ce zzzzzz
Archipedro says:
Messaggio di servizio per Andrew.
Ho ricevuto una telefonata da Giorgio Errani, che è stato raggiunto via Skype da dr. Housegrazia (ma con voce ondivaga) per un’esigenza stingente. Tal Jennifer Lopez El Charro, ragazzina quattordicenne dal rovescio al fulmicotone, pare in quanto innamoratissima di Grazia jr rubacuori, avrebbe prenotato con una Visa prepagata del padre un volo Miami-Fiumicino, convinta di poter passare la Pasquetta a Cesenatico con la Canaglia (ha letto di nascosto il libro del comandante e sbagliato indirizzo). Si tratterebbe d’andarla a recuperare con il tuo furgoncino/camper, perchè il volo arriva a notte fonda, i taxisti sono in sciopero (devono smaltire gli arretrati di quando c’era Bersani), ed il papà di Sarita è via dall’Italia (dice al salone del tartufo bretone, ma con lui non si sa mai quand’é serio…). Una volta che avrai il pacco riceverai istruzioni. Ha aggiunto che sarai debitamente compensato (so che sei sensibile a questo argomento…).
Ok, se leggi questo messaggio prima di Milan-Lazio, e se sei a piede libero, mandami un MMS, così sono sicuro che sei tu e non uno che usa il tuo nickname…
Però muoviti!
andrew says:
no, dai, deve essere la primavera… o forse il lungo, interminabile inverno che ha avuto effetti devastanti sulla psiche di noi tutti…
siate forti e che il vaffantennis sia con voi!!!
Archipedro says:
Cosa vorresti dire con queste parole ambigue… niente furgone?!
giogas says:
Ho letto l’ultimo post due giorni fa rimanendo sorpreso per certi interventi, ebbene a distanza di 48 ore non sono più sorpreso.. sono allibito !! Considerato che si continua a divagare e a molestare “ l’utente” che si affaccia al blog per trovare concretezza, suggerisco a coloro che desiderano scrivere, di non lasciarsi trascinare dall’inganno di chi, sotto varie forme semina zizzania ed ha come meta la distruzione del blog per perdita di interesse o di collaboratori. Alcuni post sono mine vaganti la cui lettura provoca disagio. Non citerò la famosa frase del Foscolo che ormai tutti conosciamo “ l’urne dei forti ecc”, preferendone un’altra più attinente alla situazione “non ti curar di loro ma guarda e passa” (Dante Alighieri) chiedendo cortesemente a Mauro istr. coni, di rivedere la sua posizione al fine di trovare un momento di incontro utile per i nostri figli al di là dei rancori e incomprensioni.
mauro istr.coni says:
@giogas: io nn ho nessuna posizione da rivedere.Rimango a disposizione pur nn essendo il “Piatti”-”Sartori”-”Brett” o “Buzzelli – Catizzone” di turno…da qualcuno di loro ho imparato qualcosa, e magari anche da qualcun altro di alto livello che però nn nomino perchè poi si aprirebbero disquisizioni e giudizi su di loro…ripeto rimango a disposizione e se Qualcuno di G&F vuole ORGANIZZARE QUALCOSA, autorizzo la redazione al contatto tramite mail personale…solo che ambirei avere un clima sereno a casa mia, solo questo.
Per altro ho sempre scritto poco, ma essendo (per fortuna) impegnato in campo è lì che mi sarebbe piaciuto dare il mio contributo.E questo sin dall’inizio della mia frequentazione al blog (Ubitennis).Non vorrei guerre di religione, si tratta di sport e bimbi, che diamine!!!umilmente…
federico di carlo says:
Ciao Stefano,
le persone prendono posizione e si comportano nella vita per il 90% secondo metamodelli. Dal momento in cui una persona riceve la sua formazione riceve tra le altre cose anche una forma mentis. E quella ce la portiamo ovunque e cerchiamo di applicarla a qualsiasi cosa. Io vedo e parlo tennis. Ma quando sei circondato da post telenovelas o reality show like, mi passa semplicemente la voglia.
Archipedro says:
Mi han detto che questa mia generazione ormai non crede in ciò che spesso han mascherato con la fede, nei miti eterni della patria o dell’ eroe perchè è venuto ormai il momento di negare tutto ciò che è falsità, le fedi fatte di abitudine e paura, una politica che è solo far carriera, il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto, l’ ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto e un Dio che è morto, nei campi di sterminio Dio è morto, coi miti della razza Dio è morto con gli odi di partito Dio è morto…
Ma penso che questa mia generazione è preparata a un mondo nuovo e a una speranza appena nata, ad un futuro che ha già in mano, a una rivolta senza armi, perchè noi tutti ormai sappiamo che se Dio muore è per tre giorni e poi risorge, in ciò che noi crediamo Dio è risorto, in ciò che noi vogliamo Dio è risorto, nel mondo che faremo Dio è risorto…” (Francesco Guccini, 1965)
NEL BLOG CHE FAREMO, DR.HOUSEGRAZIA?
Gus says:
Stefano Grazia:
“su Gus ci avrei messo la mano sul fuoco ma … non vorrei avesse il contratto in scadenza…”
Perché ti diverti a provocarmi, vuoi vedere come sono quando mi trasformo?
Non siamo tutti uguali e quindi la delusione che provi verso quelli che ritenevi amici non la trasmettere anche agli altri. Anche le parole fanno male.
@Stefano Grazia:
“Bogar, perfetto. Solo che insisto: fino a 8 anni non vale la pena di dannarsi troppo per andare a cercare un torneo o preoccuparsi se non ti hanno segnato i punti per il ranking … Tutto qui.Spero che tu abbia capito il senso della mia critica che non e’ nemmeno una critica.”
Se ci sono tornei del gigietto in zona bene, altrimenti divertitevi e basta. Non sprecate tempo e denaro.
Marcello Lippi says:
Al dott. Grazia, un ricordino:
http://www.blogquotidiani.net/tennis/?p=1264#comment-43412
giogas says:
Ringrazio Mauro istr.coni. della puntuale precisazione e chiedo cortesemente alla Redazione la sua e-mail.
Grazie
Kill Bill says:
Torniamo al tennis.
Oggi a Firenze, ITF U 18 , inizia ” la strage degli innocenti ” ( leggasi i ragazzi Italiani ).
Da notare che nel tabellone principale ci sono di diritto 4 ( QUATTRO ) Italiani :
Cecchinato del 92
Colella 92
Eremin 93
Micolani 92 ( ultimo entrato )
3 del 92 e il 93 che ha abbandonato Tirrenia.
Gradirei un commento di Giorgio-Giorgio o di Roberto Commentucci sull’attuale sistuazione del settore giovanile italiano.
Mi piacerebbe anche sapere da i due federali se continuano a pensare che i soldi di supertennis ricordo €. 2.500.000 di rimessa annua non sarebbe stati spesi meglio in attività legate al settore giovanile.
andrew says:
mauroistr.coni…
se vuoi organizzare un vaff-raduno, io sono sempre disponibile, dovresti saperlo…
è sufficiente che tu lo scrivi qua… io con questo metodo ho fatto giocare Alessandro a varie riprese con i bimbi di Atti, Madmax, Archipedro, ClaudioTn e altri ancora…
Mad Max Dixit says:
Madmax Says (a proposito delle Sacre Letture del Genitore del Tennista):
gennaio 27th, 2010 at 19:28
In realtà esiste un libro che permette di evitare tutte queste letture:
G&F, un po’ lo si trova su Ubitennis un po’ qui!!
mirmidone says:
@ Francesco Brancato – post # 101
Grazie per l’ “in bocca al lupo”.
Posterò un resoconto alla fine del torneo.
Ciao a tutti
Roberto Commentucci says:
Kill Bill, eccomi qua, precisando che queste sono mie osservazioni fatte a titolo personale e che non sono autorizzato a parlare a nome della Federazione.
Io non ho mai visto giocare Eremin, nè Cecchinato, non li posso giudicare.
Ho visto più volte Colella e una volta Micolani. Secondo me a livello junior sono più che discreti, sebbene non siano dei campioni predestinati.
Colella ha buon fisico, palla discretamente pesante. Deve credere di più in se stesso. La scorsa settimana al CT Eur ha battuto il n. 500 Atp, lo svedese Goransson, per poi perdere da Bellotti, un italo-austriaco del ’91 (un anno più grande) che è di buon livello e che per poco non batte Giorgini, 300 Atp, il giorno successivo. Colella ha giocato bene con Goransson, male con Bellotti. E’ ancora molto bambino di testa ed è giusto che per ora giochi alternando juniores a pro. A livello junior, sulla terra, per me può essere parecchio competitivo.
Micolani è impostato molto bene sul piano tecnico nel servizio (molto bello) e nel diritto, mentre sul rovescio deve ancora lavorare: è passato da pochi mesi dalla presa bimane al rovescio ad una mano. Deve soprattutto irrobustirsi, è ancora troppo leggerino, ha pochi muscoli. Ma anche lui a livello junior può fare bene.
Sebbene al Centro di Tirrenia ci siano molte cose che si possono migliorare (ad esempio, aumentare le occasioni di interazione e allenamento fra i ragazzi e i pro di medio livello), esistono molti problemi anche nel lavoro che viene o non viene fatto fuori da Tirrenia: molti ragazzi che continuano a stare con i loro maestri a casa loro non lavorano bene.
Fioravante, ad esempio, un ’90 che due anni fa faceva semi nei futures, in 2 anni al CT Napoli non è progredito di un centimetro. Ma ciascuno vuole legittimamente fare di testa sua, anche perché finora il nuovo Centro di Tirrenia ha poco prestigio, poco richiamo e poco ascendente, avendo prodotto per ora poco (ma un Trevisan e un Fabbiano, ad esempio, sono stati impostati molto meglio di un Fioravante, mia opinione).
Posso dirti comunque che il nostro settore giovanile non si esaurisce qua.
Ci sono anche altri due ’92 che, sulla base delle dolorose esperienze passate, hanno giustamente abbandonato il circuito junior e fanno solo tornei pro: Gaio e Miccini (ok, certo, quest’ultimo non un prodotto di Tirrenia, ma comunque seguito dalla Federazione); sono per era meno quotati dei vari Tomic e Bhambri, ma possono diventare due buonissimi professionisti.
Mi parlano discretamente bene, fra i ’93, di Federico Margini, ma non lo ho mai visto.
Io personalmente poi vedo molto bene due ragazzi del ’94 (Maccari e Palma) e due del ’95 (Napolitano e Donati) che stanno iniziando a farsi le ossa nei tornei juniores.
Il vero buco nero è fra i ’90 e i ’91. Lì ci sono stati problemi ed errori, ma anche materiale umano di non elevata qualità. Ora abbiamo “acquistato” questo Bellotti (che è di nazionalità italiana, è nato e cresciuto in Austria, ha litigato con la sua Federazione e da inizio anno gioca per l’Italia), vedremo cosa ne esce.
In conclusione, ripeto per l’ennesima volta: la scelta strategica del canale televisivo è una scelta che va valutata nel lungo termine. Se ne riparlerà fra 2 o 3 anni, quando la tv sarà sbarcata sul digitale terrestre su tutto il territorio nazionale.
A quanto mi consta, gli investimenti nel settore tecnico non sono calati per via della tv, che è stata finanziata con risorse aggiuntive. Poi, certo, è fisiologico che i tecnici o i maestri, a cui poteva ipoteticamente e potenzialmente andare, in via diretta o indiretta, una parte dei soldi destinati alla tv, non ne siano contenti.
Ma bisogna cercare di valutare le cose in una prospettiva di lungo termine e dare tempo alla tv di esprimere appieno le proprie potenzialità in termini di promozione.
Poi fra qualche anno si giudicherà, e sarà un giudizio complessivo, di carattere politico-strategico.
simplypete says:
Roberto….
è dura,…. Gaio visto al bonfiglio mi è piaciuto, Miccini mi sembra che ha grandi problemi di mobilità se li risolve forse, Colella mi dicono che giochi bene ma sia leggero, Napolitano e Palma etc ….vedremo mi sembrano un po’ troppo giovani, per dare giudizi, Donati sembra che cresca poco sperem; dai pochi video visti Quinzi e Baldi crescono bene, insomma qualcosa c’è ma c’è da aspettare 3/4 anni almeno
Kill Bill says:
Roberto,
guarda che non critico i ragazzi che sicuramente danno il meglio di loro stessi.
Ma i 92 non è un pò tardi per fargli fare le qualy nei tornei ITF U 18 in giro per il mondo ?
Accanto ai 94 Maccari e Palma non si potrebbe allargare un pò il numero e portare in giro che so …. Perinti, Compagnone, Teodori o qualche altro ?
Non ti pare che puntare solo su Napolitano e Donati del 95 sia un pò poco ?
Prendiamo i due del 95. Sono a fare i tornei U 18 ITF in giro per il mondo.
Sicuramente a livello esperienza e classifica ne avranno dei benefici. Bene. Sono i più forti e lo meritano. E’ anche anni però che fanno un attività che nessun altro può fare. Gli altri difficilmente copriranno il gap con questi in breve termine. Non ci lamentiamo se poi un’ altro del 95 se ha la fortuna ( la disponibilità economica di resistere per anni ) matura tardi.
Alla fine delle annate 94 e 95 abbiamo puntato ” veramente ” su 4 elementi, bravi quanto vuoi ma 4.
Non ti sembra che proprio in prospettiva lungo termine devi dare possibilità ad un numero maggiore di ragazzi di crescere, almeno fino a gli U 18 ?
Il motivo per cui questo non si faceva era per la mancanza di soldi. Ricordi…. i francesi hanno il Roland Garros e noi no.
Poi però ci permettiamo di spendere milioni in un canale televisivo.
Non era meglio concentrarsi nel fare dei giocatori e poi pensare a vendere il prodotto ?
simplypete says:
kill….che dire tutto giusto, ma forse è troppo difficile capire da lassù…
Roberto Commentucci says:
Veramente non si è puntato solo su 4 giocatori delle annate ’94 e ’95. Ci solo due tipologie di aiuti federali kill:
quelli che stanno a Tirrenia, e quelli che scelgono di restare con i loro coach, pur beneficiaando degli aiuti federali. Se sono nel giro federale anche loro vengono aiutati.
Quindi il giro è un pò più ampio. Fra i ’94 ad esempio c’è anche Mastrelia, oltre a quelli che hai detto tu.
Io però credo che sia soprattutto la base di quelli che cominciano, a 7-8 anni, che sia troppo esigua. E’ lì che si deve alllargare. E per farlo serve la tv.
Mio parere.
Roberto Commentucci says:
E ancora: i 92 Colella e Micolani fanno le quali under 18 perché hanno giocato relativamente poco juniores e molto di più a livello futures pro, sebbene forse non fosssero ancora del tutto pronti.
La loro classifica juniores è insomma bugiarda, valgono di più.
nicoxia says:
Mauro istr. la location dove potrebbe essere,io e Simply ci incontriamo a Montecarlo a trecento metri dai campi la location è di Simply io sono ospite.Prova a dare una data e il luogo.
Mauro g&f says:
Bellotti era venuto alla ribalta per via della wc acquistata dal padre per un 30.000$ mi pare, pagata 10.000 euro e ripagata da bellotti superando due turni, di cui uno con Piccari.
Roberto, segnati poi questo nome, Marco Porcu del 94 che si sta allenando da Aldo Russo a Napoli.
Mauro g&f says:
Mirmidone, tua figlia ha giocato con la compagna di circolo e allenamenti di mia figlia, cosa ne pensi al di là del risultato?
Dai testi atletici fatti dalla federazione, è risultata la migliore in assoluto e si dice che non si vedevano risultati così dai tempi della Schiavone.
anto says:
Vi voglio raccontare una picola chicca……ero a cena qualche settimana fa, con un ex-dirigente di una squadra di serie c1, dove ha militato per un anno l’interista Balotelli…….ebbene questo si presenta in ritiro per partire con la squadra destinazione Padova, in bermudoni e infradito……l’allenatore si incazza e lo rispedisce subito a casa……a cambiarsi……..questo dirigente (con la passione del tennis) ha avuto modo di osservare Balotelli allenarsi……fisico da paura, test atletici eccezionali………nelle movenze gli ricordava un Gael Monfils più potente….ebbene….lui mi ha detto che se questo ragazzo fosse stato instradato al tennis, adesso ci ritroveremmo un top 10 italiano…..
bogar67 says:
Ieri si è fatti altro torneo del gigetto FRP, non vi sto a raccontare perchè dite che non servono a nulla, intanto però ho conosciuto il papà di un bimbo under 10 (giocava però solo sorellina 2003) che mi spiegava ad esempio come suo figlio era stato invitato ad un torneo giovanile in Croazia oppure ancora come aveva avuto dalla ttk un contratto di 4 anni sul vestiario oppure ancora dove alloggiava le due settimane che suo figlio è andato alla Sanchez Casal. Mi diceva che suo figlio ha iniziato da quando ha iniziato a 5 anni non ha mai cambiato maestro etc. I torneo del gigetto frp tecnicamente non servono a nulla ed è tutto lasciato alla viva il parroco, anche ieri sul calcolo punteggio ne ho visto di cotte e di crude, però servono ad allargare gli orizzonti di conoscenza di noi genitori.
pibla says:
Ieri pomeirggio, ho passato un paio d’ore a Livorno, primo giorno di quali.
Sono andato via quando stava iniziando a giocare credo la figlia di Mirmidone, mi pare, ma non sono certo, di averla riconosciuta dalla foto dell’altro giorno, una bambina molto simpatica e decisamente cresciuta rispetto a quella foto, naturalmente, non avendo ancora letto i commenti in cui illustravate i bambini delle foto non avevo capito chi fosse fino ad ora, peccato ci avrei dato un’occhiata volentieri, come è andata???
Nel primo giorno di quali c’è un pò di tutto, da un livello già molto buono ad altri così così, ma è naturale, si vede comunque che il livello del torneo è mediamente molto buono.
Dai tabelloni con l’abbinamento dei campi io non sono riuscito a capire moltissimo, mi è parsa interessante una ragazza riccioluta che si potrebbe (???) chiamare Caso e comunque in generale bella atmosfera da Torneo e frotte di ragazzini a zonzo per il circolo….
Francesca Brancato è tds n. 2 delle quali e giocava stamani.
In settimana non credo riuscirò ad andare, spero di tornare sabato o domenica prossimi, comunque proverò a seguire un pò di risultati.
mirmidone says:
@ Mauro g&f
Devo dire che la Mone è molto migliorata da quando mia figlia la incontrò a Dorgali per un Nike due anni e mezzo fa (allora finì 6-4/7-6 per la Mone su un terreno in cemento molto veloce, caldo torrido e tifo da stadio).
E’ piuttosto alta per la sua età, si muove bene con buoni recuperi; sa cambiare il ritmo del gioco ma ha pure buoni colpi di attacco; è abbastanza solida e “dulcis in fundo” è pure molto simpatica (il che non guasta mai!).
Sicuramente Mariagrazia ha sofferto la sua capacità di muoversi rapidamente e di trovarsi sempre bene a colpire la palla.
Ultimo dettaglio : quando gioca mia figlia (non so se è lo stesso per voi) non riesco mai ad essere lucido nell’analisi e devo sforzarmi successivamente (come ho fatto adesso) per trovare elementi “oggettivi” di valutazione
Questa passione mi sta ottenebrando la mente …..
mirmidone says:
@ Pibla
Mia figlia Mariagrazia era la prima da destra nella foto iniziale (capelli lunghi e biondi).
Il risultato non è stato positivo ma, dopo aver digerito la delusione iniziale, ne ho tratto (anche grazie ad osservatori meno coinvolti emotivamente) alcuni spunti su cui lavorare (duramente, molto duramente….) nel prossimo futuro (appena rientrati a casa).
Grazie comunque per il simpatico interessamento.
pibla says:
Mirmidone, complimenti, hai una figlia molto dolce e simpatica, la osservavo prima del match, in compagnia delle amiche, davvero tanta roba, se avessi visto l’incontro sapendo chi era non so se sarei riuscito a frenare un ridicolo tifo da stadio, meglio così….
Comunque quella Caso di cui avevo scritto ha poi perso oggi in tre set, non sono ancora sicuro si chiami così, comunque una ragazza con un rovescio ad una mano davvero notevole.
E poi vedendo i risultati molto buona una ragazza con wc che ieri ha vinto 6-0 6-2 ed anche oggi ha passato il turno, picchiava davvero tanto.
Kill Bill says:
mi arrendo……..
simplypete says:
Sono scarso in matematica, ma due conti li so fare 2.500.000/200 fa 12.500€ a testa a 200 under cioè una decina per regione ed il bilancio federale tirerebbe fuori gli stessi soldi che tira fuori adesso, risultati 200 under potrebbero fare attività internazionale ogni anno, forse tra tre o quattro anni avremo 10 o 15 giocatori da challenger sui 18 19 anni magari ne uscirebbero 3 o 4 da top 100……ok mi arrendo anch’io
Nicola De Paola says:
Concordo pienamente con simplypete. Supertennis allargherà solo la voragine che ci separa da Spagna e Francia (per fare esempi geograficamente vicini),e non la base di praticanti che iniziano a 7 anni. Solo un campione può sponsorizzare il tennis a tutti i livelli. Ebbene va costruito investendo sul settore tecnico. Non sarà un canale “arruginito” a farlo al suo posto. Perchè siamo praticamente gli unici al mondo a fare un investimento del genere? Neppure quegli sprovveduti (parola di Murray) della LTA sono stati così ingenui! Se di ingenuità si tratta,e non vado oltre.. Un privato non avrebbe mai intrapreso questa strada e,se da sbronzo l’avesse fatto,avrebbe già chiuso. Mi arrendo con stile..
bogar67 says:
però se supertennis creasse profitto tramite pubblicità e sponsor da investire sui giovani non sarebbe male! Credo che un canale televisivo all’inizio abbia ovviamente delle spese, se invece continuasse ad avere solo spese avreste ragione da vendere, meglio investire soldi in maniera diversa come ad esempio nell’esempio
di simplypete.
mauro istr.coni says:
Per chi è interessato, ribadisco che Vi ospiterei volentieri.L’organizzazione la lascio a Voi proponotemi un paio di week end a Vs, scelta.Coinvolgete chi può fare da PA, io magari palleggio, faccio giocare in campo(insieme a qualcuno di Voi nn c’è problema), organizzo un mini tabellone per i due gg., il ristorante e ovviamente i miei campi (in terra rossa).La località è tra Bg e Vr.
Non ho preclusioni per nessuno, ma siate buoni se potete tutto il resto è vanità…umilmente.
king of swing says:
Supertennis è un canale inutile a mio parere…sono soldi sprecati…o per lo meno non sono utilizzati per lo scopo che vorremmo noi appassionati…cioè per lo sviluppo del nostro movimento tennistico…servono a far sviluppare altre cose…
certo se qualcuno dei nostri ragazzi dovesse arrivare tra i top ten…questo canale avrebbe un boom…
ma se dovesse succedere una cosa del genere…cioè avere finalmente un top ten…il boom ci sarebbe lo stesso per il nostro movimento tennistico…senza bisogno di un canale televisivo…
purtroppo questo canale c’è…e l’attuale dirigenza di sicuro non lo chiuderà…
io però fossi della FIT una cosa la farei…e volendo la possono fare..
cioè eliminare i PIA…
diversi sono già stati fatti fuori perchè non rispettavano le regole…io li farei fuori tutti…
i soldi che si risparmierebbero…che credo sarebbero parecchi…li utilizzerei per i centri periferici…per migliorare la qualità di questi centri…per un direttore tecnico di spessore per il centro di Tirrenia…e per un guru della preparazione atletica…
se l’obiettivo è quello di produrre un top ten…è questa la strada che si deve percorrere…
grazie ai centri periferici si potranno seguire un numero maggiore di ragazzi…
Roberto Commentucci says:
Ragazzi, dai non fate così, non arrendetevi.
Cerco di spiegarmi meglio.
Il bilancio della Federazione è di circa 20 mln. di euro. Di questi, meno di 3 vanno al canale televisivo. Le voci di spesa relative al funzionamento della macchina amministrativa sono in calo costante da anni. Quindi si sono liberate risorse da investire che non sono state sottratte al settore tecnico.
Un bilancio deve rispettare una serie di equilibri fra le varie voci:
settore tecnico, promozione, settore arbitrale, commissioni, macchina amministrativa, etc. Non si può dare tutto a una cosa e 0 all’altra.
Da un confronto internazionale è emerso che in Europa spendono più di noi per il settore tecnico solo Fancia e UK, che ovviamente hanno Roland Garros e Wimbledon e quindi hanno un bilancio che è 5 volte quello della FIT.
Noi spendiamo per il settore tecnico all’incirca gli stessi soldi di Spagna e Germania.
Il problema è che loro hanno maestri di base più capaci, maggiore cultura sportiva nei ragazzi, meno ostacoli dalla scuola, reclutamento più efficace e soprattutto un contributo più consistente dagli sponsor privati. Inoltre, hanno uno stock di infrastrutture (impianti) migliore del nostro, specie in Germania, dove anche grazie agli investimenti dei Lander (le loro province) ci sono la bellezza di 48.000 campi da tennis,mentre noi ne abbiamo circa 10.000.
Dobbiamo recuperare il gap nell’addestramento di base (i PIA, nati con questo obiettivo, hanno effettivamente funzionato solo in parte) e allargare la base dei praticanti, migliorare la qualità del reclutamento, attirare anche noi i fenomeni atletici alla Balottelli. A questo serve la tv.
Da quando c’è Supertennis, l’offerta complessiva di tennis in tv è aumentata, e la platea di persone che seguono il tennis è pure aumentata.
I tesserati agonisti under 18 sono aumentati ogni anno negli ultimi 7 anni, e a mio avviso aumenteranno ancora,anche grazie alla tv.
Non so se la Tv sarà una scommessa vinta. Dico solo che è troppo presto per dire che è stata persa. Tutto qua.
Nicola De Paola says:
Io non l’avrei fatto,dico solo questo. Con quei milioni avrei aiutato i ragazzi. Oppure progettato un academy alla Bollettieri. O ancora cercato di ripristinare l’atp di Milano,magari creandone un altro a Napoli. Ho scritto così,le prime stupidagini,che mi venivano in mente solo per dire che in Supertennis non avrei investito. Secondo me non serve. Però Roberto,se un giorno diventerai presidente fit io ti appoggerò. Lo dico per farti capire che mi fido del tuo pensiero anche se,in questo caso,ne ho uno diverso.
mirmidone says:
Congratulazioni a Francesca (Brancato) ed in “bocca al lupo” da tutti noi.
Forza e coraggio !
bogar67 says:
un kit racchetta gialla per frp costa alla Sat 15 euro, così diceva un presidente di circolo, ogni volta che devi organizzare un torneo paghi 500 euro. L’altro fine settimana, a proposito anche dell’ultimo articolo scritto da Andrea Villa ho assistito alcune gare di quarti di finale di tornei under 10/12/14 e 16, vi era una serenità incredibile, genitori e maestri seduti e calmi ad assistere pur con risultati in bilico e sapete perchè? dai quarti di finale il circolo dove ci sta la mia sat per fare le cose per bene ha chiesto arbitri alla Fit, ogni arbitro costava 28 euro (al giorno), alla fine 300 euro spesi ma almeno sono serviti a qualcosa. Io vengo dalla FIGC avendo fatto l’arbitro di calcio per tanti anni, secondo me in FIT le cose si possono fare bene, solo che spesso noto (e sono appena all’inizio) un’incompetenza e una superficialità che lascia veramenete di stucco!!
Tennista per caso says:
questi gli incontri di oggi a Maglie …
Virginia GIUSTINI [ITA] -[ITA] Camilla MORONI
Anna PHILP [GBR] -[ITA] Cecilia CASTELLI
Stefania PICARDI [ITA] -[GRE] Aspasia AVGERI
Vera SUBYECI [GER] -[ITA] Rosellina MASALA
Valentina SOTTILE [ITA] -[ITA] Anna TURCO
Eleonora PALUMBO [ITA] -[ITA] Rosanna MAFFEI
Diane FRIEDRICHS [GER] -[ITA] Chiara PUSCEDDU
Clara PSCHEIDT [GER] -[ITA] Debora GINOCCHIO
Arianna CAPOGROSSO [ITA] -[GER] Hannah REICH
Martina PRATESI [ITA] -[RUS] Kristina KISLYAK
Flaminia GRASSI [ITA] -[ITA] Giulia Alessia MONTELEONE
Yana KOCHNEVA [RUS] -[ITA] Letizia GUSSETTI
Mattia BEDOLO [ITA] -[AUT] Bernie SCHRANZ
Alexandru Vasile MANOLE [ROU] -[ITA] Luca PREVOSTO
Riccardo BALZERANI [ITA] -[ITA] Stefano BATTAGLINO
Stefan Peter HAMPE [GER] -[ITA] Federico GAIO
Filippo MORLACCHI [ITA] -[ITA] Giuliano BENEDETTI
Konstantinos STYLIANOU [CYP] -[ITA] Gian Marco MORONI
Nikita PARFENOV [RUS] -[ITA] Lorenzo BATTISTA
Filippo MORA [ITA] -[ITA] Tommaso SCHOLD
Andrea GUERRIERI [ITA] -[ITA] Paolo VALLEFUOCO
Giovanni FONIO [ITA] -[CYP] Giorgos KONSTANTINOU
David CORELL [GER] -[ITA] Enrico DALLA VALLE
Tan ACAR [TUR] -[ITA] Giovanni Battista MORELLO
in bocca al lupo a tutti !!
Mauro g&f says:
Riporto qui la mia risposta A Federico Di Carlo su un articolo di Andrea Villa che credo sia argomento per il nostro blog.
:Federico, tu dici:
La mia esperienza mi dice che dietro le manfrine dei genitori si nascondono le LORO ambizioni e che i bambini non sono altro che un mezzo per ottenere una rivincita di quello che non sono stati capaci loro stessi.
Io ti dico, mi sembra che a volte scoprite l’acqua calda, guarda che lo stesso discorso lo fanno tutti i genitori negli altri settori della vita, che sia una laurea in medicina o un concorso di bellezza o nello sport.
Non ci vedo nulla di male in questo è nell’ordine delle cose.
Il genitore desidera il meglio per il proprio figlio, ma l’obiettivo nasce dal conosciuto, dal vissuto del genitore che vede il figlio come strumento di evoluzione. La razza umana si è evoluta in gran parte così, i figli hanno fatto meglio dei genitori e proseguito e completato le cose di quest’ultimi.
Diverso è se questo obiettivo evolutivo viene perseguito “costi quel che costi”, allora si scende nel patologico e nell’egoismo più bieco.
Piuttosto permettemi allora una provocazione, perché uno fa il maestro di tennis, quali sono le sue motivazioni i suoi scopi, tutti per sano altruismo?
Smettiamola quindi di puntare il dito ed interagiamo per il bene dei nostri figli e allievi sapendo che dobbiamo comunque dargli un indirizzo, un obiettivo, dei motivi per canalizzare le loro risorse.
federico di carlo says:
La mia risposta a Mauro sull’articolo di Andrea Villa:
Mauro,
tu hai dato la vita ai tuoi figli ma la loro vita non è tua. Sono loro che devono scegliere quello che vogliono fare della loro vita e dare importanza a quello che vogliono. I figli devono essere amati per quello che sono e per quello di buono che portano in se, e NON se e perchè assecondano i tuoi desideri e le tue aspirazioni come genitore. Non lamentiamoci poi se i figli sono svogliati, mancano di motivazione e di carattere. Siamo noi genitori che li rendiamo tali quando li obblighiamo a fare delle cose soltanto perchè pensiamo che sia il loro interesse. Ti posso garantire che i figli sanno i propri interessi molto meglio di quanto possano immaginare i loro genitori. Ricerche hanno evidenziato che un bambino già a sei anni ha il 75% del proprio carattere già ben definito. Gli indirizzi e gli obiettivi li scelgono i ragazzi. Tu puoi offrirgli stimoli, paventare alternative e seguirli, ma non puoi indirizzare la scelta perchè in quel caso le decisioni le prendi TU. E non puoi chiedere a nessuno di essere responsabile per una scelta che non compie lui medesimo. Senza responsabilità non esiste volontà, impegno, motivazione.
Archipedro says:
Federico, non volertene, ma non rispondo né qui né sul blog di dr. Max alle tue considerazioni “inconferenti”. Per il semplice fatto che nulla hanno a che vedere, le tue generiche affermazioni, con la costruzione precoce d’un agonista a partire dalla giovanissima età. Processo di natura soggettiva, applicabile solo in presenza di determinati requisiti di fondo, che richiede grande competenza, lungimiranza, responsabilità. Su questo terreno ricette valide per tutte le stagioni, da salottino televisivo, non ce ne sono, non quando si opera ad un certo livello. Con tutto il rispetto, preferirei che prendessimo atto della nostra distanza, affinché non si debbano puntualizzare le ovvietà.
federico di carlo says:
Archipedro,
la nostra distanza di veduta è ovvia e dipende da due vedute generali:
1) tu parti dal presupposto che un figlio nasce predestinato, per volere del genitore a dover fare l’atleta, mentre io ritengo che questa sia una scelta libera ed indipendente del figlio;
2) tu ritieni che applicando determinate metodologie di allenamento otterrai determinati risultati mentre io sostengo che puoi controllare il programma, l’impegno e la volontà ma non puoi controllare il risultato.
Detto questo non vuol dire che l’una veduta sia più corretta dell’altra e non mi sembra che pur nella differenza di vedute si sia mai scaduti nell’altrui rispetto della persona. Il mondo è bello perchè e vario e la gente pensa in modo differente.
Archipedro says:
Federico,
il problema è che tu INTERPRETI il mio pensiero, e poi lo banalizzi. Preferirei, nel massimo rispetto reciproco, che evitassi tutto ciò. Così possiamo coesistere senza problemi. Ed io evito di togliere qui spazio ai genitori di veri figli tennisti, con veri problemi tennistici…
“un figlio nasce predestinato, per volere del genitore a dover fare l’atleta”: MAI DETTO, NEANCHE UN PO’!!!
Io INVECE affermo:
TUTTI gli essere umani sono NATURALMENTE selezionati ed adattati alla velocità, ai lanci, alla coordinazione perché ORIGINARIAMENTE progettati per SOPRAVVIVERE in base a questo. Usain Bolt è il pronipote di generazioni di grandi cacciatori, i migliori africani importati con la schiavitù a raccogliere lo zucchero nelle colonie… Ma i bambini, non so se l’hai mai notato, GIOCANO, e nel giocare fanno SPORT. Io do un METODO RIGOROSO a questo PROCESSO, strutturandolo quanto basta, e non del tutto, altrimenti non sarebbe più gioco…. E poi si vedrà, solo attorno all’adolescenza, se c’è o no la stoffa… Tutto chiaro ora?
Per cui se coltivo le qualità atletiche di base di mio figlio io NON FACCIO ALCUNA SCELTA!!! Faccio una scelta se lo costringo a diventare un PIANISTA!!!
Mauro g&f says:
Federico, non hai voluto coglirere l’essenza del mio ragionamento, è chiaro che non si può imporre nulla, ma secondo te un bambino di 6 anni dice papà portami al tennis oppure fammi andare a lezione di pianoforte. Siamo noi che gli dobbiamo proporre delle cose, in base alle attitudini del bambino ma anche alle nostre possibilità. Dobbiamo quindi proporre, stimolare, e poi come dici tu il bambino seguirà poi la sua strada. L’importante secondo me alla fine di tutto, non è la strada che si segue, ma come si decide di percorerla. La si può affrontare con coraggio, forza, oppure con indolenza, inerzia, ma è importante il come non il quale. Mia figlia oltre al tennis, ha praticato la ginnastica artistica, il nuoto, gli piace tuffare dalle rocce alte, suona degli strumenti, scrive delle canzoni, pratica il surf da onda, ma non è importante quello che fa, ma come cerca di farlo
federico di carlo says:
Archipedro,
ringraziando il cielo i nostri figli non devono più scappare davanti ai dinosauri perchè le esigenze dell’uomo ed il suo sviluppo cerebrale si è evoluto nella storia. Anche se sono rimaste nel dna i resti di quelli che fummo, soprattutto nel cervello rettilaneoe limbico, l’uomo si differenzia dagli altri esseri per lo sviluppo della neocorteccia o del cervello nuovo. E’ questo che differenzia gli uomini dagli animali. La storia dell’uomo e la sua evoluzione ci ha portato allo sviluppo delle funzioni del cervello e non a quelle del corpo. Il corpo fa quello che gli dice il cervello e non viceversa. Quella che tu fai è un’apologia delle tue scelte, perchè come vedi la storia del comportamento umano può essere letta in modo diverso. Se poi non sei disposto, non hai voglia, non ti interessa di discutere civilmente su pareri diversi anche con chi la pensa diversamente da te io non ho alcun problema e nessun rancore. Per me possiamo scrivere la parola fine.
federico di carlo says:
Mauro,
se ho travisato il tuo intervento me ne scuso e posso garantirti che non ne avevo assoluta intenzione. Hai scritto giustamente che siamo noi genitori a dover fare proposte e a fornire stimoli ai ragazzi. E’ fondamentale però che la responsabilità delle scelte ricada sempre e comunque su di loro. Quando i ragazzi sono motivati, trovano spesso anche naturalmente il modo ed il metodo più proficuo.
E’ impossibile che noi si possa dare la ricetta per fare le cose nel modo giusto soprattutto perchè, nonstante nostri figli, sono persone diverse ed hanno modalità tutte loro di apprendere e di vedere il mondo, che è comunque diverso dal nostro. E’ questo un aspetto fondamentale sia per i genitori che per gli educatori. I nostri figli non sono noi stessi allo specchio. I ragazzi non imparano il tennis allo stesso modo in cui ha imparato o avrebbe gradito essere stato insegnato lo stesso maestro. E’ per questo motivo che ripeto che una delle caratteristiche fondamentali del bravo maestro è che non adegua l’allievo alla materia ma plasma la materia a seconda delle capacità e requisiti dell’atleta.
Archipedro says:
Come ricorderai, perché fosti tu a contattarmi (…), sono andato ben oltre una civile discussione: t’ho proprio reso un servizio da te richiesto, con la disponibilità che m’é propria. Ed ho inoltre sempre evitato, sui tuoi interventi sul “mental”, d’elargire commenti da persona “olisticamente polivalente” a persona “sinteticamente intelligente”…
Siccome la mia idea é che tu non sia un mio interlocutore naturale (…), e che sulle metodologie avanzate di preparazione atletica dei bambini tu abbia poco da dire, e siccome le strategie emotive del tennis non rientrano tra le mie priorità, eviterei di parlare qui d’ecologia evolutiva, di strategie competitive e di sociologia umana, perché nuovamente trattasi d’un terreno infido…
Io rimango con la mia “consapevolezza animale”, e tu vai pure dove desideri
giorgio-giorgio says:
Guardate cosa scrive Mad in un suo articolo! Non lo crederete, ma la presunzione porta gente con una intelligenza “vispa” a tirarsi da solo la zappa sopra i piedi! Faccio delle considerazioni quà perchè nel suo blog sarei sicuramente stato censurato! Ecco un suo illuminante pensiero:
“Ora finalmente vorrete sapere perché l’allenamento corretto non viene svolto praticamente da nessuno.. I motivi sono due o tre non di più ma talmente importanti che di fatto rendono impossibile che le cose cambino a breve.
Un primo motivo è che da noi nemmeno tutti i preparatori fisici sono laureati figuriamoci i maestri perciò di conseguenza sarà anche banale ma la verità è che non tutti possono sapere se non per sentito dire…”.
A questo punto delle domande sorgono spontanee! Ma questo benedetto Mad, che invita i genitori a portare i figli a lavorare sotto la sua supervisione tecnica -fisica perchè solo lui ha il verbo, quante lauree ha? Ed in che cosa? E, se dice che “gli altri sanno solo per sentito dire”, lui che ha sempre affermato che questo sport non lo ha mai praticato e che ha iniziato con sua figlia (che ancora ha dimostrato niente), e che è diventato competente solo perchè ha sentito più volte parlare i gurù del tennis, può ritenersi lui stesso affidabile e degno di considerazione? A me sembra che ci sia una evidente contraddizione! Come al solito predica bene e razzola male, ma sempre a suo uso e consumo! Che abbia deciso di arrotondare economicamente lo potrei pure capire se lo facesse in altri campi, ma quà, per come dice lui stesso, non risulta che abbia delle competenze tali da giustificare l’attività che vorrebbe intraprendere e non trascuriamo il fatto importante che bisogna lavorare con bambini in età particolare ed in crescita. Però i figli sono dei genitori ed ognuno è padrone di decidere come meglio crede!
giorgio-giorgio says:
@ Grazia
Ho aspettato qualche giorno per vedere se ancora postavi, ma oggi mi sono arreso perchè ho capito che (forse? o sicuramente?) non lo farai più! Ti prego di credermi che sono veramente indignato per come alcune persone, anche cambiando il nick-name, hanno giocato pesantemente con la tua persona e con la tua famiglia! Penso che con questa gente ci sia poco da spartire ed hai fatto bene ad allontanarti, anche se spero momentaneamente! Comunque sia, come ti ho ribadito fin dal primo momento, spero di poterti incontrare da vicino perchè penso che avremo tante cose da raccontarci e tanti piccoli inziali fraintesi da chiarire! Ricordati che, come ho sempre detto farò sempre il tifo per Nicholas, come per tutti i bambini che fanno sport, qualunque sia il livello che riuscirà a raggiungere!
Con simpatia invio a te ed alla tua famiglia i più sinceri auguri di una Santa Pasqua!
Archipedro says:
“Il primo giorno della settimana il padrone del vapore si recò al giaciglio di Lagos, di mattino, quando era ancora buio, e vide che la pietra era stata tolta dal sepolcro. Corse allora e andò dal suo vice-moderatore e dall’altro discepolo, quello che dr. Housegrazia amava, e disse loro: «Hanno portato via il Comandante dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto!». L’umile opinionista allora uscì insieme all’altro discepolo e si recarono al sepolcro. Correvano insieme tutti e due, ma l’altro discepolo corse più veloce e giunse per primo al sepolcro. Si chinò, vide i commenti non pubblicati là, ma non entrò. Giunse intanto anche il vice, che lo seguiva, ed entrò nel sepolcro e osservò i commenti posati là, ed il lap top non posato là con i commenti ma avvolto in un luogo a parte. Allora entrò anche l’altro discepolo, che era giunto per primo al sepolcro, e vide e credette. Infatti non avevano ancora compreso la Scrittura, che cioè egli doveva (far) risorgere dai morti la Parola del Blog…”
Archipedro says:
Ah, dimenticavo, vecchio mio…
… intelligenti pauca…
Sai contare fino a tre?!
Archipedro says:
SOTTOTITOLI DELLA PAGINA 777
Per quelli che non ci sono ancora arrivati…
… neanche dopo questa dotta citazione del “Vangelo di TG&F”, nei modi di Giobbe Covatta, io e Stefano Grazia siamo in ottimi rapporti. Sto cercando di farlo tornare qui con ogni mezzo… Attualmente non sono io il suo cruccio…
Atti says:
Giorgio-Giorgio@… Max non ha bisogno di avvocati…
Trovo un tantino banale estrapolare …. si rischiano sempre dei fraintendimenti…
Provo a spiegare la mia idea :
- Fino a un certo livello (ludico-sportivo), basta oggettivamente poco, non servono guru maghi e fattucchiere, se il genitore ha una cultura generale a livello sportivo, un minimo di esperienza nell’ambiente, porta suo figlio da qualcuno che sappia insegnare ì 2 colpi fondamentali (oltre ai maestri ci sono anche istruttori giovani e preparati)… e il ragazzo ha un minimo di predisposizione, voglia, passione…..con la penuria che c’è in giro arrivi in un battibaleno ad un buon livello regionale …anche nazionale… il circolo se la cava con poco e ottiene visibilità per la sua scuola tennis ( e anche qualche contributo PIA etc.). Non a caso ci sono fratelli e sorelle che arrivano a buon livello (stesso metodo = stesso risultato).
- Diverso è se, visto che ci sei, e con le premesse di quel livello medio raggiunto, vuoi offrire a tuo figlio un programma professionale e adeguato nel provare la strada dell’agonismo di alto livello…. lì e solo lì ti accorgi di quanto contino i particolari… e di come improvvisamente devi fare delle scelte…..uno come Max che dopo aver abbandonato la nota accademie vede un progresso molto marcato…sarà un caso… ma un dubbio gli sorge spontaneo… o no ? e senza nulla togliere a quell’accademia e/o altri …insomma un conto è la teoria un altro la pratica… un conto è il business e un altro è ottimizzare le risorse ad personam…. un conto è puntare su 20,30,50 ragazzini e un altro è concentrarsi solo su tuo figlio (e/o pochi altri)….
- Qual’è la conclusione ? chi ascoltare ? NOI, nella nostra piccola esperienza, preferiamo SCEGLIERE senza guardare solo alle targhe e lustrini (in verso e/o in un altro), VOI invece ci vorreste convincere con il beneficio delle regole e di quello che proponete, le stesse idee e proposte, che ad oggi, non ottengono quanto giustamente si potrebbe ambire per tradizione, numeri e budget …
- Poi in mezzo ci sono cose giuste e sbagliate, eccessi dall’una edall’altra parte …spesso il genitore come neofita commette qualche sbaglio in piu’ ….chiaro che si…pero voler far vedere solo il lato migliore non giova alla causa… a meno che il tutto non sia ricondotto solo a fini di business e/o potere…
federico di carlo says:
Archipedro,
anche io non entro e non mi sono mai cimentato in discussioni che hanno a che vedere con l’aspetto tecnico o con la preparazione fisica anche se sono stato responsabile del settore tecnico e competitivo per due anni di un circolo tennis. Ma non è quello che faccio adesso e non è quello in cui mi sono specializzato. Ho imparato lavorando in un circolo che il lavoro deve essere interdisciplinare ma che poi ogni maestro deve stare al posto suo e deve fare il suo lavoro specifico senza interferire nel lavoro e nella specialità dell’altro.
Non si tratta però di questione di “affinità elettive”; quanto a questo penso di poter imparare da tutti a prescindere.
Quando tu mi dici che i bambini sono portati naturalmente a fare sport e a giocare, io devo contrappore la tua esperienza con l’immagine dei bambini che vivono dalle mie parti,che, pur in campagna, sono più naturalmente inclini a giocare alla play station e a mandare messaggi con il cellulare piuttosto che correre, saltare e divertirsi all’aria aperta (quanti bambini in percentuale hanno mai giocato alla campana, ruba bandiera, mosca cieca, nascondino, saltare la corda etc????). La società contemporanea propone stimoli, messaggi e sollecitazioni diverse ad un bambino in modo spesso occulto e subliminare. In questo i genitori devono stare molto attenti e fornire stimoli ulteriori ed alternativi. Anche io, personalmente, non sono d’accordo con certi modelli della società contemporanea ma purtroppo questo è quello che ci circonda. Ma alla fine è sempre il bambino che deve scegliere. Perchè sono le scelte che responsabilizzano e motivano una persona. Il dna ci lascia un’eredità ma è la società e l’educazione che indirizzano gli sviluppi dell’individuo.
Archipedro says:
Bravo Fede, hai ragione.
giorgio-giorgio says:
@Atti
Non sarà il caso di Alessia che sicuramente avrà altre doti, ma ti è venuto mai il dubbio che un ragazzo/a che gioca a tennis tutti i santi giorni, comprese le feste comandate, per 3-4 ore e fa’ inoltre altre ore di preparazione fisica possa essere fino ad una certa età avvantaggiato, già solo per questo motivo, rispetto a coetanei che fanno un’attività più blanda? Alessia sicuramente sarà portata tecnicamente, starà lavorando bene, ha voglia e ……., ma sicuramente ha anche migliaia di ore di allenamento in più rispetto ad altre ragazze. Sicuramente avrà un avvenire come tutti ci auguriamo ma questo a cui faccio riferimento io è un dato incontrovertibile! Se ci fai caso, e ripeto non sarà sicuramente il caso di Alessia, la stessa cosa avviene con i figli di maestri e dei gestori di Circolo che fino ad una certa età hanno il sopravvento sui loro coetanei solo perchè hanno un insegnante ed i campi a loro completa disposizione e poi, in molti casi quando ciò non basta più perchè incominciano a necessitare altre doti per emergere, o rimangono mediocri giocatori o smettono perchè incominciano a perdere e/o perchè scoprono nuovi interessi. Comunque tutt’altro era il discorso che volevo fare nel mio precedente post!
Archipedro says:
Or ora è arrivato dalla Nigeria il piccione viaggiatore di dr. Housegrazia… peraltro stanco, ma lo posso capire… dice in piccionese: mai fatto un viaggio peggiore… turbolenze e sabbia negli occhi… dicevo, è arrivato con il messaggio ad anello nella zampina destra. E sottolineo destra.
Laconicamente c’è scritto, come al solito con la punteggiatura che lascia a desiderare… “Lasciami smaltire un po’…” E lo capirei anche, dopo una resurrezione… però gli accordi sono accordi, come disse Morandi a Mogol… s’era parlato di tre giorni… qui diventa una passione all’italiana… del tipo il “blog delle libertà”: facciamo tutti quel cazzo che ci pare… Eh, no, così non si fa…
bogar67 says:
@giorgio-giorgio, scusami se mi intrometto, sulle ultime 5/6 righe sopra sono pienamente d’accordo (Pennetta cmq è figlia di presidente circolo), però non capisco quale dovrebbe essere l’alternativa, se ti alleni troppo ci sta il rischio da te sopraindicato, ciòè di credere di avere in mano una ferrari ed invece si trattava di 500 truccata che alla lunga si è fusa, se ti alleni poco e hai invece davvero una ferrari in mano rischi di non essere abituato alla corsa e al traquardo cmq non ci arrivi. giorgio-giorgio, io sono appena partito, ancora non so se ho in mano una ferrari ma a detta di persone disenteressate ho una buona macchina, tu cosa proponi in poche righe in termine di qualità e ore di allenamento per farla arrivare in fondo? fermo restando ovviamente possibili fattori esterni da non considerare!!
diego says:
Per quanto puo’ valere do’ ragione a Federico Di Carlo.
MadMax dice molte cose giuste pero’ sua figlia finora ha vinto solo tornei del Giegetto (visto quanto si allena e’ il minimo che possa fare ).
Quindi se fossi MadMax starei molto cauto.
giorgio-giorgio says:
@ bogart
Quando all’età di tua figlia ti dicono che hai una buona macchina dovresti almeno domandare, a chi te lo dice, quali capacità analizzano per fare una simile affermazione!I Penso che sia chiaro per tutti che i bambini all’età di tua figlia fanno ancora il pre-pre-pre-tennis! Di tennis, forse, si può incominciare a parlare dai 10 anni in sù! Quindi, secondo me, i bambini della sua età bisogna inizialmente farli “apprendere giocando” attraverso scambi che permettono di giocarsi una partita per creare l’interesse e la motivazione verso questo sport (e mi pare che questo stadio tua figlia l’abbia già superato!). Successivamente a questa fase, bisogna entrare piano piano nella tecnica con attività a carattere ludico che, “giocando ragionando”, consentano agli allievi di acquisire presupposti tecnici-tattici necessari per capire se è il caso di iniziare “un certo tipo di percorso”. Dopodichè si decide se affrontare i sacrifici necessari per inoltrarsi in questo “tortuoso sentiero” prestando molta attenzione ai messaggi che il figlio/a di volta in volta manda, cercando di non far diventare lavoro un impegno sportivo che comunque deve essere affrontato con serietà e sacrificio perché, in ogni campo, queste qualità alla fine pagano! Il tutto quindi bisogna viverlo con il giusto equilibrio, gioire con tua figlia delle vittorie e non fare un dramma delle sconfitte; essere, per adesso, felice già solo del fatto stesso che la vedi contenta perchè fa’ una cosa che le piace e che tu puoi condividere con lei questi momenti! Dai tempo al tempo e basta ed avanza quello che già le stai facendo fare! E’ solo all’inizio e, credimi, nessuno ti può dire oggi se può arrivare in fondo, chi te lo assicura lo dice o per motivi d’interesse o perchè è incompetente! Per diversi anni mi sono interessato di attività giovanile (ho visto crescere le generazioni a partire dai nati del ’62) e ne ho visto di tutti i colori!
Altra cosa che volevo dire è che non sono d’accordo con chi dice che un genitore vorrebbe che suo figlio diventasse quello che lui non è stato! Penso che Maradona o lo stesso Federer, che sono stati i numeri uno nei loro sport, vorrebbero che anche i loro figli lo diventassero!
bogar67 says:
Diego dimentichiamo che la bimba di mad max è del 1998, si trova solo adesso in una fase dal passaggio dai tornei del gigetto a quelli un pò più competitivi come gli Eta. Chissà quanti addetti ai lavori qualche anno fa criticavano il padre di Camilla Giorgi il quale come mad max aveva il pallino per la preparazione atletica della figlia. Il tempo e la figlia (soprattutto) ci diranno se ha ragione lui o i suoi detrattori, io ho 42 anni, una bimba di 5 anni e altro appena nato, se la salute mi aiuterà avrò tutto il tempo per scoprirlo.
giorgio-giorgio says:
@ Bogart
Avevo scritto:
“E’ solo all’inizio e, credimi, nessuno ti può dire oggi se può arrivare in fondo, chi te lo assicura lo dice o per motivi d’interesse o perchè è incompetente!”.
Ma più che “incompetente”, che potrebbe essere un offesa, sarebbe più giusto dire “non sa’ che brutta bestia è il tennis, perchè non conosce tutte le varianti e le sorprese che si possono incontrare in un percorso di un certo tipo”!
bogar67 says:
@giorgio-giorgio, ho chiesto a persone disinteressate se mia figlia avesse delle qualità di natura predispositiva che a questa età ovviamente riguardano in primis l’aspetto comportamentale e poi fisico e coordinativo per cui ritengo di avere una buona macchina, che poi questa arriverà fino in fondo non si può avere certezza, nessuno può averla anche fino a 16 anni pensiamo a 5, dipende da tanti fatttori. Il mio maestro penso da quel che ho capito che intende crescere la mia bimba proprio secondo il tuo pensiero. In due anni di Sat il maestro non mi ha mai lusingato-esaltato su quanto sta facendo mia figlia, non mi ha mai detto di vedere una buona macchina in mia figlia, salvo però io stesso assistere ad un’evoluzione positiva della stessa, tolta con il passare dei mesi da un gruppo e messa in un altro, tolta da un minicampo e spostata in uno più grande, alternare palle depressurizzate a quelle mid. Tutte cose che non mi vengono spiegate ma che io osservo e apprezzo anche dopo aver letto questo blog pensando che farmi più di 50 km per tre giorni a settimana che diventano 600 al mese e 6000 all’anno solo per la frequenza sat sono un sacrificio che posso affrontare.
federico di carlo says:
Ciao Bogar,
“Altra cosa che volevo dire è che non sono d’accordo con chi dice che un genitore vorrebbe che suo figlio diventasse quello che lui non è stato! Penso che Maradona o lo stesso Federer, che sono stati i numeri uno nei loro sport, vorrebbero che anche i loro figli lo diventassero!”
Su questa tua affermazione mi trovi completamente in disaccordo. Se leggi le biografie di Agassi, Sampras e Lendl, ti renderai conto che è esattamente il contrario. Lendl addirittura segue i suoi figli nel golf tour. Avendo sperimentato cosa vuol dire diventare un top ten nel tennis cercano di risparmiarlo ai figli!!!
federico di carlo says:
Oop! Pardon,
la mail 174 era diretta a giorgio-giorgio e non a Bogart
bogar67 says:
@ Roberto Commentucci, domandina magari per te banale, questo ETA di Livorno ha questa risonaza internazionale così alta da vedere ai sedicesimi di finale solo numero 6 italiane? qualcuno competente può fare un articolo sul mondo ETA al fine di schiarire un pò le ideee a tutti? E’ da stamattina, visto la presenza di atlete sarde che mi chiamano per avere il link dove vedere risultati. Come ci si prepara a un’ETA? come ci si accede? perchè andare in questo o quello anzichè in un altro? Molti genitori di under 10 con un vadecum potrebbe capire meglio!! Grazie
Atti says:
Giorgio-Giorgio@166…Ho capito il senso…
Quello dei figli dei maestri è un mio cavallo di battaglia da tanto tempo (Stefano lo puo’ confermare)…
E’ quello che dico io da sempre… è difficile valutare il reale livello di ogni ragazzo… dipende da quello che si è fatto prima… da quando hanno incominciato… da quante ore… dallo sviluppo psicofisico etc,etc….pero’ è anche giusto dire ai vari Bogar67 e co, che è meglio iniziare fin da subito con dei programmi adeguati, le Sat i FRP sono una cosa… il poter diventare tennista professionista un’altra… che le vittorie nei tornei del gigetto U8-U10-U12, i PIA, le coppe delle Province devono essere affrontati SOLO con logiche di divertimento e valutazione della crescita, che anzi… vìncere troppo facilmente è deleterio alla lunga…
Così come genitore, permettimi di dire, che attualmente, i circoli vanno da una parte e l’agonismo e il professionismo da un altra…
Fino ad un certo punto (con o senza aiuti FIT) TUTTI… maestri, appassionati, sognatori, aguzzini possono accompagnare il proprio figlio/a ad un buon livello (con risorse relativamente limitate, e previa attitudine minima del figlio)… c’è riuscito perfino un Doc espatriato nel cuore dell’ Africa nera…la passione supera l’avere competenze specifiche..
Quando il gioco si fa per cosi dire “duro” (tempi, costi, livello) …emergono le lacunee la musica cambia … non solo per il risultato a cui ognuno puo’ ambire…. magari capita che ti accorgi che manca il tassello del lavoro atletico (fino ai 12-13 ann) …..OPPURE… dai 13-14 in su’, non c’è vera collaborazione/sinergia fra maestri, circoli e federazione con unico obbiettivo di crescita, e il ragazzo pian piano si demotiva e/o smette. Ora tutto o quasi è lasciato all’iniziativa del singolo maestro, di qualche circolo consenziente che retrocede piccole agevolazioni e/o sopratutto del portafoglio e della cocciutaggine dei genitori .
Vedremo coni raduni periferici se qualcosa cambierà, ma la logica dell’orticello è dura da intaccare.
Fermo restando che ovviamente, a parità, non tutti possono diventare giocatori professionisti e men che meno TOP TEN, la selezione è durissima ….e la Passion, come dice Giorgio Errani… non si compra al supermercato.
Se alla fin fine, come Federazione, si vuole passare il messaggio che non è solo colpa del sistema, ma che principalmente sono i ns. ragazzi italiani che non vogliono realmente “sfondare” come i loro coetanei croati, spagnoli etc (motivazione, appagamento, distrazioni), e che magari ci sono federazioni messe peggio della nostra (serbia, rep.ceka etc), che comunque fanno emergere tennisti di alto livello….. in quel caso entriamo in altro discorso molto piu’ complesso e lungo che riguarda la ns. società, i valori, le regole e quello che noi adulti, al giorno d’oggi, trasmettiamo loro….
Generalizzare è difficile… ma tanti indizi fanno (quasi) sempre una prova…
Nikolik says:
Bogar, posso risponderti anche io, non c’è bisogno di Roberto.
La risposta alla tua domanda è sì, questo ETA di Livorno ha questa risonanza internazionale così alta da vedere ai sedicesimi di finale solo numero 6 italiane, anzi, mi sembra già un grande risultato.
Il torneo di Livorno è indiscutibilmente il torneo under 14 migliore d’Europa, se si esclude (forse) il famoso Les Petits As (ma non è detto).
E, siccome i tornei giovanili americani sono anni che sono un po’ in disarmo, è quindi (sempre escluso, forse, Les Petits As) il miglior torneo under 14 del mondo, o, alla peggio, il secondo.
bogar67 says:
Grazie Nikolik, il fatto di arrivare al tabellone principale partendo dalle qualificazioni dunque è già un grande risultato. Scusa Nikolik se ti faccio un’altra domanda, leggendo anche il risultato della Pieri, è questo il momento in cui anche per quello che ha scritto sopra atti (post 177) comincia a venir meno il fatto di essere figli di maestri, di aver iniziato presto, di tante ore di allenamento etc e sopraggiunge qualcosa d’altro? cioè è questo il punto dove si comincia a vedere il vero o la vera tennista? oppure 13/14 anni sono ancora pochi e questi tornei anche importanti lasciano il tempo che trova. Grazie per risposta.
Stefano Grazia says:
@Nikolic: be’, questa non te la posso lasciar passare…Eddie Herr e Orange Bowl, checche’ tu ne possa pensare,quanto a prestigio E SOPRATTUTTO A VISIBILITA” sono ancora nettamente superiori ai loro equivalenti tornei europei se non altro perche’ frequentati da media e talent scout che nello stesso torneo si possono vedere se non tutti i migliori, be’…molti di essi e in tutte le categorie, non solo l’U14 … Poi saranno importanti anche Petit As e Livorno, per carita’, ma non li rendi piu’ importanti denigrando EH e OB…Basta anche vedere,per quanto possa contare, che Quinzi e’ numero uno a Livorno e,se ben ricordo, ne’ a Bradenton ne’ a Miami non era nelle prime 8 tds … A Miami poi il Torneo delle Quali era credo di oltre 200 giocatori nell’U12!!!!!! A Bradenton il Main draw U12 mi pare fosse 128 …Sendegeya,che mi sembra sia nel Main Draw a Livorno, a Bradenton nell’U14 ha dovuto farsi un torneo di selezione interno alla Bollettieri perr meritarsi la WC …e poi e’ uscito al secondo o terzo turno… Diciamo che Livorno e’importante ma stiamo attenti a non allargarci troppo …
diego says:
Bogart67
Per chi vuole pensare a provare a diventare professionista deve essere ad un buon livello in questi tornei OB , EH , TE cat.1 ,non e’ indispensabile vincere ma andare piu’ volte abbastanza avanti (ottavi,quarti,semi).
Se non sei a questi livelli conviene giocare per divertirsi come fanno molti U16 che l’hanno capito.
Poi e’ ovvio che esiste qualche eccezzione che conferma la regola.
bogar67 says:
grazie Diego, per andare piuttosto avanti bisogna avere anche genitore facoltoso o “la borsa di studio” o un buon contratto. Ho letto oggi su tennis italiano che la regione Lombardia ha dato due borse di studio per la pratica del tennis, una ad Alice Moroni ed una a Martina Palmigiani. Sulla rivista non è quantificata la somma elargita!!
diego says:
Ho visto i tabelloni delle quali a Livorno ,ci sono diversi bye e pensare che nel blog di Max ce l’avevano contro tutti, quando bastava andare a firmare e chiunque U14 poteva giocare.
Nei tabelloni da 64 nelle quali si entra sempre.
stefano grazia says:
Invece ad EH e OB,se ricordo bene, in parecchi son rimasti fuori …
stefano grazia says:
Ma credo di aver letto che il tabellone Quali a Livorno fosse a 48 …epperò anche a me, scorrendo di sfuggita, mi son sembrate poche le partite giocate … Comunque è anche strano che se Livorno è così importante, e lo è,su Tennis Italiano On Line si parla invece di…Maglie! Colpa del nostro vecchio Ted che ne doveva parlare sul suo Blog e invece si sta facendo attendere… Quindi se qualcyuno di voi (Francesco, Eros aka Mirmidone,forse anche Nipa) ne sa qualcosa…non si faccia pregare: info anche logistiche, sensazioni, risultati,pettegolezzi… tutto fa brodo …
giorgio-giorgio says:
@ Federico
Non ho specificato in quale sport Maradona e Federer vorrebero che il figlio/a diventasse numero 1! Ho fatto questo esempio per dire che una persona che è stata grande nello sport vorrebbe, allo stesso modo di una persona che non lo è stata, che il figlio diventi il numero 1, e non necessariamente nello sport che ha praticato!
Non ho dubbi che Sampras, Lendl e Agassi la pensano come dici tu (peraltro dici di averlo letto nella loro biografia), ma non credo che tutti quelli che sono stati numeri uno nel tennis, o in uno degli sport stressanti come il tennis, la pensano allo stesso modo!
Nikolik says:
Bogar, hai colto nel segno.
E’ proprio come dici tu. A 13-14 anni cominciano a contare anche i risultati ed è proprio quella l’età in cui si vede chi ha futuro e chi no.
A maggior ragione, nel tennis femminile, laddove le ragazze cominciano, a quella età, ad avere spicccata individualità.
Nikolik says:
Stefano, per carità, è ovvio che OB e EH sono tornei importanti!
Ma molto meno importanti di qualche anno fa.
bogar67 says:
Nikolik, ok ma a 13 anni ci devi cmq arrivare con una preparazione adeguata, non è che metto una bimba a 11 anni in campo per la prima volta e a 13 pretendo che possa fare risultati. Diciamo che la selezione dai 13 anni diventa piu’ dura tra tutti quelli che cmq hanno iniziato un percorso non dico esageratamente lontano come mia figlia (3 anni e 11 mesi) ma già da 5/6 anni cioè tra tra i 7 e gli 8 anni. Nikolik si è sempre scritto sul blog che i risultati fino ai 13/14 non contano ma questo non significa che porti il figlio o la figlia a fare tennis una volta sola a settimana fino a quella età, cmq l’impegno nella costruzione dell’atleta ci deve essere ed anche assiduo.
federico di carlo says:
Giorgio-Giorgio,
da come scrivevi non avevo capito che facessi riferimento a sport diversi dal tennis. Dal mio punto di vista dipende molto da come i numeri uno hanno vissuto la loro carriera. Lendl, per esempio per certi versi l’ha vissuta meno traumaticamente di Sampras e certamente molto ma molto più leggermente di Agassi. Lendl ha figlie ormai adulte che praticano golf a livello professionistico. I bambini di Agassi e Sampras sono ancora piccoli. Certamente penso che i loro genitori non avranno alcuna preclusione a che i loro figli pratichino sport ma, da come hanno vissuto loro stessi l’esperienza dello sport agonistico ad altissimi livelli, da quello che scrivono dubito che essi vogliano riservare la stessa esperienza ai loro figli, a meno che non siano essi stessi a volerla scegliere. E’ curioso a tal punto notare che mentre nel calcio (anche a causa di meccanismi degenerati) spesso accade che figli di calciatori illustri seguano le gesta dei genitori nello stesso sport, al momento non mi viene in mente nessun cognome di tennista famoso padre e figlio…….
Kill Bill says:
Bogart,
La Pieri è del 97 ha giocato con la testa di serie n° 1 , di un anno più grande, n° 4 nel ranking europeo. E’ un anno che non la vedo ma non mi sembrava fisicamente precocissima. Non conosco l’avversaria.
Il padre oltre a lei allena anche la Paolini che è una delle 3 superstiti fino a questo momento che però è del 96.
Non solo, il maestro Pieri allenava anche il più forte 95 d’Italia maschio, mio modesto parere, che il tennis si è lasciato sfuggire che ora gioca a calcio nelle giovanili della Juventus e nelle rappresentative nazionali.
Premesso che non conosco personalmente il maestro Pieri , tenuto conto che lavora non in una metropoli e che non ha SAT di centinaia di bambini , dato che 3 indizi fanno una prova, per la ragazzina non parlerei tanto di ” effetto figlia di maestro ” ma forse di corretta crescita tennistica, almeno fino qui.
I tabelloni di qualy a Livorno sono a 48.
I bye riportati guarda caso sono 16 ( 64 – 16 ) = 48
Col cavolo che basta andare a firmare per partecipare, anche se fossero a 64.
Te lo dico perchè se un domani tua figlia è alternate oltre il 5° posto ti conviene stare a casa visto il viaggio che devi fare.
Per entrare nei tabelloni devi avere la classifica TE adeguata ( dipende da chi partecipa ) o essere segnalati dalla FIT che come paese organizzatore a dei posti riservati , poi ci sono le Wild Card che vengono divise in parti uguali tra circolo organizzatore e FIT.
Commentucci ti spiegherà come si entra nel gruppo segnalate FIT.
diego says:
E’ vero mi sono sbagliato.
lib says:
…infatti per le quali f a livorno , hanno firmato 10 alternates e solo tre ingressi …fino a pedretti-(alternates 10)
Roberto Commentucci says:
Sorry, kill bill, ma non ho la più pallida idea di come si entri nel “gruppo segnalate FIT”. Imparerò.
Nikolik says:
Sì, Bogar, hai ragione, ma non dimenticare che il tennis, alla fine, è uno sport competitivo.
Se a 13-14-15 anni (poi è chiaro che l’età è anche un fattore molto soggettivo) una ragazzina perde regolarmente nelle qualificazioni o al primo turno dei tornei TE under 14 e 16, con secchi punteggi, come nella stragrande maggioranza dei casi avviene, può darci tranquillamente su senza avere rimpianti un domani.
stefano grazia says:
Intanto Sendegeya,96, excompagno di merende di Nicholas(97) ai tempi dello Strategy Zone di Lance Luciani e Margie Zesinger e attualmente alla Bollettieri, batte la TdS num 2 Oliver Nagy che il Nostro Vecchio Ted aveva indicato come il piu’ in forma del momento.
A Maglie invece La Figlia Del Blog Chiara batte la Tds Num Uno … Mauro, e non ci dici nulla? CONGRATS!!!!
pibla says:
Sempre a Livorno vincono in lotta Quinzi (tds. n.1) e Chessari, mentre perde Baldi.
Nel femminile avanti la tds n.1 e fuori la numero 2, con ancora qualche italiana in tabellone a livello di ottavi di finale.
In ogni caso i tabelloni sono sul sito del circolo organizzatore del Torneo.
Kill Bill says:
In realtà per semplificare ho fatto qualche pasticcio anch’io tra U 12 e U 14 anche perchè ci sono regole complicate che potete comunque trovare sui regolamenti TE.
Nell’ U 14 in realtà si va per classifica ( wild card a parte )
Nell’ U 12 dove non c’è classifica è la FIT che le mette in fila.
bogar67 says:
Kill Bill, la sai una cosa che mi sembra aver colto smanettando sul web? Che la Toscana oltre ad avere eccellenti realtà giovanili come ad esempio quella dove insegna il maestro Pieri sia geograficamente la meglio piazzata al fine di permettere ai genitori ed ai loro figli di confrontarsi nei tornei anche importanti o comunque con presenza di atleti forti. Mi pare ad esempio e correggetemi se sbaglio che la stessa Martina Trevisan abbia fin qui percorso la sua iniziale e brillante carriera senza fare lunghe strade alla ricerca di punteggi e di successi. Ne testimoniano i suoi tornei fin qui disputati.
http://www.coretennis.net/majic/pageServer/0l01000009/en/pid/9942/index.html