Chi è Rei Sakamoto: prima vittoria ATP tra esultanze sfrenate e allenamento con Sinner

Luca Innocenti
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Rei Sakamoto - Foto Kobe Li/Nexpher via ZUMA Press Wire/Shutterstock

Rei Sakamoto ha conquistato la prima vittoria in carriera in un main draw ATP. Lo ha fatto in grande stile al Masters 1000 di Miami 2026, battendo 7-6 al terzo Aleksandar Kovacevic. Il giapponese, classe 2006, destrorso, rovescio a due mani, fisico importante (1.93 m) si era già qualificato più volte per il tabellone principale di alcuni tornei tra cui spicca l’Australian Open 2026. Tuttavia non era mai riuscito a superare il primo turno, venendo sconfitto quattro volte su quattro. Forse anche a questo si deve l’esultanza poco zen in cui Sakamoto ha usato la racchetta come se fosse una katana. Al prossimo turno se la vedrà con Daniil Medvedev, con cui non ci sono precedenti.

Finora Sakamoto ha avuto un ottimo percorso a livello Junior dove è stato numero uno al mondo e, nel 2024, ha conquistato l’Australian Open, la semifinale dello US Open e i quarti del Roland Garros. Inoltre, vanta già tre titoli tra i professionisti: Challenger 100 di Yokkaichi 2024, Challenger 75 di Cary 2025 e Challenger 75 di Yokohama 2025. Arrivava a Miami da numero 164 del ranking, dove ha ottenuto un miglior piazzamento leggermente superiore: 157.

Coach italiano e quell’allenamento con Sinner

Il nipponico, al momento, è allenato dall’italiano Federico Ricci che è stato il coach tra gli altri anche l’ottimo doppista finlandese Harri Heliovaara e del suo connazionale Emil Ruusuvuori. L’italiano vanta una lunga esperienza tra Stati Uniti e Finlandia, inoltre, ha affiancato anche Luca Nardi per un periodo di prova di alcuni mesi, decidendo poi di non proseguire la collaborazione.

Proprio grazie ai contatti di Ricci, Sakamoto si è potuto allenare con Jannik Sinner a Indian Wells, come raccontato dallo stesso giapponese sul suo canale YouTube Reivolution Channel. “Ho vinto il primo set 6-4, ma solo perché Jannik stava lavorando per migliorare il suo gioco e non per vincere tutti i punti ha detto il nativo di Nagoya. Il giapponese ha poi ammesso di essere rimasto impressionato dall’attitudine dell’azzurro: “Ogni colpo di Sinner aveva uno scopo preciso. Questo mi ha fatto capire una cosa: l’allenamento non serve a vincere punti, serve a lavorare sul proprio gioco. Nelle partite si gioca per vincere, ma in allenamento si gioca per migliorare”. Sakamoto ha riassunto così l’esperienza in campo con Sinner: “È stata una grande lezione“.

 

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