Corsa al main draw degli AO 2016: Chi la spunterà?

di - 24 Novembre 2015

Australian Open

di Luca Fiorino (@LucaFiorino24)

Poche volte come in questa stagione, la lotta per assicurarsi gli ultimi posti disponibili al main draw degli Australian Open 2016 è a dir poco serrata e il treno, diretto a Melbourne, passerà inevitabilmente o per Andria o per Toyota, tornei challenger che, di fatto, chiuderanno il sipario sul 2015. È in queste occasioni che i giocatori, anche quelli meno inclini alla matematica, si armano di foglio e calcolatrice e fanno i propri conti relativi alle possibilità di qualificazione per il primo Slam dell’anno. Facciamo un po’ di chiarezza e proviamo a dare un quadro generale della situazione.

Come ben sappiamo, i giocatori che entrano nel tabellone principale degli Slam sono 128, di cui: i primi 104 giocatori del ranking, 8 wild card e 16 qualificati (non stiamo tenendo conto di eventuali forfait e del protected ranking, ovvero della circostanza in cui un tennista rimasto fermo ai box per infortunio per un periodo pari o superiore ai sei mesi, si iscriva alla entry list del torneo sfruttando la posizione media che ricopriva nei primi tre mesi della sospensione dell’attività agonistica).

Fissando dunque una linea teorica di confine dalla 100esima posizione in giù, la situazione è la seguente:

Classifiche live

I tennisti ancora in corsa che possono acquisire punti e migliorare la propria classifica questa settimana sono:

Nikoloz Basilashvili, Ivan Dodig, Dudi Sela e Luca Vanni.

Buone notizie per l’azzurro sono giunte ieri con l’eliminazione ad Andria di Dustin Brown per mano di Egor Gerasimov, una sconfitta che costringerà il tedesco a disputare le qualificazioni. Non una cattiva novella anche il ritiro di Matthew Ebden a Toyota contro il connazionale Greg Jones. Questa battuta d’arresto infatti non gli permetterà di guadagnare ulteriori punti e lo blocca alla posizione numero 103. Grandi speranze per il sorpasso di Lucone dunque, pochi patemi d’animo per Ebden, il quale non avrà problemi ad ottenere una delle otto wild card nel caso in cui non dovesse entrare di diritto nel main draw.

Classifiche alla mano dunque, la qualificazione per il tabellone principale dello Slam australiano si giocherà in terra pugliese a meno che James Duckworth, l’unico ancora in corsa per un posto a Melbourne che non compare nell’immagine sopra postata, vinca il Challenger di Toyota. Se così dovesse accadere il tennista di Sydney arriverebbe a 557 punti ma dovrebbe sperare al contempo in un suicidio sportivo di massa in quel di Andria. Un’ipotesi francamente difficile se non impossibile da prendere in considerazione dacché anche lui, quasi sicuramente, così come il connazionale Matthew Ebden, otterrà una wild card. A proposito di WC, sicuro di riceverla sarà il giovane americano Noah Rubin, primo classificato nella graduatoria ideata da USTA in collaborazione col Major aussie. Oltre all’american WC challenge, gli altri “inviti” alla competizione deriveranno dal vincitore del playoff dell’area Asia-Pacifico, dal playoff australiano e da quella assegnata di diritto ad un giovane tennista francese (lo scorso anno la ricevette Lucas Pouille). Delle altre quattro WC sicuro di averla sarà Lleyton Hewitt, alla 20esima ed ultima partecipazione agli Australian Open, probabilmente poi sarà una lotta a cinque per tre posti con i due australiani sopracitati, John-Patrick Smith, Jordan Thompson e Luke Saville.

Torniamo sul tema centrale, ovvero cosa debbono fare i tennisti ancora in gioco questa settimana per avere la certezza di giocare il primo turno degli Australian Open 2016.

– Nikoloz Basilashvili –

Il tennista nativo di Tbilisi è il più sicuro dei quattro giocatori in corsa di accedere al main draw del major australiano. Anche solo una vittoria al primo turno ai danni dell’irlandese James McGee gli garantirebbe il pass per Melbourne, arrivando a totalizzare 562 punti e sorpassando di fatto sia Ebden che Krajicek. Difatti, un eventuale quarto di finale tra Sela e Vanni non creerebbe problematiche particolari al georgiano in quanto al massimo il primo lo raggiungerebbe a quota 562 non sorpassandolo per via del fatto che abbia ottenuto meno punti tra Slam e Masters 1000.

– Ivan Dodig –

Pochi calcoli deve fare invece Ivan Dodig che, per la certezza di un posto al main draw, deve semplicemente approdare ai quarti di finale. Sulla sua strada avrà al primo turno Pellegrino, mentre al secondo il vincente tra Sonego e Petrovic. Raggiungendo i quarti andrebbe a 563 punti, quanto basterebbe per scavalcare Struff, Ebden, Krajicek e volendo anche lo stesso Basilashvili, sempre se quest’ultimo non dovesse andare oltre il secondo turno. Ininfluente sarebbero poi i risultati di Sela e Vanni visto che nelle migliori delle ipotesi i due si scontrerebbero ai quarti di finali.

– Dudi Sela –

Al momento l’israeliano si trova alla posizione numero 107 con 545 punti, un punto in meno rispetto Ivan Dodig. Come scritto precedentemente a parità di punti con Basilashvili sarebbe il georgiano ad avere la meglio per i motivi suddetti. Dudi deve dunque, dando per assodato che Dodig arrivi almeno ai quarti di finale e che Basilashvili vinca il primo turno, vincere lo scontro diretto contro Luca Vanni per raggiungere quota 578 punti e la top 100.

– Luca Vanni –

La situazione di Lucone è piuttosto chiara. L’aretino è alla posizione numero 110 con 535 punti. Il probabile scontro diretto contro Sela ai quarti di finale o chi per lui (Bossel, Arnaboldi o Pavic) risulterà decisivo. La semifinale consentirebbe la matematica certezza del main draw australiano con l’azzurro a 568 punti e ad un passo dalla top 100, nonché il suo best ranking. E se semifinale non dovesse essere arrivare? Con un quarto di finale Lucone andrebbe a 552 punti, il che vorrebbe dire essere certamente fuori dai primi 104 del mondo. Vanni è quindi obbligato a raggiungere le semifinali di Andria, in caso contrario dovrà affrontare le qualificazioni per entrare nel tabellone principale del primo Slam dell’anno.

Il torneo challenger di Andria è appena iniziato e la corsa per Melbourne entra più che mai nel vivo.

 

 

 

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