Fognini su Cobolli dopo il Roland Garros: “Mi rivedo in lui, non è Top 10 per caso”

Tancredi Crepax
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2024 The Championships,Wimbledon Fabio Fognini (ITA) Photo © Ray Giubilo

Fabio Fognini è tornato sul Roland Garros 2026, che ha visto protagonista il suo amico e neo-assistito, Flavio Cobolli: “Cobolli è come me, lotta con il sorriso. Ora deve pensare da top: non è lì per caso. Avrà la pressione di gestirsi, ma può stare lassù, una volta che ci sei puoi rimanerci“.

Queste le prime parole dell’intervista concessa alla Gazzetta dello Sport dell’ex numero 1 del tennis italiano, che potrebbe doversi abituare alle emozioni che ha vissuto nel box del romano durante la finale: Cobolli è stato infatti il primo giocatore messo sotto contratto dalla Back To Next, l’agenzia fondata insieme a Giuseppe Marzo che rappresenta anche Pellegrino, Gigante, Bronzetti e Basiletti tra gli altri.

LA FINALE

Interpellato sulla partita conclusiva di questo Roland Garros, Fognini ha tratto diverse conclusioni: “È stata una partita strana. Nel primo set è successo quello che mi aspettavo: era molto teso, andava di fretta e ha commesso errori. Poi ci sono state occasioni ed errori da parte di entrambi“.

In mezzo al saliscendi, qualche certezza: “Mi porto via il livello dimostrato. Nel quinto set, a mio avviso, è entrata in gioco soprattutto la componente mentale: dopo due settimane così intense iniziare a sentire il peso di tutto quello che hai vissuto. Però una cosa è certa: sulla terra battuta ha dimostrato il suo valore. È vero, il tabellone si è aperto e qualcuno dirà che è stato fortunato. Però quando hai l’occasione devi essere bravo a sfruttarla, e lui lo è stato“.

UNO SPECCHIO

L’ex numero 9 del mondo coglie poi l’occasione per ricordare il momento in cui ha conosciuto Cobolli: “Ero nella fase finale della mia carriera. Avevo 33 anni, arrivavo da problemi fisici, operazioni alla caviglia e tanti infortuni. Era il 2020 e mi allenavo spesso a Roma con Barazzutti. Lì vedevo anche altri giovani italiani. Uno mi ricordava un po’ me stesso. Uno che in campo era cattivo agonisticamente, che correva, lottava. Quello era Flavio“.

Una somiglianza dentro e fuori dal campo: “Per certi aspetti mi ci rivedo parecchio. È uno duro, competitivo, ma ha anche un lato molto umano. È un bel ragazzo, ha un bel sorriso, sa stare con le persone. Forse è meno arrabbiato di quanto fossi io alla sua età, però ha tante caratteristiche che mi ricordano il Fabio giovane. È anche per questo che vederlo su quel campo mi ha fatto davvero emozionare“.

IL CONSIGLIO

Riflettendo su quanto sia cambiata la vita di Cobolli, Fognini trova le differenze col passato: “Oggi il tennis è molto diverso rispetto a quando giocavo io. Ci sono più investimenti, più fondi e più opportunità commerciali. Cambia la percezione che gli altri hanno di te. Ci saranno aspettative più alte e lui dovrà imparare a convivere con questa nuova dimensione“. Guardando, dunque, in alto. Ma quanto? “In questo momento Sinner e Alcaraz sono ancora un gradino sopra tutti. Però dietro di loro c’è spazio. Tra il quarto e il decimo posto del ranking c’è margine e Flavio può stare in quel gruppo“.

Ecco il consiglio dell’ex campione: “Io ne dò solo se interpellato, non mi piace impormi. Però gli ho detto di iniziare a ragionare come un grande giocatore. Quando arrivi vicino ai primi dieci devi cambiare mentalità: non devi più pensare a giocare tutto, ma a scegliere i tornei che ti permettono di rendere al massimo“.

IL FUTURO

Fabio sa come ci si sente a raggiungere la top 10, e sa anche quanto è complicato mantenerla: “Flavio deve fare tutto con calma. Pensare a sé stesso, alla programmazione, e deve avere il coraggio di puntare in alto. La difficoltà è che improvvisamente tutti si aspettano qualcosa da te. E soprattutto sei tu ad aspettarti qualcosa da te stesso. Invece non deve sentirsi obbligato a fare nulla. Deve continuare a lavorare e a lottare come ha sempre fatto“.

E il Fognini allenatore esisterà mai? Per il momento no: “Dopo tanti anni in viaggio sto imparando una nuova vita familiare e non è semplice. Però non chiudo la porta: se arrivasse una proposta stimolante, di certo la valuterei“. Una posizione occupata in questo momento da Stefano Cobolli, tra le altre: “Deve gestire due ruoli diversi e mantenerli separati. È una situazione molto delicata. Stefano sta facendo un grande lavoro, ma non è affatto facile. Io non ci riuscirei“.

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