Roland Garros 2026, Volandri: “Cobolli sta sempre meglio, può farcela”

Luca Innocenti
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Filippo Volandri - Foto FITP

Alla vigilia della finale del Roland Garros 2026, che vedrà protagonista Flavio Cobolli, il capitano di Coppa Davis Filippo Volandri ha rilasciato un’intervista a La Gazzetta dello Sport parlando del Roland Garros e del movimento tennistico italiano. “Flavio affronta un tennista che conosce bene, può fare un grande risultato – ha detto Volandri analizzando l’imminente finale -. La prima finale Slam non è mai semplice, ma credo che Flavio potrà giocarsi le sue chance, su un campo che ormai conosce bene e su cui si sta trovando sempre meglio”. 

Un Roland Garros da ricordare

Sfortunatamente per il tennis italiano, Cobolli non ha potuto dare vita al tanto atteso derby con Matteo Arnaldi in semifinale. Il ligure, infatti, si è visto costretto a dare forfait a causa di un virus. Volandri ha commentato: “Arnaldi si era davvero meritato questa semifinale, dopo Cagliari e Roma è andato sempre in crescendo”. Nelle ultime settimane, infatti, il classe 2001 sanremese era apparso in grande forma: “Ha ritrovato fiducia nel suo fisico che per lui è fondamentale, se non si può fidare del suo fisico il tennis di Matteo ne risente“. 

Il Roland Garros 2026 è stato un torneo in cui si è rivisto anche il miglior Matteo Berrettini, fino al problema all’anca che lo ha fermato nel quarto di finale contro Arnaldi. “Berrettini è un grandissimo giocatore e non lo scopriamo certo oggi, ha margine per crescere ancora e restare ai livelli che gli competono” il pensiero di Volandri. A Parigi c’è stata anche la prima volta in un main draw Slam per Federico Cinà, che il capitano di Davis ha commentato così: “A Federico bisogna lasciare il tempo di crescere, ogni percorso è diverso e aver fatto bene al Roland Garros non significa che farà i quarti a Wimbledon”. 

Il sistema Italia

Un’Italia che continua a crescere è il frutto di alcune scelte lungimiranti effettuate anni fa. Il vincitore di due titoli ATP ha evidenziato una decisione in particolare: “La svolta secondo me è arrivata circa otto anni fa quando ci siamo resi conto che funzionavamo meglio facendo crescere i ragazzi attraverso i loro allenatori piuttosto che accentrare tutto“. L’ex giocatore ha ammesso di avere obiettivi ancor più ambiziosi per il futuro: “Adesso vogliamo tornare ad avere dieci-undici giocatori di alto livello, con tre nei primi cento e altri tre nei primi duecento”. 

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