Schwartzman critico con l’ATP: “Urge rivedere il calendario, Slam e Masters devono essere la priorità”

Luca Innocenti
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L'argentino Diego Schwartzman (foto Francesco Panunzio)

L’ex numero 8 del mondo Diego Schwartzman, attualmente membro di Tennis Australia, è tornato sulla questione del calendario ATP dando il suo punto di vista da addetto ai lavori. “Il calendario dev’essere rivisto: bisogna accorciarlo e ridurre il numero di tornei. La priorità dev’essere per i Masters 1000 e per gli Slam” ha detto l’argentino a Clay Magazine. Al momento il calendario crea molta confusione: le persone che guardano in tv non sanno nemmeno che torneo stanno guardando e quanti punti assegna”. 

Al tempo stesso però, Schwartzman quando parla di dare la priorità ai Masters e agli Slam non intende dire che andrebbero ulteriormente allungati: “I giocatori hanno già detto di non essere soddisfatti dai Masters 1000 su due settimane. Il calendario si è allungato di quasi un mese a causa di questi cinque giorni extra per torneo. Non credo sia stata una grande decisione“. 

Priorità agli Slam

Il vincitore di quattro titoli ATP ha spiegato anche che uno dei problemi organizzativi è dettato dal fatto che ATP e i quattro Slam non cooperano pienamente. “Non tutti lo sanno, ma gli Slam non hanno niente a che fare con l’ATP, sono totalmente separati. Gli Slam sono parte del calendario, ma tutte le decisioni su tornei e periodi di gioco sono prese dall’ATP” ha spiegato l’argentino.

I quattro Major hanno un ruolo privilegiato perché sono i tornei più importanti e offrono una piattaforma di altissimo livello al tennis – ha proseguito il semifinalista del Roland Garros 2020 -. Si spera che assieme ai Masters 1000 gli Slam possano creare un tour più strutturato e incentrato sul tennis di élite“. Un altro aspetto su cui Schwartzman ha criticato l’ATP è la gestione dei diritti tv: “Oggi non sai dove potrai seguire il tennis di settimana in settimana, servirebbe un canale o un’app unica, l’ATP deve sistemare questo aspetto”.

Swing sudamericano

Il nativo di Buenos Aires ha detto la sua anche sulla situazione dello swing sudamericano, solitamente disputato su terra rossa tra febbraio e inizio marzo, che vede il suo valore insidiato dal Masters 1000 saudita che entrerà in calendario nel 2028. “Ci sono tante decisioni da prendere riguardo allo swing sudamericano. Quando si capirà dove sarà inserito il 1000 in Arabia Saudita, bisognerà capire se rimanere su terra, passare al cemento o se cambiare posizione nel calendario“.

 

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