“Sono una ragazza normale che ha fatto un percorso normale: mi sono diplomata in una scuola tradizionale e ho iniziato a fare la professionista a 19 anni, per me il tennis rimane un grande divertimento”. Aurora Zantedeschi (attuale numero 393 WTA) si definisce così, in esclusiva a Spazio Tennis, raccontando del suo percorso nel tennis, o meglio del “viaggio” come lo chiama lei. Aurora parla del suo approccio allo sport in chiave molto propositiva: “Il tennis è un viaggio lungo e se ti focalizzi sul migliorarti come tennista e come persona i risultati arrivano, l’importante è goderselo”. Il suo viaggio è iniziato tra i 4 e i 5 anni quando, accompagnando suo fratello maggiore al circolo assieme alla mamma, cominciò a giocare tirando la pallina contro il muro, scoprendo un enorme divertimento. “Fino alla quarta superiore mi allenavo solo di pomeriggio, era il mio divertimento” racconta.
Il doppio: un hobby riuscito molto bene
Zantedeschi ha un best ranking di 102 in doppio (19 titoli ITF in carriera) e 292 in singolare, specialità in cui vanta altri 3 ITF, l’ultimo dei quali vinto lo scorso 31 maggio (W35 Bol 2). Riflettendo sulla sua classifica, la classe 2000 racconta: “Sono stata 290 al mondo, quando mi guardo allo specchio mi dico che ci sono solo 289 persone nel mondo che giocano a tennis meglio di me”. Per rendere l’idea del valore di una classifica tra le prime 300 giocatrici al mondo, Zantedeschi fa un paragone calcistico: “L’élite del tennis comprende pochissime persone, se pensiamo al calcio invece ci sono 20 giocatori per squadra in Serie A, quindi circa 400 a stagione, mentre nel tennis è un tutti contro tutti”.
Nonostante i tanti successi in doppio, l’azzurra si definisce una singolarista. Difatti per lei il doppio è un vero e proprio divertimento: “Il singolare è il mio lavoro, mentre il doppio è un hobby da portare avanti senza pressioni”. Per questo, ammette, è fondamentale trovare compagne che le diano ottime sensazioni: “Se devo giocare il doppio mi voglio divertire, scelgo ragazze che mi diano un bellissimo feeling e non mi mettano ansia”. I tornei in coppia rimangono quindi marginali nella programmazione di Zantedeschi, nonostante un 2024 di altissimo profilo: “Ho avuto la fortuna-sfortuna di salire tantissimo in classifica, sfortuna perché per salire ulteriormente in doppio avrei dovuto fare solo quello ma in singolo non avevo classifica per fare molti WTA e le programmazioni non coincidevano”.
I grandi palcoscenici e le grandi avversarie
L’italiana, infatti, in doppio ha raggiunto ottimi risultati anche a livello WTA con tre finali (1 WTA 250 a Palermo 2024 e 2 WTA 125), disputando anche gli Internazionali BNL d’Italia 2024 in coppia con Anastasia Abbagnato. In quell’occasione ha sfidato al secondo turno Jasmine Paolini e Sara Errani. Ricordando quel momento ammette: “Una cornice di pubblico pazzesca anche se tutti, giustamente, tifavano Sara e Jasmine”. Di quell’esperienza all’italiana è rimasta impressa una cosa in particolare: giocatrici del calibro delle campionesse olimpiche hanno un’abilità particolare. Si tratta della gestione dei momenti cruciali: “Sembra una frase fatta, ma è quella la vera differenza, loro rimangono solidissime e magari chi ha un livello leggermente più basso fa qualche errore di troppo”.
Col passare del tempo e l’esperienza accumulata però ci si abitua a sfidare grandi giocatrici. Di recente, Zantedeschi ha giocato contro la semifinalista del Roland Garros 2020, Nadia Podoroska, e ammette: “A me piace soffermarmi a guardare le altre e provare a capire perché sono arrivate in Top 50, col tempo ti abitui a giocare contro grandi avversarie perché, in fin dei conti, sfidarle significa essere allo stesso livello in quel momento”.
Un approccio sempre costruttivo
Nella sua carriera Aurora ha anche avuto modo di vivere il periodo di transizione verso l’attuale epoca d’oro del tennis italiano. Gli ottimi risultati dei suoi connazionali sono uno stimolo importante, come ammette lei stessa: “Vedo ragazze che conosco personalmente fare molto bene, è uno stimolo perché mi fa capire che anch’io posso raggiungere il loro livello”. A tal proposito Zantedeschi sottolinea proprio l’importanza di aver vissuto la transizione: “Io non avverto la pressione per i risultati altrui, avendo vissuto anche il prima mi concentro sui lati positivi come i tanti tornei giocati in Italia”.
Vedere il bicchiere mezzo pieno è una delle caratteristiche della tennista veneta, che cerca sempre del buono nelle cose, comprese le sconfitte. Ad esempio, parlando delle 5 finali ITF perse consecutivamente tra il 2021 e il 2025, dice: “Firmerei per giocare cinque finali all’anno e perderle, per come sono fatta io arrivare in fondo ad un torneo è sempre una grossa soddisfazione”.
Per il futuro, Aurora ha un sogno in particolare: “Giocare le qualificazioni di uno Slam”. Tuttavia, il suo approccio rimane focalizzato su sé stessa e non solo sui risultati: “Pensare solo ai risultati non funziona, sono più le settimane in cui perdi rispetto a quelle in cui vinci, ma mettendo le cose nella giusta prospettiva riesci a goderti il viaggio e divertirti”. Un viaggio iniziato più tardi rispetto ad altre professioniste perché, come dice lei, “persone normali devono fare un percorso normale” ma che l’ha già portata a ridosso della Top 100. Divertendosi e godendosi ogni piccolo progresso il futuro rimane tutto da scrivere.