“Mi sembra chiaro: Jannik è largamente favorito. Lui e Alcaraz appartengono a un altro livello, ed è terribile per il tennis che Carlos non possa giocare a Parigi e a Wimbledon.” Si pronuncia così la leggenda John McEnroe, ex numero 1 del mondo e 7 volte campione Slam (dolorosissima la finale al Roland Garros nel 1984 persa contro Ivan Lendl), alla Gazzetta dello Sport. Prosegue l’analisi del ‘French Open’, come lo chiamerebbe lui: “l’unica possibilità che posso concedere agli avversari di Sinner è che resti a lungo questo caldo, una situazione che lui soffre un po’. Penso che un giocatore fisicamente forte, in grado di sfruttare le condizioni climatiche estreme, potrebbe metterlo in difficoltà. Però lo abbiamo visto a Montecarlo e a Roma: Jannik stava faticando contro Machac e Medvedev, ma poi ha vinto. L’unica possibilità che hai è quella di giocare scambi di 30 colpi e cercare di sopraffarlo. Mi chiedo: ci sono giocatori in grado di riuscirci, in questo momento?”
LE VARIAZIONI NEL GIOCO DI SINNER
Ha parlato poi delle variazioni portate al proprio gioco da parte del numero 1 del mondo, una crescita non scontata: “Beh, Jannik si è affidato a un team di altissimo livello, con due grandi allenatori, ed è un grandissimo lavoratore: infatti ogni anno aggiunge qualcosa al suo gioco. Continua ad applicarsi e continua a migliorare, e credo che questa sia una conseguenza della rivalità con Alcaraz: entrambi sono consapevoli di dover trovare qualcosa di più nel loro gioco per mantenersi al livello dell’avversario o essere migliore dell’altro. Ma credo che il vero segreto di Jannik negli ultimi due anni risieda nel fatto che è davvero felice di giocare a tennis”.
COSA FARE CONTRO SINNER?
La domanda sorge dunque spontanea: cosa avrebbe fatto Johnny McEnroe per mettere in difficoltà Sinner? La sua mano d’artista avrebbe certamente proposto una sfida inusuale. Ovviamente non ci sarebbe stata nessuna impresa completamente fuori dalla portata del newyorkese, ma persino lui deve concedere qualcosa: “Ragazzi, rispetto alle velocità di adesso io giocavo in slow motion. Comunque proverei a farlo muovere verso gli angoli, a essere molto aggressivo in risposta, a variare il ritmo con la palla corta, proverei ad attaccarlo quando fosse distante dalla riga di fondo, perché il primo passo sulla terra è più complicato e perciò il passante è meno preciso”.
Spiega poi l’ardua impresa che si pone davanti ai possibili avversari di Jannik Sinner in questo Roland Garros: “Senza Alcaraz si è aperta la corsa per la finale dall’altra parte del tabellone. Zverev comunque arriva sempre in fondo, Djokovic ha battuto Jannik in Australia, ma bisogna capire come possono incidere i 39 anni, Ruud sulla terra è tornato molto solido, poi spunta sempre qualche sorpresa. Però tutti per avere qualche chance con Jannik devono giocare la partita della vita”.
RAFA JODAR
La sua attenzione si sposta su Rafael Jodar, il nuovo gioiellino del tennis spagnolo: “Jodar mi piace molto, è completo, è dotato di un gran fisico e può ancora maturare. Però ha solo 19 anni, non ha mai affrontato partite tre su cinque sulla terra e adesso deve pure convivere con aspettative molto alte”. Per il momento, il madrileño sembra reggere.
IL TABELLONE FEMMINILE
Chiude sul tabellone femminile, sicuramente più equilibrato: “Sarà un torneo molto aperto: secondo me Sabalenka, Swiatek, e Gauff partono alla pari, la sconfitta della Rybakina è stata una grande sorpresa, però ci sono almeno un’altra decina di giocatrici che possono arrivare in fondo. Io però spero vinca Svitolina, sarebbe la più bella storia del torneo. Gioca un tennis aggressivo e mentalmente mi sembra la più attrezzata di tutte. E poi i Francesi tiferanno per lei dopo che è uscito il marito Monfils”.