Una delle tematiche che, in modo ricorrente, fa discutere i tennisti è legata alle palline usate nei diversi tornei. Più volte, i giocatori si sono lamentati della mancanza di uniformità e della rapidità con cui esse si usurano. Uno dei più critici è Daniil Medvedev che ha iniziato una personale crociata contro le palline utilizzate dall’ATP. Le rimostranze dei giocatori hanno portato a qualche piccolo cambiamento nel corso della stagione 2026. Ad esempio, il Masters 1000 di Indian Wells ha cambiato fornitore passando da Head a Dunlop. La decisione non è stata casuale, ma improntata proprio all’uniformità. Dunlpo, infatti, è il medesimo forntiore dell’Australian Open e del Masters 1000 di Miami, in questo modo i primi tre tornei importanti dell’anno utilizzano le stesse palline.
La novità
Un altro piccolo cambiamento arriverà nel Challenger 75 di Lexington, Stati Uniti. Il torneo, che è in programma dal 3 al 9 agosto, apporterà una modifica relativa ai cambi delle palline. Solitamente il cambio palle arriva dopo i primi 7 giochi dell’incontro e poi ogni 9 game. A Lexington, invece, si ridurrà di 2 giochi: primo cambio alla fine del quinto game e poi ogni sette. La decisione arriva in accordo con il “Player Advisor Council” (consiglio di rappresentanza dei tennisti), secondo i giocatori infatti la rapidità con cui le palline si usurano aumenterebbe il rischio di infortuni.
Per il momento la novità riguarderebbe solo il Challenger statunitense, chissà che non possa essere riproposta anche su palcoscenici più importanti. Un piccolo cambiamento che testimonia anche una piccola apertura nei confronti dei tennisti. Tra questione palline e suddivisone dei montepremi, infatti, i giocatori hanno più volte denunciato l’indifferenza delle istituzioni sportive nei confronti delle loro esigenze e richieste.