Roland Garros 2026, Evert su Sabalenka: “Non era la sua giornata, è umana anche lei”

Francesco Petrucci
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Aryna Sabalenka - Foto Rachel Bach/Shutterstock

Non era la sua giornata. Sono stata numero 1 e ho vinto degli Slam, devi vincere sette partite. Devi essere al massimo della forma in ogni partita e oggi lei non lo era. È umana anche lei.” Questo il pensiero della 18 volte campionessa Slam Chris Evert ai microfoni di Eurosport e TNT Sports sul match perso da Aryna Sabalenka contro Diana Shnaider nei quarti di finale del Roland Garros.

L’americana si è poi concentrata su un fattore che ha caratterizzato le ultime giornate a Parigi, il vento. Condizioni da dover sopportare per competere ai massimi livelli: “Credo che non abbia imparato a giocare con il vento. Queste condizioni richiedono un buon gioco di gambe e il suo non è dei migliori. I suoi movimenti sono ottimi, le falcate lunghe sono perfette, ma quei passi di aggiustamento intorno alla palla no”.

Nonostante il rassicurante vantaggio, la quattro volte campionessa Major non è riuscita a conquistare il pass per la semifinale. Con il passare dei minuti, secondo la statunitense, l’ansia e la pressione hanno fatto breccia nella tennista, che si è poi rivolta verso il suo angolo: “Più la partita andava avanti, più Sabalenka appariva visibilmente frustrata. E più la frustrazione aumentava, più il suo gioco diventava imprevedibile. In diverse occasioni, ha urlato al cielo e verso il suo box”.

 Questione mentale

Tra le varie problematiche che hanno coinvolto la bielorussa nel corso del match, secondo Evert c’è la possibilità che la tennista abbia pensato al fatto che fosse la sola, tra le migliori giocatrici del circuito, ad essere ancora in gioco: “Nella prima settimana, cinque delle teste di serie avevano perso. Forse questo pensiero le frullava per la testa, tipo ‘Devo assolutamente vincere’. Ci potrebbero essere un milione di motivi, solo lei lo sa.”

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