“Giornate come queste mi danno speranza che forse non saranno le ultime”. Così Thanasi Kokkinakis ha raccontato tutta la propria emozione dopo la vittoria ottenuta al primo turno del Roland Garros 2026, al termine di una battaglia vissuta in un’atmosfera infuocata contro il francese Terence Atmane. “È stata un’atmosfera incredibile oggi, sapevo che sarebbe stato così. Qui a Parigi ho già vissuto grandi battaglie, giocare contro Terence è molto difficile perché coinvolge tantissimo il pubblico. L’atmosfera era incredibile, è per questo che gioco. Mi faceva sorridere, mi stavo divertendo a essere di nuovo in campo, era una sensazione che mi era mancata”.
Parlando poi della grande bolgia creata attorno al campo, l’australiano ha aggiunto: “Mi diverto sia quando tifano per me che quando tifano contro. Me l’aspettavo. A volte tra un servizio e l’altro può essere fastidioso, però succede, fa parte del gioco. Mi aspettavo una grande atmosfera e l’ho trovata. E alla fine penso che qualcuno tifasse anche per me. Preferisco tanto rumore rispetto al silenzio: il silenzio è deprimente. Ho fatto tante sessioni di allenamento in silenzio e vi assicuro che non è divertente”.
LE CONDIZIONI FISICHE
Arrivando poi alle sue condizioni fisiche, Kokkinakis ha ricordato quanto sia stato complicato il suo ultimo anno e mezzo: “Ho un nuovo braccio, una nuova spalla con cui sto giocando. Ogni giorno provo a capire cosa sia normale e cosa no. Per quanto riguarda il mio livello di tennis, senza sembrare arrogante, non sono così sorpreso. Ho perso tantissimo tempo in carriera, ma più volte sono riuscito a tornare e ottenere grandi vittorie. Però vincere così, con poco tennis nelle gambe, è sicuramente una grandissima prestazione per me. Giorni fa non stavo bene e non ero nemmeno sicuro di giocare”.
L’australiano ha poi spiegato con grande sincerità cosa rappresenti questa vittoria: “Non voglio guardare troppo avanti. Guardo domattina e spero di svegliarmi bene. Ho fatto tutto quello che potevo nella riabilitazione e negli allenamenti, ma niente può prepararti davvero a una partita vera”.
Una dichiarazione che sicuramente può spaventare gli appassionati di questo sport è: “Ho detto al mio team che giocherò almeno fino all’Australian Open 2027. Se le cose non andranno bene e il mio braccio non risponderà, allora probabilmente sarà finita. Però giornate come queste mi danno speranza che forse non sarà così e che potrò ancora continuare”.
LA CARRIERA DI ‘KOKKI’
Sul passare degli anni, Kokkinakis ha riflettuto così: “Non mi sento più giovane, il mio corpo sicuramente non lo è più, mentalmente forse sì. Però io non ho mai giocato veramente tanto. Ci sono giocatori molto più giovani di me che hanno il doppio o il triplo delle mie partite. Anche quando ero più continuo non ho mai disputato una stagione completa”.
Il tennista australiano si è espresso sui suoi tanti infortuni: “Ho esperienza perché ho giocato tanti grandi tornei, ma pochi match. Una cosa che vorrei fare prima di smettere è giocare almeno una stagione completa, se il fisico me lo permetterà, e vedere cosa può succedere. Per me contano le piccole cose e una vittoria come quella di oggi ha un grandissimo valore dopo tutti gli infortuni che ho avuto”.
VIVERE CON IL DOLORE È NORMALITÀ?
Infine Kokkinakis ha parlato apertamente anche del dolore con cui convive ancora oggi: “Sto cercando di capire quale sia la mia nuova normalità. Se sento dolore o fastidio devo capire se è un segnale d’allarme oppure solo parte del processo. Mentalmente è dura perché penso a sperare che il mio braccio, la mia spalla e il mio pettorale stiano bene. Negli ultimi giorni ho quasi smesso di allenarmi per arrivare alla partita più riposato possibile. È strano entrare in campo pensando prima al proprio corpo e solo dopo all’avversario”.