Roland Garros 2026, Mensik: “Rublev? Partita da montagne russe, felice della mia gestione”

Francesco Bruni
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Jakub Mensik - Foto Tnani Badreddine/DeFodi Images

Jakub Mensik continua la sua corsa al Roland Garros 2026. Il ceco ha superato Andrey Rublev in cinque set al termine di una battaglia durata oltre quattro ore. Una vittoria che gli vale i quarti di finale e che conferma la sua capacità di reggere fisicamente e mentalmente le sfide più dure. “È stata una grande partita, un vero viaggio”, ha raccontato Mensik in conferenza stampa. “Ogni set e ogni momento del match hanno avuto una storia diversa. Ero avanti di due set, poi lui è riuscito a rimontare fino al 2-2. È stata una partita in cui tutto ruotava attorno al momentum”.

Secondo il ceco, la chiave dell’incontro è stata proprio la gestione delle inerzie. “Nei primi due set ero io a dettare il gioco e mi sentivo abbastanza a mio agio, nonostante le condizioni fossero molto diverse rispetto ai giorni precedenti. Era più lento, le palline erano più pesanti e non è stato facile adattare il mio tennis”.

Il ventenne ceco ha ammesso di aver attraversato una fase molto complicata, nonostante il vantaggio accumulato. “Anche se ero avanti 2-0, in alcuni momenti avevo la sensazione di stare perdendo la partita. Per questo sono particolarmente felice di essere riuscito a riprendermi il momentum nel quinto set e a chiudere il match nel modo in cui l’ho fatto”.

L’ELOGIO A RUBLEV

Mensik ha elogiato apertamente Rublev, sottolineando la qualità della reazione del russo dopo essersi trovato sotto di due set. “Andrey è un grande giocatore e un grande combattente. Lo ha dimostrato ancora una volta. Quando è rientrato nel match ha giocato un tennis incredibile, trovando tanti colpi straordinari. In quel momento tutto il momentum era dalla sua parte”.

LA FAME NEGLI SLAM

Quella contro Rublev è stata la terza battaglia di alto livello per Mensik nel giro di pochi giorni, dopo i successi contro Mariano Navone e Alex de Minaur. Un percorso che lo ha messo a dura prova sotto tutti gli aspetti. “Sono stati cinque giorni intensi e tre grandi lotte contro ottimi giocatori”, ha spiegato. “Ma negli Slam funziona così. Quando arrivi nelle fasi finali non importa chi trovi dall’altra parte della rete: tutti vogliono esprimere il loro miglior tennis”.

Mensik ha poi insistito nuovamente sul concetto di inerzia mentale all’interno di una partita. “Puoi essere avanti due set a zero oppure sotto di due set, puoi essere sotto di un break, ma il momentum può cambiare in qualsiasi momento. È questo che rende il tennis uno sport così aperto”.

IDOLI D’INFANZIA

Nel corso della conferenza gli è stato chiesto anche quale giocatore ceco abbia rappresentato il suo modello di riferimento durante la crescita. La risposta è stata immediata. “Il tennis ceco ha una storia incredibile, sia al maschile sia al femminile. Quando ero bambino il giocatore che seguivo più di tutti era Tomas Berdych. Era lui il mio riferimento perché lo vedevo giocare mentre crescevo”.

LA CRESCITA DEL TENNIS CECO

Mensik ha poi sottolineato con soddisfazione il momento positivo attraversato dal tennis del suo Paese. “Per diversi anni abbiamo faticato ad avere giocatori di alto livello, mentre oggi abbiamo quattro o cinque cechi tra i primi cento del mondo. È una situazione fantastica perché possiamo confrontarci continuamente, seguirci a vicenda e imparare gli uni dagli altri. È una grande opportunità per tutti noi”.

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