Sinner e il servizio, i numeri a Wimbledon 2026 sono da record

Tancredi Crepax
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Jannik Sinner - Foto Chryslene Caillaud/Psnewz/ipa-agency.net

Jannik Sinner non ha solo confermato il suo titolo a Wimbledon, per certi versi l’ha quasi raddoppiato. Per esempio, per quanto riguarda gli ace: nel 2025 ne mise a segno 62, quasi nove a partita. Nel 2026 più del doppio, 128, oltre diciotto a partita. Oppure, il numero di break subiti tra la semifinale contro Novak Djokovic e la finale contro Alexander Zverev: zero, a differenza dei tre incassati nell’ultimo weekend dell’edizione 2025 (uno in semi contro Djokovic e due nel primo set della finale contro Carlos Alcaraz).
Questi dati non fanno che supportare quello che si è visto già a occhio, da qualche mese a questa parte: il numero uno al mondo ha il miglior servizio del mondo.

Barometro Djokovic

Durante la semifinale, Sinner è riuscito in un impresa speciale, ovvero quella di chiudere un match al meglio dei cinque set contro il serbo senza perdere mai il servizio: era successo solo due volte, la prima quando Djokovic era a inizio carriera, nel 2007 contro Lleyton Hewitt, e la seconda fu agli Australian Open 2024, sempre per mano del numero uno al mondo. Riuscire portare a termine una no-hitter da baseball contro l’universalmente riconosciuta miglior risposta della storia del tennis (insidiata da quella di Sinner), è una dimostrazione di controllo del game, oltre che del gesto in battuta.

Club esclusivi

Chiudendo il torneo con una sola palla break concessa in semifinale, e una in finale, e nessun break subito, l’azzurro si è preso un altro posto nella storia del tennis: è solo la quinta volta dal 1991 (inizio dell’archiviazione statistica) che un giocatore vince un torneo del Grand Slam senza perdere il servizio nelle ultime due partite.

Wimbledon 2000: Pete Sampras
Wimbledon 2003: Roger Federer
Australian Open 2013: Novak Djokovic
Australian Open 2019: Novak Djokovic
Wimbledon 2026 : Jannik Sinner 

Allargando la ricerca alla seconda settimana dei Major, l’altoatesino si intrufola in una pagina degli annali: questa è infatti solo la quarta volta che un campione Slam subisce al massimo un break dagli ottavi di finale in poi.

Wimbledon 2000, Pete Sampras: 0 break subiti
Wimbledon 1997, Pete Sampras: 1 break
Australian Open 2003, Andre Agassi: 1 break
Wimbledon 2026, Jannik Sinner: 1 break

Miglioramento costante

Non si tratta certo di un paio di viti strette qualche giorno prima di Wimbledon 2026: i numeri al servizio sono cambiati già dalla fine della stagione 2025, dopo la limpida dichiarazione d’intenti di Sinner dopo la sconfitta in finale agli US Open di migliorare servizio e variazioni. Il record personale di ace in una partita Slam fu già ritoccato più volte agli Australian Open, nel quale persino la partita più sofferta gli ha regalato la seconda prestazione in carriera in merito, i 26 ace della semifinale persa contro Novak Djokovic.
Il lungo processo è partito nel 2022, quando Simone Vagnozzi e Darren Cahill hanno studiato un periodo in cui Sinner avrebbe servito tenendo i piedi separati (foot back) per maggiore controllo, per poi tornare a unire i piedi (foot up) per maggiore potenza, alla ricerca del giusto equilibrio, ormai trovato.

Oltre agli ace, le percentuali di conversione dei punti, di game vinti e di concessione/salvataggio di palle break hanno questo trend già dal 2024, la prima stagione di Sinner da campione assoluto. La gestione del gioco al servizio, con cura e qualità, contribuisce a rendere il servizio di Sinner un’arma impropria.
Considerando poi la calma con cui reagisce a una palla break da annullare, o a un vantaggio da mantenere facendo corsa di testa, la versione di entrambi i colpi di inizio gioco è ormai davvero full optional, top di gamma.

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