Ci sono luoghi che non rappresentano solamente un punto di partenza, ma una parte indelebile della propria storia. Per Jannik Sinner uno di questi è sicuramente San Candido, dove il numero 1 del mondo è tornato a impugnare la racchetta sui campi del 3 Zinnen Dolomites. A due settimane dal secondo trionfo consecutivo a Wimbledon, conquistato superando Alexander Zverev in quattro set nella finale del 12 luglio, l’altoatesino ha scelto di ripartire dalle sue montagne e dai luoghi che hanno accompagnato i primi passi della sua carriera.
“Siamo orgogliosi di riavere il numero 1 del mondo sui nostri campi da tennis. Dalle sue radici qui nelle Dolomiti fino al vertice del tennis mondiale, è sempre qualcosa di speciale vedere Jannik Sinner tornare nel luogo in cui è iniziato il suo viaggio. È bello riaverti a San Candido, Jannik”, è il messaggio pubblicato dal 3 Zinnen Dolomites per celebrare il ritorno del campione azzurro.
Dove tutto è iniziato
Un ritorno dal forte valore simbolico. L’altoatesino è nato proprio a San Candido ed è cresciuto nella vicina Sesto Pusteria, dividendosi durante l’infanzia tra lo sci, il calcio e il tennis. Ha iniziato a giocare con continuità all’età di sette anni, prima di lasciare casa a tredici per trasferirsi a Bordighera e dedicarsi completamente alla racchetta. Proprio nelle strutture del comprensorio delle Tre Cime l’azzurro ha svolto alcuni dei suoi primi allenamenti. Campi sui quali oggi è tornato da numero 1 del mondo e da cinque volte campione Slam. Tempi diversi, ma stessa passione.
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