“Nel 2022, quando abbiamo iniziato, la domanda era: vincerà mai uno Slam? Diventerà mai numero uno? Si diceva che Rune fosse più avanti. Ora che Jannik ce l’ha fatta sembra che fosse tutto normale, già scritto. Ma non era così. Il 99% lo ha messo lui, dietro c’è stato tanto lavoro”. Queste le parole di Simone Vagnozzi, attuale allenatore del numero uno del mondo Jannik Sinner, alla Gazzetta dello Sport. All’inizio della loro collaborazione, infatti, c’erano molti dubbi, ma con il duro lavoro e i successivi risultati hanno fugato qualsiasi timore.
Non è mai semplice per un coach trovare il giusto metodo e avere le stesse visioni con il giocatore con cui collabora, non è stato questo però il caso della coppia Sinner-Vagnozzi, sulla stessa lunghezza d’onda sin dal primo incontro: “Ci siamo visti a Montecarlo. Abbiamo parlato di come giocava, di come poteva evolvere. Quello che lui sentiva in campo era molto simile a quello che io vedevo da fuori: un talento incredibile, ma con margini importanti nella visione tattica e in alcune aree del gioco”.
Le vittorie e i traguardi raggiunti sono stati già molti, ma uno sguardo al futuro sarà necessario solo se il tennista sentirà la necessità di cambiare qualcosa, senza alcun tipo di timore: “Io sto bene con Jannik e l’obiettivo è rimanere. Però gli dico sempre: andiamo avanti finché sono un valore aggiunto per te. Se un giorno sentirà il bisogno di altro, sarà giusto così”.
‘Disturbo social’ e Sinner simbolo italiano
Nella realtà odierna i social media possono rappresentare un ostacolo per la serenità della persona, prima che del tennista. Secondo Vagnozzi, è fondamentale non farsi influenzare dal giudizio altrui: “Bisogna trovare equilibrio. Ci sono cose che leggi e ti fanno piacere, altre meno. L’importante è non farsi condizionare e restare sulla strada giusta. Ci sarà sempre qualcosa che a qualcuno non va”.
Sinner è diventato un’icona per l’Italia grazie agli straordinari successi e riscontri sul campo, ma soprattutto per il suo comportamento esemplare, come è felice di ricordare il suo allenatore: “Jannik è orgoglioso di rappresentare l’Italia e penso lo faccia nel modo migliore. Dà un esempio importante ai ragazzi: rispetto, educazione, valori giusti. È un ragazzo normale di 24 anni. Quando è in campo è serissimo, ma fuori è un ragazzo gioioso”.