Vondrousova rompe il silenzio: lo sfogo sul caso antidoping e la salute mentale

Francesco Bruni
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Marketa Vondrousova - Foto Mike Frey / IPA

Nel lungo sfogo condiviso sui social, Marketa Vondrousova ha raccontato senza filtri quanto sia stato complicato affrontare gli ultimi mesi, segnati dalla vicenda legata al controllo antidoping mancato nel dicembre scorso. Un episodio che ha finito per pesare non solo sul piano sportivo, ma soprattutto su quello personale.

Secondo quanto riportato dai media cechi, infatti, la tennista rischierebbe una squalifica fino a quattro anni per non aver fornito un campione durante un controllo fuori competizione. Vondrousova, però, ha sempre contestato la dinamica dell’accaduto, sostenendo che l’ispettore dell’agenzia antidoping tedesca non avrebbe seguito correttamente i protocolli previsti. Proprio per questo motivo, il 3 dicembre, avrebbe deciso di non consentirgli l’accesso all’interno del proprio appartamento.

Una situazione ancora aperta, che potrebbe avere conseguenze importanti, ma che non ha fermato del tutto la ceca. Nonostante i problemi alla spalla e il peso della vicenda, Vondrousova ha scelto di restare in campo, provando a ritrovare continuità e serenità proprio attraverso il tennis. Il programma della ceca ha come prossima tappa il WTA 1000 di Madrid, che arriva a seguito di una parentesi in Billie Jean King Cup con la sua Repubblica Ceca, dove ha giocato, e perso, in doppio con Tereza Valentova.

Il post di Vondrousova

È molto difficile per me parlare di tutto questo, ma voglio essere trasparente riguardo alla mia salute mentale. Il recente episodio legato al controllo antidoping è avvenuto perché ho raggiunto un punto di rottura dopo mesi di stress fisico e mentale.

Per molto tempo ho dovuto fare i conti con gli infortuni, la pressione costante e problemi di sonno che mi hanno lasciata esausta e fragile. È stato un processo lento, che mi ha logorata più di quanto probabilmente mi rendessi conto in quel momento. A questo si aggiungono anni di messaggi d’odio e minacce, che hanno inciso sulla percezione della mia sicurezza anche dentro casa. Quando qualcuno ha suonato alla mia porta a tarda notte senza identificarsi adeguatamente o seguire i protocolli, ho reagito come una persona spaventata. In quel momento si trattava di sentirmi al sicuro, non di evitare qualcosa”.

 Gli esperti hanno confermato che ho sofferto di una reazione acuta allo stress e di un disturbo d’ansia generalizzato. In quel momento la paura ha offuscato il mio giudizio e non sono riuscita a elaborare la situazione in modo razionale. Dopo quello che è successo a Petra [Kvitova, ndr], non prendiamo alla leggera gli sconosciuti alla porta.

Sto cercando di ritrovare la mia strada, dentro e fuori dal campo. Il tennis è sempre stato il mio mondo, ma in questo momento mi sto concentrando anche sul recupero e sull’affrontare tutto nel miglior modo possibile. Sto ancora lavorando per dimostrare la mia innocenza, ma allo stesso tempo devo prendermi cura di me stessa. Grazie al mio compagno, alla mia famiglia e a tutti coloro che mi sono stati vicini: significa più di quanto riesca a esprimere. Per ora mi prenderò un po’ di tempo per respirare e recuperare”.

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