“Tenere in mano quel trofeo era un momento che cercavo da anni e che ho aspettato per anni. Ho raggiunto tutto, mi manca solo diventare numero 1, e sarebbe bello farcela anche solo per una settimana“. Queste le parole cariche di emozione di Alexander Zverev nell’intervista al giornale tedesco ‘Bild’, a seguito del successo in finale su Flavio Cobolli al Roland Garros per la conquista del primo Slam in carriera.
Il sette volte campione nei Masters 1000 ha già rivolto uno sguardo al futuro, assicurando di voler proseguire nel suo percorso tennistico ancora per molto tempo. Una certezza data dalla sua incrollabile passione per questo sport: “Voglio giocare per altri 10 anni. Lo Slam era uno stimolo in più per giocare a tennis, ma io gioco e mi alleno innanzitutto perché mi piace farlo. Questo non significa che vincerò a Wimbledon, ma non c’è assolutamente la possibilità che io smetta di voler giocare“.
Il peso della pressione
L’ansia per il risultato ha attanagliato il tennista classe ’97 per diversi anni, viste anche le precedenti finali Major perse, e in queste settimane si è acuita sempre di più. In questo caso, però, è rimasto lucido nel momento decisivo, riuscendo dove prima aveva fallito: “Anche se avevo il telefono spento, sapevo che Sinner e Djokovic fossero fuori, e quello stava diventando lo Slam che potevo, e forse dovevo, vincere. Non ho dormito bene, è stata una settimana stressante, ma ce l’ho fatta”
Un momento speciale per il tedesco, ma che non sarebbe valso allo stesso modo senza il supporto e l’aiuto dei propri cari, nella rincorsa verso un traguardo indimenticabile: “Il momento più bello è stato dare il trofeo a mio padre, mia madre e mio fratello. Questo è ciò che conta davvero”.