Roland Garros 2026, Berrettini: “Ho sentito dolore nella zona dell’anca. Speriamo di rivederci a Wimbledon”

Francesco Petrucci
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Matteo Berrettini - Foto Carlo Zuddas

È sicuramente l’anca. Non so esattamente cosa sia. Spero che le radiografie siano chiare e che mi dicano di cosa si tratta. Non ho mai avuto niente del genere. Ho avuto problemi all’anca destra alla fine del 2019, inizio 2020, ma era un dolore diverso. Non so. Immagino faccia parte del mio lavoro. Il tennis è uno sport individuale, quindi non c’è niente da fare. Non posso chiedere una sostituzione. È così. Purtroppo dovevo prendere la decisione giusta. Anche se ovviamente era un palcoscenico importante, sono l’ultima persona che vorrebbe ritirarsi. Molti giocatori l’hanno fatto in passato, ed è la sensazione peggiore in assoluto, ma è la cosa giusta da fare, perché non sarà l’ultimo torneo che giocherò nella mia vita e devo pensare al mio futuro. Devo pensare al mio recupero. E inoltre, dobbiamo dare a Matteo il merito perché per batterlo dovevo essere al 100%. E quando mi sono ritirato non ero al 100%, e non c’era alcuna possibilità che potessi continuare a giocare in questo modo“. Così Matteo Berrettini in conferenza stampa ha spiegato la natura dell’infortunio che lo ha costretto a ritirarsi nel corso del secondo set della sfida con Matteo Arnaldi nei quarti di finale del Roland Garros 2026 quando il risultato recitava 7-5 5-2 in favore del sanremese.

IN VISTA DI WIMBLEDON

Matteo ha poi spiegato: “A metà primo set ho cominciato a sentire qualcosa quando servivo ma pensavo non fosse nulla. La partita era molto dura e non ci ho pensato molto. Poi, più andavo avanti e più stavo male. Ho provato a continuare ma il dolore era troppo forte”.  Il romano, dopo la delusione per l’ennesimo stop della carriera causa infortunio, ha analizzato nel dettaglio qual è stato il problema nel corso del match, augurandosi di poter tornare in campo prima di uno dei suoi tornei preferiti, Wimbledon: “Se fosse stato l’addominale avrei saputo esattamente quante settimane sarei dovuto star fermo perché sono un esperto, purtroppo. Spero di essermi fermato in tempo e di esserci per Wimbledon”.

Al termine del miglior percorso nei Major degli ultimi anni, l’azzurro ha sottolineato il dolore di non poter portare a termine la sfida, come già fatto parecchie volte in passato: “È stata molto dura fermarmi perché l’ho fatto già molte volte, sono stanco di ritirarmi. Non volevo terminare il torneo così. Mi sembrava di mettere da parte la possibilità di giocare fino all’ultimo punto”.

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