“Questa partita me la ricorderò per sempre, è un risultato che dà tanta consapevolezza perché non capita spesso di giocare un quarto di finale Slam”. Flavio Cobolli non nasconde l’emozione in conferenza stampa dopo la vittoria su Felix Auger-Aliassime che gli vale la prima semifinale Slam della carriera al Roland Garros 2026. Ciononostante, il tennista azzurro rimane concentrato: “Ancora non penso al titolo anche se mancano solo due partite, voglio stare calmo per rimanere nel torneo perché se perdo le staffe inizio ad accontentarmi e non voglio che accada”.
La vittoria ai quarti e il movimento italiano
Accontentarsi appunto non è un’opzione contemplata, come sottolinea lo stesso Cobolli: “Ho una buona posizione nella Race e sono virtualmente in Top 10 ma non vorrei mai farmi sfuggire queste cose che nemmeno mi sarei immaginato“. Di certo Flavio non si è accontentato durante il match, nemmeno dopo un avvio nervoso e dopo la sconfitta nel primo set. Il classe 2002 racconta del difficile avvio: “Non avevo mai giocato con le condizioni di inizio partita e non trovavo feeling, quando ho subìto break mi sono arrabbiato col team perché credevo mi avessero dato troppe indicazioni tattiche”.
Allarme rientrato nel prosieguo di un match in cui l’azzurro ha superato ogni insidia fino ad assicurare all’Italia la prima semifinale Slam della storia tra due tennisti del Bel Paese. Un traguardo che, sottolinea Cobolli, arriva da lontano: “Jannik, ma anche Matteo [Berrettini, ndr], Fognini e Cecchinato, si è creato un movimento che oggi aiuta tanti ragazzi e che ha il sostegno di molte persone, da chi lavora con noi a chi ci segue in tv, il segreto è aver creato una mentalità vincente“.
La doccia portafortuna
La conferenza stampa finora più importante della carriera di Cobolli non poteva certo chiudersi senza un tocco della sua ironia: “Questa settimana sono un po’ pazzo, mangio sempre le stesse cose e uso sempre la stessa doccia che era quella di Rafa [Nadal, ndr], ricordo ancora quando gliela rubai per errore e lui mi bussò per dirmelo”.