“Le condizioni erano molto diverse oggi. All’inizio lui ha giocato molto meglio, perché ha trovato le giuste misure più velocemente. Quando ci sono riuscito anch’io mi sono sentito alla grande”. Queste le parole in conferenza stampa di Alexander Zverev al termine del successo in tre set su Rafael Jodar nei quarti di finale del Roland Garros 2026.
Nella prossima sfida il tedesco affronterà il vincente del match tra Joao Fonseca e Jakub Mensik. In ogni caso se la vedrà con un tennista più giovane di lui e, nonostante elogi la batteria di astri nascenti, per lui non è così importante chi dovrà sfidare: “La presenza di diversi giovani ancora in gioco dimostra che bel gruppo di nuovi tennisti stia arrivando. Per me però conta poco chi c’è dall’altra parte della rete, mi fido di me stesso e del mio gioco”.
LA POTENZA DEL TENNIS ITALIANO
Il movimento azzurro si sta affermando sempre di più, anche nei maggiori palcoscenici. Zverev, infatti, non è rimasto stupito dal percorso degli italiani nello Slam parigino, eccetto per Matteo Arnaldi, che è stato una piacevole scoperta: “Non sono sorpreso del livello mostrato da Berrettini, è sempre stato forte e ha giocato una finale Slam. Arnaldi è la sorpresa più grande. Conosciamo bene il potenziale di Cobolli”.
QUESTIONE OLIMPICA
Nella sua ottima carriera l’ex numero due del mondo ha vinto diversi Masters 1000 e le ATP Finals, ma il suo orgoglio più grande è la medaglia d’oro olimpica, molto difficile da ottenere: “La medaglia d’oro per me è il traguardo più difficile da raggiungere, perché hai un’occasione ogni quattro anni. Infatti, solo in pochi l’hanno conquistata. Non la scambierei per nulla”.