Fabio Sensi: “Con Benedetta si lavora bene, ma non parliamo solo di tennis”

di - 12 Ottobre 2016

Di per sé, il rapporto tra papà e figlia è qualcosa di unico. È lui il “faro”, il punto di riferimento di una bambina che poi diventerà ragazza e poi donna, plasmata in moltissimi aspetti dai suoi insegnamenti e dal suo esempio. Se poi oltre a quello di papà ricopri anche il ruolo di allenatore di una piccola atleta che ottiene risultati straordinari, il campo si allarga.

È il caso di Fabio Sensi, padre e maestro di Benedetta, campionessa d’Italia under 11 e una delle giovani promesse più interessanti del tennis italiano. Il New Magnolie di Roma il loro circolo, lo stesso dell’altro campione italiano under 11, Filippo Mazzola.

Fabio, presentaci la Benedetta giocatrice, in fondo parliamo di una tua allieva, no?

“Anche se mi sembra strano definirla ‘giocatrice’, Benedetta è molto forte sia a livello fisico sia mentale. Inoltre ha una grande predisposizione al lavoro sul campo, quindi ci si può lavorare davvero bene”.

E invece fuori dal campo che tipo è? Come le piace impiegare il suo tempo quando non gioca?

“È una bambina molto attiva ed affettuosa, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo. Fa amicizia con facilità, mentre quando sta a casa le piace ascoltare musica e giocare ai videogiochi, un po’ come tutti i suoi coetanei”.

Ti aspettavi che potesse vincere i campionati italiani senza perdere un set?

“No, sapevo che fosse tra le favorite ma non mi aspettavo assolutamente una vittoria di questo tipo”.

Veniamo a “voi”: senti una doppia responsabilità essendo sia padre sia allenatore di una bambina che gioca così bene?

“Io e Benedetta siamo molto, molto legati. Passiamo tantissimo tempo insieme tra campo, casa e i tornei alla quale la accompagno, ma ciò che mi interessa più di tutto il resto è fare bene il papà. Può sembrare una risposta scontata, ma è la realtà. Faccio il maestro di tennis da sempre e adesso tra le mie allieve c’è lei che gioca discretamente bene, ma innanzitutto voglio essere un bravo papà”.

A casa l’argomento predominante delle conversazioni è il tennis?

“Avendo anche mia moglie giocato ad ottimi livelli, di tennis si parla inevitabilmente, ma non è l’argomento principale di cui parliamo a casa. Quando siamo tutti insieme, Benedetta ci racconta cosa ha fatto a scuola e come è andata la giornata, poi c’è il tennis che, diciamo così, occupa uno spazio importante delle nostre vite”.

Al vostro circolo è tesserato anche Filippo Mazzola, altro piccolo giocatore molto interessante…

“Sì, Filippo si allena a Jesi ma è tesserato da noi e lo conosco da 3 anni. A volte lo porto con me e Benedetta in giro per tornei: è un bambino sveglio, tenace e sempre sorridente, anche in campo. Per l’età che ha, è un giocatore estremamente solido”.

Come si gestiscono due giocatori tanto forti quanto giovani, soprattutto dopo due vittorie così esaltanti?

“Per mia fortuna, sia Benedetta sia Filippo sono coscienti del fatto che ciò che stanno facendo sia una sorta di approccio al tennis. Il traguardo che hanno raggiunto è carino e interessante, niente di più. Bisogna trasmettere tranquillità dopo successi del genere”.

Cosa prevede il finale di stagione di Benedetta?

“Abbiamo finito i tornei, dunque Benedetta si allenerà al CPA della Federazione e parteciperà ai raduni di Tirrenia. Per il resto, continuerà gli allenamenti, andrà a scuola e avrà un po’ di meritato tempo libero”.

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